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Training the design skills based on the Agire educativo paradigm. The laboratories at the Sciences of Education Degree courses (L19)
The design is assumed as the ability to adapt the models learned to the context and the situations in an intelligent way and a complex competence within the Agire educativo (Perla & Riva, 2016) since it implies global-analytical approach, clinical intuition and know-how. The article deals with how to train this complex competence in view of the explanatory models – Terzo educativo (Perla, 2016a) and Finalità-Variabili-Percorso (F-V-P) (Rossi & Toppano, 2009) in the specific abductive component of them, and describes the organizational structure as well as the operating devices of the laboratories (EduLabo and Interventions on developmental disabilities) held at the Science of Education Degree courses, at the University of Bari and Giustino Fortunato Open University. In this way, some clarifications regarding the complex nature of the design ability, exemplifications of the didactically educational method as well as arguments on the didactic coordination of the Science of Education Degree courses are offered.Formare l’abilità progettuale alla luce del paradigma dell’agire educativo. I laboratori nei CdL-19
Il lavoro assume la progettazione come capacità di adattare in maniera intelligente modelli appresi in ragione del contesto e delle situazioni e la rilancia come competenza complessa dell’Agire educativo (Perla & Riva, 2016) che implica approccio globale e analitico, intuizione clinica e tecnicalità. L’articolo pone la questione su come formare tale competenza complessa attraverso la ripresa dei modelli esplicativi del Terzo educativo (Perla, 2016) e della Finalità-Variabili-Percorso (F-V-P) (Rossi & Toppano, 2009), nella specifica componente abduttiva, e descrive l’impianto organizzativo nonché i dispositivi operativi dei laboratori (EduLabo e Interventi nelle disabilità dello sviluppo) adottati nei CCdSS Scienze dell’educazione e della formazione dell’Università degli Studi di Bari e Scienze dell’Educazione dell’Università Telematica Giustino Fortunato. Vengono, così, offerti alcuni possibili chiarimenti circa il carattere complesso dell’abilità progettuale, un’esemplificazione di metodo didatticamente educativo nonché argomenti sulla necessità di una regia didattica dei CdL-19
L'agire partecipativo
Gli studi organizzativi assumono la partecipazione come la variabile-chiave del cambiamento, pur con qualche limite di incoerenza fra i principi formulati dalla retorica del knowledge management più avanzato (che usa ormai la parola come una formula “magica” valida per tutti i contesti) e le pratiche effettivamente realizzate (Masino 2005; Ciaffi - Mela 2006; Mazzotta 2007). Sullo sfondo vi è il mutamento di scenario dal fordismo al post-fordismo che caratterizza i mondi imprenditoriali e istituzionali del-la contemporaneità. Il saggio parte dall'assunto che le moderne culture organizzative chiedono ai neo-assunti processi di riconversione cognitiva e valoriale, prima che economica e il superamento delle aspettative (ormai) disattese di piena occupazione tipiche della società fordista, una consapevolezza del fatto che il lavoro è sempre più una risorsa transizionale i cui benefici vanno riconosciuti anche nella sfera della cosiddetta economia informale prodotta nell’ambito della vita familiare, del tempo libero o del volontariato. Nel contributo vengono accostati senso e significati della partecipazione dal punto di vista di una didattica degli adulti che attribuisce priorità ontologica all’azione (Damiano 1993; Demetrio 1999; Demetrio - Fabbri - Gherardi 1994; Argyris - Schön 1998) e agli impliciti che la sottendono (Perla 2010) e viene offerta una declinazione del discorso dal punto di vista delle metodologie di promozione di una competenza distintiva al saper partecipare adattata ai contesti organizzativi e alle peculiarità di questi ultimi
Relazione tra intelligenza e comportamento adattivo in adulti con disabilità intellettiva istituzionalizzati e non istituzionalizzati.
Relationship
between intelligence and adaptive behaviour in institutionalised and non
institutionalised adults with intellectual disabilities
Doctoral
thesis by: Perla Valentini
Supervisor: Michela Sarlo
Cosupervisor: Carmen Belacchi
The diagnosis of Intellectual Disability ( requires the assessment of both cognitive and adaptive
functioning (DSM 5). Little is known about the evolution of these levels of functi oning in adults
with DI, nor how much and how they are interrelated.
This research is aimed to make a contribution to the scarce evidence in the literature by
investigating the development of intellect and adaptive behaviour in Italian adults with DI.
94 adults with DI (37 M, 57 F, average age of 38 years, range 18 64), of whom 47 institutionalised
and 47 non institutionalised, were administered the WAIS IV Scale and the CPMs for the
assessment of cognitive level, the ENB 2 battery for the assessment of neuropsychological
functions and a test of definitional skills for the assessment of language competencies to the
respective caregivers/educators we re administered the Vineland II Survey Form scales. Non
parametric analyses were conducted to identify the role of the following variables age, gender,
schooling and living context, association between cognitive level and adaptation.
Among the main results, it emerged that the degree of disability (total IQ WAIS IV scale) tends to
worsen over the course of life, mainly characterised as medium grade ( and severe
( Consistent ly with other scientific evidence s with the increasing age, has been found a
significant decline in all cognitive indices with greater deterioration of the fluid components of
intelligence, which, as occurs in old age, tend to deteriorate earlier than the crystallised
components.
Schooling presents a positive association with all the skills investigated, conf irming its potential
protective role in mental deterioration in both typical and atypical ageing.
Significantly higher performance also emerged in adults with DI who live with their families,
compared to those attending day centres and in males compared to females.
Correlation indices between cognitive and adaptive behaviour measures were high (r between .63
and with cognitive skills having a greater influence on C A levels than CA on intellectual
performances With respect to the definitional competence, all subscales and the Total Scale of the WABS II were
found to be predicted by this metalinguistic and meta representational ability which could constitute
a specific facilitator of adaptation, all owing to share mental representations
La ricerca-formazione con gli IDR: per un modello a partire dalle pratiche
Il saggio presenta una ricerca condotta con gli insegnanti di religione cattolica secondo lo statuto collaborativo e il paradigma di analisi delle pratiche didattich
Correction: Ring Augmentation of the Roux-en-Y Gastric Bypass: A Propensity Score Matched Analysis of 5-Year Follow-Up Results
For author Perla J. Marang-van de Mheen, the name tagging in the XML is incorrect. The author given name should be “Perla J.”, and the author family name should be “Marang-van de Mheen”.</p
Trasformazioni sociali e nuovi scenari per l’educazione. Riflessioni e proposte neo-personalistiche
Parlare di educazione all’alba di un anno che, ci auguriamo tutti, lascerà alle spalle il Covid-19, apre scenari variegati. La pandemia è piombata all’improvviso nelle nostre società già attraversate da fratture economiche e ambientali profonde nelle quali da tempo crescevano insoddisfazioni e disuguaglianze. E in molti, da anni, denunciavamo i limiti dell’idea di sviluppo come principio integratore utile a interpretare i processi di mutamento sociale. Alla luce di quanto accaduto, l’idea di sviluppo ha perso definitivamente la sua credibilità. E oggi siamo all’inizio di una stagione che chiede riposizionamenti teorico-pratici: urgono risposte nuove per problemi nuovi. La globalizzazione, sino a ieri richiamata per l’espansione dei mercati e il primato dell’economia, oggi ha salute e sostenibilità quali suoi
tratti maggiormente rappresentativi. E la pedagogia, in quanto ricerca sulle ragioni, condizioni e finalità dell’agire educativo, sulle relazioni fra soggetti ed istituzioni, può, oggi, concretamente contribuire alla elaborazione di soluzioni per riguadagnare il riequilibrio ambientale e sanitario perduto. Nella stagione post-Covid gli obiettivi della pedagogia si fanno ambiziosi e i compiti ardui ma non necessariamente esposti al fallimento. Personalmente, poi, guardo con speranza a questo ‘inizio’. Siamo entrati nella stagione delle grandi consapevolezze: consapevolezze dei problemi complessi che abbiamo di fronte ma anche dell’adeguatezza o inadeguatezza della pedagogia e della didattica nel saper trovare risposte valide. E, dunque, la domanda principale che pongo è soprattutto autoriflessiva: possono la pedagogia e la didattica produrre ‘idee buone’ per affrontare le trasformazioni sociali in atto? E se sì quali? Ciò che rende riconoscibile e distinguibile un lavoro in termini pedagogici è, infatti, la sua capacità di incidere sull’agire educativo. In quali modi è possibile incidere? Attraverso
quali prospettive
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