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XXXII 2636 (Commentary to Pindar?)
L'articolo riesamina un commento anonimo a due testi lirici anonimi (forse attribuibili a Pindaro) conservati dal P.Oxy. XXXIII 2636. Presenta un nuovo testo critico del frammento corredato da apparato critico e note esegetiche a vari passi. La presenza di paralleli colla poesia encomiastica pindarica permette una ricostruzione più complessa dei contenuti originali.This paper re-examines an anonymous commentary to two anonymous lyric texts (possibly by Pindar) preserved by P.Oxy. XXXII 2636. It offers a fresh critical text and apparatus, followed by exegetical notes on several passages. Parallels from Pindaric praise poetry allow a richer reconstruction of the original contents
Cristianesimo e giustizia, peccato e delitto nella tradizione occidentale
Indice del vol.:
Il tema: La giustizia nei diritti dei monoteismi (testi di Marco Ventura, Calum Carmichael, Bernard S.Jackson, Suzanne Last Stone, Paolo Prodi, Rik Torfs, Paolo Moneta, Massimo Campanini, Massimo Papa, Michele Graziadei, Luigi Lombardi Vallauri); La questione: Religione e diritto naturale (testi di David Novak, Yadh Ben Achour, Francesco Viola); Gli strumenti: Libri (testi di Domenico Francavilla); Documentazione (testi di John Coughlan); Internet (testi di Domenico Francavilla
Sassuolo e il confronto con le “Specialized Town” della ceramica
Questo articolo mette a confronto i distretti ceramici di Sassuolo e di Foshan. l'articolo evidenzia similitudini e differenze sia per quanto riguarda i rapporti tra imprese sia per le strutture dei costi
“Ciancie e fole” dell’astrologia e dei pronostici
Il saggio è costituito da due interventi: uno di Andrea Battistini e l'altro di Paolo Prodi, entrambi i quali hanno costituito la presentazione del libro di Elide Casali "Le spie del cielo. Oroscopi, lunari e almanacchi nell'Italia moderna". Nel primo intervento, l'autore sottolinea la pertinenza del titolo del libro della Casali, dal momento che esso echeggia la designazione assegnata, tra Cinque e Seicento, ai lavori di astrologia. In particolare, secondo Battistini, la Casali nel suo libro evidenzia che nel periodo sopra citato, un'identica ossessione di interrogare i cieli, vedere, scrutare, esplorare e scoprire, riguarda e agita indifferentemnte scienziati e astrologi, mossi entrambi dalla stessa "curiositas". Il libro della Casali, dunque, suggerisce e avverte a non considerare impenetrabile la linea di confine tra astronomi e astrologi. Nel secondo intervento, Paolo Prodi osserva che il maggior pregio di questo libro è da ricercarsi nel fatto che esso si pone nell'interstizio tra la storia della letteratura, la storia delle idee, della cultura, la storia in generale senza aggettivi. Il libro della Casali ha il merito di aver analizzato il passaggio, che si verifica nell'Italia moderna, dal prognostico o profezia al moderno almanacco, all'agenda: all'almanacco, come strumento della vita pratica e dell'agire umano, all'agenda, come programmazione, per la prima volta nella storia dell'umanità, del proprio futuro
Dottorati c.d. pratici e università del XXI secolo
Il contributo espone le ragioni secondo le quali, lungi dall’essere un sottoprodotto o un parente, neanche troppo gradito, del tradizionale dottorato di ricerca accademico, il dottorato c.d. pratico incarna un modello di istruzione superiore coerente con le sfide del XXI secolo poiché centrato su un sapere contestualizzato, strettamente connesso all’uso applicato che se ne fa e sul pensiero progettuale. Nell’attuale scenario economico, dove l’elemento distintivo non è già più la conoscenza di per sé, bensì la creatività, è importante saper rielaborare la conoscenza prodotta per creare nuovi scenari futuri e risolvere problemi complessi. Le università e la formazione superiore devono quindi entrare nel XXI secolo facendo leva su dialogo costante tra idee e azione, una strada che invero non sembrerebbe agilmente percorribile in ragione della presente separazione tra ricerca e pratica che costituisce un elemento distintivo del modello universitario dominante
Il mercato come sede di giudizio sul valore delle cose e degli uomini
Il volume è articolato in una prospettiva cronologica/diacronica (tardoantico-medievale-moderno) e concettuale, ipotizzando la possibilità di rintracciare una storia del rapporto tra fiducia (fides) e forme del potere che la sanzionano. Partendo, infatti, dal presupposto che a determinate logiche politiche ovvero governative corrispondano specifici percorsi e dinamiche della credibilità pubblica, si è tentata un'esplorazione degli stili politici in grado di determinare criteri di credibilità o di affidabilità. È stato considerato il nesso fra amministrazione o procedure giudiziarie tanto canoniche quanto civili e ammissibilità alla testimonianza, sottolineando in particolare il rapporto tra fiducia presupposta e tecniche procedurali. Grande attenzione è stata dedicata al concetto e alla realtà storica della “prova” intesa sia come momento processuale, sia come segnale antropologico e relazionale in grado di confermare (più o meno visibilmente) l'appartenenza o la non appartenenza delle persone ai gruppi affidabili e onorevoli per definizione. Dal punto di vista metodologico il carattere innovativo del progetto è consistito nell’unire insieme ricercatori che da molti anni operano in campi diversi: si tratta nel nostro caso di storici medievisti e modernisti, storici del pensiero, delle dottrine politiche ed economiche, storici del diritto e delle istituzioni. Non si tratta quindi di una semplice sperimentazione di interdisciplinarietà ma della composizione delle singole specializzazioni in vista di un risultato non ottenibile in un’ottica settoriale.
Il saggio indaga la storia del 'forum', osservato come mercato, come luogo in cui si determina il valore delle cose
Uno sguardo di prospettiva sui parchi scientifici e tecnologici italiani. Innovazione, apprendimento condiviso, comunità
Obiettivi: Il dialogo tra ricerca e impresa è la cifra distintiva di quei sistemi di innovazione che contraddistinguono i Paesi nei quali economia e società godono di buona salute, o che su questa collaborazione giocano il rilancio della loro economia quando questa subisce battute di arresto o la concorrenza dei mercati emergenti. È nel solco di questa riflessione che si colloca la presente indagine sui parchi scientifici e tecnologici italiani associati ad APSTI, l’associazione parchi scientifici e tecnologici italiani. Metodologia: L’indagine è stata realizzata per tramite di un questionario somministrato ai parchi associati ad APSTI. Risultati: Il contributo offre uno sguardo di prospettiva sui parchi scientifici e tecnologici che hanno preso attivamente parte alla presente ricerca in funzione del ripensamento del loro ruolo dentro logiche di innovazione, apprendimento condiviso e costruzione di una comunità di riferimento. Originalità: Si tratta della prima indagine sistematica sui parchi associati ad APSTI nel tentativo di cogliere le relazioni che legano questi ultimi con i territori di riferimento
I centri di competenza per l’Industria 4.0: la “lezione” dei parchi scientifici e tecnologici
L’articolo si occupa di ricostruire il quadro delle politiche pubbliche di sostegno alla collaborazione tra sistema della ricerca pubblica e delle imprese, nonché di analizzare empiricamente il caso dei parchi scientifici e tecnologici, identificando i principali limiti progettuali e le criticità che contraddistinguono l’esperienza italiana. La “lezione” dei parchi consente di formulare alcune proposte e spunti progettuali per la messa a punto dei c.d. centri di competenza, prospettati dal piano nazionale «Industria 4.0» del Governo per trasferire verso le imprese le conoscenze sulle nuove tecnologie digitali. Ciò con il duplice obiettivo di prevenire, per un verso, l’insorgenza di analoghe criticità anche per i nascenti centri di competenza; dall’altro lato, di orientare la costituzione di entità funzionali ad abilitare i processi produttivi nuovi connessi a «Industria 4.0»
Φαίδιμος Ἕκτωρ. Studi in onore di Willy Cingano per il suo 70° compleanno
The volume collects thirty-six essays honouring Ettore (‘Willy’) Cingano, Professor of Greek Language and Literature at Ca’ Foscari University of Venice. Current and former colleagues, students, and friends have contributed new studies on various aspects of Classical antiquity to celebrate his seventieth birthday. The work consists of seven main sections, mirroring and complementing Willy’s research interests. We start with the subjects to which Willy has contributed the most during his career, early Greek hexameter poetry (chapters 2-6: Calame, Coward, Currie, Meliadò, Sider) and lyric, broadly intended (chapters 7-15: Spelman, Cannatà Fera, Le Meur, Prodi, Tosi, Vecchiato, Hadjimichael, D’Alessio and Prauscello, de Kreij). Next come tragedy (Lomiento, Dorati), Hellenistic and later Greek poetry (Perale, Hunter, Bowie, Franceschini), historiographical and other Greek prose (Andolfi, De Vido, Gostoli, Cohen-Skalli, Kaczko), Latin poetry (Barchiesi, Garani, Mastandrea, Mondin), and finally linguistics and the history of scholarship, ancient and modern (Benuzzi, Cassio, Giangiulio, Guidorizzi, Tribulato). The volume is bookended by a collection of translations from medieval and modern Greek poetry (Carpinato) and a reflection on the dynamic aspect of the sublime (Schiesaro)
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