1,720,982 research outputs found
Varieties of capital and gender party office in Italy
This article advances a new approach based on ‘varieties of capital’ to explain gendered upward mobility in political parties. Research on gender political advancement unduly neglects women delegates to national party congresses. Our work seeks to redress the imbalance by drawing on data gathered from 5122 questionnaires to national party delegates at 20 national conventions that took place between 2004 and 2013 in Italy. To analyse the data we develop a new framework based on ‘varieties of capital’. Our approach builds on Bourdieu’s three types of personal capital - economic, social and cultural – and interprets the findings borrowing analytical tools from recent feminist institutional theory, especially the concept of homosocial capital. Comparisons of male and female party delegates in terms of background and their political trajectories reveal the persistence of an uneven playing field, with gendered hierarchies in Italian political parties confirming an international pattern
I muscoli del partito. Il ruolo dei quadri intermedi nella politica atrofizzata.
Cosa fa funzionare i partiti? Cosa consente loro di promuovere iniziative, elaborare progetti, reclutare sostenitori, organizzare il consenso, intrecciare relazioni, preparare manifestazioni, condurre campagne elettorali? A ben vedere sono i quadri intermedi, quei militanti e dirigenti locali che mantengono in vita e fanno funzionare l’organizzazione. Sono loro i muscoli che si flettono per far muovere il corpo del partito. Agli autori sembra di vedere che in un periodo di sfaldamento delle strutture organizzative e di atomizzazione della vita individuale, chiusa alla socialità faccia-a-faccia dalla pervasività della rete, la classe politica intermedia sia il solo attore che può iniettare dosi massicce di fiducia nella politica. Il loro attivismo, il loro impegno politico (non retribuito), la loro innervatura nella vita associativa e rappresentativa li rende produttori di capitale sociale, figure positive capaci di promuovere senso di appartenenza e responsabilità morale nei confronti degli altri
COOPERAZIONE E COOPERATORI NELL’ITALIA DEL RISENTIMENTO
Chi sono oggi i soci cooperatori? Qual è il loro interesse per la politica? Quali partiti votano? Perché oggi il modello di impresa cooperativa è sempre meno diffuso? Come sono concepite le cooperative del futuro? Il mondo della cooperazione pare attraversato da una profonda tensione interna, creata dalla percezione di un affievolirsi delle differenze rispetto al mondo delle aziende private, e da un mai risolto disagio legato all’erosione dei valori cooperativi. Sulla base di dei dati forniti da una ricerca svolta nel 2018 dall’Istituto Cattaneo su oltre 500 soci cooperatori, il libro evidenzia invece come, nonostante tutto, il mondo della cooperazione, messo a confronto con i campioni di italiani intervistati nelle indagini Istat, risulti a tutt’oggi caratterizzato da un orizzonte di valori civici, fondati su fiducia, responsabilità e partecipazione
Capitale sociale, fiducia e cooperazione in Emilia-Romagna
in questo capitolo focalizziamo l’attenzione sulla cultura politica dell’Emilia-Romagna, cercando di ri- spondere ad alcuni interrogativi: cosa resta oggi del capitale sociale che caratterizzava le aree a subcultura politica territoriale? Gli emiliani e i romagnoli si caratterizzano ancora per un di uso grado di civismo? La vecchia rete subculturale – e in particolare il mondo delle cooperative – può oggi contribuire ad arginare il disorientamento identitario e l’ap- pannamento della coesione sociale? I dati presentati qui per descrivere i caratteri distintivi degli italiani in generale, e degli emiliano-romagnoli in particolare, derivano dall’indagine Multiscopo sulle famiglie: aspetti della vita quotidiana dell’Istat (anni 2018 e 2015)3 e da una ricerca commissionata nel 2017 da Legacoop di Bologna all’Istituto Cattaneo dal titolo Cooperazione come valore e come modello organizzativo
A Geography of “Identity” Trust in Italy
The chapter addresses the definition of the concept of trust, proposing two interpretations: trust as “calculation”, based on an assessment of the risk involved in trust, and trust as “identity”, understood as faith in the unknown other. Two aspects of the concept which connect well with the two main conceptions of social capital: social capital as an individual resource – à la Bourdieu (1980) – and social capital as a collective resource (civicness) – à la Putnam (1993) – with its connotations of bridging and bonding. After addressing the problem of empirical observation of the two faces of trust, the paper focuses on an analysis of “identitary” trust in Italy, by means of a cross-national and cross-regional comparative analysis over an extended period. The main results highlight the deficit of trust characterising Italy as against the principal European countries and the steady levelling out – in relation to previous analyses (Putnam 1993) – of the differences between the various regions of Italy
La geografia della cultura civica in Italia negli ultimi trent'anni
Il capitolo si articola in tre parti. La prima è di natura metodologica; la seconda descrive gli esiti empirici della ricerca; la terza propone una ricostruzione storica e istituzionale. Sul piano del metodo viene svolto un confronto tra indicatori territoriali e indicatori individuali di cultura civica. L’interrogativo riguarda il grado di congruenza tra indicatori “oggettivi” e “soggettivi”: oltre ai consueti indicatori territoriali rilasciati da fonti istituzionali e statistiche, si sono utilizzati i dati raccolti dalle indagini Istat “Multiscopo sulle famiglie”, che mettono a disposizione campioni regionali sufficientemente robusti per rilevare a livello individuale i livelli di cultura civica mediante opinioni e atteggiamenti. Sul piano descrittivo si è disegnata la mappa della cultura civica italiana per gli anni 2007-2014, in modo da accertare se e quanto le differenze interregionali individuate da Putnam nei primi anni ottanta siano ancora oggi attive. Il quadro presentato è inequivocabile: le regioni con i valori civici più bassi restano quelle dell'estremo Mezzogiorno continentale e la Sicilia. L’analisi delle ragioni storico-culturali di tale frattura in termini di path dependence conclude il capitolo e fa in particolare riferimento alla giuntura critica che ha interessato il Paese tra il 1939 e il 1953
Matricole e veterani: il popolo di Schlein e Bonaccini a confronto
Questo capitolo offre un’analisi dei profili di chi ha votato alle primarie del 2023 del Partito Democratico, rivelando novità interessanti rispetto al passato rela- tivamente alle preferenze espresse dalle matricole, ex matricole e veterani alla prova dei gazebo. I loro profili evidenziano infatti una chiara disomogeneità tra matricole e veterani e offrono spunti utili per una riflessione su come sta cam- biando il potenziale e l’attuale elettorato del PD. A fronte di veterani che si sono dimostrati più legati e allineati al partito, le matricole risultano meno fedeli al PD e più divise al loro interno. Questa disomogeneità mette in luce la crisi che il PD sta attraversando ormai da anni e la complessità di questo strumento di selezione della leadership
The belief system of the Italian Democratic Party: before, during, and after Renzi
This article aims to explore why the ‘demolition’ of values promoted by Matteo Renzi had profoundly different effects on the factions within the Partito Democratico (Democratic Party, PD). While sev- eral studies have examined the PD’s political culture, few have investigated the changing attitudes of its factions. We help fill this gap in the literature by analysing the PD’s intraparty divisions on the main dimensions of party competition in the new millennium. We draw inspiration from the theory of party change, arguing that changes in a party’s dominant coalition craft a new party image. Based on a unique dataset from PD delegates to national assem- blies, this article offers new empirical evidence on intraparty cohe- sion. Our multivariate analysis offers fresh evidence that under Renzi intraparty divisions on economic issues widened, while cohe- sion on ethical issues increased. Our work indicates that opening the black box of party politics sheds light on new party images
LA FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI AI TEMPI DEL COVID-19
The article analyses trust in government in Italy during the so-called phase 1 of the COVID-19 emergency, employing a survey carried out by the University of Cambridge in March 2020. The analysis uncovers that trust in government is higher among the oldest and the youngest (voting-age) citizens, independently from their political orientation. Contrary to the former’s more individualistic and straightforward reasons, the young do not appear to be guided by self-interest. They are more affected by the economic crisis and less fragile in terms of the health consequences of the virus than the oldest cohorts. Our hypothesis is that the young’s higher levels of trust are related to some sort of «cognitive mobilization »: they learn for the first time what politics is, its influence on peoples’ lives, and how necessary it can be in the event of an emergency. In their case, it is a first-time consciousness-raising experience
The Italian Democratic Party at the Crossroad: Party Activism and the Middle-Level Élite
We examine the middle-level élite of the Italian Democratic Party (Partito democratico, PD) and its founding parties, Democrats of the Left (Democratici di Sinistra, DS) and The Daisy (La Margherita, DL), over fifteen years (2004–2019). Our original dataset on national delegates comes from 2373 questionnaires collected at eight national party congresses. Inspired by Whiteley and Seyd’s concepts of low and high-intensity participation, we evaluate the relative weight of the various types of incentive in the two (internal and external) forms of party activism. Party activism is central to understanding the profound cultural, organisational, and electoral crisis that has put the PD at a crossroad and has led current secretary Letta to call for a ‘Constituent Congress of the New PD’
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