263,428 research outputs found

    Giovanni Pascoli e i fatti di cronaca nella stampa quotidiana.

    No full text
    Il saggio si incentra sull’analisi del rapporto che il Pascoli ebbe con la stampa quotidiana. Una relazione conflittuale, caratterizzata dal continuo alternarsi di stati d’animo contrastanti, pervasa spesso da un atteggiamento di diffidenza verso il giornalismo e al contempo permeata da una tensione quasi ansiogena che il poeta manifestò più volte nei confronti degli ambienti di redazione. Un’intesa dunque difficile e sofferta, che in ogni modo rivela il perenne desiderio di trovare un punto d’incontro tra sé e le vicende di attualità, tra l’intimo mondo poetico e la cronaca. A differenza del rivale Gabriele – indiscusso politico e giornalista consumato – il poeta romagnolo fu soprattutto assiduo e vorace lettore di giornali, ed è ormai accertata – rileggendo i numerosi ritagli incollati nei taccuini che si conservano nell’Archivio di Castelvecchio – la sua attenzione quasi morbosa per le vicende giudiziarie del tempo, spesso spunto di ispirazione poetica. Non a caso, dalle letture giornalistiche del Pascoli germogliarono prose e poesie e se da un lato appare innegabile il tormentato rapporto del poeta con la vita pubblica e la stampa, è altresì evidente il desiderio di uscire dal guscio della scontrosa solitudine per confrontarsi con la realtà esterna nella vita di relazione

    Giovanni Pascoli e la sua riscoperta in un poeta contemporaneo: Giovanni Giudici.

    No full text
    Viene delineata l'interpretazione del poeta contemporaneo Giudici su Pascoli, personaggio fondamentale dei versi dello stesso Giudici il quale visitò i luoghi e la casa del poeta di Barga e perciò questa visita costituì l'ispirazione dei versi di Giudici su Pascoli

    Dell'immortalità dell'anima nel Pascoli poeta e prosatore

    No full text
    Il pensiero inerente all’immortalità dell’anima in Pascoli ha ben poco dell’ortodossia cristiana, cui il poeta non aderì mai compiutamente, mancandogli anzitutto proprio la fede in una vita post mortem. E’ però una riflessione sempre più presente nella sua poesia e nella sua prosa a partire dai maturi anni ’90, secondo un senso a volte propriamente filosofico, a volte prevalentemente poetico. Un esempio di entrambe queste tendenze è costituito dalla prosa del Fanciullino, che non a caso si apre con la citazione dal Fedone platonico, il dialogo sull’anima più caro a Pascoli. Ma accanto alla fonte platonica, in Pascoli si ravvisano anche le ascendenze neoplatoniche e orientali di questa riflessione, sempre più evidenti in raccolte quali i Poemi conviviali e Odi e Inni, sebbene anche in una sede meno ovvia, quale la Prefazione ai Canti di Castelvecchio, avesse chiaramente affermato che il “pensiero della morte” è una componente essenziale dell’essere umano

    Lettera di Giovanni Pascoli a Fulvio Cantoni, Castelvecchio di Barga, ottobre 1911

    No full text
    In questa breve lettera Pascoli fa riferimento a Olindo Malagodi, direttore de “La Tribuna”, e si lamenta dell’editore Zanichelli, che invia bozze errate del suo “Inno a Torino” in corso di pubblicazione (“evidentemente a loro premono più i loro almanacchi che l’omaggio a Torino. Accidenti che amor di patria!”). *** Vietata la riproduzione, anche parziale, dei contenuti digitali senza la preventiva autorizzazione

    Fra le carte Albini: note inedite su Giovanni Pascoli

    No full text
    Il contributo ripercorre il lungo e altalenante rapporto di amicizia – una tormentata amicizia per dirla con le parole di Simionato – che unì Giovanni Pascoli a Giuseppe Albini dalla fine degli anni Settanta dell’Ottocento sino alla sua morte. Il legame è qui analizzato attraverso le cinquantanove missive – trentatré di Pascoli e ventisei di Albini – che i due si scambiarono per trent’anni, dal 1882 al 1912, e attraverso alcune carte autografe di Albini su Pascoli e la sua opera, che giacciono inedite a Bologna, presso la Biblioteca Umanistica “Ezio Raimondi”, nel Fondo Albini, fra gli Scritti di Letteratura italiana, e che sono qui pubblicate per la prima volta

    '...quello ch'era non sarà mai più': Pascoli e i morti

    No full text
    Il saggio analizza il tema della presenza e del dialogo con le 'ombre' dei morti, particolarmente presente nella poesia di Pascoli, con un ampio attraversamento dell'intertestualità di questo motivo letterari

    Pascoli, l'insegnamento classico e la scuola post-unitaria

    No full text
    Il contributo analizza gli interventi che Pascoli propose nella polemica che si aprì, a fine Ottocento, sulla permanenza degli studi classici nella scuola italiana. Alla luce degli articoli pubblicati e della coeva produzione poetica, il saggio cerca di mettere in luce il senso che per Giovanni Pascoli ebbero i classici, e in modo specifico le lingue classiche, nella costruzione del suo personale percorso di critico e poeta

    Pascoli e il «caro paesello»

    No full text
    L'articolo analizza i rapporti biografici e poetici intercorsi tra Pascoli e il paese suo paese natale, San Mauro, non dimenticando, per altro, che nel passaggio al piano letterario si assiste sempre a una trasfigurazione e a un arricchimento dovuti alla presenza di topoi e di echi intertestuali. Un esempio concreto è offerto dalla poesia «La tessitrice», dietro cui si può anche credere che vi sia una giovane realmente esistita e identificata, oggetto di un possibiile amore giovanile di Pascoli. Tuttavia è altrettanto innegable che in questa figura si condensino tanti altri motivi culturali e letterari, come quello della morte che ghermisce persone di giovane età, l'eco di un'attività femminile di remota tradizione, addirittura omerica, e la reminiscenza della Silvia leopardiana

    Le riflessioni di Pascoli sull'insegnamento letterario ne "La Rassegna scolastica"

    No full text
    Il saggio ripercorre le polemiche sull'insegnamento classico apparse a fine '800 sulla rivista "La Rassegna scolastica". Tra i contributi più significativi si segnalano proprio quelli di Giovanni Pascoli, che si erge non tanto a difensore dei classici, ma in generale della cultura letteraria, con significative aperture alla modernità

    Induzione del travaglio di parto dopo pregresso taglio cesareo: predittività di successo e outcome materno-neonatale

    No full text
    L’obiettivo del presente studio è quello di valutare l’outcome materno-perinatale in donne con pregresso taglio cesareo ed in corso di gravidanza singola, a termine, con feto in presentazione cefalica, il cui travaglio viene indotto farmacologicamente e/o meccanicamente e di confrontarlo con quello di donne con pregresso taglio cesareo il cui travaglio insorge spontaneamente. I dati ottenuti presso il nostro punto nascita (U.O.C. di Ginecologia e Ostetricia, Ospedale Cà Foncello, Treviso) potrebbero, inoltre, definire delle indicazioni per poter predire la possibilità di successo di un VBAC nelle circostanze cliniche in cui l’induzione deve essere considerata
    corecore