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    Modelling Asymmetric Behaviour in Time Series: Identification Through PSO

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    In this work we propose an estimation procedure of a specific TAR model in which the actual regime changes depending on both the past value and the specific past regime of the series. In particular we consider a system that switches between two regimes, each of which is a linear autoregressive of order p. The switching rule, which drives the process from one regime to another one, depends on the value assumed by a delayed variable compared with only one threshold, with the peculiarity that even the thresholds change according to the regime in which the system lies at time t -d. This allows the model to take into account the possible asymmetric behaviour typical of some financial time series. The identification procedure is based on the Particle Swarm Optimization technique

    Nonlinear cointegration in financial time series

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    In this paper, the concept of linear cointegration as introduced by Engle and Granger [5] is merged into the local paradigm. Adopting a local approach enables the achievement of a local error correction model characterised by dynamic parameters. Another important result obtained using the local paradigm is that the mechanism that leads the dynamic system back to a steady state is no longer a constant: it is a function not defined a priori but estimated point by point

    Évaluation du risque archéologique au moyen de techniques géoarchéologiques. Le cas de la terramare La Favorita (Reggio Emilia, Italie)

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    In the locality of La Favorita, close to the town of Reggio Emilia, the location of new residential area was coincident with an archaeological site, consisting of a terramara (Bronze Age site). As the site was recorded in the archaeological literature the area was subjected to law protection. Before to allow the planning permission and to proceed with edification of buildings, an assessment of the shape, of the extension and of the state of preservation of the site was required by the State Archaeological Service (Soprintendenza Archeologica). A geoarcheological investigation has been undertaken : the photogeological record has been integrated with DTM (Digital Terrain Model) made trough differential GPS. A convenient frame of stratigraphie soundings integrated the surface survey. The boundaries of the terramara has been identified. In the DTM the site is indicated by a low relief whose central part, slightly depressed, corresponds to the XDCth century quarry, which exploited the archaeological stratification. The test pits put in evidence that the ditch surrounding the site is perfectly preserved and some roman age archaeological stratification survived on the top of the Bronze Age site. On the base of the results of the geoarchaeological investigation, the edification plan has been changed in order to protect the archeological evidence and to emphasize the shape of the Bronze Age village.Dans la banlieue de la ville de Reggio Emilia, un projet de construction menaçait une terramare de l'Âge du Bronze. Signalé auprès de la Soprintendenza et protégé (toute construction y était interdite), le site a fait l'objet d'une prospection géoarchéologique dans le but d'en préciser l'extension et l'état de conservation. Une étude photogéologique intégrée avec le microrelief obtenu par GPS différentiel et associée à une campagne de sondages stratigraphiques, a permis d'évaluer l'état de conservation et de préciser l'extension du site. Dans le DTM (Model Digital Tridimensionnel) le site est indiqué par un relief relativement faible dont la partie centrale correspond à une carrière de marne qui a en partie détruit le site au XIXe siècle. Les sondages ont permis de reconnaître le fossé qui entourait la terramare à l'Âge du Bronze ainsi que les couches archéologiques qui se développaient au-dessus. Devant l'intérêt des résultats obtenus, le projet d'urbanisme a été modifié pour sauvegarder et mettre en valeur les vestiges archéologiques. Ceux-ci ont été intégrés dans la structure du nouveau quartier résidentiel.Cremaschi Mauro, Pizzi Chiara, Varini Gianfranco. Évaluation du risque archéologique au moyen de techniques géoarchéologiques. Le cas de la terramare La Favorita (Reggio Emilia, Italie). In: Revue d'Archéométrie, n°28, 2004. pp. 89-96

    PSO for the Sharpe Ratio in a Financial Trading System Based on Technical Analysis

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    We consider four technical indicators widely used in financial practice to determine the optimal signal aggregation, trading rule definition, and indicator setting using the Particle Swarm Optimization metaheuristic applied to an important financial fitness function, that is the Sharpe Ratio. We experiment our trading system to the Italian index FTSE MIB and to a set of financial stocks belonging to the FTSE MIB over a multi-year period for training and testing. We generally achieve superior out-of-sample performance, using a standard technical analysis system as a benchmark

    La terramara di S. Rosa di Poviglio: un villaggio terramaricolo e la sua periferia

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    La terramara di Santa Rosa di Poviglio è oggetto di scavo estensivo a partire dal 1984 da parte della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, il CNR-IDPA di Milano, il comune di Poviglio e Coopsette. Le campagne di scavo degli ultimi dieci anni si sono concentrate al margine meridionale nel Villaggio Grande ponendovi in luce una situazione di rilevante complessità relativa sia all’impianto delle strutture che alla loro evoluzione nell’arco della vita del Villaggio. All’esterno della recinzione, costituita in una prima fase da una palizzata lignea di cui rimangono le impronte dei pali, e soltanto tardivamente da un terrapieno, vi è un ampio fossato, nel quale converge almeno uno dei due canali venuto in luce al suo esterno. Numerosi e profondi pozzi per acqua vengono dapprima aperti lungo la recinzione, al ciglio del villaggio e provvedono ad alimentare il fossato stesso. Successivamente altri pozzi, assai più profondi dei precedenti, vengono scavati all’interno del fossato e attestano una costante preoccupazione per l’approvvigionamento idrico a fronte di un sensibile depauperamento delle falde acquifere alla fine della vita del villaggio. Lo studio stratigrafico di queste strutture, sostenuto dall’analisi micromorfologica, integrato con l’analisi tipologica dei materiali contenuti al loro interno e da una serie di datazioni radiocarboniche ha permesso di studiarne i differenti momenti di uso, riutilizzo e successiva defunzionalizzazione, che avvengono in un arco cronologico compreso fra il tardo Bronzo Medio (BM3) ed il Bronzo recente avanzato (BR2)

    Archeometria della ceramica terramaricola: prime analisi da Santa Rosa di Poviglio

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    Nei siti archeologici protostorici, ed in particolare in quelli terramaricoli, la ceramica costituisce la maggior parte dei ritrovamenti ed è abitualmente studiata dal punto di vista tipologico e funzionale. Tuttavia indicazioni importanti possono essere fornite anche dalle analisi archeometriche, finora non numerose, volte ad indagare provenienza delle materie prime e processi produttivi (tipologia degli impasti, tipo di degrassante utilizzato, modalità di foggiatura e cottura). Si è pertanto avviato anche a Santa Rosa di Poviglio un progetto di studio mineralogico-petrografico di sezioni sottili e analisi mediante diffrazione a raggi X su materiali ceramici provenienti dal Villaggio Piccolo e dal Villaggio Grande, di cui si presentano qui i risultati preliminari. Tali analisi, effettuate su campioni provenienti da unità di sicura affidabilità stratigrafica, attestano l’uso sistematico del degrassante (chamotte), la cottura a temperature assai basse (non superiori a 650°) che hanno permesso la conservazione di frammenti di gusci di molluschi, la presenza di inclusi vegetali. Le ceramiche analizzate si differenziano nettamente per la natura degli impasti che risultano appartenere a due tipi chiaramente distinguibili, uno di tessitura limo-argillosa e con pasta di fondo tendenzialmente isotropa (Gruppo 1) e l’altro marcatamente più argilloso (Gruppo 2) con pasta di fondo fortemente birifrangente. Tale differenza però non può essere messa in relazione con le forme e la conseguente funzionalità dei recipienti, in quanto sia le forme “da mensa” che quelle destinate allo stoccaggio appaiono foggiati con entrambi gli impasti, nè con la cronologia dei materiali poiché gli stessi gruppi sono attestati sia nel Villaggio Piccolo che nel Villaggio Grande. E’ assai più probabile che dipenda da una precisa selezione della materia prima e dai processi di lavorazione. Per identificare la provenienza dei due impasti e comprendere i processi cui sono stati sottoposti è in corso l’analisi di campioni di terreno provenienti dal sito e dai suoi dintorni

    La recinzione e le strutture idrauliche al margine della terramara di S. Rosa di Poviglio

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    La terramara di Santa Rosa di Poviglio è oggetto di scavo estensivo a partire dal 1984 da parte della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, il CNR-IDPA di Milano, il comune di Poviglio e Coopsette. Le campagne di scavo degli ultimi dieci anni si sono concentrate al margine meridionale nel Villaggio Grande ponendovi in luce una situazione di rilevante complessità relativa sia all’impianto delle strutture che alla loro evoluzione nell’arco della vita del Villaggio. All’esterno della recinzione, costituita in una prima fase da una palizzata lignea di cui rimangono le impronte dei pali, e soltanto tardivamente da un terrapieno, vi è un ampio fossato, nel quale converge almeno uno dei due canali venuto in luce al suo esterno. Numerosi e profondi pozzi per acqua vengono dapprima aperti lungo la recinzione, al ciglio del villaggio e provvedono ad alimentare il fossato stesso. Successivamente altri pozzi, assai più profondi dei precedenti, vengono scavati all’interno del fossato e attestano una costante preoccupazione per l’approvvigionamento idrico a fronte di un sensibile depauperamento delle falde acquifere alla fine della vita del villaggio. Lo studio stratigrafico di queste strutture, sostenuto dall’analisi micromorfologica, integrato con l’analisi tipologica dei materiali contenuti al loro interno e da una serie di datazioni radiocarboniche ha permesso di studiarne i differenti momenti di uso, riutilizzo e successiva defunzionalizzazione, che avvengono in un arco cronologico compreso fra il tardo Bronzo Medio (BM3) ed il Bronzo recente avanzato (BR2)
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