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Didattica e valutazione (degli apprendimenti): due facce della stessa medaglia
The article, after recalling the link between didactics and evaluation,
underline the threefold function that should be carried out by the
evaluation activity for learning: orientation, training and certification.
Therefore, the contribution call for a distinction between assessment of
learning and assessment for learning. Finally, the author addresses the issue
of assessment and skills certificationL’articolo, dopo aver ricordato il legame sempre presente tra didattica e
valutazione, richiama la triplice funzione che dovrebbe assolvere l’attività
valutativa per l’apprendimento: orientativa, formativa, certificativa.
Quindi, il contributo prosegue richiamando la distinzione tra l’assessment
of learning e l’assessment for learning. Infine, l’autrice affronta il tema della
valutazione e certificazione delle competenze
Vent’anni di ricerca sulla formazione universitaria del docente di scuola secondaria (scientificamente) persi? Fra incerte navigazioni e scenari possibili
Da più di vent’anni il tentativo nel nostro Paese di adottare un sistema di formazione e reclutamento degli insegnanti di scuola secondaria somiglia al passo del gambero: a ogni passo di avanzamento, al cambio di legislatura ne seguono due indietro per le modifiche sostanziali apportate al modello vigente. Come in un infinito gioco dell’oca, ci ritroviamo oggi al punto di partenza, ovvero alla sostanziale assenza di un modello di formazione universitario
del docente, in una condizione di disallineamento rispetto alle politiche adottate dal resto dell’Europa. L'intento del contributo è duplice: da un lato chiarire i motivi di questa crisi ‘permanente’, anche in forma critica e autocritica, riferiti
alla concreta realtà delle istituzioni e delle politiche dell’istruzione italiane; dall’altro analizzare il ruolo che la ricerca didattica generale e disciplinare è chiamata a svolgere nell’approccio al tema della formazione del docente secondario, con riguardo al problema delle competenze sofisticate richieste ai docenti dalle studentesse e dagli studenti nel tempo della globalità e dello sviluppo sostenibile post-Covid
Testimoni di sapere didattico. Vent’anni di formazione del docente di scuola secondaria
Il libro è l’esito dei lavori del Seminario di studio DidaSco che ha chiamato a dibattere nell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro docenti e ricercatori di varie discipline e presidenti di Società scientifiche sui motivi e le ragioni della permanente ‘emergenza’ del modello italiano di formazione del docente di scuola secondaria.
Da più di vent’anni il tentativo nel nostro Paese di adottare un sistema di formazione e reclutamento degli insegnanti di scuola secondaria somiglia al passo del gambero: a ogni passo di avanzamento, al cambio di legislatura ne seguono due indietro per le modifiche sostanziali apportate al modello vigente. Come in un infinito gioco dell’oca, ci ritroviamo oggi al punto di partenza, ovvero alla sostanziale assenza di un modello di formazione universitario del docente, in una condizione di disallineamento rispetto alle politiche adottate dal resto dell’Europa.
L'intento del volume è duplice: da un lato chiarire i motivi di questa crisi ‘permanente’, anche in forma critica e autocritica, riferiti alla concreta realtà delle istituzioni e delle politiche dell’istruzione italiane; dall’altro analizzare il ruolo che la ricerca didattica generale e disciplinare è chiamata a svolgere nell’approccio al tema della formazione del docente secondario, con riguardo al problema delle competenze sofisticate richieste ai docenti dalle studentesse
e dagli studenti nel tempo della globalità e dello sviluppo sostenibile post-Covid. Il libro si rivolge a docenti universitari e scolastici interessati a meglio comprendere gli interventi ‘riformatori’ in atto in ordine alla definizione del profilo del docente di scuola secondaria e al conseguente modello della sua formazione e a studenti universitari orientati all’insegnamento nello specifico segmento della scuola secondaria
L’insegnamento dell’educazione civica: prodromi educativo-didattici e “prove tecniche” di curricolo
Rientra nel curricolo scolastico l'educazione civica sotto forma di un nuovo insegnamento trasversale la cui
mediazione richiederà un team di riferimento e un coordinatore. Questo almeno per la scuola primaria e per
la scuola secondaria di primo grado. Per la scuola secondaria di secondo grado, invece, questa nuova
disciplina sarà affidata a docenti delle discipline giuridiche ed economiche presenti negli istituti. In totale,
tale insegnamento richiederà almeno 33 ore in un anno, da inserire nei quadri ordinamentali vigenti, con la
possibilità di attingere anche alla quota dell'autonomia. L’insegnamento dell’educazione civica comporterà
modifiche del PTOF (Piano Triennale dell'Offerta Formativa). Nel seguente contributo si affronta la
questione delle idee-guida di tale nuova disciplina e si propone una matrice concettuale dell’insegnamento
dell’educazione civica (strutturata per assi culturali) dalla quale far discendere curricola distinti per ordine
e grado di scuola. La matrice è l’esito di una ricerca-formazione nazionale “A scuola di cittadinanza.
Curricolo verticale e valutazione delle citizenship skills”. La sfida per gli insegnanti sarà quella di rendere
finalmente contenuti, obiettivi e traguardi di questo insegnamento non più “ospiti” dei curricoli vigenti ma
veri e propri cardini di una formazione antropo-pedagogicamente fondata.Civic education is part of the school curriculum in the form of a new transversal teaching and his mediation
will require a reference team and a coordinator. This, at least, for primary and first grade of secondary
school. For the secondary school, however, this new discipline will be entrusted to teachers of the legal and
economic disciplines present in the scholls. In total, this course includes 33 hours in a year. The teaching of
civic education will involve the PTOF (Three-year plan of the educational program). The paper focuses the
question of the guiding ideas of this new discipline and proposes a conceptual matrix of the teaching of civic
education. Curricula may follow from this scheme. The matrix is the result of a national research-training
“At citizenship school. Vertical curriculum and assessment of citizenship skills ". The challenge for teachers
will be to finally make the contents, objectives and goals of this teaching no longer "guests" of the existing
curricula but real cornerstones of an anthropo-pedagogically founded trainin
Per un modello Self-Study del Tirocinio di Scienze della Formazione Primaria a ciclo unico: prodromi di una didattica dell’accompagnamento.
Since the time of its institutionalization, the internship of Primary Training Sciences has been depicting as a cardinal "place" of initial training for teaching professionality. Throughout last twenty years many steps have been moved forward, in order to draw the perimeter of its legislative boundaries, as long as enlightening enough this formative "path", its didactic field, object, expertise repertoires which are necessary for the accompanying figures of the students (tutor, welcoming mentors) that are very different with respect to the ones required in other contexts of university didactics. This essay documents the approximation steps towards a Self-study based matrix of internship functioning to implement throughout the new five-year unique cycle Course of Primary Training Sciences, which is based upon the self-advertisement of tutors as considered themselves as figures of mediation for the promotion of students' knowledge about/for the profession
Introduzione
Una buona documentazione - connessa alla rilevazione e interpretazione del dato empirico rilevato - è la premessa indispensabile di qualsiasi valutazione che voglia dirsi minimamente affidabile. Questo sia per la valutazione degli apprendimenti (rispetto alla quale ogni insegnante giunge a formulare il proprio giudizio sulla base di un reticolo di elementi solo una parte dei quali collegabili all’apprendimento); sia per le autovalutazioni a fini di miglioramento professionale (oggetto specifico della ricerca presentata in questo libro) nelle quali confluiscono, variamente combinate, evidenze molteplici emergenti dall’analisi delle dimensioni costitutive della pratica professionale (didattica, innovazione, organizzazione, formazione).Le domande che hanno mobilitato la ricerca riportata nel volume sono state soprattutto due: come è possibile valorizzare il lavoro di una Scuola e promuovere lo sviluppo professionale dei docenti attraverso la pratica documentativa? E ancora: può un repertorio di scritture professionali, ben formalizzato, contribuire a dare impulso ai processi trasformativi della professionalità docente restituendo all’insegnante il protagonismo professionale che gli è proprio e che ne valorizzi il merito? Nel libro viene offerta una possibile risposta e formalizzato un dispositivo inedito di valutazione per la valorizzazione
Forma e contenuto del giudizio scolastico. Elementi per un dibattito
The paper offers a reading of the lemma 'judgment' (evaluati on) from a terminological-conceptual point of
view, indicating its purposes, forms of structuring and contents. The expression of judgment constitutes the
moment of external communication of the students' academic performance. The Italian school system
provides that the evaluation judgment is made at the end of a quarter or a quarter of a school year. The form
that a judgment can take varies: from the numerical grade using ordinal scales of different extension (in
tenths in the school, in hundredths in the high school exam, in thirty in the university exams) to the
formulation through the use of literal or verbal scales. The Italian school has used all three of these types.
The content of the judgment varies according to the purposes for which it is formulated. The intermediate
judgment will present proactive and prognostic contents, the final one will accentuate the orienting function.L’articolo offre una lettura del lemma ‘giudizio’ (di valutazione) dal punto di vista terminologicoconcettuale,
indicandone scopi, forme di strutturazione e contenuti. L’espressione del giudizio costituisce il
momento della comunicazione all’esterno del rendimento scolastico degli studenti. L’ordinamento scolastico
italiano prevede che il giudizio di valutazione venga formulato al termine di un trimestre o di un
quadrimestre di un anno scolastico. La forma che può assumere un giudizio è varia: dal voto numerico
impiegando scale ordinali di diversa estensione (in decimi nella scuola, in centesimi nell’esame di maturità,
in trentesimi negli esami universitari) alla formulazione attraverso l’uso di scale che possono letterali o
verbali. La scuola italiana ha utilizzato tutte e tre queste tipologie. Il contenuto del giudizio varia a seconda
degli scopi per i quali è formulato. Il giudizio intermedio presenterà contenuti di tipo proattivo e
prognostico, quello finale accentuerà la funzione orientativa
Più che conclusioni, rilanci
Il capitolo espone le conclusioni della ricerca-formazione riportata nel volume in tutte le sue fai e rilancia l'opportunità di un seguito della stessa, nella prospettiva di una valorizzazione della qualità professionale degli insegnanti
Le scritture professionali per il miglioramento: la ricerca-formazione
Il saper scrivere professionale è diverso dal “saper scrivere” inteso in senso lato. Esso è il risultato della maturazione di conoscenze e abilità che, riguardate dalla parte della cattedra, chiedono allo scrivente-insegnante un lavoro di analisi istitutivo di un neocodice: quello dello scrivere per il lavoro di Scuola. Dal punto di vista della teorizzazione didattica l’apprendimento delle pratiche di scrittura nello sviluppo professionale costituisce un dominio di lavoro avanzato della ricerca (Comiti, Nadot & Saltiel, 1999; Blanchard Laville, Fablet, 2003; Morisse, Lafortune, Cros, 2011; Demetrio, 1995; Striano, 2001; Laneve 2009, Perla, 2006; 2012). Di qui l’iniziativa che ha mosso il gruppo dei ricercatori intorno all’idea del progetto “Lo sviluppo professionale del docente. Dal PdM alla valorizzazione del merito”. La ricerca ha coinvolto più di 300 fra docenti e dirigenti di 33 Scuole di ogni ordine e grado della Puglia, distribuite territorialmente secondo la modalità di organizzazione delle Scuole Polo, nelle province di Bari, Barletta-Andria-Trani, Foggia, Lecce, Taranto, Altamura. Nel capitolo si ricostruisce il paradigma teorico della ricerca e gli step della ricerca-formazione
Apologia della predella
La scuola ha un preciso disegno formativo destinato a superare la storia: dare strumenti e ragioni per uscire dall’ignoranza, per superare le paure e le distorsioni che gli egoismi individuali nutrono. La scuola è un moltiplicatore della democrazia e la democrazia è oggi un “oggetto” troppo frangibile per non farle spazio nell’insegnamento. In una società quale la nostra, “senza padri” e senza ideologie, alla scuola tocca attraversare ampie zone di oscurità e fare i conti con la banalità del male. Di fronte a tale problema l’unico scenario possibile per le scuole è quello di trovare forme sempre più incisive di mediazione per insegnare a conoscere e, attraverso il conoscere, anche a vivere e a convivere. Il saggio argomenta tale assunto a partire da una critica al volume "L'aula vuota" di Galli della Loggia
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