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    Introduzione: un welfare 2.0

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    La crisi economica ha riproposto con forza le esigenze di riforma dei sistemi delle politiche sociali, tanto che, dopo oramai mezzo secolo di riflessioni sulla crisi dello stato sociale, oggi spunta all’orizzonte il termine “nuovo welfare”, che sembra invitare ad una radicale revisione dello stato sociale. Tuttavia il profilo di questo nuovo welfare pare ancora lontano dal trovare una precisa definizione. Sono molte le ricette, altrettanti gli schemi interpretativi che si confrontano sul campo. In questo quadro d’incertezza, peraltro generalizzabile a molti ambiti di vita nell’attuale stagione socio-culturale, le scienze sociali affidano alla categoria della riflessività un ruolo di primo piano per orientarsi nei complessi processi di modernizzazione. Una tale categoria può trovare applicazione nel sistema delle politiche sociali? Che senso ha progettare le politiche sociali in modo riflessivo? Le politiche sociali riflessive sono davvero in grado di introdurci nel “nuovo welfare”? È questo lo scenario nel quale si colloca il testo, che propone al lettore una riflessione teorica ed un concreto esempio di progettazione riflessiva orientata a “Costruire e rafforzare legami nelle comunità locali” del mantovano. Il progetto che risponde ad un bando innovativo della Fondazione Cariplo ha coinvolto su iniziativa di Solco Mantova soggetti pubblici e privati (profit e nonprofit). Il testo si rivolge da un lato a ricercatori, responsabili e operatori dei servizi sociali, dirigenti e operatori del terzo settore chiamati, oggi, ad un costante lavoro di riflessione e aggiornamento della progettazione sociale, dall’altro a studenti di corsi di laurea in politiche sociali, scienze del servizio sociale e scienze dell’educazione che debbono familiarizzare con le modalità operative di stesura di un progetto di welfare locale

    Entrare nel “nuovo welfare” attraverso la porta della riflessività

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    Il capitolo presenta una rriflessione di teoria sociologica generale The paper presents a theoretical analysis of the concept of reflexivity, describes the specific concept of social reflexivity (Donati) and applies it to the contemporary process of innovation of welfare systems

    Un’esperienza di co-produzione: il caso del progetto ‘Dire Famiglia’

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    Questo contributo propone l’analisi di un’esperienza di co-produzione di servizi educativi per l’infanzia e la famiglia nata dalla partnership tra enti pubblici (Università di Verona, Comune e ASL di Mantova) ed imprese nonprofit (cooperativa sociale Il Giardino dei Bimbi e Consorzio Solco Mantova). Il progetto “Dire Famiglia” si configura come una vera e propria ricercaintervento in quanto si pone l’obiettivo di innescare un processo di innovazione sociale nel settore dei servizi socio-educativi, attraverso: a) innovazioni di processo – nuove modalità di erogazione e di partecipazione ai servizi del territorio sia per quanto concerne il ruolo delle Pubbliche Amministrazioni che per quello giocato dalle famiglie che utilizzano i servizi; b) innovazioni di prodotto – nuovi per la famiglia e l’infanzia in grado di rispondere alle mutate esigenze delle famiglie in tempi di crisi economica. La sperimentazione di nuovi servizi è seguita ad una raccolta dati avvenuta attraverso la somministrazione di un questionario rivolto alle famiglie frequentanti i nidi pubblici e del privato sociale della Città di Mantova. Le domande hanno analizzato la relazione esistente tra gestione dei tempi familiari, bisogni di cura e fruizione dei servizi, con attenzione alla costruzione condivisa dei servizi stessi; il questionario ha infatti approfondito la dimensione della partecipazione al servizio e della co-produzione quale ingrediente fondamentale per la costruzione sia di risposte più efficienti ed efficaci che di nuovi modelli per i servizi socioeducativi di minori e famiglie

    LE ORGANIZZAZIONI OMBRELLO DI TERZO SETTORE: IL DELICATO RAPPORTO CON LA SFERA PUBBLICA Un primo confronto tra Italia e Spagna

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    La tesi ha come obiettivo generale l’analisi delle relazioni tra stato e terzo settore e come obiettivo specifico l’approfondimento dell’influenza politica esercitata dalle organizzazioni ombrello di terzo settore. Si tratta di una tesi di tipo esplorativo che privilegia un approccio comparativo rivolto alle organizzazioni ombrello di terzo settore italiane e spagnole che sono impegnate in forme di forte rappresentanza ed incidenza politica nei confronti dello stato. Nello specifico è stata prima fornita una descrizione dei dibattiti in merito alla definizione del terzo settore presentando un ripasso di alcune delle più importanti teorie del terzo settore prodotte a livello internazionale mettendo in luce, dove possibile, alcune delle più significative ricerche empiriche. L’approfondimento teorico ha privilegiato una lettura comparativa dei contributi sul terzo settore che hanno avuto come focus di analisi principale le relazioni istaurate con lo stato nella loro natura rivendicativa al fine di analizzarne le componenti, i requisiti e le riflessioni che grazie ad esse si generano. L’approfondimento empirico utilizza una metodologia di tipo qualitativo orientata allo studio dei casi (case-study) che si espleta attraverso interviste in profondità ai leader di organizzazioni di terzo settore italiano e spagnolo volte ad incrementare la conoscenza sulla natura delle relazioni tra i due settori, e la somministrazione, raccolta ed analisi di questionari rivolti ai leader (presidenti) delle organizzazioni ombrello di terzo settore italiano e spagnolo. Le informazioni raccolte sono state analizzate con uno specifico software proprio della tecnica della Qualitative Comparative Analysis (QCA). Il tema dell’influenza politica ha rimesso sul tavolo la questione identitaria riferita al terzo settore, creando una liaison proficua ed uno spunto di riflessione sul significato delle azioni e delle pratiche che si mettono in atto. La centralità dell’identità emerge soprattutto quando questa dimensione si interseca con la rappresentanza: a) delle organizzazioni affiliate; b) dei soggetti, dei bisogni e delle tematiche poco presenti nei dibattiti pubblici per i quali le organizzazioni ombrello a livello nazionale sono considerate i principali portavoce. Proprio in quest’ultima accezione si esprime al meglio la riflessione sull’influenza politica che articola le componenti seguendo una direzione interna (come coinvolgere i diversi soggetti che compongono il terzo settore per conferire qual carattere unitario, dare il giusto peso alle diversificate forme organizzative e alla diversa grandezza delle entità di terzo settore) che una direzione esterna relativa a quel carattere sistemico che gli stessi leader considerano deficitario. Il ruolo giocato dalla classe dirigente acquista un’importanza sostanziale; è necessario che i leader di terzo settore dispongano di una "lettura e capacità strategica", di una dimensione prospettica che permette loro di leggere, interpretare ed intuire i trend di cambiamento che avvengono nella società e che condizionano, di conseguenza il contesto nel quale opera il terzo settore. Gli sforzi e le abilità che vengono richieste alla classe dirigente del terzo settore in qualità di rappresentanti, non possono prescindere, così come avviene in qualsiasi forma di relazione bi direzionale, dal coinvolgimento di tutte le parti in causa ma soprattutto della sfera pubblica. Senza nuove forme di partecipazione (non fittizia) e di rappresentanza (non gestita sotto la morsa del ricatto), non vi può essere un’autentica e plausibile relazione simmetrica. Per sostenere le forme di rappresentanza sociale che hanno inevitabilmente arricchito quella dei corpi intermedi tradizionali, la responsabilità delle politiche pubbliche nazionali, regionali e locali risiede nella spinta a favorire la realizzazione di una vera società attiva, in cui davvero si manifesti come "bene pubblico" quel tessuto connettivo della cittadinanza spesso attribuito ai comportamenti e ai rapporti privati di quote più o meno larghe di cittadini.This study compares and analyses different definitions of the third sector including some of the most important international theories on the third sector and, where possible, some of the most empirical researches undertaken. The theoretical analysis focuses on comparing different theories and also focuses on the analysis of the relationship created with the state and on the demanding nature of this relationship, with the objective of analyzing the components, requirements and thoughts behind it. The empirical examination uses a qualitative method directed to a case-study that is carried out through: - in-depth interviews with leaders of service sector organizations in both Italy and Spain, in order to increase the knowledge on the nature of the relations between the two sectors, - the distribution, collection and analysis of questionnaires given to the leaders of the third sector umbrella groups in Italy and Spain. The collected information has been analyzed with a specific software that uses Qualitative Comparative Analysis (QCA). The theme of political influence on the third sector has put the issue of the sector’s identity back on the table, creating a advantageous liaison and a reflection on the meaning of the actions and practices adopted. The importance of identity emerges often when its dimensions intersect with the representation: a. of affiliate organizations b. of the interested parties, needs and themes which are not often represented in public debates, for which national umbrella groups often act as the main spokes people. It is the latter that conveys at best the thoughts around political influence and identifies the components through both an internal direction (how to involve the different components that form the third sector, in order to give a unique character and the right importance to different organizational structures and dimensions of the entities within the third sector) and an external direction relating to the systemic character that the leaders found insufficient. The role played by the leaders has a substantial relevance, it is necessary that the third sector leaders have a reading and understanding capacity, they need to have a prospective dimension that allows them to read and interpret the changing trend that occurs in society and the environment in which the third sector resides. The endurance and abilities that the manager class of the third sector must maintain while in representation must take into consideration, the involvement of the interested parties and the public, as in any bilateral relationship. Without new participation method and new representation methods (not managed through the power of blackmail), it is not possible to have an authentic and plausible symmetrical relationship. In order to sustain the social parties that have inevitably enriched the intermediate traditional bodies, the responsibility of the national, regional and local public politics is to create the conditions for an active society where the commonwealth is the connection between citizens often expressed in their behavior and private relationships

    La co-production applicata all’innovazione sociale dei servizi per l’infanzia e la famiglia

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    Il paper propone l’analisi di un’esperienza di co-progettazione, co-gestione e coproduzione di servizi educativi per l’infanzia e la famiglia nata dalla partnership tra enti pubblici (Università di Verona, Comune e ASL di Mantova) e imprese non profit (cooperativa sociale Il Giardino dei Bimbi). Il progetto di ricerca si configura come una ricerca intervento in quanto intende innescare un processo di social innovation nel settore dei servizi socio-educativi, attraverso: a) innovazioni di processo - nuove modalità di erogazione e di partecipazione ai servizi del territorio sia per quanto concerne il ruolo delle Pubbliche Amministrazioni che per quello giocato dalle famiglie che utilizzano i servizi, e b) innovazioni di prodotto - nuovi servizi per la famiglia e l’infanzia in grado di rispondere alle mutate esigenze delle famiglie in tempi di crisi economica. La raccolta dei dati è avvenuta attraverso la somministrazione di un questionario rivolto alle famiglie frequentanti i nidi della Città di Mantova sia pubblici che gestiti da una realtà del terzo settore (Cooperativa Il Giardino dei Bimbi). Le domande in esso contenute hanno analizzato la relazione esistente tra gestione dei tempi familiari, dei bisogni di cura e la fruizione dei servizi. Il questionario ha previsto anche un approfondimento relativo alla costruzione condivisa dei servizi andando ad esplodere la dimensione della partecipazione al servizio e della co-production quale ingrediente fondamentale per l’individuazione sia di risposte più efficienti ed efficaci che di nuovi modelli di gestione dei servizi socio-educativi per minori e per le famiglie in tempi di crisi economica

    Progetti sociali riflessivi nel "nuovo welfare"

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    La crisi economica ha riproposto con forza le esigenze di riforma dei sistemi delle politiche sociali, tanto che, dopo oramai mezzo secolo di riflessioni sulla crisi dello stato sociale, oggi spunta all’orizzonte il termine “nuovo welfare”, che sembra invitare ad una radicale revisione dello stato sociale. Tuttavia il profilo di questo nuovo welfare pare ancora lontano dal trovare una precisa definizione. Sono molte le ricette, altrettanti gli schemi interpretativi che si confrontano sul campo. In questo quadro d’incertezza, peraltro generalizzabile a molti ambiti di vita nell’attuale stagione socio-culturale, le scienze sociali affidano alla categoria della riflessività un ruolo di primo piano per orientarsi nei complessi processi di modernizzazione. Una tale categoria può trovare applicazione nel sistema delle politiche sociali? Che senso ha progettare le politiche sociali in modo riflessivo? Le politiche sociali riflessive sono davvero in grado di introdurci nel “nuovo welfare”? È questo lo scenario nel quale si colloca il testo, che propone al lettore una riflessione teorica ed un concreto esempio di progettazione riflessiva orientata a “Costruire e rafforzare legami nelle comunità locali” del mantovano. Il progetto che risponde ad un bando innovativo della Fondazione Cariplo ha coinvolto su iniziativa di Solco Mantova soggetti pubblici e privati (profit e nonprofit). Il testo si rivolge da un lato a ricercatori, responsabili e operatori dei servizi sociali, dirigenti e operatori del terzo settore chiamati, oggi, ad un costante lavoro di riflessione e aggiornamento della progettazione sociale, dall’altro a studenti di corsi di laurea in politiche sociali, scienze del servizio sociale e scienze dell’educazione che debbono familiarizzare con le modalità operative di stesura di un progetto di welfare locale

    Claudia Rankine: An Evening with Claudia Rankine

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    An initiative of the National Endowment for the Arts in partnership with Arts Midwest, the NEA Big Read broadens our understanding of our world, our communities, and ourselves through the joy of sharing a good book. For NEA Big Read: Hampton Roads, that book is Citizen: An American Lyric. NEA Big Read: Hampton Roads, the President\u27s Lecture Series, and the President\u27s Task Force on Inclusive Excellence invite you to a powerful evening with Claudia Rankine, the book\u27s author, hosted by Tim Seibles, Poet Laureate for the Commonwealth of Virginia, and opening with readings by local youth poets. Claudia Rankine has written five collections of poetry, including Citizen: An American Lyric, which was selected for the National Endowment for the Arts\u27 Big Read, and two plays. She also has participated in several video collaborations and edited anthologies including The Racial Imaginary: Writers on Race in the Life of the Mind. Rankine has received fellowships from the MacArthur and Guggenheim foundations. Citizen won several honors, including the National Book Critics Circle Award for Poetry, the PEN Open Book Award and the NAACP Image Award. Citizen also was the only poetry book to be a New York Times nonfiction bestseller. She is the Frederick Iseman Professor of Poetry at Yale University and chancellor of the Academy of American Poets

    Portrait of Claudia Lynn Pittman.

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    Handwritten inscription: Claudia Lynn Pittman, 20 yrs old, Hattiesburg.https://egrove.olemiss.edu/joephoto_c/1129/thumbnail.jp

    Homonoia - Concorda - Sammanasya

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    Analysis of the divine figures of Homónoia in the Greek pantheon, Concordia in the Roman pantheon, and Sammanasya in the Vedic pantheon. Claudia Santi is the author of Homónoia; Andrzej Gillmeister is the author of Concordia; Antonio Salvati is the author of Sammanasya. As regards Homónoia, the origin of this personified abstraction seems to be traced back to the political debate of Athens in the last 5th century. Maybe it was created by Antiphon as opposed to stásis, both in the meaning of ‘psychic conflict’ and ‘internal political dissensions, civil war’

    Claudia Emerson, 31st Annual ODU Literary Festival

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    Claudia Emerson was awarded the 2006 Pulitzer Prize in Poetry for her book Late Wife: Poems (LSU Press, 2005). She is also the author of the poetry collections Pharaoh, Pharaoh, and Pinion: An Elegy; all volumes are published in Dave Smith’s Southern Messenger Poets series. Her poems have appeared in Poetry, Southern Review, Shenandoah, TriQuarterly, New England Review and other journals. Emerson is the recipient of a Witter Bynner Fellowship from the Library of Congress and fellowships from the National Endowment for the Arts and the Virginia Commission for the Arts. She is an associate professor of English at the University of Mary Washington in Fredericksburg, Va
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