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    Spazi musicali dal podio: conversazione con Francesco Pasqualetti

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    Intervista col direttore d'orchestra Francesco Pasqualetti sulla progettazione architettonica dei teatr

    Introduzione

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    Il testo introduce ai contributi dei partecipanti al convegno internazionale "La storia della miniatura e le ‘scuole’italiane ed europee: trasmissione, persistenze, contaminazioni", a cura di Cristiana Pasqualetti (L’Aquila, Dipartimento di Scienze Umane – Palazzo dell’Emiciclo, 25-27 novembre 2021) illustrando le ragioni che ne hanno ispirato il tema generale

    Chantilly Un manuscrit enluminé par un orfèvre des Abruzzes

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    Les particularités formelles de ce Livre des Suffrages suggèrent l’hypothèse d’une création datable des environs de 1425, aux frontières septentrionales de l’ancien royaume de Naples, plus précisément dans les Abruzzes. Des comparaisons avec les figures des émaux, mais aussi avec les reliefs des orfèvreries non "ghibértiens" de la maturité de Nicola da Guardiagrele, ainsi qu'une superbe habileté technique dans l'abondante utilisation de l’or permettent d'attribuer à cet artiste les délicates enluminures de ce manuscrit au décor foisonnant

    PROSPETTIVA Indici 1-100

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    Numero doppio, contiene gli Indici (Collaboratori, Artisti, Altri nomi) dei numeri 1-100 della rivista, a cura di C. Pasqualett

    Per la biblioteca e per il coro. Una prospettiva di ricerca per i codici miniati dagli insediamenti minoritici abruzzesi

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    Il contributo illustra il progetto di ricerca da cui hanno avuto origine il volume e la mostra aquilana del 2021: il ruolo centrale del movimento osservante per la storia del libro e delle biblioteche in Abruzzo; le principali tipologie e caratteristiche decorative dei codici miniati appartenuti alle librerie minoritiche abruzzesi; le novità emerse sul fronte della storia dell'arte in Abruzzo grazie allo studio di esemplari miniati inediti o poco noti; la vicenda dell'acquisizione dei manoscritti dei conventi francescani abruzzesi da parte della Real Biblioteca di Napoli

    La storia della miniatura e le ‘scuole’ italiane ed europee: trasmissione, persistenze, contaminazioni

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    Il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila, con il suo Progetto di Eccellenza 2018-2022 imperniato sul tema della transcodificazione, è stato prescelto come sede oltremodo idonea per un convegno di storia della miniatura dedicato a nuove riflessioni sui fondamenti disciplinari e sugli ambiti stilistici – le ‘scuole’ – individuati dai ‘padri’ (e dalle ‘madri’, naturalmente) di questo peculiare dominio storico-artistico. Le relazioni lette fra il 25 e il 27 novembre 2021 sono state qui raccolte ed elaborate conservando l’ordine di successione dei temi affrontati in ciascuna delle quattro sessioni. I primi tre contributi prendono le mosse dalle ricerche di alcuni fra i pionieri della storia della miniatura, che hanno aperto la strada al riconoscimento di determinati contesti stilistici – come la miniatura siciliana negli studi di Angela Daneu Lattanzi (contributo di Andrea Improta) e la ‘scuola’ napoletana nei lavori di Hermann Julius Hermann (contributo di Teresa D’Urso) – oppure hanno inaugurato nuovi filoni d’indagine – come le Commedie miniate nel magistero di Maria Grazia Ciardi Dupré dal Poggetto (contributo di Laura Zabeo). Una seconda serie di interventi è dedicata alle modalità di circolazione dei linguaggi figurativi, con particolare riferimento al mondo mediterraneo: Maria Alessandra Bilotta discute esempi di contaminazione stilistica nei codici giuridici miniati in area occitanica nella prima metà del secolo XIV; Josefina Planas Badenas affronta la penetrazione artistica valenzana in ambito castigliano nei decenni iniziali del secolo successivo; Diana Sainz Camayd getta nuova luce sulla miniatura praticata sul versante adriatico abruzzese della seconda metà del Quattrocento. Il terzo gruppo di contributi ha per oggetto il dialogo della miniatura con le arti ‘sorelle’: Antonio Iacobini affronta l’affascinante intreccio di miniatura, oreficeria e arte vetraria nel Trittico di Alba Fucens; Pier Luigi Mulas produce significativi esempi dell’apporto fornito dallo studio della miniatura pavese del Rinascimento alla conoscenza dell’assai lacunosa pittura locale; Emilia Anna Talamo si sofferma sugli aspetti di complementarità nella miniatura romana della seconda metà del Cinquecento in relazione alla pittura coeva. Con intenzionale circolarità la quarta e ultima sezione di interventi chiude sul concetto di ‘scuola’ e su questioni di geografia artistica: ripercorre storia e storiografia della miniatura altomedievale Fabrizio Crivello, che illustra le condizioni di applicabilità della nozione di scuola, non necessariamente collegata a una precisa localizzazione; rivendica la centralità metodologica della filologia storico-artistica Daniele Guernelli nell’analizzare un intrigante caso di meticciamento stilistico al confine fra Umbria e Marche nell’ultimo quarto del secolo XIII; Giusi Zanichelli evidenzia i momenti salienti della miniatura del secondo Quattrocento a Parma, caso esemplare di ‘doppia periferia’ in quanto zona di frontiera fra molteplici aree di influenza culturale – lombarda, emiliana, veneta, e anche transalpina. A questa sezione conclusiva si aggiunge un personale contributo sulla ‘scuola’ abruzzese come omaggio alla sede del convegno

    Il Maestro di Campo di Giove: un percorso abruzzese nella pittura italiana della seconda metà del Trecento

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    A poco più di 15 anni dalla riscoperta critica del tabernacolo di Sant'Eustachio trafugato nel 1902 e all'indomani dell'acquisto da parte dello Stato italiano di quattro pannelli destinati al Museo Nazionale d'Abruzzo, il saggio ripercorre e aggiorna la traiettoria stilistica del Maestro di Campo di Giove alla luce delle più recenti attribuzioni e della scoperta della data delle "Storie di San Francesco" nella cappella dei conti di Celano nella chiesa dei frati minori a Castelvecchio Subequo. Con il Maestro di Campo di Giove - forse identificabile con Nicola Olivieri da Pietransieri – si delinea un percorso specificamente abruzzese nella pittura italiana della seconda metà del Trecento, che per continuità e riconoscibilità può ambire alla definizione di "scuola"

    Introduzione

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