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Sorption Mechanism and Optimization Study for the Bioremediation of Pb(II) and Cd(II) Contamination by Two Novel Isolated Strains Q3 and Q5 of Bacillus sp
The use of bacterial strains as agents in bioremediation processes could reduce the harmfulness of potential toxic elements (PTEs) from water and soil with low or even no impact on the natural ecosystems. In this study, two new metal resistant-bacterial strains (Q3 and Q5) of Bacillus sp. were isolated from a sulfurous spring and their potential (as pure cultures or mixed) to remove Pb(II) and Cd(II) from an aqueous matrix was evaluated and optimized using response surface methodology (RSM). The optimal conditions for Cd(II) removal from all tested strains combinations were observed at an initial pH 5, a temperature of 38◦ C, and an initial Cd(II) concentration of 50 mg L−1, while the performance of bacterial strains on Pb(II) removal was strongly correlated to initial pH and temperature conditions. Moreover, the efficiency of bacterial strains in removing both PTEs, Pb(II) and Cd(II), from an aqueous matrix was considerably higher when they were used as a mixed culture rather than pure. According to field emission SEM (FESEM) and EDS analysis, the two bacterial strains showed different mechanisms in removing Cd(II): Bacillus sp. Q5 bio-accumulated Cd(II) in its periplasmic space, whereas Bacillus sp. Q3 bio-accumulated Cd(II) on its cell surface. On the other hand, Pb(II) is removed by chemical precipitation (lead sulfide) induced by both Bacillus sp. Q3 and Q5. This study discloses new aspects of Pb(II) and Cd(II) bioremediation mechanisms in Bacillus species that can be extremely useful for designing and operating novel PTEs bioremediation processes
Upgrading finalizzato al raggiungimento degli standard previsti per il rituilizzo delle acque reflue trattate
L’upgrading degli impianti di depurazione di acque reflue civili finalizzato al loro riutilizzo per scopi diversi è una situazione che si incontra assai di frequente per una duplice serie di motivi. Da un lato, infatti, risulta sempre più urgente la ricerca di risorse idriche alternative accessibili ad un costo sostenibile in conseguenza della nota situazione di deficit idrico che colpisce, e sempre più colpirà in un prossimo futuro, tutti i Paesi a prescindere dal loro grado di sviluppo ed industrializzazione; d’altro lato l’obiettivo di garantire standard degli effluenti depurati sempre più restrittivi per cercare di salvaguardare, ed in certi casi migliorare, lo stato di qualità ambientale dei corpi idrici ricettori fa sì che la differenza tra le concentrazioni ammissibili in un’acqua reflua trattata, che debba o meno essere riutilizzata, sono non sostanzialmente significative. Ne consegue che l’upgrading di un impianto di depurazione finalizzato al riutilizzo (UFR, Upgrading for Reuse) è concettualmente simile a qualunque altro tipo di upgrading non conservativo (CU, Conventional Upgrading), a meno di pochi aspetti meglio evidenziati nel prosieguo, ma presenta, rispetto ad esso, una maggiore convenienza legata al recupero della risorsa idrica.
Scopo del presente lavoro è quindi quello di investigare le potenzialità di mercato di un upgrading finalizzato al riutilizzo dei reflui trattati senza entrare nel merito specifico dei processi e delle tecnologie adottabili che per quanto detto sono le stesse adoperate per interventi di CU, con l’esclusione della fase di disinfezione la quale caratterizza in misura maggiore gli impianti che prevedono il riutilizzo finale degli effluenti. La sicurezza microbiologica delle acque reflue depurate rappresenta, infatti, la preoccupazione più viva nei riguardi del loro possibile uso, specie in campo agricolo, e pur non escludendo il riutilizzo anche per scopi diversi, quale quello industriale, questo normalmente trova luogo all’interno dello stesso stabilimento dove vengono prodotti e trattati i reflui, mentre il riutilizzo in agricoltura costituisce senz’altro la destinazione più probabile per il riutilizzo dei liquami urbani
La digestione anaerobica come fonte di energia rinnovabile.
Negli ultimi anni è molto aumentato l’interesse nei riguardi della Digestione Anae-robica di matrici organiche sia come tecnica per il trattamento delle correnti idriche che le contengono in elevate concentrazioni che come sistema per la produzione di energia rinnovabile. La possibilità di poter utilizzare una vasta gamma di materie prime a basso costo, l’impiego di tecnologie consolidate e affidabili, i costi relativamente bassi di realizzazione e gestione degli impianti, l’elevata resa in termini energetici, la versatilità del processo con possibilità di diversificare il prodotto finale in biogas o biodrogeno, il vantaggio economico rappresentato dagli incentivi statali, la possibilità di trattare in maniera adeguata i rifiuti organici, l’eventualità di impiego dei residui del processo in agricoltura, sono solo alcuni dei fattori tecnico-economici che hanno favorito l’affermarsi della digestione anaerobica come sistema per la produzione di energia rinnovabile complementare alle tradizionali fonti energetiche pulite, quali l’idroelettrico, il solare e l’eolico. Nel lavoro viene effettuata una rassegna delle caratteristiche, delle applicazioni, dei vantaggi e delle configurazioni impiantistiche del processo di digestione anaerobica
Processi biologici per la rimozione della sostanza organica e dei nutrienti.
Il lavoro riporto una disamina dei processi di rimozione di alcuni importanti inquinanti contenuti nelle acque reflue, alla base dell'applicazione di sistemi innovativi di trattamento
La circolazione Vertebrale e Carotidea. Cosa si Aspetta il Clinico dalla Diagnostica Ultrasonora?
Shrinking cities and environmental risks: possible resilience strategies
Taranto è una città in declino demografico (con alcuni picchi nelle fasce di età giovanili) segnata da ben noti rischi ambientali che si sta impegnando nella elaborazione di strategie di resilienza urbane nei principali campi di azione delle politiche territoriali e ambientali (urbanistica, mobilità, ecologia). Il contributo intende indagare, attraverso un'analisi comparativa con altri casi di letteratura di città afflitte da fenomeni di inquinamento ambientale e deindustrializzazione (come Pittsburgh negli Stati Uniti, la regione della Rhur in Germania, Bilbao in Spagna) le strategie adottate, verificandone i presupposti di resilienza. L'analisi si sofferma su alcuni campi di indagine specifica: l'urbanistica, l'ambiente, il paesaggio e la mobilità con un'attenzione trasversale ai livelli di coinvolgimento di abitanti e stakeholders nella definizione e attuazione di tali politiche urbane. Il paper, a fronte della descrizione dei fattori di shrinking, analizza le strategie in atto e le confronta con quelle delle città citate, evidenziando similitudini e differenze nella eterogeneità dei contesti territoriali, politici, sociali ed economici
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