34 research outputs found
Pietro Lojacono
Il saggio sul soprintendente ai monumenti di Catania (1953-1963) Pietro Lojacono costituisce una voce del "Dizionario biografico dei soprintendenti architetti (1904-1974)" d'Italia, curato dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporane
Pietro Lojacono : restauri in Calabria e Sicilia
The essay investigates the complex personality of the engineer Pietro Lojacono (Palermo 1900 - Rome 1972), who di-
stinguished himself throughout his life in the field of conservation of the architectural and landscape heritage, not only
in Italy, but also abroad and in particular on the island of Rhodes, in Greece . Lojacono was a man fully inserted into
the cultural debate on the Restoration of monuments, able to testify to the principles acquired, but also to suggest new
instances, such as maintaining authenticity, against the continuous replacement of degraded stones, up to the complete
replacement of the material of the monuments. Among the many researches and restoration interventions, in the essay
presented those relating to his initial activity (1926-1938), in the roles of the Superintendence of Calabria and Basilica-
ta, and of Sicily, with the projects and the direction of the works, are emphasized, for example, the cathedral of Tropea
(Vibo Valentia), the church of S. Marco in Rossano Calabro (Cosenza), the baptistery of S. Severina (Catanzaro), the
bell tower of the cathedral of Melfi (Potenza), the Palatine Chapel, in the Royal Palace and the Cuba palace of Palerm
Pietro Lojacono e la conservazione dei monumenti
Il saggio presenta un contributo per la conoscenza del pensiero e degli interventi di restauro del soprintendente Pietro Lojacono (1900-1970), condotti in Calabria, Basilicata e in Sicilia, dal 1926 al 1970. Rosario Scaduto "Del soprintendete siciliano, (...) sottolinea il rigore professionale, l'apertura verso materiali allora ritenuti affidabili per la soluzione dei problemi strutturali, come il calcestruzzo di cemento armato -nel solco delle sperimentazioni proto-novecentesche e confortato dall'autorevole avallo della cultura "scientifica" di matrice giovannoniana, formalizzata nella Carta di Atene del 1931- ma anche la sensibilità verso il tema della durabilità delle opere di restauro, come dimostrato dalla sua anticipatrice attenzione verso l'utilizzo dell'acciaio inox per le armature del calcestruzzo"1.1 Dalla presentazione di G. Fiengo e L. Guerriero (a cura di), Monumenti e documenti Restauri e restauratori del secondo Novecento Atti del Seminario. Nazional
I restauri bisognerebbe farli con un soffio : l’intervento di Pietro Lojacono per la conservazione del pavimento della chiesa di San Filippo Neri a Siracusa
La terra dove si ha coscienza di sé è fondamentale per ognuno di noi, infatti le persone, gli insegnanti, i luoghi, ci caratterizzano e ci segnano in maniera significativa. Pietro Lojacono (1900-1972) nasce e si forma a Palermo, e solo pochi anni dopo la laurea in Ingegneria, inizia ad operare prima nella Soprintendenza del “Bruzio e della Lucania” e poi in quella di Palermo, con la qualifica di “architetto”. A Palermo lavora con il soprintendente ai monumenti ing. F. Valenti. Quest’ultimo è indicato da Lojacono come «suo maestro», e in effetti fra di loro c’è uno stretto rapporto di frequentazione e collaborazione espressa, fra i tanti, negli impegnativi restauri della Cuba, Zisa e Cappella Palatina della città. Il metodo seguito è quello suggerito da G. Giovannoni, il quale ammette solo il restauro di consolidamento mediante l’inserimento di strutture di calcestruzzo di c.a., celate all’interno dell’antiche murature, escludendo i rifacimenti di parti modanate, perché non rientranti nella categoria dei restauri ammissibili. Lojacono, dal 1953 al ’63, è soprintendente per la Sicilia Orientale e in quella veste si occupa della tutela e del restauro del vasto patrimonio del territorio di competenza. Il saggio indaga il restauro, progettato e diretto, nel 1962, da Lojacono, del pavimento, realizzato con pietra arenaria bianca e pietra asflaltica nera di Ragusa, della chiesa di San Filippo Neri di Siracusa. Lojacono utilizza nuovi consolidanti chimici dei materiali lapidei, che prima però sperimenta in piccole porzioni dell’edificio, come nella facciata e in parti secondarie del pavimento stesso. Lojacono matura la convinzione, che se si vuole mantenere l’autenticità dei monumenti, occorre non procedere alla sostituzione continua dei materiali lapidei costituenti, ma spingendo in avanti il suo ragionamento, proseguire con «soffi» e «spruzzi». Consideriamo l’intervento di restauro di Lojacono a Siracusa fra i primi cantieri in Sicilia dove vengono utilizzati prodotti chimici, come lo Sticker, che opportunamente sciolto in acqua e mescolato al cemento comune e a polveri di inerti derivati dai materiali da trattare, potevano assicurare la conservazione, senza richiedere la sostituzione dei conci ammalorati, con nuovi. Il restauro di Lojacono, ebbe notevole successo di divulgazione, e infatti fu anche, nel 1964, presentato al Congresso internazionale che portò alla promulgazione della Carta del Restauro di Venezia.The essay investigates the restoration, carried out by Pietro Lojacono, in 1962, of the church of St Filippo Neri in Syracuse and in particular of its floor, made with local white sandstone and black asphaltic stone from Ragusa. Lojacono uses new chemical consolidators of stone materials, which he first experiments with in small portions of the building, such as the facade and secondary parts of the floor itself. Lojacono is convinced that if the authenticity of the monuments is to be maintained, it is necessary not to proceed with the continuous replacement of the constituent stone materials, but by pushing his reasoning forward, to continue with "puffs" and "sprays". The restoration of Lojacono in Syracuse is among the first in Sicily where chemical products are used, such as the "Sticker", which dissolved in water, mixed with common cement and aggregate powders, guarantees the conservation, without requiring the replacement of deteriorated ashlars, with new. The restoration of Lojacono had a notable success in dissemination, and in fact was also, in 1964, presented at the international Congress which led to the promulgation of the Venice Restoration Charter
La ricerca dei tipi di Michele Lojacono Pojero nell’ “Herbarium Mediterraneum Panormitanum”
La ricerca del materiale originale dei nomi di piante descritte da Michele Lojacono Pojero viene qui commentato
e vengono riportati i problemi incontrati nel lavoro svolto finora su Asteraceae e Orobanchaceae. Lojacono,
autore della Flora sicula e di considerevoli contributi relativi preminentemente alla flora della Sicilia, è stato uno
tra i più prolifici autori italiani di nomi di piante vascolari della fine XIX e inizio XX secolo
Restauri della Soprintendenza nella Sicilia Orientale prima della Carta di Venezia. Gli interventi di consolidamento di Pietro Lojacono
The Athens Charter of 1931 and the Venice Charter of 1964 prescribed, in the field of consolidation, the use of traditional techniques to be substituted, should these prove inefficient, by more modern and effective means. The two Charters, despite a strong reference to traditional techniques, translated into more innovative interventions in operational practice, with the use of reinforced concrete, but also with the experimentation of new materials, albeit less so than the experiences conducted up to then. The contribution of Pietro Lojacono, Superintendent of the Province of Catania from 1954 to 1963, shows in the consolidations implemented, numerous discrepancies between theory and practice, particularly evident in the case of the Church of S. Giovanni Battista in Vizzini
(Catania). However, the engineer’s approach to the Venice Charter is peculiar in its focus on historical research and the dissemination of his restoration work through specialist publications
Names of Italian vascular plants published by Michele Lojacono Pojero
Michele Lojacono Pojero (1853-1919) is among the most prolific Italian authors of plant names
of his era. A list is presented of the names of 581 new Italian (almost invariably Sicilian) vascular
plant taxa he published (303 species, 272 varieties, 6 formae), with reference to existing
lectotype designations
Pietro Lojacono (1900-1972) e la conservazione dei monumenti
23.2.2010 -Conferenza Seminario Nazionale di Studi, dal titolo Monumenti e Ambienti Restauratori del secondo Novecento,tenuta per la Facoltà di Architettura della II Università di Napoli, Aversa, Dottorato di ricerca Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali - Progettazione Architettonica e Urbana e restauro dell'Architettura. Titolo dell'intervento: Il restauro in Sicilia nel Novecento Personaggi e casi d'Intervento. Pietro Loiacono (1900-1972
Typification of names of Compositae taxa described from Sicily by Michele Lojacono Pojero
Lojacono described and named 89 new Compositae taxa (32 species, 52 varieties, 5 formae),
mostly in his Flora sicula, in 1903, but sometimes in earlier, lesser known papers. In spite of
problems (here discussed) to find and recognise his original material in the Palermo Herbarium
(PAL), for 58 names types (mostly here designated) have been found in Palermo. Discounting
3 names typified by illustrations and 5 with lectotypes designated in Naples and Geneva, 23
remain that cannot be typified for the time being. Eleven of Lojacono’s new species names are
still in use currently. Among them is Filago cuneata, long forgotten but here redeeme
Typification of names of taxa Compositae described from Sicily by Michele Lojacono Pojero
Lojacono described and named 89 new Compositae taxa (32 species, 52 varieties, 5 formae),
mostly in his Flora sicula, in 1903, but sometimes in earlier, lesser known papers. In spite of
problems (here discussed) to find and recognise his original material in the Palermo Herbarium
(PAL), for 58 names types (mostly here designated) have been found in Palermo. Discounting
3 names typified by illustrations and 5 with lectotypes designated in Naples and Geneva, 23
remain that cannot be typified for the time being. Eleven of Lojacono’s new species names are
still in use currently. Among them is Filago cuneata, long forgotten but here redeemed
