1,721,011 research outputs found

    Indirect biomarkers of illegal anabolic treatments: Five years of activity under the microscope

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    Histopathological techniques in the field of public health is based on the possibility of identifying, with relatively low costs and in a short time, morphological and functional alterations in target organs due to the illegal use of anabolic molecules. In order to better understand the effects of anabolic drugs on the morphology of organs and tissues of veal calves, many experimental treatments have been performed from 2001 to 2004, using natural and synthetic sex hormones. In the same time, several samples of target organs have been collected and analyzed from regularly slaughtered calves from the practice. Nearby the standard histological methods, lectins have been satisfy applied to identify minimal lesions, particularly to better characterize what we thought was the initial step of squamous metaplasia

    Indagine sulle condizioni sanitarie del daino (Dama dama) del Bosco della Mesola -Delta del Po (FE) (2005-'06)

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    Le popolazioni di animali selvatici sono soggette a numerose problematiche sanitarie in quanto possono essere oggetto di movimentazioni e venire a contatto con altre specie. Interventi gestionali quali catture e abbattimenti costituiscono ottime opportunità per effettuare prelievi ed indagare sulle loro condizioni di salute. La Riserva Naturale dello Stato “Bosco della Mesola” (Fe) rappresenta uno degli ultimi e meglio conservati esempi di bosco di pianura. SCOPO: Il daino compete direttamente con la popolazione autoctona di cervo, causando problematiche ecologiche e rendendo necessario un piano di controllo numerico previsto dal piano di gestione della Riserva. Questo ha permesso la raccolta di materiale per la conoscenza dello stato sanitario dei daini, della contaminazione del territorio e del loro ruolo quali reservoir per l’uomo. METODI: Da settembre 2005 a febbraio 2006 si è proceduto sugli animali abbattuti a misurazioni biometriche, alla raccolta di ectoparassiti e di feci per esami coprologici e all’esecuzione di esame anatomo-patologico con raccolta di campioni per il successivo esame istopatologico. RISULTATI: Sono stati campionati 140 esemplari, in maggioranza piccoli. All’ispezione macroscopica, gli animali hanno presentato buono stato di nutrizione e scarsa presenza di lesioni. Al microscopio, gli organi maggiormente colpiti sono risultati i polmoni con reazioni infiammatorie principalmente parassitarie e l’intestino con lesioni infiammatorie croniche compatibili con agenti batterici. Dagli esami coprologici si è isolata Giardia duodenalis di un sottotipo mai isolato in altri mammiferi. Nelle carni si è osservata infestazione da sarcocisti. CONCLUSIONI: La modalità di cattura ha condotto a risultati non sempre interpretabili, anche se di valore nella bibliografia carente sul daino selvatico. L’identificazione di G. duodenalis apre la discussione sul potenziale zoonosico, poiché la Riserva è visitata da turisti e circondata da coltivazioni e allevamenti lagunari. Non potendo indagare direttamente specie di maggior valore, i daini hanno fornito preziosi dati indiretti, primo passo verso un monitoraggio più completo

    PRINCIPALI RILIEVI PATOLOGICI E PARASSITI OSSERVATI IN TARTARUGHE MARINE SPIAGGIATE NELL'ALTO ADRIATICO (ANNI 2009-2010)

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    Le tartarughe marine, rettili completamente adattati alla vita acquatica, sono presenti durante tutto l’anno nei nostri mari e utilizzano il mar Adriatico in particolare per lo svernamento. Molte sono le minacce che interessano queste popolazioni nel mar Mediterraneo come nel resto del mondo, prima tra tutte quella costituita dalle attività dell’uomo: dalla pesca al traffico nautico, all’inquinamento, fino alla perdita delle spiagge di nidificazione dovuta allo sviluppo turistico. Questo lavoro riassume i dati emersi dallo studio degli esemplari di tartarughe marine riferiti al Dipartimento di Sanità Pubblica, Patologia Comparata ed Igiene veterinaria della Facoltà di Medicina Veterinaria nel periodo Giugno 2009- Ottobre 2010, anche in collaborazione con diverse Autorità civili della Regione Veneto (Museo di Storia Naturale di Venezia, WWF, AUSLL, Capitanerie di Porto, Protezione Civile e Vigili del Fuoco). Delle 26 carcasse esaminate (10 nel periodo Giugno-Dicembre 2009 e 16 nel periodo Gennaio-Ottobre 2010), 25 animali appartenevano alla specie Caretta caretta e uno alla specie Dermochelys coriacea. Analizzando i molteplici risultati ottenuti, si conclude dunque che lo stato di salute generale della popolazione di C. caretta che giunge nel mar Adriatico settentrionale è buono e che l’unica vera minaccia per queste specie è rappresentata dalle attività dell’uomo, anche se l’impatto delle attività di pesca è risultato minimo rispetto ad altre aree d’Italia in cui sono stati condotti studi simili

    In vivo and in vitro development of mouse pancreatic beta-cells in organotypic slices

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    Taking tissue slices of the embryonic and newborn pancreas is a novel approach for the study of the perinatal development of this gland. The aim of this study was to describe the morphology and physiology of in vivo and in vitro developing beta-cells. In addition, we wanted to lay a foundation for the functional analysis of other pancreatic cells, either alone or as part of an integrative pancreatic physiology approach. We used cytochemistry and light microscopy to detect specific markers and the whole-cell patch-clamp to assess the function of single beta-cells. The insulin signal in the embryonic beta-cells was condensed to a subcellular compartment and redistributed throughout the cytosol during the first 2 days after birth. The hormone distribution correlated well with the development of membrane excitability and hormone release competence in beta-cells. Endocrine cells survived in the organotypic tissue culture and maintained their physiological properties for weeks. We conclude that our preparation fulfills the criteria for a method of choice to characterize the function of developing pancreas in wild-type and genetically modified mice that die at birth. We suggest organotypic culture for in vitro studies of the development and regeneration of beta-cells
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