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    “Quell’altro mondo che era il mondo”. Calvino e il cinema.

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    Nella Autobiografia di uno spettatore, introduzione ai Quattro film di Federico Fellini, Calvino scrive che il cinema, durante gli anni della sua formazione, aveva rappresentato il mezzo privilegiato per intravedere l’immagine stessa del mondo. Agli occhi e ai sentimenti di chi stava crescendo durante il fascismo, la realtà della vita, posta fuori dall’esperienza di una intera società, arrivava attraverso i volti, i corpi, le storie che solo il cinema sapeva offrire. Negli interventi che dedica ai film e ai registi della sua epoca, Calvino indica i criteri estetici che lo guidano, teorizza le ragioni delle sue personali predilezioni, contrappone scuole e attori, confronta il linguaggio del cinema e quello della letteratura. L’analisi di questi scritti dà la possibilità di osservare da una prospettiva speciale le idee più care allo scrittore. Mette in luce i paradigmi di cui si nutre la sua cultura, e, nello stesso tempo, contribuisce a tracciare l’autobiografia intellettuale sua e della sua generazione

    Verga e le radici malate del Risorgimento

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    Verga ha raccontato nella novella Libertà il modo brutale con cui le truppe garibaldine imposero a rivoltosi poveri e disperati la legge del nuovo stato. Ma la violenza con cui si è svolto l’intero processo di unificazione nazionale emerge sensibilmente anche nei Malavoglia e nel poderoso mondo di Mastro-don Gesualdo. Nei Malavoglia il villaggio dei pescatori percepisce le leggi dello stato come il riflesso di una volontà misteriosa e nemica, di cui si sentono solo effetti dannosi nella vita quotidiana. Nel Mastro-don Gesualdo Verga ambienta il romanzo tra la Restaurazione, i primi moti rivoluzionari e l’elezione di Pio IX. L’universo che egli descrive ha i colori lividi di una guerra spietata di tutti contro tutti. Il Risorgimento, cresciuto su queste radici malate, non può essere che una illusione : una rivoluzione impossibile, che può solo confermare il dominio dei più forti

    U. Foscolo, Poesie

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    Il volume contiene l'introduzione e il commento alla principale produzione poetica di Foscolo. L'introduzione esamina quale sia l'idea di lirica del poeta dei Sepolcri e delle Grazie; il commento, provando a spiegare Foscolo soprattutto attraverso le sue stesse parole, intende illustrare la lettera del testo e ragionare sul senso che esso acquista
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