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UNIVERSITÀ E PUBLIC ENGAGEMENT IN CARCERE: NOTE SULL’ESPERIENZA DEI POLI UNIVERSITARI PENITENZIARI IN ITALIA
Questo contributo si propone di esaminare l’esperienza italiana dei Poli Universitari Penitenziari attraverso un approccio che integra dati quantitativi e qualitativi. L’analisi foccalizzata sullo studio universitario in carcere si rivela di particolare interesse in quanto ci permette di riflettere criticamente sulla relazione tra il sistema penitenziario e la società, sulle percezioni stereotipate dei detenuti e del carcere, nonché sulle politiche istituzionali volte a garantire il diritto all’istruzione a tutti i livelli. Allo stesso tempo, il percorso conoscitivo proposto consente di innalzare il livello di consapevolezza pubblica del contesto carcerario e offre l’opportunità di comprendere gli impatti trasformativi della conoscenza sia sul singolo individuo detenuto che sul sistema penitenziario nel suo complesso, andando al di là delle mere retoriche legate al trattamento rieducativo
Introduzione [Carcere e scienze sociali]
Il volume si configura come luogo di confronto tra studiosi e operatori che, muovendo da diversi orientamenti disciplinari e da molteplici percorsi professionali, dedicano attenzione critica al carcere e alle dinamiche penitenziarie.
Attraverso il prisma delle scienze sociali, si suggeriscono percorsi teorici e indicazioni operative finalizzate a osservare, interpretare l’universo penitenziario e a ipotizzare strade per introdurre in tale mondo una nuova cultura della pena.
I saperi sociali, infatti, si rivelano particolarmente preziosi nel munire i lettori di lenti in grado di aumentare il livello di consapevolezza pubblica delle profonde contraddizioni del carcere, e consentono di vedere il penitenziario sia come specchio della società, sia come anticipatore di processi che rischiano di investirla successivamente.
Se vi è una nota comune alle voci che compongono il testo, è proprio il tentativo di fare del penitenziario un oggetto di ricerca sociale, in una prospettiva che si colloca sul limine tra il dentro e il fuori, e che si rivela l’unica possibile per reintegrare e legittimare l’oggetto carcere all’interno del contesto sociale, in un’epoca storica orientata invece a rimuovere ed escludere
From Theory to Practice: Networks and Support to Crime Victims
The guidelines for the construction of a Support Centre for Victims of Crime that, we present in this book, constitute the result of a long project work that, thanks to Vis Network project, found a first important phase, in the paths of theoretical and empirical training addressed to victims, activated in two different territories of Lombardia and Toscana, followed by the collection of experiences on the national territory, by the visit to Centres, aimed at the construction of this guidelines
Quotidianità recluse: lo studio come pratica di resistenza in un'istituzione totale
In questo capitolo, a partire da elementi conoscitivi emersi da ricerche sul campo nei contesti penitenziari italiano e spagnolo, consapevoli del carattere esemplificativo delle argomentazioni proposte, dedicheremo attenzione ad una delle attività nello spazio della pena che maggiormente simboleggia il recupero di un’autonomia di pensiero: lo studio, e nel caso specifico i percorsi di studio universitario. Il tempo utilizzato dai detenuti in questa attività rappresenta simbolicamente l’opportunità di ricostruire una nuova identità futura, un’esperienza che serve a confrontare il passato che ha portato alla detenzione, sia con la punizione presente che con il futuro in una libertà idealizzata. Un’azione che “cuce il tempo”
Labeling Theory
Labeling theory is a sociological and criminological approach to study deviance that focuses on the process of social construction of crime. Labeling theorists attribute a major role to the social definition of the crime, to the process of labelling and stigmatization affecting deviant behavior: by assigning the label of criminal to an offender, a process is engaged that transforms the author of a single offense – or an occasional transgression – into a chronic offender. The core of deviant processes is clearly traceable to the rules that define a given conduct as right or wrong. No behavior is deviant in itself, it becomes so as soon as it is defined as such. The labeling approach therefore calls for serious thought on the power of groups within a company to define a certain behavior as deviant
Il volontariato in Italia: dinamiche e processi storico-sociali
Voluntarism has undergone many changes in time, receiving external im- pulses and expressing internal needs tied to the services and work required. Voluntary service has gone from being a-specific and professionally general, to requiring a more specialized work division. The logic of «pure gratuity», that guided volunteers in the past, is ever more frequently substituted by a principle of reciprocity. This essay offers a vast critical historical reconstruction of the events of this phenomenon in Italy, and proposes an analytical examination of the main orientations that have characterized voluntarism in Italy throughout the years
Michele Filippini, Una politica di massa. Antonio Gramsci e la rivoluzione della società,
Il volume di Michele Filippini, non si somma semplicemente alla cospicua letteratura specialistica sul pensatore sardo, ma si configura come un’attenta rilettura del lascito gramsciano alla luce di un evento – “l’irruzione delle masse sulla scena pubblica e politica” – che apre una nuova stagione storica e segna fortemente le elaborazioni di Gramsci nel quadro di una più ampia analisi delle crisi epocali e delle conseguenti trasformazioni politico-sociali
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