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EFFETTI E RIMOZIONE DI COMPOSTI XENOBIOTICI NELLE FASI BIOLOGICHE DEGLI IMPIANTI DI DEPURAZIONE MUNICIPALI: ANALISI SPERIMENTALE E MODELLI PREDITTIVI
Lo studio che verrà condotto dall’Unità di ricerca operante presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, mira a fornire un contributo relativamente ai seguenti tre diversi aspetti. In primo luogo, saranno condotte attività finalizzate alla valutazione, per via sperimentale ed avvalendosi di impianti biologici convenzionali in scala pilota già disponibili, degli effetti determinati dalla presenza di alcuni dei suddetti composti xenobiotici sulla biodegradabilità dei substrati che tipicamente vengono rimossi nelle fasi biologiche degli impianti di depurazione municipali. Ulteriori attività riguarderanno la stima della biodegradabilità di diversi composti xenobiotici, sia derivanti dall’industria di processo che costituenti di farmaci, attraverso la determinazione del tasso di consumo per via biologica. Utilizzando questi ultimi dati, ma anche sulla base delle, in verità scarse, informazioni omologhe riportate in letteratura nonché di quelle che verranno rese disponibili dalle altre Unità Operative partecipanti al Programma di Ricerca, saranno ricercate relazioni idonee a correlare le caratteristiche di biodegradabilità dei composti xenobiotici alla loro struttura chimica, attraverso il ricorso a modelli predittivi (le cosiddette QSBR - Quantitative Structure Biodegradability Relationships)
Studio a supporto delle attività di progettazione dell’impianto di depurazione a servizio dell’aeroporto di Pantelleria
Monitoraggio ambientale nella fase post-operativa delle discariche consortili Schiavi-Masseria del Pozzo-Ampliamento Masseria del Pozzo site nel Comune di Giugliano in Campania (NA)
Dottorato di Rcerca Internazionale Environmental Technologies for Contaminated Solids, Soils and Sediments (ETeCoS3)
Studio sulle caratteristiche chimiche delle acque di falda di Bagnoli (NA), con particolare riguardo al sito occupato dallo stabilimento della CementirItalia
Contaminanti nelle acque smaltite sul suolo: effetti e tecniche di trattamento
La restituzione delle acque reflue all'ambiente naturale non sempre avviene con lo scarico diretto all'interno di un corpo idrico ricettore, essendo possibile, come ènoto, provvedere al loro smaltimento sul suolo o nel suolo.
Peraltro, l'attenzione nei riguardi di tale pratica si è andata diffondendo a seguito dell'emanazione, anche in Italia, di norme sul riutilizzo in ambito agricolo.
In tali circostanze, i composti residui all'interno delle acque reflue, ed in particolare i cosiddetti microinquinanti (ivi compresi quelli generati dai processi di
disinfezione condotti negli impianti), vengono a contatto con le diverse frazioni organiche ed inorganiche che costituiscono il terreno, alle quali possono rimanere
legati, con meccanismi di diversa natura e con forze di diversa intensità, che ne influenzano significativamente la cosiddetta mobilità. Peraltro, tali legami sono
funzione del tipo di contaminante, della storia e dell'età della contaminazione, oltre che delle proprietà chimico-fisiche del terreno, e sono assai differenziati caso per
caso, e difficilmente quantificabili o prevedibili su basi teoriche o comunque aprioristicamente.
È evidente che la mobilità dei contaminanti influenza fortemente il loro destino, potendone favorire la diffusione verso altre componenti ambientali (in primis, la
falda) oppure, al contrario, la permanenza sul suolo ed il successivo, eventuale, trasferimento verso le componenti biotiche su quest'ultimo viventi.
Alla luce di quanto detto, le attività dell'UO UniNA riguarderanno 3 principali aspetti, costituiti da: studio della mobilità e della biodisponibilità dei contaminanti
legati al terreno; esecuzione di analisi ecotossicologiche; verifica degli effetti sui microinquinanti dei sistemi di trattamento utilizzati negli impianti di depurazione, a
monte del recapito sul suolo o nel suolo.
Nella fattispecie, la mobilità verrà verificata attraverso prove di estrazione sequenziale, articolate in più fasi, in modo da riuscire a mobilitare, nel corso di ciascuna
fase, solo un'aliquota del contaminate, arrivando a definire, per essa, la tipologia di legame con la matrice solida. Le suddette prove di estrazione saranno effettuate
con riferimento soprattutto a contaminanti organici (in primis, antibiotici, bisfenolo A e surfattanti), ma anche inorganici (metalli), ed investigando classi di terreno
diverse per caratteristiche chimiche e fisiche, oltre che differenziate in termini di contenuto e storia della contaminazione, laddove nota. L'estrazione sequenziale sarà
effettuata su campioni di terreno sia non trattati che sottoposti in laboratorio a trattamenti di bonifica, per conoscere quale aliquota del contaminante si è riusciti a
mobilizzare ed eliminare a seguito dell'intervento, e quindi a definire la ridistribuzione dei legami del contaminante con le diverse componenti della matrice solida
dopo la bonifica. Su tutti i campioni, prima e dopo il trattamento, verranno simulati processi di invecchiamento.
Prima e dopo ciascuna fase dell'estrazione una parte del terreno sarà prelevato per essere sottoposto ad analisi ecotossicologiche. L'ecotossicologia, come è noto,
permette di determinare il destino e gli effetti dei contaminanti nei sistemi naturali con metodo scientifico, includendo approcci predittivi, stabilendo criteri
d'ecocompatibilità, e permettendo di effettuare valutazioni di pericolo e di rischio. A partire dai risultati si cercherà di trovare delle correlazioni con i dati ottenuti
dall'estrazione sequenziale, per individuare il legame tra mobilità ed ecotossicità.
Il terzo aspetto riguarderà l'individuazione delle trasformazioni indotte sui microinquinanti presenti nelle acque reflue in bassa concentrazione (in primis, antibiotici,
bisfenolo A e surfattanti) dai tradizionali sistemi di disinfezione (con bassi dosaggi di cloro e ozono oppure con raggi UV) nonché lo studio della rimozione a mezzo
di ozono e perossido di idrogeno di quelli che persistono dopo la disinfezione stessa
Studio a supporto delle attività di progettazione dell'intervento di messa in sicurezza permanente delle acque di falda nell'area di Bagnoli
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