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Aquila: dalla fondazione alla renovato urbis
Il volume ripercorre i primi secoli di vita della città dell'Aquila a partire dalla sua Fondazione, a metà del 1200. Raffaele Colapietra offre un excursus del contesto storico-politico nazionale e internazionale in cui si è inserita la nascita della città; ne illustra esaurientemente le dinamiche, il ruolo dei protagonisti e la vita politica dei primi secoli. Cristiana Pasqualetti analizza l'intensa vita artistica dell'Aquila medievale. Attraverso il percorso dei maestri, dei committenti e delle opere si illustra l'inserimento della città nei più ampi circuiti nazionali e internazionali dell'arte medievale. Analogamente, Mario Centofanti ricostruisce per l'architettura aquilana fino al 1500 l'intenso processo di costruzione e renovatio, soffermandosi sugli edifici più rappresentativi, di cui ha descritto le architetture e il complesso ruolo civile di specchio e immagine del potere che essi hanno ricoperto nei se-coli di ascesa dell'Aquila nel mondo medievale e rinascimentale. Infine, Orlando Antonini propone una lettura accurata e intensa della funzione centrale che l'architettura religiosa ha avuto nella vita dell'Aquila fin dalla sua fondazione e per i secoli successivi
Bruno Benci: credere e promuovere l'architettura - Presentazione
L’uscita di questo volume Architetture Arezzo è uno dei frutti lasciati da Bruno Benci. Raramente, nella promozione della collana Architetture delle Province, abbiamo avuto un riscontro così immediato nella condivisione degli obiettivi, come è stato con lui. La sua propensione per la diffusione della cultura lo guidava nei suoi comportamenti, facendogli superare i numerosi ostacoli, spesso di ordine anche solo formale, che nel nostro paese, purtroppo, inevitabilmente ci sono
Architettura e qualità del lavoro - Presentazione
Questo numero della rivista è un racconto di felici incontri tra imprenditoria e architettura; una convergenza possibile tra la storia sociale e produttiva locale. Un lavoro editoriale lungo, iniziato circa due anni fa, ma che esce in concomitanza con la Biennale di Venezia, in sintonia con il tema del Padiglione Italia sul rapporto tra imprenditoria, innovazione tecnologica, ricerca architettonica per produrre qualità degli ambienti di lavoro. Tale convergenza culturale è certamente anche il frutto del periodo attuale di cui ormai si parla con sempre maggiore frequenza in termini solo negativi, a causa delle ben conosciute problematiche economiche. Gli esempi riportati, alcuni anche recenti – quindi realizzati proprio nel “periodo di crisi” – riportano un entusiasmo nello storico rapporto tra qualità dei luoghi di lavoro e qualità architettonica, oltre che tracciare un possibile percorso che unisca la storia, la cultura e la ricerca architettonica
Tra Roma e Gerusalemme: nuove osservazioni sul portico della primitiva basilica di Collemaggio all’Aquila
Bivouac Luca Pasqualetti at Morion
On the 10th of September 2018 the new bivouac Luca Pasqualetti has been placed and made operational at its final destination, the hardly accessible Morion ridge in Valpelline (AO) next to the spectacular rocky hole of Becca Crevaye, at an altitude of 3290 m. The project of the realization of the bivouac on the Morion ridge in Valpelline (Valle d’Aosta) is the brainchild of the local alpine guides Espri Sarvadzo (“Wild Spirit” in the local dialect). Along the ridge there are some really remarkable but basically ‘forgotten’ itineraries. For example the long traverse leading from the Col of Mont Gelé to Mount Berrio. The aim of this project is the rediscovery of these places by lightly improving their availability for mountaineering: a simple structure such as a bivouac, positioned in a remote place with a difficult access, is specifically conceived to stimulate a niche alpinism, interested in the beauty of the wild and solitary Valpelline places, conscious of the commitment and respect required by high altitude environment. The realization of a bivouac in the severe Morion environment was an extraordinary design challenge: the setting-up of a structure isolated from any sort of network, able to withstand the continuous combined action of extreme weather conditions (temperatures even below -20°C, wind up to 200 km/h, heavy precipitations and meters of snow on the ground) required construction choices characterized by maximum simplicity and efficacy combined with a great performance in terms of protection and resistance. The high altitude context particularly inaccessible and remote, characterized by complex orographic and geological aspects, required a careful arrangement of every logistic aspect of such an extreme building site, possible only during a short period of summer and bound to perfect weather conditions, as well as dependent on the careful planning of the construction sequence and transport of pieces, people and equipment. Every component was sized according to its transport and handling during the final phase of laying and assembly by helicopter, looking for the maximum lightness related to structural solidity. The bivouac is devised to be completely reversible, following the philosophy of minimal environmental impact. The structure lays on non-permanent foundations anchored to the rock in a punctual and not invasive way through a basement in metallic carpentry and can be removed at the end of itslife cycle without leaving permanent traces on the ground. All the components were completely mounted dry, without using concrete. They are recyclable and ecologically certified. The high quality of the materials and finishes guarantees durability and wear resistance, preserving the living comfort and reducing future maintenance
L’arte medievale abruzzese negli studi di Ferdinando Bologna
Il contributo affronta la produzione scientifica di Ferdinando Bologna relativa all’arte medievale abruzzese con particolare riferimento agli argomenti che sono stati in seguito oggetto di specifici studi da parte dell’autrice. Il focus è pertanto sulle principali personalità della pittura regionale fra Tre e Quattrocento, alle quali Bologna non ha sempre dedicato saggi di natura monografica, ma talvolta solo fulminanti note, persino in sedi editoriali eccentriche, bastevoli tuttavia a suggerire il tracciato da seguire al fine di ricostruire una linea specificamente abruzzese fra le scuole pittoriche italiane del tardo medioevo
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