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    Premio Gubbio, Sezione 4 Premio per Tesi di laurea

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    La Tesi di laurea presentata al Premio Gubbio 2009 è la testimonianza dell’attenzione rivolta, nell’ambito della sperimentazione universitaria, alla riqualificazione urbana, ambientale e territoriale, sia dal punto di vista metodologico che progettuale. La Tesi consiste nella simulazione di un processo di pianificazione per una porzione di territorio della periferia romana. Essa sperimenta un modello di pianificazione che applica, in una logica iterativa e interscalare, una divisione in livelli e fasi di approfondimento e verifiche successive, così da prefigurare un rapporto dialettico tra piano-progetto (tra previsione urbanistica e progettazione architettonica), flessibile, articolato in diverse scale e strumenti di intervento e che possa interpretare i ritmi e i modi delle trasformazioni della città contemporanea . L’obiettivo progettuale della Tesi è definire strategie per la riqualificazione della città esistente. L’attenzione è posta nel cercare di stabilire le condizioni e le regole per il riuso fisico, sociale e economico del patrimonio edilizio esistente, soprattutto nel fragile ambiente “di confine” dove questo si compenetra con il territorio extraurbano

    Rigenerare la città spontanea e abusiva: Italia e Spagna

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    La città contemporanea è connotata da un assetto del territorio esito di un processo di metropolizzazione in cui le dinamiche insediative spontanee e abusive si sono intrecciate e hanno innervato lo sviluppo di insediamenti diffusi nel territorio. In questi contesti, oggetto di diverse stagioni di recupero, si riscontrano forme di ingiustizia spaziale (città pianificata/non pianificata) cui corrispondono forme di separazione ed esclusione sociale (città dei ricchi/dei poveri). Una condizione aggravata dalla crisi che, con la riduzione della spesa pubblica, rende sempre più problematico il mantenimento del welfare urbano. Nell’indagare le strategie e gli strumenti per un efficace e equo governo della città contemporanea, con particolare riferimento a quelli messi in campo per la rigenerazione delle parti di città esito di dinamiche spontanee e abusive, il contributo affronta casi italiani e spagnoli, contesti emblematici per la diffusione del fenomeno e la rilevanza della sperimentazione

    Evolutionary Bayesian Network Design for High Dimensional Experiments

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    Laboratory experimentation is increasingly concerned with systems whose dynamical behaviour can be affected by a very large number of variables. Objectives of experimentation on such systems are generally both the optimisation of some experimental responses and efficiency of experimentation in terms of low investment of resources and low impact on the environment. Design and modelling for high dimensional systems with these objectives present hard and challenging problems, to which much current research is devoted. In this paper, we introduce a novel approach based on the evolutionary principle and Bayesian network models. This approach can discover optimum values while testing just a very limited number of experimental points. The very good performance of the approach is shown both in a simulation analysis and biochemical study concerning the emergence of new functional bio-entities

    Trame verdi e blu: verso un futuro affidabile tra visione strategica e gestione dei rischi/Green and blue networks: towards a safe future within risk management and strategic vision

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    Nell’ambito del dibattito internazionale sulle strategie integrate e interscalari di rigenerazione urbana e territoriale, si afferma e si rinnova come componente strutturante della pianificazione il sistema di green and blue networks. Tale sistema va costituendosi come ‘infrastruttura verde e blu’, indispensabile per una gestione sostenibile degli equilibri ecologici e dei rischi ambientali e, al tempo stesso, ‘telaio’ per la configurazione di un nuovo modello di città resiliente, connotato da paesaggi urbani dinamici e usi temporanei, da nuove ecologie industriali e economie circolari, risposte affidabili per gli scenari urbani interessati dalla crisi socio-economica e dai cambiamenti climatici. In questo quadro, nelle strategie di rigenerazione messe in campo nella Valle della Senna, è possibile rileggere una emblematica tensione verso il cambiamento consapevole delle fragilità ecosistemiche. Tali strategie, che affrontano i molteplici rischi e le potenzialità connessi al fiume, concretizzano progetti di riassetto urbano, territoriale, paesaggistico integrati nella pianificazione interscalare di una trame verte e bleue finalizzata alla tutela delle connessioni ecologiche e alla prevenzione dei rischi ambientali. Da tale sperimentazione è possibile evincere innovazioni riconducibili a quattro principi di riferimento per un consapevole governo del territorio: governance, interscalarità, integrazione e progettualità. Questi principi trovano riscontro in una visione territoriale strategica condivisa dagli attori istituzionali della Valle della Senna (Schéma stratégique pour l’aménagement et le développement de la Vallée de Seine); in un disegno della trame verte e bleue alle diverse scale di pianificazione, nell’integrazione tra pianificazione urbanistica e politiche ambientali nei progetti di rigenerazione (Ile Seguin-Rives de Seine, Seine City Park); nella promozione di forme e funzioni ecocompatibili per lo spazio pubblico (Reinventer la Seine)

    Roma. La Ciudad a Restructurar y los Programas Integrados del Plan de Ordenación de Roma 2008

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    La riqualificazione delle aree urbane degradate, pur essendo una questione a lungo dibattuta in Europa, continua ad essere un tema aperto e centrale nelle agende politiche a tutti i livelli istituzionali. I recenti bandi pubblici nazionali per la riqualificazione delle periferie urbane e metropolitane italiane dimostrano che è ancora urgente riequilibrare i diversi livelli di qualità urbana e ambientale tra le aree urbane più vitali e le aree periferiche e "marginali", favorendo la concentrazione delle risorse pubbliche e privati ​​su interventi di interesse collettivo. Rilevanti, in questo contesto, sono le esperienze di riqualificazione proposte dal Piano Regolatore del Comune di Roma, approvato nel 2008, che mettono in campo strumenti di partenariato pubblico-privato introdotti dalle leggi nazionali degli anni '90 che definivano “programmi complessi e straordinari” legati ai finanziamenti specifici e alla possibilità di andare in variante ai Piani regolatori generali. Questi “programmi complessi” ispirati a nuovi principi di sostenibilità e basati su nuovi processi consensuali, definiti nelle riforme amministrative contemporanee, hanno significato un completo allontanamento dalla precedente fase di recupero della città esistente, basata su meccanismi di esproprio e rigidi confini (Ricci, 2001; Marcelloni, 2003). Il nuovo PRG ha “trasformato in normalità” le novità introdotte in quei “programmi complessi”, includendo i Programmi Integrati tra gli strumenti ordinari di attuazione del Piano, in coerenza con la strategia di pianificazione comunale.La recualificación de las áreas urbanas degradadas, a pesar de ser un tema largamente debatido en Europa, continúa constituyendo una cuestión abierta y clave de las agendas políticas en todos los niveles institucionales. Las recientes convocatorias públicas nacionales para la recualificación de las periferias urbanas y metropolitanas italianas demuestran que sigue siendo urgente reequilibrar los distintos niveles de calidad urbana y ambiental entre las áreas urbanas más vitales y las áreas periféricas y “marginales”, promoviendo la concentración de los recursos públicos e privados sobre intervenciones de interés colectivo. En este contexto, toman importancia las experiencias de recualificación propuestas por el Plan de Ordenación de Roma, aprobado en 2008, que aplican herramientas partenariales público-privadas introducidas por las leyes nacionales de los años 90’s que definían “programas complejos y extraordinarios” ligados a financiaciones específicas y posibilidades de derogar partes de los Planes de Ordenación municipales. Estos “programas complejos” inspirados en nuevos principios de sostenibilidad y basados en nuevos procesos consensuados, definidos en reformas administrativas contemporáneas, han significado un punto y aparte con la anterior fase de recuperación de la ciudad existente, basada en mecanismos de expropiación y en delimitaciones rígidas (Ricci, 2001; Marcelloni, 2003). El nuevo PRG ha “convertido en normales” las innovaciones introducidas en aquellos “programas complejos”, incluyendo los Programas Integrados entre los instrumentos ordinarios de actuación del Plan, en coherencia con la estrategia de ordenación municipal

    Dimensione sperimentale e valutazione scientifica. Il contributo di Accademia Urbana per una riforma del sistema universitario

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    L'articolo illustra il contributo di Accademia Urbana, Società scientifica costituita nel 2014, nell'ambito del dibattito e del confronto sulla riforma del sistema universitario e in particolare sui temi inerenti le discipline del progetto. Quale soggetto collettivo che raggruppa un folto gruppo di docenti universitari italiani, appartenenti al Macrosettore 08/F1, AU svolge un ruolo propositivo in merito alla formulazione di nuovi possibili scenari riguardanti la formazione, la ricerca e il progetto nei campi dell’Urbanistica e del Paesaggio, attraverso una attività organizzata intorno ai quattro pilastri del suo Manifesto - Principi e ruolo culturale, Ambiti tematici, Offerta formativa e professioni, Dimensione sperimentale e valutazione. In particolare, con riferimento a quest’ultima, la sua attività propositiva e operativa ha prodotto documenti formali presentati con tempestività presso i referenti istituzionali e politici

    Roma. Percorsi di innovazione nella gestione dei beni comuni

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    L'attuale periodo di crisi finanziaria ed economico-produttiva ha determinato, per il Paese, un forte freno alla modernizzazione e al potenziamento della “città pubblica” e, al tempo stesso, una crescente difficoltà, per le Amministrazioni pubbliche, nella gestione dei “beni comuni”. Una condizione che mette sempre più a rischio il funzionamento urbano, la tenuta delle relazioni sociali e il regolare svolgimento dei cicli naturali, proprio in concomitanza con il raggiungimento di una maggiore consapevolezza dei rischi connessi alla metropolizzazione del territorio, alla frammentazione sociale, ai cambiamenti climatici. A Roma tale condizione ha fortemente indebolito l'attuazione della strategia di riqualificazione urbanistico-ambientale prevista nel PRG 2008, tuttavia non ne ha impedito alcune sperimentazioni, per esempio attraverso l'elaborazione di alcuni Programmi integrati, e ha innescato la messa in campo di innovative esperienze "dall'alto" e "dal basso", che, in alcuni casi, hanno stimolato l'azione dell'Amministrazione verso nuove modalità di progettazione e gestione dei blue, green and grey networks

    Piani, programmi e progetti per la rigenerazione urbana nel Lazio

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    Il testo introduttivo di I. Poli e C. Ravagnan apre la Sezione finalizzata a delineare un quadro dei riferimenti sulla rigenerazione urbana a partire dal dibattito disciplinare nazionale e internazionale e attraverso la lettura delle principali sperimentazioni in corso nel Lazio. Il concetto di rigenerazione urbana sottende innanzitutto l’integrazione tra azioni fisiche sul patrimonio edilizio e urbanistico, e azioni di natura sociale, culturale, economica e ambientale, nel rispetto dei principi di sostenibilità e di partecipazione, supportati da un solido e strutturato governo pubblico e da forme di partenariato pubblico-privato. In questo quadro, vengono individuati i fronti più avanzati del dibattito delineati nel corso delle iniziative dell’Istituto Nazionale di Urbanistica del 2015, la Biennale dello spazio pubblico e il Festival delle Città metropolitane, in occasione delle quali è apparso chiaro come l’innovazione dei riferimenti inerenti la rigenerazione urbana, riguardi sempre più non tanto e non solo questioni endogene agli approcci della disciplina urbanistica, quanto tematiche collegate all’inesorabile cambiamento globale del contesto ambientale, socio-economico e culturale. Tale contesto richiede un’idea di città da conseguire attraverso strategie di adattamento e di resilienza riferite all’ambiente urbano basate su nuovi modelli di mobilità sostenibile, sull’efficientamento energetico del patrimonio edilizio, sullo spazio pubblico come componente prioritaria per la promozione della qualità urbana, dell’inclusione sociale e dell’eco-innovazione, sulla residenza pubblica come campo privilegiato della sperimentazione progettuale finalizzata a superare la marginalizzazione fisica e sociale e a valorizzare l’identità locale. In questo quadro i differenti contributi sollevano induttivamente l’attenzione sulle diverse componenti della città che possano costituirsi come cardini degli interventi di rigenerazione: la strada nelle sue diverse accezioni, sia di elemento strutturale dell’armatura urbana sia di spazio pubblico per antonomasia (N. Savarese), le attrezzature energetiche e tecnologiche (cfr. B. Nastasi); i percorsi della mobilità dolce e le attrezzature pubbliche per i servizi scolastici, culturali e ricreativi (P. Carobbi; G. Buttarelli, P. Colarossi; L. Fonti); l’edilizia residenziale pubblica (D. Modigliani, M. T. Bruca)

    Riferimenti consolidati e tematiche d’attualità nel dibattito Ancsa. Nuovi significati e nuove forme degli spazi aperti

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    L’articolo affronta il nuovo ruolo che gli spazi aperti possono assumere nella città contemporanea. Come affermato nei più recenti convegni e nelle ricerche che l’ANCSA sta portando avanti, infatti, lo spazio aperto è attualmente riconosciuto come vero luogo collettivo della contemporaneità e, grazie ad un’azione progettuale partecipata che sancisca il passaggio da natura a cultura, che esso può svolgere un ruolo identitario per la popolazione e costituirsi, quindi, come centralità nei territori della città contemporanea
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