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L’innovazione culturale nell’era del pluralismo: governare la diversità culturale e religiosa: Intervista a Riccardo Pozzo di Marco Gugliemi
Recentemente, Pozzo ha sviluppato una linea di ricerca incentrata sull’in- troduzione della nozione di innovazione culturale. Tale progetto mira a favorire un ripensamento di questo concetto attraverso la valorizzazione delle esperienze e dei processi di co-creazione. In dialogo con studiosi appartenenti ad altre discipline, Pozzo ha esplorato l’aspetto culturale dell’innovazione come una dimensione in grado di completare l’inno- vazione tecnologia e quella sociale. Partendo dalle nozioni di società riflessiva e di inclusione sociale, ha interpretato gli spazi di condivisione tra i cittadini come luoghi capaci di generare processi e prodotti dell’in- novazione culturale orientati verso i cosiddetti «beni comuni».
L’intervista pubblicata nel presente contributo è frutto del confronto tra i due autori avvenuto nei mesi di marzo e aprile 2020
Sustainable Fashion...Italian Style
In Sustainable Fashion...Italian Style! Barbara Pozzo begins the Symposium by addressing a hot topic in the fashion industry: sustainability. Acknowledging the work that has been done to incentivize sustainable development at the supranational level, Pozzo presents the EU framework for sustainable development and the relevant EU legislation for the textile and fashion industries. Highlighting registration and labeling norms, Pozzo also highlights the ethical codes of conduct that have been implemented by brands, luxury conglomerates, and industry associations, including the Camera Nazionale della Moda.
Despite the laws currently in place and other encouraging steps, Pozzo highlights the continued prevalence of greenwashing and the importance of viewing sustainability policies from a 360-degree angle. With a history of creating textiles through processes that are closely linked to historic practices, traditions, and the environmental benefits of a specific territory, Italian fashion brands are offering, as Pozzo presents, innovative sustainable initiatives that can benefit the global fashion industry. The city of Como in Italy already embodies many of the best practices of sustainability, and Pozzo points out how the fashion brands in Como have instituted a number of important initiatives and collaborations
Andrea Pozzo fra Valsolda e Milano
Novità sull'attività milanese di Andrea Pozzo e sulle sue origini valsoldes
Andrea Pozzo nell'ambiente artistico e culturale milanese: novità e quesiti
Novità sulle frequentazioni politiche ed artistiche del Pozzo a Milan
Giuseppe Pozzo e la magia del "bel composto"
Il contributo mette in luce il ruolo cruciale giocato da Giuseppe Pozzo nelle vicende dell'architettura veneziana di fine Seicent
The Studium Generale Program and the Effectiveness of the History of Concepts
The process initiated by the Bologna Conference in 1999 towards an economically, environmentally, and culturally sustainable development has led to the constitution of the European Research Area, in which education is in the process of being streamlined in all participating countries. One of its first consequences was a long wished for increase in the number of graduates all over Europe. Given that the main difficulty seems to lie in disseminating an idea of science that were at the crossroad between basic and applied research, very much in the spirit of the Bologna declaration, an answer to this difficulty is the Studium Generale Program (=SGP), which is a set of interdisciplinary modules aimed at presenting to students of all disciplines the nucleus of European science and philosophy (from Aristotle’s Analytica to Euclid’s Stoicheia, from Plato’s Politeia to Augustine’s Confessiones). Developed since 2005 by a network of European universities brought together by the Guardini Stiftung e.V. (Berlin) with funding of Germany’s Bundesministerium für Bildung und Forschung (Bonn), the SGP is close to completion. It is the best instrument for achieving this dissemination goal in as far as it enables students and teachers to find their own ways within Europe’s intellectual identity. First and foremost, then, it is the methods and the contents produced by the SGP that provides an answer to the question, “What does it mean to be European?” This is the key role the SGP plays with respect of the constitution of Europe’s polycentric identity
Saturation of electrical resistivity of solid iron at Earth’s core conditions
© 2016, Pozzo and Alfè. We report on the temperature dependence of the electrical resistivity of solid iron at high pressure, up to and including conditions likely to be found at the centre of the Earth. We have extended some of the calculations of the resistivities of pure solid iron we recently performed at Earth’s core conditions (Pozzo et al. in Earth Planet Sci Lett 393:159–164, 2014) to lower temperature. We show that at low temperature the resistivity increases linearly with temperature, and saturates at high temperature. This saturation effect is well known as the Mott-Ioffe-Regel limit in metals, but has been largely ignored to estimate the resistivity of iron at Earth’s core conditions. Recent experiments (Gomi et al. in Phys Earth Planet Int 224:88–103, 2013) coupled new high pressure data and saturation to predict the resitivity of iron and iron alloys at Earth’s core conditions, and reported values up to three times lower than previous estimates, confirming recent first principles calculations (de Koker et al. in Proc Natl Acad Sci 109:4070–4073, 2012; Pozzo et al. in Nature 485:355–358, 2012, Phys Rev B 87:014110-10, 2013, Earth Planet Sci Lett 393:159–164, 2014; Davies et al. in Nat Geosci 8:678–685, 2015). The present results support the saturation effect idea
Andrea Pozzo in Lombardia
Il testo ripercorre la stagione giovanile di Andrea Pozzo, analizzando in particolare i rapporti dell'artista con il contesto milanese degli anni sessanta e settanta del Seicento, quelli nei quali avvenne la sua formazione. L'analisi delle relazioni culturali e di committenza rivelate dai documenti è affiancata da una ricognzione della produzione pittorica del Pozzo per il territorio lombardo negli anni che precedono il decisivo trasferimento a Roma nel 1681
Andrea Pozzo dalla Lombardia a Mondovì
Esame dell'opera di Pozzo a Mondovì come sintesi della sua lettura critica dell'arte lombarda fra cinque e seicento
Fra identità elvetica e apertura cosmopolitica: l'essenza della filosofia svizzera
Interrogarsi sull’essenza della filosofia svizzera, come fece Anna Tumarkin in una famosa monografia, vuol dire cercare di individuare il ciò senza di cui la filosofia svizzera non sarebbe filosofia, insomma cosa sia τό ελβετικόν della filosofia. La contemplazione di una natura maestosa, sublime e ostile, l’esperienza politica e sociale di un paese con tre lingue e altrettante mentalità è stata la causa efficiente della composizione di eccellenti opere storiche, giuridiche, politiche, di grandi romanzi e di opere di filosofia pratica e pedagogia, ma purtroppo, come notava Daniel Christoff, non a una tradizione di filosofia teoretica nella quale i problemi partici vengano affrontati in modo speculativo e secondo una piano teorico . Scriveva il filosofo del diritto Hans Ryffel che la caratteristica dell’attività filosofica svizzera «la si può vedere principalmente nella diffidenza verso le posizioni estreme e verso una filosofia sistematica, dogmatica e troppo astratta, come pure nella connessione di riflessione filosofica e vita pratica dell’esistenza morale individuale o della società nella educazione e nella politica. Ne deriva che la Svizzera in conseguenza della sua unione di tre lingue e culture partecipa, assai più che non altri paesi, alla vita spirituale di diverse cerchie culturali e tende a un piano comune o almeno alla molteplicità della vita spirituale». Non si ha difficoltà a riconoscere che le peculiarità della filosofia elvetica nel frattempo sono divenute topiche, tanto che Christoph Dejung non ha esitato a proporne un elenco in cinque punti: 1) non è accademica, 2) è politica e pratica, 3) vive di una fede implicita, 4) è concreta e realista e infine 5) è pedagogica . Un dato di fatto ineliminabile resta dunque la divisione linguistica e continuano a far parte della memoria identitaria le ferite lasciate dalle guerre di religione prima della creazione dello stato nazionale, alla fine della guerra dei Trentanni, nel 1648, per tacere, infine, delle ferite lasciate, nella Svizzera tedesca, dal Kulturkampf anticattolico della seconda metà dell’Ottocento. Il tutto ha avuto come conseguenza lo stabilirsi di un atteggiamento di grande tolleranza e neutralità nella vita pubblica e spesso anche in quella delle idee
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