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    Il linguaggio mafioso. Scritto, parlato, non detto

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    The volume aims to show the language of the so called 'mafia'. The main task is the definition of the linguistic and pragmatic boundaries of this notion, The book starts from the paradox of the communication of the mafia. How mafia communicates even though it is an organization based on silence? The volume studies written, spoken and unspoken facts of communication of mafia.Il volume affronta il tema del linguaggio mafioso cercando di definirne i contorni pragmatici prima ancora che linguistici. Il punto di partenza è quello che potrebbe essere definito il paradosso del linguaggio mafioso: in che modo un'organizzazione che ha fatto del silenzio la sua cifra identitaria è riuscita a costruire un sistema comunicativo riconoscibile? Il volume tenta di rispondere a questa domanda conoscitiva attraverso una disamina che tocca i tre aspetti fondamentali della comunicazione umana: il parlato, lo scritto e il non detto. Questi tre aspetti vengono nel volume affrontati sulla base della distinzione fra comunicazione e comunicazione interna all'associazione mafiosa

    L'intertestualità nella canzone italiana fra riferimenti letterari e cultura pop

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    The paper addresses the theme of intertextuality in Italian songs. In particular, it aims to show the function that variuous types of references (literary, musical, cultural and so on) play in the lyrics of the song

    La scrittura in italiano LS in apprendenti sinofoni: tra testualità e retorica

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    Writing skills are a founding pillar of the linguistic-communicative competence of the L2 speakers, which requires a long process of learning and teaching. Based on a corpus analysis of texts written by 24 Chinese learners of Italian, this paper aims to explore whether elements attributable to construction models of the text typical of L1 affect the writing of second language and its embodiment. We analyze this corpus according to both the Contrastive (or Intercultural) Rhetoric and Second Language Acquisition point of views. The conclusion offers the result of the analysis with some reflections on teaching writing in Italian for Chinese students

    Teoria e pratica del testo. Grammatica, nuovi media, didattica, letteratura

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    Il binomio terminologico del titolo di questa Teoria e pratica del testo vuole richiamare le relazioni chiave nell’odierno dibattitto su lingua e testualità: il sempiterno ‘criticismo’ del rapporto tra struttura e uso, norma e variazione, invarianza e frattura. Le cinque sezioni che compongono il volume sono l’architrave editoriale di questo sintetico manifesto degli intenti. La prima (forse tale non a caso) ne contiene le parole chiave (“grammatica, testi, usi”), mentre nella seconda si ragiona sulle mutazioni di paradigma nel seno delle cosiddette neotestualità del web e della relazione fra media vecchi e nuovi. L’intero corpo qui descritto, poi, assume nuova luce laddove il tema ruota intorno agli approcci e ai metodi che ogni giorno vengono messi in campo per provare a co-costruire apprendimento linguistico con soggetti di L1 diversa dall’italiano (sez. 3). La successiva sezione è dedicata al testo poetico nella doppia chiave testuale-filologica e critico-divulgativa. Chiude il libro la parte a firma di Roberto Sottile, una rilettura a distanza di un quarto di secolo dei primi saggi di etnolinguistica dello studioso che sarebbe diventato uno dei più influenti e acuti dialettologi italiani

    Dalla risorgenza alla restaurazione: il dialetto fra nostalgia, rivendicazioni identitarie e appropriazioni indebite

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    Viene proposta una riflessione sullo stato del dibattito pubblico sul dialetto, un codice che oggi perde parlanti, ma guadagna nuovi ambiti di uso e una considerazione positiva che lo rende attraente e utilizzabile in ambiti diversi rispetto a quello della comunicazione ordinaria. Vengono presentate alcune iniziative, collocabili a pieno titolo fra le “risorgenze dialettali” che sempre più spazio e successo stanno trovando negli ultimi anni in conseguenza della perdita dello stigma negativo nei confronti delle varietà locali (sdoganamento). Viene discusso il fenomeno delle “Accademie” che, fondate con lo scopo di “promuovere” il dialetto, ne forniscono sistemi di scrittura, saggi di grammatica, profili geo- sociolinguistici, “corsi di apprendimento”, con la messa a punto di strumenti molto spesso non sostenuti da un adeguato impianto teorico o dalla consapevolezza che il dialetto come codice della “cultura dialettale” diventa “lingua” solo a prezzo di un processo di “ausbauizzazione forzata”

    Scrittura giornalistica e impegno antimafia. Soluzioni testuali e scelte linguistiche in Mario Francese e Giuseppe Fava

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    Gli studi sulle organizzazioni mafiose sono stati condotti, in molti casi, con una finalità non soltanto conoscitiva, ma anche di contrasto del fenomeno. In particolare, alla cosiddetta “antimafia” sono stati dedicati saggi specifici, tra i quali segnaliamo, per la ricchezza dei materiali e la profondità dell’analisi, la Storia del movimento antimafia di Umberto Santino (2009). Se pochi sono gli studi linguistici sulla lingua della mafia, praticamente nulli sono quelli sulla lingua dell’antimafia. La domanda da porsi, in effetti, è se davvero esista una lingua dell’antimafia, dotata dunque di tratti linguistici e testuali individuabili e peculiari. Per rispondere a questa domanda, in questo saggio viene seguita la strada tracciata da quel giornalismo che, a partire dagli anni ’60 e fino alla prima metà degli anni ’80 del secolo scorso, ci ha consegnato un modo di raccontare la mafia, e le vicende a essa connesse, che ancora oggi è un modello insuperato di impegno civile e rigore professionale. In particolare poseremo lo sguardo su due figure “storiche” che hanno operato durante la stagione pionieristica del giornalismo antimafia (che va grosso modo dalla fine degli anni ’50 al 1992, anno delle stragi di Capaci e via D’Amelio) e che hanno pagato con la vita il loro impegno al servizio della professione di giornalista: Mario Francese e Giuseppe (Pippo) Fava. Di queste due importanti figure proveremo a evidenziare i peculiari tratti della scrittura, con particolare riguardo all’organizzazione testuale (gestione del genere testuale, uso delle fonti documentali all’interno del testo, ed altroi fenomeni) e alle scelte stilistiche, retoriche ed espressive che rappresentano l’architrave discorsiva di un modo di fare giornalismo che ha un solo scopo politico e sociale: sovvertire il sistema mafioso a partire da un cambiamento culturale, avendo come obiettivo la trasformazione del popolo in cittadinanza e l’emancipazione dalle vischiose dinamiche politiche ed economiche dell’isola

    Introduzione

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    SI tratta dell'introduzione alla sezione monografica della Rivista "InVerbis", dal titolo "Studiosi italiani e cinesi in dialogo tra lingua, letteratura e viaggi". Nella sezione sono presenti contributi di studiose e studiosi delle due estremità del continente euroasiatico, che riprendono e rinnovano la lunga tradizione degli studi sui contatti tra Italia e Cina che negli ultimi decenni si è andata consolidando grazie al contributo di numerose pubblicazioni. La sezione è articolata in quattro parti, le quali affrontano alcuni aspetti della complessa rete di rapporti che storicamente legano Cina e Italia, spaziando dalle questioni linguistiche a quelle traduttologiche, dalla glottodidattica alla letteratura. Lo scopo è quello di far emergere un doppio punto di vista (italiano e cinese) su ciascuno dei temi che abbiamo scelto di porre sotto osservazione

    In and out : rights of migrants in the european space

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    This book examines contemporary migratory movements, starting from the European zone, but with an extension to other territorial contexts as well, with research orientation that focuses on the account of the migratory experiences collected in the research activity of the different authors, according to a multidisciplinary dimension. Starting from these key topics, the authors articulated and further developed its reflections through its own experiences at the national and international level, taking root within the current scientific debate on migration. The interdisciplinary approach and the different and innovative ways of analysing in depth the thematic contents of the migration phenomenon have made it possible to identify some key research questions. The relative answers find space in the articulated and complex system of contributions that is developed within this book and in particular in the three thematic parts into which it is divided. The first one deals with the theme of migration confronted with issues related to the 'right to the city' and the 'right to housing'; the second one deals with issues related to human rights; finally, the third one focuses on the different narratives of migrants' life experiences and aspects related to the linguistic representation of the urban space

    Rights of Migrants in European Space: Notes for an Introduction

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    Thisintroductorychapterreflectsonthenatureofcontemporarymigratory movements, focusing on transversally relevant themes, such as the spatial dimension of reception, with particular reference to the “right to the city” and the right to housing; the sphere of human rights, with particular attention to the right to mobility, citizenship and social security; the sphere of multilingualism and linguistic rights, with particular regard to migrants’ narratives and education. Starting from these key themes, the volume’s editors provide a synthesis of the experiences gained at the national and international level by the authors of the individual chapters, comparing them with the current international scientific debate on migration. The interdisci- plinary approach and the different and innovative ways of deepening the thematic content of the migration phenomenon have allowed us to identify some key research questions. Their answers find their place in the articulated and complex system of contributions that develops within the book, through three main parts that correspond to the three aforementioned themes
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