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L'archivio di Papini
Si tratta della prima descrizione completa dell'archivio di Giovanni Papini, depositato presso la Fondazione per le Avanguardie Storiche di Fiesole. Il contributo dà informazioni sull'entità dell'archivio, sui manoscritti, sui principali corrispondenti, sull'edito e inedito, sui progetti di catalogazione
"Io ti vengo alla libero e sincero": Papini incontra Dante
Postfazione alla ristampa di "Dante vivo" di Giovanni Papini. Si inquadra il libro nel contesto storico-culturale degli anni trenta. Sono ripercorse le interpretazioni dantesche di Papini dalla giovinezza agli anni conquanta
Giovanni Papini sull'arte e gli artisti
Il volume raccoglie per la prima volta un’antologia di scritti di Giovanni Papini pubblicati tra il 1903 e il 1957, dedicati a questioni estetiche, storico-artistiche e alla riflessione sugli artisti del passato e contemporanei con cui lo scrittore fiorentino intrattenne rapporti di amicizia e con i quali si confrontò criticamente. Una parte dei testi raccolti compaiono nel volume dal titolo Scrittori e artisti nell’edizione di Tutte le opere, pubblicata in dieci volumi da Mondadori tra il 1958 e il 1966. Ad essi sono stati aggiunti altri scritti sparsi non più riediti su riviste e volumi. Da opere come la Vita di Michelangiolo sono stati inoltre trascelti i paragrafi che meglio possono mettere in luce la scrittura visiva sull’opera scultorea e pittorica dell’artista rinascimentale alla cui figura Papini era particolarmente legato e a cui dedicò il suo intenso omaggio letterario e biografico pubblicato da Garzanti nel 1949. Dall’opera Gog e Passato Remoto sono stati scelti alcuni scritti sul tema della città del futuro e i monumenti di Firenze. Ne emerge un percorso di lettura variegato in ordine cronologico di pubblicazione per restituire l’evolversi degli interessi e degli interventi di Papini per le arti visive – aspetto non ancora pienamente considerato dalla critica – nel quale si possono individuare la vastità del panorama delle sue conoscenze, l’inclinazione dei gusti e la trasformazione del suo linguaggio.
Il volume è introdotto da un saggio di Tommaso Casini sulla ritrattistica di Papini attraverso la quale si sono tessuti nell’arco dell’esistenza dello scrittore numerosi rapporti con pittori e scultori del suo tempo
"Busco en la muerte la vida": Papini mefistofele e donchisciotte
Il saggio inserisce l'opera di Papini nel contesto del dibattito culturale italiano fra la fine del primo decennio e l'inizio del secondo decennio del Novecento. Mette in rilievo inoltre il valore dell'opera all'interno della produzione dello scrittore fiorentino, ne sottolinea gli aspetti di novità rispetto ai testi immediatamente precedenti e segnala gli elementi che anticipano le scelte avanguardistiche degli anni seguent
Vette & andature. La mia strana storia di Papini
Considerato da Borges e Caillois un maestro del fantastico, Papini si impose all'attenzione del pubblico come narratore fin dalla gioventù, con l'uscita delle fortunate raccolte Il tragico quotidiano (1906) e Il pilota cieco (1907). Da allora continuò a coltivare l'arte del racconto fino agli anni Cinquanta, proponendo uno stile narrativo limpido e visionario al tempo stesso, che insinua l'ombra del mistero nella cronaca della realtà quotidiana. Dopo oltre sessant'anni di assenza dalle librerie, il lettore ritrova finalmente in un unico volume tutte le raccolte narrative di Papini e i suoi racconti dispersi o dimenticati, tra cui la straordinaria Vita di nessuno (1912). Ne emerge il profilo di un narratore di statura europea, da riscoprire anche per la sua capacità di intuire e prefigurare le inquietudini del mondo attuale
I racconti
Considerato da Borges e Caillois un maestro del fantastico, Papini si impose all'attenzione del pubblico come narratore fin dalla gioventù, con l'uscita delle fortunate raccolte Il tragico quotidiano (1906) e Il pilota cieco (1907). Da allora continuò a coltivare l'arte del racconto fino agli anni Cinquanta, proponendo uno stile narrativo limpido e visionario al tempo stesso, che insinua l'ombra del mistero nella cronaca della realtà quotidiana. Dopo oltre sessant'anni di assenza dalle librerie, il lettore ritrova finalmente in un unico volume tutte le raccolte narrative di Papini e i suoi racconti dispersi o dimenticati, tra cui la straordinaria Vita di nessuno (1912). Ne emerge il profilo di un narratore di statura europea, da riscoprire anche per la sua capacità di intuire e prefigurare le inquietudini del mondo attuale
Il secondo dopoguerra attraverso gli occhi di un letterato. Giovanni Papini profeta apocalittico e antimoderno
Questo saggio introduttivo ricostruisce storicamente la figura dello scrittore Giovanni Papini nel secondo dopoguerra, attraverso l'analisi di quello che fu una delle sue ultime opere. Il filo conduttore che emerge dal libro è l'idea della catastrofe universale prodotta dalla modernità, che non impedisce all'autore di coglierne alcuni dei paradossi
Il visibile parlare: scritti sulle arti e note sulla ritrattistica di Giovanni Papini
Il volume raccoglie per la prima volta un’antologia di scritti di Giovanni Papini pubblicati tra il 1903 e il 1957, dedicati a questioni estetiche, storico-artistiche e alla riflessione sugli artisti del passato e contemporanei con cui lo scrittore fiorentino intrattenne rapporti di amicizia e con i quali si confrontò criticamente. Una parte dei testi raccolti compaiono nel volume dal titolo Scrittori e artisti nell’edizione di Tutte le opere, pubblicata in dieci volumi da Mondadori tra il 1958 e il 1966. Ad essi sono stati aggiunti altri scritti sparsi non più riediti su riviste e volumi. Da opere come la Vita di Michelangiolo sono stati inoltre trascelti i paragrafi che meglio possono mettere in luce la scrittura visiva sull’opera scultorea e pittorica dell’artista rinascimentale alla cui figura Papini era particolarmente legato e a cui dedicò il suo intenso omaggio letterario e biografico pubblicato da Garzanti nel 1949. Dall’opera Gog e Passato Remoto sono stati scelti alcuni scritti sul tema della città del futuro e i monumenti di Firenze. Ne emerge un percorso di lettura variegato in ordine cronologico di pubblicazione per restituire l’evolversi degli interessi e degli interventi di Papini per le arti visive – aspetto non ancora pienamente considerato dalla critica – nel quale si possono individuare la vastità del panorama delle sue conoscenze, l’inclinazione dei gusti e la trasformazione del suo linguaggio. Il volume è introdotto da un saggio di Tommaso Casini sulla ritrattistica di Papini attraverso la quale si sono tessuti nell’arco dell’esistenza dello scrittore numerosi rapporti con pittori e scultori del suo tempo
Giovanni Papini e le arti non europee: tracce per una riflessione
Il saggio ricostruisce accadimenti, sensibilità e suggestioni che condussero Giovanni Papini ad inserire alcuni oggetti di culture non europee nella sua collezione. Ripercorre innanzitutto i primi contatti che egli ebbe con la Società italiana d’antropologia e con l'ambiente di Paolo Mantegazza e Ettore Regàlia; quindi indaga le possibili condizioni d'acquisto delle due statue (ipotizzando una precisa provenienza mercantile), durante uno dei suoi soggiorni parigini, accanto a Soffici e Magnelli. Rivede infine la provenienza culturale di uno degli oggetti in questione, attribuibile all'area dell'attuale Burkina Faso e non a Tahiti. Qualche attenzione è riservata infine alla connessione fra esotismo e avanguardia nella concezione dellle pitture di Soffici per casa Papini a Bulciano
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