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    L'abuso dell'appello

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    La presente monografia sull'abuso dell’appello muove dalla constatazione della difficoltà di assicurare la tutela giurisdizionale nel doppio grado: il principio costituzionale di ragionevole durata del processo si riflette nel concetto di abuso, cioè nella richiesta di protezione giuridica di posizioni che non ne sono meritevoli. Le recenti e non terminate tensioni legislative, che hanno visto l’introduzione nel 2012 del filtro in appello, esprimono la fatica nel trovare un giusto equilibrio tra il diritto di difesa e la necessità di sfoltire rapidamente le impugnazioni abusive. L'autore, dopo un'attenta analisi della disciplina codicistica, incentra la propria attenzione sulla nozione di interesse ad impugnare. Questo concetto è stato tradizionalmente identificato con la semplice soccombenza. L’autore propone, invece, di integrare tale condizione di ammissibilità con la sussistenza di una ragionevole attesa di ottenere, attraverso l'impugnazione, un risultato utile. Se questo ulteriore elemento manca, secondo la tesi sostenuta, l’appello risulta carente di interesse perché manifestamente infondato e, quindi, abusivo. Il che giustifica l’adozione, da parte del legislatore, di misure che consentono la reiezione dell’impugnazione in via immediata. Il punto non è solo italiano e l’autore lo dimostra analizzando le soluzioni di altri sistemi, da quello dell’Unione europea a quello tedesco, talora impropriamente assunto a modello della riforma del 2012. La tesi svolta si distacca, in una certa misura, dalla posizione della dottrina prevalente che ha ampiamente criticato l’introduzione del filtro in appello, proponendo invece una lettura che, almeno in parte, recupera in positivo l’iniziativa del legislatore

    L'improponibilità della domanda di condanna generica in via subordinata

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    L'improponibilità della domanda di condanna generica in via subordinat

    Quando (non) si forma il giudicato di merito implicito

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    Quando (non) si forma il giudicato di merito implicit

    Osservazioni sul principio di non contestazione

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    Osservazioni sul principio di non contestazione

    La competenza per territorio nel pignoramento presso terzi quando il debitore esecutato sia un'amministrazione dello Stato

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    La competenza per territorio nel pignoramento presso terzi quando il debitore esecutato sia un'amministrazione dello Stat

    La tutela camerale tra forme e garanzie

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    La presente monografia muove dalla percezione che la tutela camerale ha un significato relativo per la discrezionalità che è implicita nella scelta del metodo di indagine e del sistema giurisdizionale di riferimento. L’autore, ponendo al centro della riflessione le situazioni giuridiche sostanziali e la strumentalità del procedimento rispetto a queste, studia il rapporto tra la relatività delle forme camerali e il sistema delle garanzie processuali, facendo dialogare la struttura con la funzione per mezzo dei principi costituzionali, pur con diverse modalità e varietà di effetti che si spiegano, come indica il titolo, nell’equilibrio tra forme e garanzie. Così intesa, la tesi della relatività della tutela camerale non solo non esclude il sistema delle garanzie processuali, ma, al contrario, mette in evidenza in modo ancora più netto le possibili relazioni strumentali tra rito e merito e, soprattutto, la circostanza che il procedimento camerale va modulato in relazione alla peculiarità delle situazioni soggettive coinvolte e in funzione delle specifiche esigenze di tutela quali derivano dal piano sostanziale. Su questo punto è necessario insistere giacché è vana fatica circoscrivere l’ambito di applicazione della tutela camerale, quasi che ve ne fosse uno solo da considerarsi elettivo, mentre in realtà l’ambito di applicazione dei procedimenti camerali è in funzione di quel rapporto tra forma e sostanza che sotto diverse apparenze si ripresenta in tutti i campi della scienza processuale. L’indagine offre dunque una definizione relativa e fluida della tutela camerale, tale da potersi adattare alle diverse fattispecie sostanziali e rispondere alle specifiche esigenze di tutela: ciò è quanto richiede la strumentalità del processo rispetto al diritto materiale. L’autore non si allinea quindi alla prevalente visione critica del rito camerale, ma ne recupera alcune significative potenzialità, nell’ottica della congruenza della forma allo scopo

    Brevi note sul nuovo procedimento sommario di cognizione

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    Brevi note sul nuovo procedimento sommario di cognizione

    La relatività della contumacia nel giudizio di merito dell'opposizione all'esecuzione

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    La relatività della contumacia nel giudizio di merito dell'opposizione all'esecuzion

    L'improponibilità della domanda di condanna generica in via subordinata

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    L'improponibilità della domanda di condanna generica in via subordinat
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