1,721,036 research outputs found

    Titolo mod. A.: Il design del patrimonio culturale fra storia, memoria e conoscenza. L'Immateriale, il Virtuale, l'Interattivo come "materia" di progetto nel tempo della crisi. Titolo Mod. B: La semiotica per il design dei beni culturali: i nuovi linguaggi dei media interattivi per il progetto di forme innovative di comunicazione dei beni culturali

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    Descrizione mod. B Il progetto si svilupperà attraverso un insieme di ricerche che mirano a cogliere aspetti specifici dei fenomeni di produzione e consumo di beni culturali, e ha l'obiettivo di innovare il campo della valorizzazione e della promozione di tali beni. Si tratta infatti di raggiungere una migliore comprensione dei complessi processi di produzione e consumo dei beni culturali, anche attraverso la predisposizione di strumenti teorici e pratici destinati al rilevamento e all'analisi dei prodotti comunicativi. Si vuole in definitiva partecipare, insieme alle altre unità di ricerca, alla messa a punto di nuovi strumenti e strategie comunicative più efficaci per promuovere lo sviluppo del consumo culturale. I presupposti della ricerca sono molteplici e di differente natura, sebbene siano fortemente interrelati e costituiscano delle reti di implicazioni che non si possono ignorare. Tali presupposti possono essere individuati nella crescente globalizzazione dei consumi culturali e nella complementare necessaria affermazione delle peculiarità culturali dei territori. Hanno a che fare con l'estensione a scala planetaria della produzione e del consumo di comunicazione e di beni culturali; hanno a che fare con la crescente mobilità delle persone attraverso il pianeta e con la crescente propensione al consumo di beni immateriali. E dalla globalizzazione deriva infine il cambiamento di scala dei pubblici e dei mercati con la conseguente necessità di tradurre e adeguare le strategie e i codici culturali ai bacini di destinazione. Proponiamo dunque una ricerca che approfondisca le implicazioni e le conseguenze di queste trasformazioni. L'indagine prevede tre momenti principali. 1. Un'analisi degli strumenti digitali, in genere telematici e multimediali , che sono attualmente utilizzati per la rappresentazione dei beni culturali e la loro promozione. La prima fase della ricerca prevede una ricognizione sullo stato dell'arte di questi dispositivi che ne faccia un censimento e ne analizzi le peculiarità rappresentative e comunicative. Uno strumento che sia in grado di seguire questi processi nel loro divenire. Questa fase avverrà in collaborazione e interscambio con l'Unità di ricerca del Politecnico di Milano-Indaco. 2. L'ideazione di strategie di rappresentazione dei beni culturali in un'ottica compiutamente interattiva, dove si approfondirà la dimensione progettuale, gli aspetti tecnologici, le dinamiche interpretative. Si tratta di un momento di sperimentazione laboratoriale in cui le discipline teoriche e quelle produttive possono integrarsi efficacemente. Nello specifico, la semiotica può dare un contributo originale sfruttando alcuni ambiti portanti della sua tradizione di studi: dall'analisi delle forme di narrazione all'idea di enciclopedia come modello di memorizzazione e condivisione del sapere, dall'intertestualità alle forme di conversazione e dialogicità. 3. La proposta di strategie comunicative e di promozione - dal marketing al progetto di eventi e di applicazioni progettuali digitali e di concept strategici - affinché il valore di un luogo, di un'opera, di un evento e di pratiche culturali possano affermarsi e rendersi riconoscibili in mezzo ad altri nell'ambiente telematico e nel mondo della comunicazione mediatica. Obiettivi della ricerca Gli obiettivi teorici della ricerca consistono nel comprendere meglio la comunicazione del valore dei beni culturali attraverso i media digitali per focalizzarne le reali potenzialità d'uso e di sviluppo. Si mira a un avanzamento rispetto allo stato attuale (forse ancora troppo ancorato alle prestazioni tecnologiche dei media più che alla logica comunicativa), e quindi a un avanzamento delle potenzialità d'uso dei media digitali nella comunicazione dei beni culturali

    Linguaggio e vestito: Roland Barthes e Charles Peirce

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    Roland Barthes proposed to apply Saussure's theory of language to dressing. Barthes's approach worked well enough when considering clothes as expressions or significants but some problem emerged if one attempted to study their meaning. Barthes himself and others researchers noticed that, though dressing is quite easy to describe as a syntactic system, when coming to semantic units and their relationships, there is a strong evidence of a general lack of meaning. The notion of phatic communication was defined by Roman Jakobson but he found the concept in Bronislaw Malinowski. Malinowski seemed a bit inconsistent when he wrote that the meaning of phatic communication is irrelevant, yet phatic communication is one of "the bedrock aspects of man's nature in society". This implies that communication can be very important regardless of its meaning. How can this be? Malinowski referred to language "as a mode of action", and we will take this pragmatic hint as a link to Charles Peirce. In Peirce, in fact, we find no reflection on dressing. Only in a paragraph from an essay written in 1901, we have the description of an abductive inquiry performed on a person by means of her dress and countenance. The excerpt is coherent with Peirce's theory: dressing elements, and body traits as well, are signs that produce interpretants. In such an interpretive frame, the mass of phatic communication produced by self-presentation behaviour, including dressing, can be explained as semantically negligible but socially important

    Umberto Eco and Charles Peirce: A slow and respectful convergence

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    The aim of the essay is to link Eco’s theory of the Encyclopedia as regulative hypothesis with his theory of interpretation, by evidencing the intrinsic dynamic character of the encyclopedic model. Eco adopts Peirce’s view of semiosis as a flow of interpretants, but the notion of semantic model is not to be found in the work of the American. Eco is thus attracted by the challenge of combining the process-based model of interpretation and the formal model of semantic system. The attempt meets with some difficulties due to the difference between the two approaches. Yet, it is argued that this attempt opens a fascinating landscape to future research

    La semiotica di Charles S. Peirce. Il sistema e l'evoluzione

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    Il volume si propone come un trattato sulla fondazione della semiotica all’interno della teoria di Charles Sanders Peirce, che viene passata in rassegna sia nel suo quadro teoretico sia -per alcune parti- nel suo sviluppo cronologico. L'obiettivo è quello di presentare una ricostruzione del sistema di Peirce incentrata sulla fase ‘matura’ del suo pensiero, per quanto riguarda la posizione della semiotica nel sistema delle scienze. Questa posizione vede la scienza dei segni come terza delle scienze normative (assieme a etica ed estetica), fondata sulla fenomenologia con l'ausilio della matematica. E' questo il percorso che viene seguito. Il primo e il secondo capitolo si occupano dunque rispettivamente dei lineamenti del sistema e della matematica, la prima scienza. E’ stata però subito dopo necessario deviare dall'approccio sistematico. Infatti, la fenomenologia è solo un nome nuovo per una ricerca che impegnò Peirce fin dai primi anni di attività, cioè lo studio della categorie. Per chiarire quindi le basi della fenomenologia, e anche per presentare alcuni testi ancora poco noti ma importanti anche per la semiotica, ho intrapreso un lungo excursus cronologico, che occupa il III capitolo, suddiviso in quattro parti. La seconda parte comprende inoltre un aspetto spesso trascurato, vale a dire la teoria del numero come base per il sinechismo, cioè l'indagine sulla definizione di continuum, in Peirce fondamentale. Non sono uno storico della matematica, e infatti mi sono proposto non di approfondire quanto Peirce ha lasciato nel settore, ma di spiegarlo con un linguaggio piano, per primo a me, e di conseguenza -spero- ad altri. Il IV capitolo riprende la ricognizione sistematica con la fenomenologia nella sua fase definitiva, resa più snella dalla lunga preparazione precedente e affrontata in modo il più possibile tecnico. Il V capitolo -infine- presenta la semiotica, che resta comunque la parte più tormentata dei testi peirceani, perché sviluppata nell’ultima parte della vita e priva di pubblicazioni significative, complessa e più volte aggiornata (si veda come esempio la classificazione dei segni) sia nella teoria sia nel lessico, fino a diventare un settore veramente ostico per i non esperti. Anche qui viene seguito il filo di una ricostruzione, cercando di tenere sullo sfondo anche i problemi della semiotica contemporanea. La ricerca sulla semiotica di Peirce potrebbe crescere ulteriormente; è però chiara la sua base teorica, la struttura della rappresentazione, che costituisce uno degli architravi del sistema. L’excursus che la precede non è però inutile, anzi ritengo sia tutto utile, e qualcosa indispensabile, per affrontare la teoria del segno. Teoria delle categorie e teoria del segno, come si vedrà, sono infatti indissolubilmente legate. Il VI capitolo contiene alcune sintetiche conclusioni e prospettive di futura ricerca. Oltre a presentare la fondazione della semiotica il lavoro tenta di dare un'idea della vastità del pensiero di Peirce e del coraggio con il quale, come filosofo e come uomo, si è dedicato per la vita all’impresa della conoscenza

    Semiotica del progetto

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    L’articolo cerca di porre i fondamenti per una semiotica del progetto, cioè la ricerca della logica, intesa in senso non soltanto deduttivo, che guida l’azione di previsione e costruzione cosciente di un evento futuro. I fondamenti dell’orientamento al futuro della semiotica vengono rintracciati nella teoria di Charles Peirce. L’approccio semiotico può contribuire a rendere più consapevole l’azione progettuale, ad articolarne le fasi e a comunicarne i processi e i risultati

    Peirce e il pragmatismo

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    Sintetica esposizione della vita e delle opere di C.S. Peirce, con particolare attenzione al pragmatismo

    Is There Abduction in Aristotle? Peirce, Eco, and Some Further Remarks

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    In several places of the Collected Papers , Peirce states that Abduction, or adoption of a Hypothesis, the form of inference he has discovered and described, could be found in Aristotle, though not fully developed. Umberto Eco (1983), investigates, following Peirce, the presence of abductive elements in Aristotle, and extends Peirce's scope, finding more traces of hypothetical logic. The purpose of this article is to extend and refine the inquiry, trying to answer the question "Did Aristotle know Abductive reasoning?

    Autosemantizzazione delle identità locali sulla costa romagnola e loro impatto sulla comunicazione turistica / Self-semantisation of Local Identities on the Romagna Riviera and its Impact on Tourist Communication

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    The paper provides a self reflective account on the problems encountered by the Authors during their research on destination rebranding on the Romagna Riviera. The methodologic approach combines methods typical of socio cultural marketing with sociosemioti cs. The local context comprises a number of small seaside destinations that appear to be quite homogeneous in terms of their built environment and the main products offered. And yet, local stakeholders seem to show a strong self asserted identity and they struggle in casting a more objective perspective on the semantic values they are supposed to convey to the outside world. This situation causes a number of problems that are presented and critically analysed. Possible solutions include a greater involvemen t of local stakeholders in the research design process and definition of the research goals, with a view to strengthen the cooperative relationship between the client and the academic consultant

    Sugli spazi

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    L'articolo, in forma dialogica, illustra l'analisi e lettura degli spazi urbani attraverso gli strumenti della semiotica. Vengono proposti esempi di applicazione dei concetti di sintassi, semantica e pragmatica alla struttura urbanistica. Vengono discusse le differenze tra spazi aperti e multiuso e spazi rigidi e polifunzionali

    Il museo generato dall'utente e il darwinismo nella costruzione del patrimonio culturale

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    Il patrimonio culturale si può definire semioticamente come il risultato di un'azione di codifica operato da soggetti diversi in una situazione di negoziazione. Nelle società contemporanee la fruizione è il soggetto principale della produzione del patrimonio culturale. Questo genera un processo di selezione darwiniana. Il web 2.0 con l'approccio User Generated Content rappresenta un sistema per la selezione di contenuti da parte degli utenti. Un sistema di questo tipo può essere applicato alla produzione del patrimonio culturale. Viene dato un esempio e tratte alcune conclusioni.Cultural Heritage can be semiotically defined as the result of a codifying action operated by different subjects in a negotiation situation. In contemporary societies users are the main subjects or the Cultural Heritage production. This generates a Darwinian selection process. Web 2.0 with its User Generated approach represents a system for the selection of contents by the users. Such a system can be applied to Cultural Heritage production. En example is given and some conclusions are drawn
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