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Gli antichi disegni della Pinacoteca Zelantea: secoli XVI - XVIII
Storia del fondo di disegni della Biblioteca Zelantea di Acireale, in apertura alle schede dei disegni del catalog
La collezione di disegni di Ignazio Enrico Hugford
Ignazio Enrico Hugford (1703-1778) fu un pittore di origini inglesi formatosi a Firenze sotto Anton Domenico Gabbiani. Come mercante e conoscitore fu tra i più importanti collezionisti d’arte nella Firenze del XVIII secolo ed ebbe contatti prolifici e di ampio respiro con tutta Europa. Ebbe uno stretto legame con Francesco Maria Niccolò Gabburri e tra i suoi corrispondenti vi furono Pierre Jean Mariette e Giovanni Gaetano Bottari. Fu anche molto attivo come storiografo dell’arte. Hugford fu il primo collezionista a Firenze a interessarsi e a promuovere le opere d’arte dei cosiddetti “primitivi” e raccolse una vasta collezione di dipinti, sculture e disegni di tutte le scuole e di ogni secolo. Tra gli oltre tremila fogli messi in vendita dai suoi eredi ed acquistati nel 1779 per gli Uffizi dal direttore Giuseppe Pelli Bencivenni, la maggior parte era assegnata ad artisti di scuola toscana, seguiti da tutti quegli artisti molto attivi a Roma, che possono oggi essere identificati come scuola romana. Tutti i più importanti artisti di entrambe le scuole erano rappresentati nella sua collezione di disegni. Le attente descrizioni nell’inventario manoscritto del Pelli, i caratteristici montaggi applicati da Hugford e le sue iscrizioni su alcuni fogli hanno permesso di identificare la maggior parte di questi disegni, adesso conservati nel Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. La ricerca ha anche rivelato il talento di conoscitore di Hugford, il suo interesse nei confronti di determinati artisti, in modo particolare per quelli riconducibili a un ideale classicista dell’arte. Sebbene molte delle attribuzioni di Hugford non siano oggi più accettabili, l’identificazione di singoli fogli ha reso possibile la ricostruzione della loro storia collezionistica, confermare la loro autografia e in qualche caso avanzare nuove proposte attributiveIgnazio Enrico Hugford (1703-1778) was a painter of English parentage who was trained in Florence under Anton Domenico Gabbiani. As art dealer and connoisseur, he was among the most important collectors of works of art in eighteenth-century Florence and had prolific and wideranging contacts throughout Europe. He was in close touch with Francesco Maria Niccolò Gabburri, and his correspondents also included Pierre Jean Mariette and Giovanni Gaetano Bottari. He was also active as an art historian. Hugford was the first collector in Florence to be interested and to promote works of art of the so called “primitives” and put together a vaste collection of paintings, sculptures and drawings of all
schools and every century. Among the over three thousand sheets bequeathed to his heirs and acquired in 1779 for the Uffizi by its director Giuseppe Pelli Bencivenni, the most part was assigned to artists of the tuscan school, followed by all the artists strongly active in Rome, that can be identified as roman school. All the most important artists of both schools were represented in his drawings collection. The attentive descriptions of Pelli’s manuscript inventory, the characteristic mounts applied by Hugford and his inscriptions on some of the sheets have made it possible to identify almost all of these drawings, now in the Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Research has also revealed Hugford’s talent as connoisseur, his interest in certain artists, especially for those who can be related to a classical ideal of art. Although many of Hugford’s attributions are no longer acceptable, the identification of individual drawings has made it possible to reconstruct their collecting history, to confirm their authorship, and in some cases to suggest new attribution
Rinascimento eccentrico: gli esordi di Cola dell’Amatrice e la pittura dell’Italia centrale nel primo Cinquecento
Museum Florentinum: retroscena editoriali nelle lettere di Braccio Maria Compagni e Anton Francesco Gori a Monsignor Bottari
Museum Florentinum: retroscena editoriali nelle lettere di Braccio Maria Compagni e Anton Francesco Gori a monsignor Bottari
La ricerca svolta in questa tesi è dedicata allo studio e alla trascrizione di un ricco carteggio conservato presso la Biblioteca Corsiniana di Roma, rimasto finora inedito, tra il cavaliere e
senatore fiorentino Braccio Maria Compagni e monsignor Giovanni Gaetano Bottari, erudito
e scrittore d’arte al servizio dei Corsini a Roma.
Le oltre trecento missive, scritte tra il 1731 e il 1742, hanno fatto emergere gli eventi artistici più importanti avvenuti a Firenze in quegli anni, che videro coinvolti molti protagonisti dell’ambiente artistico romano, in particolar modo la nascita di una società per azioni finalizzata alla realizzazione di uno dei più importanti volumi a stampa del Settecento, il Museum Florentinum. La costituzione di un Società fu necessaria per reperire le risorse economiche necessarie alla pubblicazione delle tavole, per organizzare i principali lavori di reclutamento degli incisori e gestire l’attività degli stampatori, costituendo un centro comune dove potessero congiungersi personalità diversissime. Se da un lato esiste una storiografia artistica esaustiva sulla figura di Anton Francesco Gori, da sempre ritenuto uno dei maggiori responsabili dell’opera, non si può dire la stessa cosa sulla Società per il Museo Fiorentino, con studi che si sono fermati ad esaminare solo alcuni aspetti di una manifestazione artistica di grandi dimensioni e dalle tante sfaccettature. Per questo motivo l’analisi dei carteggi che Braccio Compagni ed Anton Francesco Gori ebbero con Giovanni Gaetano Bottari
rappresenta un importante tassello per la comprensione degli aspetti più sconosciuti che si
svolsero dietro le quinte di una delle più importanti imprese editoriali del settecento fiorentino,
consentendo di indagare e riconoscere alcune dinamiche procedurali poste alla base di questa
impresa. Bottari si dimostrò, in entrambi i casi, un interlocutore attento e comprensivo, partecipe a tutte le vicende della Società, nonostante la posizione che ricopriva a Roma presso i Corsini. La corrispondenza con Compagni, in modo particolare, è un chiaro esempio di come tutte le fasi di approvazione delle stampe e degli stessi incisori, fossero non solo supervisionate dai rappresentanti a Firenze, ma anche e soprattutto da Roma. Si sono chiarite, in questo modo, le ragioni per cui gran parte degli artisti che vi lavoravano appartenesse a botteghe romane: le lettere trascritte testimoniano infatti uno scambio continuo di disegni, tavole incise e volumi che viaggiavano regolarmente tra Roma e Firenze tramite procaccio. L’analisi di questi scritti ha permesso di esaminare la complessa macchina organizzativa della Società in tutti i suoi aspetti, dalle cariche istituzionali alla fitta schiera di cancellieri e notai continuamente impiegati nelle richieste di fondi e nelle trascrizioni delle fatture, dai tipografi ai corrispondenti dall’estero coinvolti nella ricerca di nuove sottoscrizioni e nella vendita dei volumi. Nonostante il progetto andasse avanti negli anni, riscuotendo inizialmente un discreto successo e molte richieste di vendita, il quadro generale che esce dai documenti della Società e dalle lettere inviate a Bottari rivela una struttura precaria e fortemente condizionata dall’attività degli incisori e dalla noncuranza del suo autore Anton Francesco Gori, troppo impegnato in altri progetti per dedicarsi totalmente all’opera. In questo interessante spaccato di storia sociale relativo al mondo della grafica d’arte emerge la doppia identità del Museum Florentinum: da un lato l’aspetto legato alle commissioni e alla realizzazione di tavole e commenti, dall’altro le continue difficoltà di un’organizzazione che viveva un lento e annunciato declino. Questi argomenti sono stati oggetto di studi recenti che, nel caso di De Benedictis, hanno indagato i diversi aspetti dell’attività e della personalità di Anton Francesco Gori, mentre in quelli di Kieven e Balleri hanno svelato l’esistenza della Società del Museo Fiorentino ed iniziato ad affrontarne l’attività, limitandosi però all’analisi dei soli documenti conservati negli archivi di Firenze. Questo studio si propone di aggiungere elementi nuovi a quanto già scritto, di scoprire le cause che hanno provocato la crisi di questa complessa organizzazione editoriale e di esaminarne le tappe principali. Si è potuto perciò individuare quali fossero i rappresentanti che intervennero nella realizzazione e vendita delle stampe, seguire gli incisori che vi lavorarono e, soprattutto, ricostruire la rete di relazioni che si creò tra l’ambiente culturale fiorentino e quello romano, analizzando i frutti di un progetto che, nonostante le sfavorevoli condizioni economiche, riuscì nell’intento di diffondere negli ambienti artistici più attivi d’Europa le immagini di una delle raccolte d’arte e d’antichità più importanti d’Italia
I disegni del codice Capponiano 237 della Biblioteca Apostolica Vaticana
La presente ricerca consiste nell’analisi e nella catalogazione del codice Capponiano 237 della Biblioteca Vaticana, volume miscellaneo inedito di 309 disegni di varie scuole italiane e straniere, con prevalenza di fogli romani e toscani, raffiguranti soggetti vari, da studi di figura a scene mitologiche e sacre. Fra i tanti artisti individuati, emergono nomi di grandi pittori, come, per esempio, Ludovico Cardi, Federico Zuccari, Pietro da Cortona e Nicolas Poussin. Il codice faceva parte della ricca biblioteca del marchese Alessandro Gregorio Capponi, figura di rilievo della Roma settecentesca e grande appassionato d’arte, ricordato dalle fonti per il suo costante interesse per le antichità che caratterizza la maggior parte della sua raccolta grafica. In questo contesto il codice capponiano in esame, confluito nel 1746, anno della morte del marchese, nell’attuale sede, si contraddistingue come un unicum nella sua collezione di disegni, poiché la presenza di motivi tratti dall’antico è ridotta a pochi elementi. L’eterogeneità del materiale, collocabile tra la fine del XV secolo e la prima metà del XVIII, ha comportato un lungo e complesso lavoro di analisi attributiva; i fogli, a volte molto problematici, sono stati qui suddivisi in ambiti geografici in sequenza cronologica nel tentativo di rendere coerente e logica la presentazione di disegni così diversi per stile e tecnica, collocati in maniera apparentemente casuale nel codice vaticano.This research is the analysis and cataloguing of the Capponi’s codex 237, kept in the Vatican Library, miscellaneous volume of 309 unpublished drawings of various Italian and foreign schools, with a prevalence of Roman and Tuscan sheets, depicting various subjects, from figure studies to mythological and sacred scenes. Among the many artists found, the names of great painters such as, for example, Ludovico Cardi, Federico Zuccari, Pietro da Cortona e Nicolas Poussin come out. The codex was part of the marquess Alessandro Gregorio Capponi’s library, a leading figure of the eighteenth century and a great lover of art, mentioned by the sources for his constant interest for antiquities which characterizes most of his graphics collection. In this context, the Capponi’s codex 237, merged in 1746, the year of the marquess’s death, in the present location, it stands out as unique in its drawings collection, since the presence of ancient motifs is reduced to few elements. The heterogeneity of the material dating between the late fifteenth century and the first half of the eighteenth, has required a long and complex work of attributive analysis; sheets, sometimes very difficult, here are divided into geographical areas in chronological sequence in an attempt to make coherent and logical presentation of drawings so different in style and technique, placed in an apparently random way in the Vatican codex
La collezione di disegni di Ignazio Enrico Hugford
Ignazio Enrico Hugford (1703-1778) fu un pittore di origini inglesi formatosi a Firenze sotto Anton Domenico Gabbiani. Come mercante e conoscitore fu tra i più importanti collezionisti d’arte nella Firenze del XVIII secolo ed ebbe contatti prolifici e di ampio respiro con tutta Europa. Ebbe uno stretto legame con Francesco Maria Niccolò Gabburri e tra i suoi corrispondenti vi furono Pierre Jean Mariette e Giovanni Gaetano Bottari. Fu anche molto attivo come storiografo dell’arte. Hugford fu il primo collezionista a Firenze a interessarsi e a promuovere le opere d’arte dei cosiddetti “primitivi” e raccolse una vasta collezione di dipinti, sculture e disegni di tutte le scuole e di ogni secolo. Tra gli oltre tremila fogli messi in vendita dai suoi eredi ed acquistati nel 1779 per gli Uffizi dal direttore Giuseppe Pelli Bencivenni, la maggior parte era assegnata ad artisti di scuola toscana, seguiti da tutti quegli artisti molto attivi a Roma, che possono oggi essere identificati come scuola romana. Tutti i più importanti artisti di entrambe le scuole erano rappresentati nella sua collezione di disegni. Le attente descrizioni nell’inventario manoscritto del Pelli, i caratteristici montaggi applicati da Hugford e le sue iscrizioni su alcuni fogli hanno permesso di identificare la maggior parte di questi disegni, adesso conservati nel Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. La ricerca ha anche rivelato il talento di conoscitore di Hugford, il suo interesse nei confronti di determinati artisti, in modo particolare per quelli riconducibili a un ideale classicista dell’arte. Sebbene molte delle attribuzioni di Hugford non siano oggi più accettabili, l’identificazione di singoli fogli ha reso possibile la ricostruzione della loro storia collezionistica, confermare la loro autografia e in qualche caso avanzare nuove proposte attributive.Ignazio Enrico Hugford (1703-1778) was a painter of English parentage who was trained in Florence under Anton Domenico Gabbiani. As art dealer and connoisseur, he was among the most important collectors of works of art in eighteenth-century Florence and had prolific and wideranging contacts throughout Europe. He was in close touch with Francesco Maria Niccolò Gabburri, and his correspondents also included Pierre Jean Mariette and Giovanni Gaetano Bottari. He was also active as an art historian. Hugford was the first collector in Florence to be interested and to promote works of art of the so called “primitives” and put together a vaste collection of paintings, sculptures and drawings of all schools and every century. Among the over three thousand sheets bequeathed to his heirs and acquired in 1779 for the Uffizi by its director Giuseppe Pelli Bencivenni, the most part was assigned to artists of the tuscan school, followed by all the artists strongly active in Rome, that can be identified as roman school. All the most important artists of both schools were represented in his drawings collection. The attentive descriptions of Pelli’s manuscript inventory, the characteristic mounts applied by Hugford and his inscriptions on some of the sheets have made it possible to identify almost all of these drawings, now in the Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Research has also revealed Hugford’s talent as connoisseur, his interest in certain artists, especially for those who can be related to a classical ideal of art. Although many of Hugford’s attributions are no longer acceptable, the identification of individual drawings has made it possible to reconstruct their collecting history, to confirm their authorship, and in some cases to suggest new attributions
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