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Libri per cantare, libri da guardare: i Corali miniati della Biblioteca Salvatore Tommasi
Portfolio
Toutes les miniatures des saints du Livre des Suffrages du musée Condé à Chantilly ms. 100 – une création datable des environs de 1425, aux frontières septentrionales de l’ancien royaume de Naples, plus précisément dans les Abruzzes – sont reproduites et analysées dans ce portfolio, avec des agrandissements permettant d'en apprécier le décor exceptionnel
Tesori dalle terre d'Abruzzo
I codici miniati provenienti dai conventi francescani abruzzesi conservati nella Biblioteca nazionale "Vittorio Emanuele II" di Napoli sono al centro di un progetto di ricerca che prevede la pubblicazione di un volume di studi con catalogo e una mostra
I dipinti medievali nella chiesa di S. Pietro di Coppito all'Aquila: approfondimenti e novità
Il Maestro di Campo di Giove: un percorso abruzzese nella pittura italiana della seconda metà del Trecento
A poco più di 15 anni dalla riscoperta critica del tabernacolo di Sant'Eustachio trafugato nel 1902 e all'indomani dell'acquisto da parte dello Stato italiano di quattro pannelli destinati al Museo Nazionale d'Abruzzo, il saggio ripercorre e aggiorna la traiettoria stilistica del Maestro di Campo di Giove alla luce delle più recenti attribuzioni e della scoperta della data delle "Storie di San Francesco" nella cappella dei conti di Celano nella chiesa dei frati minori a Castelvecchio Subequo. Con il Maestro di Campo di Giove - forse identificabile con Nicola Olivieri da Pietransieri – si delinea un percorso specificamente abruzzese nella pittura italiana della seconda metà del Trecento, che per continuità e riconoscibilità può ambire alla definizione di "scuola"
La "Madonna" di Fossa. Storia, critica e contesto di un capolavoro nel panorama italiano dei tabernacoli monumentali
Il contributo analizza il tabernacolo mariano della chiesa di Santa Maria ad Cryptas presso Fossa (L'Aquila), le cui ante dipinte sono state trafugate negli anni '70 del secolo XX. Quanto resta dell'opera – name-piece del maestro "umbro" criticamente creato da Roberto Longhi – è oggi conservato nel Museo Nazionale d'Abruzzo. Il tabernacolo di Fossa era uno dei più fulgidi esempi superstiti di un tipo di pala d'altare particolarmente attestata nell'Italia centrale appenninica, ma che un tempo dovette essere diffusa largamente in Europa. Verosimilmente a capo di una bottega polivalente, il Maestro di Fossa dovette presiedere a tutte le operazioni necessarie al compimento della sofisticata "macchina d'altare", mista di intaglio e pittura
La storia della miniatura e le ‘scuole’ italiane ed europee: trasmissione, persistenze, contaminazioni
Il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila, con il suo Progetto di Eccellenza 2018-2022 imperniato sul tema della transcodificazione, è stato prescelto come sede oltremodo idonea per un convegno di storia della miniatura dedicato a nuove riflessioni sui fondamenti disciplinari e sugli ambiti stilistici – le ‘scuole’ – individuati dai ‘padri’ (e dalle
‘madri’, naturalmente) di questo peculiare dominio storico-artistico.
Le relazioni lette fra il 25 e il 27 novembre 2021 sono state qui raccolte ed elaborate conservando l’ordine di successione dei temi affrontati in ciascuna delle quattro sessioni. I primi tre contributi prendono le mosse dalle ricerche di alcuni fra i pionieri della storia della miniatura, che hanno aperto la strada al riconoscimento di determinati contesti stilistici – come la miniatura siciliana negli studi di Angela Daneu Lattanzi (contributo di Andrea
Improta) e la ‘scuola’ napoletana nei lavori di Hermann Julius Hermann (contributo di Teresa D’Urso) – oppure hanno inaugurato nuovi filoni d’indagine – come le Commedie miniate nel magistero di Maria Grazia Ciardi Dupré dal Poggetto (contributo di Laura Zabeo).
Una seconda serie di interventi è dedicata alle modalità di circolazione dei linguaggi figurativi, con particolare riferimento al mondo mediterraneo: Maria Alessandra Bilotta discute esempi di contaminazione stilistica nei codici giuridici miniati in area occitanica nella prima metà del secolo XIV; Josefina Planas Badenas affronta la penetrazione artistica valenzana in ambito castigliano nei decenni iniziali del secolo successivo; Diana Sainz Camayd getta nuova luce sulla miniatura praticata sul versante adriatico abruzzese della seconda metà del Quattrocento. Il terzo gruppo di contributi ha per oggetto il dialogo della miniatura con le arti ‘sorelle’: Antonio Iacobini affronta l’affascinante intreccio di miniatura, oreficeria e arte vetraria nel
Trittico di Alba Fucens; Pier Luigi Mulas produce significativi esempi dell’apporto fornito dallo studio della miniatura pavese del Rinascimento alla conoscenza dell’assai lacunosa pittura locale; Emilia Anna Talamo si sofferma sugli aspetti di complementarità nella miniatura romana della seconda metà del Cinquecento in relazione alla pittura coeva.
Con intenzionale circolarità la quarta e ultima sezione di interventi chiude sul concetto di ‘scuola’ e su questioni di geografia artistica: ripercorre storia e storiografia della miniatura altomedievale Fabrizio Crivello, che illustra le condizioni di applicabilità della nozione di scuola, non necessariamente collegata a una precisa localizzazione; rivendica la centralità metodologica
della filologia storico-artistica Daniele Guernelli nell’analizzare un intrigante caso di meticciamento stilistico al confine fra Umbria e Marche nell’ultimo quarto del secolo XIII; Giusi Zanichelli evidenzia i momenti salienti della miniatura del secondo Quattrocento a Parma, caso esemplare di ‘doppia periferia’ in quanto zona di frontiera fra molteplici aree di influenza culturale – lombarda, emiliana, veneta, e anche transalpina. A questa sezione conclusiva si aggiunge un personale contributo sulla ‘scuola’ abruzzese come omaggio alla sede del convegno
I "Monumenti storici artistici della città di Aquila e suoi contorni" (1848) di Angelo Leosini come corpus digitale semantico online
Il contributo dà conto dello stato di avanzamento del progetto di pubblicazione digitale dell'opera nell'esemplare posseduto dalla Biblioteca "Salvatore Tommasi" dell'Aquila con le annotazioni manoscritte dell'autore, figura-chiave per la storia dell'arte e della tutela del patrimonio culturale aquilano
Chantilly Un manuscrit enluminé par un orfèvre des Abruzzes
Les particularités formelles de ce Livre des Suffrages suggèrent l’hypothèse d’une création datable des environs de 1425, aux frontières septentrionales de l’ancien royaume de Naples, plus précisément dans les Abruzzes. Des comparaisons avec les figures des émaux, mais aussi avec les reliefs des orfèvreries non "ghibértiens" de la maturité de Nicola da Guardiagrele, ainsi qu'une superbe habileté technique dans l'abondante utilisation de l’or permettent d'attribuer à cet artiste les délicates enluminures de ce manuscrit au décor foisonnant
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