1,721,103 research outputs found
New vs old interpretation of the Caporalino-Sant’Angelo Unit
This paper focuses on the «Alpine» CaporalinoSant’Angelo Unit outcropping between Corte and Ponte
Leccia (NE Corsica). The achieved results show that the
Caporalino-Sant’Angelo Unit is a Middle Eocene clastic
prism, accumulated in a basin located between the European
continental margin and the deforming Corsican accretionary
wedge. Consequently, the previous hypothesis that considers the Caporalino-Sant’Angelo Unit as a Middle Jurassic to
Eocene stratigraphic succession sedimented in a distensive
basin on the European continental margin is rejected, and the
early hypothesis that considers the Caporalino-Sant’Angelo
Unit as a clastic Eocene unit is partly recover
Note illustrative del Foglio 250 Castelnuovo di Garfagnana della Carta Geologica d'Italia alla scala 1:50.000
Nuovi Dati sull'assetto idrogeologico dell'area termale di Montecatini Terme (Pistoia) e loro implicazioni nella pianificazione territoriale
Carta Geologica del Bacino del Fiume Magra a scala 1:10.000. Sezioni 233010, 233050, 233060, 233090, 233100, 233110, 233130, 233140, 233150
Le micro-sinkholes di Paganico (Piana di Lucca, Toscana): aspetti stratigrafici, idrogeologici e geotecnici
Paganico è un piccolo centro abitato situato nella porzione sud-orientale della Piana di Lucca (Toscana nord-occidentale). A partire dagli anni ’60, un ristretto comprensorio di alcuni chilometri quadrati con al centro Paganico è interessato dall’apertura di piccole cavità (micro-sinkholes) sulla superficie del suolo. Se inizialmente tali fenomeni erano sporadici, di piccole dimensioni e poco considerati dalla popolazione, agli inizi degli anni ’80 il fenomeno ha subito una notevole amplificazione, con aumento di frequenza e dimensioni. Attualmente, diverse zone dell’area di Paganico vengono ripetutamente interessate dall’apertura di cavità e collassi del suolo, con dimensioni che generalmente si collocano su alcune decine di centimetri di diametro e profondità, ma che talvolta possono raggiungere i 2 m sia di diametro che di profondità. Per tale motivo, le micro-sinkholes stanno causando molteplici disagi alla popolazione residente e alle attività agricole, talvolta con danni anche ai manufatti (lesioni a muri, pavimenti esterni, ecc.). Per quanto il fenomeno possa manifestarsi in qualsiasi periodo dell’anno, sembra ormai accertato che il periodo maggiormente a rischio per l’apertura di cavità sia verso la fine della stagione estiva, durante o immediatamente dopo i primi eventi pluviometrici intensi, che solitamente caratterizzano, in questa area, la fine dell’estate e l’inizio della stagione autunnale. Peraltro, le loro cause di predisposizione e innesco non sono state completamente chiarite. Questa ricerca ha quindi lo scopo di fornire degli indirizzi rivolti alla comprensione dei meccanismi di innesco ed evoluzione di tali collassi, con particolare riferimento alle caratteristiche stratigrafiche, idrogeologiche e geotecniche dei materiali coinvolti, che sembrano essere gli aspetti principali, oltre al periodo legato alle precipitazioni, per
comprenderne il modello evolutivo. Un altro aspetto emerso durante la ricerca, già ipotizzato da precedenti studi, è legato agli intensi emungimenti che interessano l’acquifero dell’area, caratterizzato da condizioni idro-strutturali particolari. Il sottosuolo di Paganico presenta infatti tre livelli con differenti proprietà litologiche, idrogeologiche e geotecniche: un livello limo-sabbioso superficiale di origine fluviale (spessore: 1-3 m, localmente denominato “Bellettone”), maggiormente coinvolto nei collassi; un orizzonte limo-argilloso intermedio di origine palustre (spessore: 1-3 m); uno spesso orizzonte ghiaioso-ciottoloso inferiore di origine fluviale, caratterizzato da un’importante circolazione idrica ed acquifero principale dell’intera Piana di Lucca, alimentato anche dal deflusso di subalveo del Fiume Serchio. Fin dagli anni ’70, tale acqui- fero è stato sottoposto ad uno sfruttamento incontrollato per effetto di una crescente domanda idrica per uso idropotabile (diversi campi-pozzi, tra cui uno proprio a Paganico), industriale (industria cartaria) ed agricolo. Pertanto, il sottosuolo di Paganico è caratterizzato dalla presenza di due falde idriche: una temporanea, situata nell’orizzonte superficiale limo-sabbioso; l’altra localizzata nell’orizzonte ghiaioso-ciottoloso inferiore. Tali falde sono separate da un livello limo-argilloso assai meno permeabile. Secondo il modello evolutivo ipotizzato, quest’ultimo tende verosimilmente a manifestare fratture per disseccamento durante la stagione estiva, originando scambi idrici tra le due falde durante i primi importanti eventi piovosi autunnali, in relazione anche alle condizioni di emungimento. La formazione di fratture interesserebbe localmente anche il livello più superficiale, facendo sì che gli scambi idrici producano fenomeni erosivi per asportazione della frazione fine, processo che potrebbe essere alla base dell’apertura delle cavità
Geomorfologia delle Valli del Rio delle Pozze e del Torrente Motte (Abetone, Appennino Tosco-Emiliano)
Deep-seated gravitational slope deformations near the Abetone Pass (Tuscan-Emilian Apennines)
Critical rainfall thresholds for triggering rapid shallow landslides in the Eastern Ligurian Riviera (Italy)
Deep - seated gravitational slope deformations in north - western Tuscany (Italy): remarks on typology, distribution and tectonic connections
Some features make north-western Tuscany prone to Deep-seated Gravitational Slope Deformations (DGSD), such as: high relief energy, high rainfall, intensely fractured and deformed rocks, active or recently active tectonics, strong seismicity. The territory investigated shows many examples of such phenomena, which differ owing to their geological and structural conditions, typology and activity. The case history shows that both tectonics and lithostratigraphic structures have greatly influenced typologies and kinematic mechanisms, whilst neotectonic evolution and climatic conditions have had their influence on all phenomena studied. Among the cases where the tectonic structure is a prevailing factor, deep-seated gravitational slope deformations located on normal faults could be quoted, as those outlining the tectonic depressions of the Serchio and Magra valleys or other regional normal fault systems. These faults release and subdivide the bedrock into very large blocks, making them subject to gravitational adjustment. In addition, a preferential orientation of geomorphic features (scarps, trenches, reverse slopes, etc.) can be verified in accordance with the trends of tectonic displacements and brittle deformation systems. Some examples include the gravitational processes near Canossa, Bagnone and Chioso in Magra Valley, near San Romano in Garfagnana in the Serchio Valley and near the Abetone Pass. Block slide and rock flow are generally common types of movement, often structurally controlled by fault planes.
The lithostratigraphic structure may be frequently regarded as the main control feature in the development of deep-seated gravitational slope deformations; in particular, a structure of thick rigid rocks overlying ductile rock types is instrumental. In this case, block slides and lateral spreads are the most common kinds of movement. Some examples are found at Mt. Castri in the Serchio Valley (sandstone over shale) and in the Magra Valley near Bagnone and Chioso (marly limestone overlying shale). The underlying ductile rocks are remarkably deformed by tectonics and sometimes show deformations resulting from the load of overlying brittle rocks, such as bulges and reverse slopes. Along the deep valleys which transversally cut the main tectonic structures, the topographic stress is sometimes considerable, owing to the Pleistocene - Holocene uplift; brittle/ductile deformations may then occur, due to gravitational slope tension rather than tectonic stress. Finally, a considerable amount of the DGSD here studied are believed to be dormant, because of debris filling up the trenches and no movement evidence in the past decades; in some cases, evidences of activity were recognised
A new interpretation of the log of the Pontremoli 1 drilling (Tuscany, Italy)
The Authors propose an updated interpretation of the Pontremoli 1 stratigraphic log, based on the new tectonic, lithostratigraphic and biostratigraphic data resulting from the realization of the new Geological Map of Italy - Sheet n. 233 Pontremoli at 1:50,000 scale. The Pontremoli 1 hole was drilled in 1971 close to Pontremoli (Massa-Carrara province, Tuscany) for hydrocarbon searching. The first interpretations pointed out some out sequence units that the new surface surveys did not verify: the need of reconstructing a new underground structure comes from this fact
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