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    Urbanistica è progetto di città

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    La monografia è esito di un progetto editoriale teso ad una articolata trattazione dei nodi concettuali e problematici di base della disciplina urbanistica e della pianificazione e progettazione urbana, elaborato da Elio Piroddi e da Antonio Cappuccitti; quest’ultimo ha anche curato le ricerche documentali e sui casi di studio per l’elaborazione dell’opera, e redatto il capitolo “Perché il piano e quale piano. Come si “progetta” un piano urbanistico”. Se l’Urbanistica è una conoscenza e una pratica “panottica” che si declina in molte discipline, resta che il suo il nucleo fondante è la conoscenza e la progettazione dello spazio fisico della città e del territorio urbano; questa la tesi - espressa già in nuce nell’accento tra parentesi sulla “e” del titolo - intorno alla quale si snoda il filo ideale che lega i capitoli del libro. Nel quale gli autori propongono un percorso tra le forme che ha assunto la città nel tempo, dalla “grande casa” dell’Alberti all’attuale “pianeta urbano”. E invitano ad un viaggio che porta dalle prove di “lettura” della città nello spazio reale - attraverso la conoscenza delle sue forme, delle sue componenti e delle sue trasformazioni - ad una serie di esempi moderni e contemporanei di “architettura urbana” nel mondo. Gli ultimi due capitoli trattano delle vicende della pianificazione e della progettazione urbanistica in Italia e presentano un repertorio di progetti comprendenti anche recenti e importanti esperienze di progettazione urbana in Europa. Per rispondere alle questioni poste nel titolo del capitolo “Perché il piano e quale piano. Come si “progetta” un piano urbanistico”, questo contributo redatto da Antonio Cappuccitti propone una lettura dello stato e delle vicende della Pianificazione urbana in Italia attraverso la descrizione analitica di un lungo percorso storico, che parte da alcuni importanti Piani del periodo dell’Unità d’Italia, passa attraverso le diverse “generazioni” della Pianificazione e le più recenti forme “innovative” di Piano, rappresentate con il riferimento a un campione di Piani paradigmatici, fino a giungere – sulla base dell’analisi critica dello stato attuale della Pianificazione – a sostenere e ad argomentare la “proposta” di una nuova forma di Piano. Nel corso del suddetto itinerario vengono proposti esiti e materiali di ricerca di diverso tipo e provenienti da differenti studi, con particolare riferimento a diversi Piani di interesse storico disciplinare e particolarmente rappresentativi di “generazioni” urbanistiche differenti, a un campione di Piani significativi sotto il profilo dei contenuti innovativi, a una ipotesi di “legenda – tipo” di Piano comunale generale, a una proposta di contenuti per un Piano di carattere innovativo “a geometria variabile”. Nel contesto della struttura dell’opera, quindi, questo capitolo riguardante la Pianificazione si integra in modo complementare con gli altri scritti redatti da Elio Piroddi riguardo alla forma della città e alla sua lettura e alla progettazione urbana

    Come funziona la pianificazione territoriale e urbana in Europa

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    Il panorama della Pianificazione territoriale e urbana in Europa mostra modi molto diversi di trattare molteplici problematiche peculiari del territorio e della città della nostra epoca, da parte delle leggi nazionali e delle pratiche di governo del territorio poste in atto da autorità pubbliche di differente livello. La ricerca e la pratica della pianificazione, in questo campo, presentano storie e vicende differenziate e complesse, che possono essere distinte in alcuni tipi fondamentali di famiglie “omogenee”, che la ricerca scientifica ha evidenziato e posto a confronto in diversi momenti. Uno sguardo di ricerca a questo esteso campo, quindi, può evidenziare una estesa e interessante gamma di modi operativi e di strumenti, sottesi a culture urbane e ad assetti legislativi e amministrativi diversi, ma può soprattutto fornire indicazioni riguardo ad una serie di importanti nodi problematici che caratterizzano l’esperienza contemporanea della pianificazione, e che vengono correntemente sintetizzati in alcune parole-chiave ricorrenti: efficienza, efficacia, sostenibilità, equità, gestione. Alcuni temi specifici, in questa ottica, sono particolarmente significativi: le forme e i ruoli del piano urbanistico generale, la pianificazione strategica , la pianificazione locale, il partenariato pubblico – privato. Riguardo a questi argomenti, il presente contributo presenta un sintetico quadro di alcuni importanti approcci nazionali alla pianificazione, dei quali vengono richiamate caratteristiche di base, particolarità, e principali strumenti operativi. Sulla base della suddetta analisi si indicano quindi alcune riflessioni di sintesi e direzioni di ricerca, entro le quali si possono anche individuare riferimenti significativi per la nostra specifica e particolare esperienza nazionale della pianificazione.The scenario of regional and urban planning in Europe shows very different ways of dealing with the many problems specific to the regions and towns of our present era, beginning from the national laws and the practices governing the region adopted by the public authorities at different levels. The research and practices in planning, in this area, exhibit very different and complex histories and experiences, which can be divided into some basic types of “similar” families, and which scientific research has highlighted and compared at different times. Therefore, taking a look at the research in this broad area, can highlight a wide and interesting range of operative models and tools, underlying urban culture and the various legislative and administrative frameworks. However, it can, overall, provide signs concerning a series of important questions which are a feature of contemporary planning experience, and which are currently summarized into recurring key words – efficiency, effectiveness, sustainability, fairness and management. From this viewpoint, some specific issues are especially important - the forms and roles of general urban-planning, strategic planning, local planning and public-private partnerships. Concerning these issues, this contribution presents a brief overview of some of the important approaches in planning, recalling the underlying features, particularities and main operative tools. On the basis of the analysis, some reflections regarding the research's main points and direction are consequently presented, and where it is also possible to identify important references for the specific and particular national experience in planning in Italy

    Morfogenesi dello spazio urbano: profilo di una ricerca

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    L’articolo della rivista “Urbanistica” comprende quattro paragrafi, i primi tre scritti da Antonio Cappuccitti, il quarto scritto da Elio Piroddi. Vengono descritti i contenuti, il metodo e alcuni risultati qualificanti della Ricerca di interesse nazionale “Morfogenesi dello spazio urbano. Storia, usi, progetto”, successivamente ripresi e sviluppati anche nella Ricerca di interesse nazionale “Costruzione di un Atlante dello spazio urbano in Italia” e in altre ricerche. L’autore è stato impegnato in entrambe dette ricerche, nell’ambito dell’Unità operativa e di coordinamento nazionale di Roma. La ricerca di interesse nazionale “Morfogenesi dello spazio urbano. Storia, usi, progetto” ha indagato i caratteri dell’evoluzione diacronica della forma di diverse città italiane nel corso del tempo storico, e il peculiare ruolo morfogenetico che nell’ambito di detta evoluzione è stato esercitato da alcune particolari e rilevanti funzioni urbane (funzioni, per l'appunto, “morfogenetiche”). In particolare vengono esposti i risultati maggiormente qualificanti concernenti lo specifico caso urbano di Roma

    Il Nuovo Manuale di Urbanistica. Volume III, Lo stato della Pianificazione urbana in Italia; 20 città a confronto

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    “Il Nuovo Manuale di Urbanistica, vol. III, Lo stato della Pianificazione urbana in Italia, 20 città a confronto. Torino, Milano, Trento, Bolzano, Trieste, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Ancona, Terni, L'Aquila, Roma, Napoli, Campobasso, Matera, Bari, Reggio Calabria, Palermo, Cagliari.” (626 pagine) con post-fazione di Leonardo Benevolo. L’opera si configura come una estesa ricerca documentativa sullo stato della Pianificazione urbana in Italia, che illustra e analizza aspetti che spaziano dalla storia della pianificazione in diversi contesti urbani alla tecnica degli strumenti utilizzati, e dalla quale vengono desunte anche indicazioni di tecnica urbanistica di carattere manualistico e operativo, oltre che elementi di lettura critica sullo stato dell’arte della disciplina nel paese. Il volume, che costituisce il terzo volume della trilogia del “Nuovo manuale di Urbanistica”, si compone di una sezione introduttiva e una di sintesi finale redatte dai curatori, e di saggi concernenti la storia e la pianificazione urbana delle venti città selezionate. Tra gli altri Autori dei saggi sui singoli casi urbani: Carlo Alberto Barbieri (Torino), Bruno Gabrielli (Genova), Luigi Mazza (Milano), Bruno Zanon (Trento), Paola di Biagi (Trieste), Alessandra Marin (Venezia), Patrizia Gabellini (Bologna), Silvia Viviani (Firenze), Aldo Tarquini (Terni), Sauro Moglie (Ancona), Pierluigi Properzi (L’Aquila), Domenico Cecchini (Roma), Carlo Gasparrini (Napoli), Luciano De Bonis (Campobasso), Giuseppe Imbesi (Reggio Calabria), Francesco Selicato (Bari), Gianluigi Nigro (Matera), Bernardo Rossi Doria (Palermo), Giancarlo Deplano (Cagliari)]. Direzione scientifica di Elio Piroddi. Post-fazione di Leonardo Benevolo. Nei capitoli iniziali, curati da A. Cappuccitti, il volume comprende gli esiti di un lavoro di ricerca sullo stato della legislazione (nazionale e regionale) per il governo del territorio e della prassi disciplinare in Italia, nonché sulle specificità di strumenti e procedure di pianificazione, teso a individuare e trattare analiticamente i nodi problematici e i principali aspetti tecnici e gestionali della pianificazione urbana di livello comunale. In uno dei due capitoli di sintesi conclusiva del volume, anch’esso curato da A. Cappuccitti, viene invece operata una analisi comparativa finale di vicende urbanistiche e di strumenti di pianificazione (vigenti e in formazione) nei diversi contesti urbani compresi nella ricerca. L'opera "Il Nuovo Manuale di Urbanistica. Vol. III, Lo stato della Pianificazione urbana in Italia; 20 città a confronto" ha ricevuto positive recensioni su riviste di urbanistica, ed è stata presentata al pubblico in diversi contesti

    Città e Architettura - conferenza di Elio Piroddi

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    Presentazione del pensiero architettonico-urbanistico e delle opere di Elio Pirodd

    Cosa dovrebbe cambiare nella gestione del territorio

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    L’articolo è esito di una riflessione collettiva degli Autori, operata come gruppo di ricerca nell’ambito di momenti di dibattito maturati all’interno della comunità di urbanisti “Accademia urbana”, nel 2015. A fronte dell’attuale complesso stato dell’arte della Pianificazione territoriale e urbana in Italia, si delineano in termini essenziali alcuni principi di base per una positiva evoluzione della pratica e della gestione del Piano. L’argomentazione è articolata in quattro punti essenziali: 1. Ingorgo in Area vasta; 2. Consumo di suolo; 3. Semplificazione; 4. Partenariato. “Abstract conclusivo”: “Se cambiano gli scopi e i contenuti del governo del territorio – da crescita a manutenzione, da nuova costruzione a riutilizzazione- ristrutturazione, dall’automobile al trasporto collettivo, dal petrolio alle energie rinnovabili, dalla domotica all’urbanotica - deve cambiare il modo di fare il Piano: da un Piano ogni 40 anni, che arriva sempre in ritardo, a un piano just in time fondato essenzialmente su una carta unica dell’uso dei suoli, sulle regole per la manutenzione della città esistente, sulla non concessione preventiva di trasformabilità nel territorio non edificato e poi, in fase operativa, concessione solo a progetti fattibili e sostenibili, da esaminare caso per caso quando e laddove giungano a maturazione. In questa logica un Piano autenticamente strutturale, con una topologia indicativa ed indirizzi programmatici che non distribuisce diritti e impone solo i vincoli non negoziabili, potrebbe anche non necessitare di una formalizzazione come legge erga omnes, ma essere un atto unilaterale dell’Amministrazione, valutato unitamente all’ente sovraordinato”
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