88,880 research outputs found

    Le iniziative online per la ricostruzione

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    Il capitolo 7 descrive “Le iniziative on line per la ricostruzione”, approfondendo il ruolo della comunicazione sia nell’ambito dell’attivismo civico che si è sviluppato nella rete (in ambiente social) a seguito degli eventi sismici, che considerando il rapporto tra giornalismo informativo on line e mondo dei bambini per affrontare la lettura di un evento drammatico qual è il terremoto (D’Ambrosi L., Nardi F., Nicolini P. e Polci V.). La cronaca e il dibattito scientifico registrano un’attenzione sempre più alta del mondo dei giovani al tema dell’equilibrio ecologico del pianeta e quindi delle catastrofi naturali. Con l’utilizzo del Web e delle nuove tecnologie della comunicazione emergono nuovi modelli di partecipazione politica e anche di nuove culture politiche. L’irruzione bottom-up dei giovani nella sfera ambientale potrebbe dare senso a una nuova forma di democrazia che si innesta nelle comunità locali. Diventa tema di ricerca per gli autori capire come queste dinamiche possano assumere una valenza speciale nel favorire la nascita di un nuovo modello di socializzazione resiliente. In tal senso, viene dato conto, in questo capitolo (attraverso una mappatura), delle modalità di partecipazione civica attraverso i nuovi media, e del loro contributo al rafforzamento del senso di comunità. Vengono selezionate 50 iniziative progettuali valutando la capacità di fare networking tra cittadini per rafforzare il senso di comunità e promuovere lo sviluppo di capitale sociale. L’analisi ha evidenziato risultati molto interessanti in merito alla capacità dei cittadini di attivarsi per il territorio secondo tre principali forme di partecipazione: informativa, interattiva e inclusiva. Il tema ambiente-paesaggio si profila non solo come un’emergenza rispetto alla quale avviare azioni e dinamiche risolutive, ma anche “il frame narrativo su cui tessere un diverso senso della relazione sociale e, soprattutto, preservare e ritrovare comunità disgregate a causa di eventi calamitosi” (D’Ambrosi L., Polci V.). Gli autori concludono il loro rapporto di ricerca rivendicando il ruolo cardine delle “piattaforme comunicative”, in grado di promuovere la “libera capacità dell’individuo di agire” per innalzare sicurezza e qualità della vita. In tal senso, si fa presente l’esigenza di diffondere una cultura della collaborazione tra le pratiche della governance e le diverse forme di partecipazione sviluppate tra web e spazio urbano

    La ricostruzione fisica dei luoghi

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    Il gruppo di lavoro che ha prodotto questo primo rapporto è compo- sto da ricercatori provenienti dai seguenti enti: ArIA (centro di Ricerca per le Aree interne e gli Appennini); Banca d’I- talia; Cammino nelle Terre Mutate; Associazione C.A.S.A. (Cosa Acca- de Se Abitiamo); CREN (Centro Ricerche Ecologiche e Naturalistiche); Fondazione Symbola; GeoMORE srl; GSSI (Gran Sasso Science Insti- tute); INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia); INU (Isti- tuto Nazionale di Urbanistica); ISTAO (Istituto Adriano Olivetti); ISTAT (Istituto nazionale di statistica); ITC CNR (Istituto per le Tecnologie della Costruzione, Consiglio Nazionale delle Ricerche); MiC (Ministero della Cultura); Politecnico di Milano; Politecnico di Torino; Consorzio REDI (REducing risks of natural DIsasters); Regione Marche; Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara; Soprintendenza Ar- cheologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche; Terre.it srl; Ufficio del Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016, Presidenza del Consiglio dei Ministri; Università dell’Aquila; Università della Calabria; University of California Los Angeles; Università di Camerino; Università di Enna “Kore”; Università di Ferrara; Università di Macerata; Univer- sità del Molise; Università di Napoli Federico II; Università di Palermo; Università di Perugia; Università Politecnica delle Marche; Università di Roma “La Sapienza”; Università di Roma Tre; Università di Urbino. Coordinamento scientifico a cura di Massimo Sargolini. Editing a cura di Flavio Stimilli, Ilenia Pierantoni, Valentina Polci. Hanno contribuito alla revisione del presente volume i componenti della Commissione Scientifica di REDI: Massimiliano Barchi, Raffaello Bronzini, Lauro Chiaraluce, Fulvio Esposito, Alessandra Faggian, Alba Formicola, Marco Frey, Graziano Leoni, Lucia Luzi, Marco Modica, Ste- fano Pampanin, Massimo Sargolini, Emanuele Tondi, Vania Virgili. Fulvio Esposito ha provveduto alla rilettura finale dei testi. REDI è un consorzio di ricerca, innovazione e formazione composto da: GSSI (Gran Sasso Science Institute), INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), UNICAM (Università di Camerino). Questo volume è il primo prodotto di un protocollo d’intesa tra REDI e il Dipartimento Casa Italia, Presidenza del Consiglio dei Ministri, ed è stato promosso da un accordo quadro tra i seguenti istituti: Uni- versità di Camerino, Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’In- formazione e di Economia dell’Università dell’Aquila, Dipartimento di Economia dell’Università di Perugia, Dipartimento di Architettura dell’Università di Roma TRE, Consorzio di ricerca REDI, INU – Istituto Nazionale di Urbanistica

    Better Life. Kick off Meeting

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    To build the intra- and inter-institutional capacities to foster societally engaged research in life sciences through the resources, guidelines, network cooperation, and policy designs at a regional and international level

    Liaison tra comunità scientifica e governo

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    Per combattere gli effetti dei disastri naturali esistono principalmente due approcci: uno proattivo e uno di reazione agli eventi. Il primo è basato sull’assunto che conviene investire in interventi di mitigazione del rischio prima del verificarsi di eventi naturali potenzialmente disastrosi: gli investimenti riguardano interventi sul patrimonio pubblico e privato su tutto il territorio nazionale, e i piani di investimento e coordinamento hanno orizzonti temporali di medio-lungo periodo. Il secondo, invece, prevede investimenti solo nelle zone colpite da disastri naturali, e dopo che tali eventi siano accaduti: la scala temporale è di breve termine e riguarda le fasi emergenziali e immediatamente post-emergenziali

    Civita di Bagnoregio

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    Il saggio ricostruisce la storia e la configurazione di Civita di Bagnoregio, ripercorrendone le tappe significativeThe essay presents the historical configuration and evolution of Civita Bagnoregio, putting in evidence the morfological and tipoghaphical phases
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