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    Polci Languages

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    This paper aims at characterizing the common morphology of Polci languages, and contrasting it to that of Zaar. Zaar and Polci languages all belong to South-Bauchi-West Chadic languages, although they have been assigned to different language clusters by (Shimizu 1978).Cet article présente la morphologie commune des langues polci, et la compare à celle du zaar. Les langues zaar et polci appartiennent toutes aux langues tchadiques de la branche Sud-Bauchi Oriental, bien que pour leur classification interne, (Shimizu 1978) les a rangées dans des groupes de langues différent

    «Voce fuori coro» di Dolores Prato. Trascrizione e commento dei frammenti autografi su Roma capitale d'Italia

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    In occasione delle celebrazioni del centenario di Roma capitale (1871-1971), Dolores Prato voleva dar seguito al suo desiderio, fortissimo, di esprimere un punto di vista in controtendenza rispetto alla imperante storiografia risorgimentale. Scrisse frammenti, appunti, riflessioni preparatori a un pamphlet, Voce fuori coro, che però nessun editore si dichiarò disposto a pubblicare. Quegli scritti, che oggi vedono finalmente la luce, mostrano la non comune capacità della scrittrice di sottrarsi alle lusinghe di una memoria forzatamente condivisa sul destino della città eterna, e denunciano le trasformazioni e distruzioni subite dalla città nel suo divenire capitale del nuovo Regno. L’approccio critico di Polci tiene costantemente presente l’intera opera letteraria e giornalistica della scrittrice, ripercorrendo anche le tappe della sua vita e indagandone i rapporti con i maggiori protagonisti culturali dell’epoca, nel tentativo di restituire la giusta attenzione a una delle voci più limpide del Novecento

    Roma da città universale a capitale nazionale. Per una lettura inedita di Dolores Prato

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    La penetrante sollecitudine con la quale Dolores Prato ha descritto e rivissuto nella sua opera la piccola città, Treia, nella quale aveva trascorso l’infanzia costituisse, oltre che un monumento della letteratura italiana, anche un'efficace metafora del moto costante tra capitale e province che ha a lungo caratterizzato le relazioni tra Roma e la sua periferia orientale, costruendo spazi, legami, carriere, poteri e assetto urbano. E dunque: paesaggio, urbanizzazione, cultura. Si tratta di un approccio originale a un tema apparentemente scontato (il rapporto tra centro e periferia), ma anche di un tentativo di collaborazione interdisciplinare cui la storia, che per «Proposte e ricerche» costituisce il punto di riferimento principale, è comunque chiamata dal suo rinnovato statuto epistemologico. Si tratta della riproposizione di un tema affascinante di storia urbana e sociale: vale a dire il rapporto tra città grandi e città piccole nel contesto nazionale, e, in questo caso, in un’area infranazionale particolarmente significativa e forse da rivalorizzare sotto la specie della sua elaborata civiltà urbana, talvolta sottomessa, negli studi, alle esigenze di quella agricola

    La ricostruzione fisica dei luoghi

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    Il gruppo di lavoro che ha prodotto questo primo rapporto è compo- sto da ricercatori provenienti dai seguenti enti: ArIA (centro di Ricerca per le Aree interne e gli Appennini); Banca d’I- talia; Cammino nelle Terre Mutate; Associazione C.A.S.A. (Cosa Acca- de Se Abitiamo); CREN (Centro Ricerche Ecologiche e Naturalistiche); Fondazione Symbola; GeoMORE srl; GSSI (Gran Sasso Science Insti- tute); INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia); INU (Isti- tuto Nazionale di Urbanistica); ISTAO (Istituto Adriano Olivetti); ISTAT (Istituto nazionale di statistica); ITC CNR (Istituto per le Tecnologie della Costruzione, Consiglio Nazionale delle Ricerche); MiC (Ministero della Cultura); Politecnico di Milano; Politecnico di Torino; Consorzio REDI (REducing risks of natural DIsasters); Regione Marche; Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara; Soprintendenza Ar- cheologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche; Terre.it srl; Ufficio del Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016, Presidenza del Consiglio dei Ministri; Università dell’Aquila; Università della Calabria; University of California Los Angeles; Università di Camerino; Università di Enna “Kore”; Università di Ferrara; Università di Macerata; Univer- sità del Molise; Università di Napoli Federico II; Università di Palermo; Università di Perugia; Università Politecnica delle Marche; Università di Roma “La Sapienza”; Università di Roma Tre; Università di Urbino. Coordinamento scientifico a cura di Massimo Sargolini. Editing a cura di Flavio Stimilli, Ilenia Pierantoni, Valentina Polci. Hanno contribuito alla revisione del presente volume i componenti della Commissione Scientifica di REDI: Massimiliano Barchi, Raffaello Bronzini, Lauro Chiaraluce, Fulvio Esposito, Alessandra Faggian, Alba Formicola, Marco Frey, Graziano Leoni, Lucia Luzi, Marco Modica, Ste- fano Pampanin, Massimo Sargolini, Emanuele Tondi, Vania Virgili. Fulvio Esposito ha provveduto alla rilettura finale dei testi. REDI è un consorzio di ricerca, innovazione e formazione composto da: GSSI (Gran Sasso Science Institute), INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), UNICAM (Università di Camerino). Questo volume è il primo prodotto di un protocollo d’intesa tra REDI e il Dipartimento Casa Italia, Presidenza del Consiglio dei Ministri, ed è stato promosso da un accordo quadro tra i seguenti istituti: Uni- versità di Camerino, Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’In- formazione e di Economia dell’Università dell’Aquila, Dipartimento di Economia dell’Università di Perugia, Dipartimento di Architettura dell’Università di Roma TRE, Consorzio di ricerca REDI, INU – Istituto Nazionale di Urbanistica

    La «capitale decolorata». Viaggio attraverso la storia della visione letteraria di Roma: gli scritti di Dolores Prato

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    On the occasion of the first centenary celebrations of Rome as the Italian capital (1971), Dolores Prato went further into the history, the urban landscape and traditions of Rome, with special attention to the transformations and destructions – a real “murder” – suffered by the city since it became the capital of the Kingdom of Italy, passing through the Fascist rhetoric and the consolidation of industrial capitalism. She expressed her views in articles published between 1950 and 1970 on Paese Sera, a newspaper that sympathized with the Italian Communist Party, and in a considerable amount of notes, sketches, images written for Voce fuori coro, an unpublished pamphlet in contrast with the mainstream hi- storiography of the Risorgimento. What emerges is an anti-myth of the capital and, at the same time, a narrative of a popular city of small hidden miracles, born to be a metropolis of the catholic world rather than the capital of a national state

    Le iniziative online per la ricostruzione

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    Il capitolo 7 descrive “Le iniziative on line per la ricostruzione”, approfondendo il ruolo della comunicazione sia nell’ambito dell’attivismo civico che si è sviluppato nella rete (in ambiente social) a seguito degli eventi sismici, che considerando il rapporto tra giornalismo informativo on line e mondo dei bambini per affrontare la lettura di un evento drammatico qual è il terremoto (D’Ambrosi L., Nardi F., Nicolini P. e Polci V.). La cronaca e il dibattito scientifico registrano un’attenzione sempre più alta del mondo dei giovani al tema dell’equilibrio ecologico del pianeta e quindi delle catastrofi naturali. Con l’utilizzo del Web e delle nuove tecnologie della comunicazione emergono nuovi modelli di partecipazione politica e anche di nuove culture politiche. L’irruzione bottom-up dei giovani nella sfera ambientale potrebbe dare senso a una nuova forma di democrazia che si innesta nelle comunità locali. Diventa tema di ricerca per gli autori capire come queste dinamiche possano assumere una valenza speciale nel favorire la nascita di un nuovo modello di socializzazione resiliente. In tal senso, viene dato conto, in questo capitolo (attraverso una mappatura), delle modalità di partecipazione civica attraverso i nuovi media, e del loro contributo al rafforzamento del senso di comunità. Vengono selezionate 50 iniziative progettuali valutando la capacità di fare networking tra cittadini per rafforzare il senso di comunità e promuovere lo sviluppo di capitale sociale. L’analisi ha evidenziato risultati molto interessanti in merito alla capacità dei cittadini di attivarsi per il territorio secondo tre principali forme di partecipazione: informativa, interattiva e inclusiva. Il tema ambiente-paesaggio si profila non solo come un’emergenza rispetto alla quale avviare azioni e dinamiche risolutive, ma anche “il frame narrativo su cui tessere un diverso senso della relazione sociale e, soprattutto, preservare e ritrovare comunità disgregate a causa di eventi calamitosi” (D’Ambrosi L., Polci V.). Gli autori concludono il loro rapporto di ricerca rivendicando il ruolo cardine delle “piattaforme comunicative”, in grado di promuovere la “libera capacità dell’individuo di agire” per innalzare sicurezza e qualità della vita. In tal senso, si fa presente l’esigenza di diffondere una cultura della collaborazione tra le pratiche della governance e le diverse forme di partecipazione sviluppate tra web e spazio urbano

    Social Media and Gender Violence: Communication Strategies for a “New Education”

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    This study investigates the role of social media in cultural awarenessraising and engagement in the struggle against gender violence. The study was conducted using a quantitative/qualitative analysis approach of around 20 Italian social websites-platforms-pages dealing with the phenomenon of femicide. The analysis considers three main indicators: presence of Web spaces for awarenessraising (e.g. advertising campaigns, contest); the existence of Web channels and participatory tools targeting the achievement of shared objectives and projects (e.g. signatures, online petitions); activation of online educational courses (e.g. information-based pages on the themes and terms of gender-based violence, creation of “pedagogical” and comparative spaces). The study sought to detect the extent to which the opportunities offered by new technologies in terms of social channel use, the viral spread of messages, and even the capacity to create new spaces for shared reflection, actually have an educational/pedagogical purpose rather than a merely awareness-raising or mobilization function

    Tutela dei diritti delle donne e ruolo dei social media. Voci dall’Iran

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    I social media possono rappresentare un’importante forza di opposizione a quei valori culturali tradizionali e a quella rappresentazione della donna nei media di massa, spesso basata su preconcetti e pregiudizi legati a modelli e ruoli della condizione femminile, che hanno permesso e permettono ancora il radicarsi e l’esistenza stessa delle diverse forme di violenza contro la donna (domestica, emotiva-psicologica, sessuale, economica, socio-culturale). Il contrasto alla violenza di genere e la tutela dei diritti delle donne sono tra le azioni su cui si sta concentrando l’attenzione della social-mobile network society. Si tratta di una lotta che si sviluppa su una forte convergenza etica, morale e politica, la cui connotazione, specificamente comunicativa, è pensata per divenire fenomeno diffuso, virale, impattante e immediato. Fondamentale, per comprendere queste dinamiche, è la stretta correlazione fra la comunicazione, il suo sviluppo mediale e l'evoluzione dell'idea di sfera pubblica1 e spazio pubblico2, che rendono sempre più labile il confine fra impegno online e impegno offline nelle diverse pratiche di cittadinanza e partecipazione. In questo contributo si è cercato di studiare i movimenti sociali e le pratiche di attivismo civico nati a tutela dei diritti delle donne iraniane, in particolare il movimento “Donna, Vita, Libertà”, nato dopo la morte di Jina Mahsa Amini, e “My stealthy freedom”, contro il velo, hijab, obbligatorio. L’analisi di casi proposta, che guarda all’attivismo digitale per promuovere l’azione collettiva nel contesto più generale della Gender Based Violence, ha messo in evidenza come le figure pubbliche abbiano svolto e svolgano un ruolo fondamentale nell’incoraggiare le persone a prendere posizione contro situazioni ritenute ingiuste, lasciando intravedere alcune caratteristiche riferibili al fenomeno dell’influ-attivismo

    "Boost 5" - Leveraging results of 5 IT-HR projects to boost touristic valorisation of cultural, off-road, industrial and natural heritage Osservatorio Paesaggio Regione March

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    Progetto per la migliore implementazione di un approccio sistemico a livello di Crossborder, coinvolgendo attori pubblici e privati nell'adozione di strategie comuni per promuovere l'identità culturale e paesaggistica di aree interne e fragili dell’Italia e della Croazia al fine eliminare i principali ostacoli che limitano il pieno sviluppo del turismo sostenibile
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