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Trattamenti sanitari. Chirurgia estetica e tutela della salute dell'uomo
L'analisi dottrinale concernente l'ambito di legittimità dei trattamenti sanitari, di quelli chirurgici e di quelli di chirurgia estetica, trae fondamento nei principi sanciti dagli articoli 2 (diritti inviolabili dell'uomo), 3 (principio di eguaglianza), 13
(la libertà personale è inviolabile) e 32 della Costituzione (l'attività sanitaria deve essere garantita dallo Stato, come necessario presidio per la tutela della salute, costituente fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività; "nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge"; in ogni caso non possono essere violati i limiti imposti dal rispetto della persona umana), e nell'art. 5 cod.civ. che ribadisce il richiamo ad espressi limiti di intervento nel confronti dell'uomo" gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica, o quando siano altrimenti contrari alla legge, all' ordine pubblico o al buon costume".
Si cercherà di capire se e come questi principi possano essere estesi alla chirurgia estetica, attività indirizzata a fini terapeutici e quindi lecita e garantita in quanto diretta alla tutela della salute
La politica di Iiberalizzazione della droga in Olanda
The primary aim oj the Dutch drug policy pursued in the Nethelands is the sajeguarding oj health. With
a very low number oj people using intravenous drug (± 20.000) and people dying from drug (52 in 1990),
it can be said that the Dutch liberaI drug policy works. The France, as the leading country jor criticism
on Dutch liberaI drug policy, is bound to honour the Schengen Agreement provisions. It is to be hoped
that France will no longer derail the Schengen express
La convenzione internazionale relativa al contratto di viaggio: profili di responsabilità dell' operatore turistico
Abstract
The legislation, which defends those who have drawn up a travel contract with an agency, is the Bruxelles
Convention of 1970 revised in 1990; however they are in a condition of inferiority in comparison with
the tour operator, who represents the travel agency. In the artic/e, we examine, from a legai point of view,
the weak points, either for an intermediary travel contract, or for a contract of travel organisation
Violenza ed abusi di natura psicosessuale in danno di minori nel contesto familiare.
In questo documento analizziamo la nuova disciplina Iegislativa italiana sulla violenza e sull’abuso psico-sessuale compiuti su minori in contesto familiare. Dopo una rassegna delle novità normative introdotte nel 1996, si illustra il concetto giuridico di “abuso di autorità”, che descrive una nuova forma di intangibilità sessuale del minore definendola come un “bene” la cui integrità è specifico oggetto di tutela da parte dell’ordinamento. Partendo dai cambiamente legislativi introdotti dal codice del ’30, si illustrano le posizioni principali della dottrina che mostrano i limiti della procedibilità d’ufficio. L’esame della disciplina e dell’evoluzione della dottrina permettono di concludere che per quanto prevalga ancora l’azione di parte, si sono finalmente prodotti i risultati invocati fin dagli anni ’50, mediante la definizione di un quadro in cui le istituzioni pubbliche operano non solo sul piano repressivo, ma tentano di arginare le cause del reato e mettono a punto strumenti di promozione di una cultura autenticamente ed incisivamente fondata sul rispetto del corpo umano
Approvazione del Testo Unico sul nuovo catasto
Commento alla legge in tema urbanistico-ambientale alla luce della dottrina e della giurisprudenz
L'Antropologia Forense
ABSTRACT
Lo studio della personalità del delinquente è recentemente
divenuto una componente integrante e un 'indispensabile sussidio
nell' applicazione delle leggi penali; si è affermata quindi la tenden-
za a riconoscere la necessità di una sempre più stretta collaborazio-
ne tra Scienza e Diritto nella moderna indagine criminologica.
Da sperimentazioni recenti, particolarmente in ambito compor-
tamentistico comparato, si è meglio delineato il ruolo spettante
all'ereditarietà in relazione all'ambiente, il quale, secondo Kall-
mann, può essere considerato "la culla o la tomba del genoma".
Nel merito, un interessante contributo ci è stato fornito dagli
studi sui cromosomi, i quali, come è noto, sono i portatori dei
caratteri ereditari, sia fisiologici che patologici. Essi sono entità
individuali ed autonome, costanti e specifiche per ogni determina-
ta specie, capaci di autoreplicarsi e di mantenere le loro proprietà
morfologiche attraverso successive divisioni cellulari.
Come regola generale, il numero, la morfologia e le dimensio-
ni dei cromosomi sono costanti in ogni specie, tuttavia esistono casi
di variabilità di tali parametri. L'insieme dei cromosomi in ogni
cellula costituisce il "corredo cromosomico" e mediante il termine
"cariotipo" si indica l'insieme delle caratteristiche che identificano
un particolare corredo cromosomico.
Negli Umani sono presenti due cromosomi coinvolti nella
determinazione del sesso, diversi nel maschio e nella femmina,
detti "cromosomi sessuali" o "eterocromosomi" o "gonosomi".
I restanti cromosomi del corredo, detti "autosomi", uguali a due
a due, l'uno di origine patema, l'altro di origine materna, vengono
definiti "cromosomi omologhi" .
Particolare attenzione va rivolta ai "gonosomi". Questi, infatti,
sono responsabili della determinazione del sesso, in base ad un
rapporto matematico che ritroviamo in tutti i viventi, quindi anche
negli Umani.
Il sesso femminile risulta essere "diploide-bilanciato", in quanto
derivante dall 'incontro di due "eterocromosomi" omologhi corri-
spondenti, cioè X e X, mentre quello maschile pur essendo diploide
non appare bilanciato, poiché costituito da due "eterocromosomi" corrispondenti non omologhi, cioè X e Y.
Ne deriva che, essendo l'eterocromosoma Y un cromosoma
andato incontro ad un processo di involuzione riduttiva, esso viene
trascurato nel computo generale dei cromosomi, per cui il rapporto
tra gli eterocromosomi (indicati con X) e gli altri cromosomi, od
autosomi (indicati con A), viene ad essere dato dalla legge di Hart-
mann:
per il sesso femminile, 1= 2X/2A = 2/2 = l (semplificando mate-
maticamente);
per il sesso maschile, I=1X/2A = 1/2=0,5 (sempre semplificando
matematicamente ).
Se in campo patologico tale rapporto venga ad essere complica-
to dalla presenza di eterocromosomi in soprannumero, potremo
avere per "I" valori maggiori di l, soggetti iperfemmine; se minori
di 0,5, soggetti ipermaschi; se compresi fra l o 0,5, soggetti inter-
sessi.
Alcuni autori hanno condotto la correlazione tra il disequilibrio
cromosomico sessuale ed il comportamento ad una più schematica
assunzione: l 'iperfemminilizzazione conduce a debolezza mentale,
mentre l 'ipermascolinizzazione a delinquenza (Portigliatti - Barbos
M.). Studi anche molto accurati, condotti prevalentemente in In-
ghilterra (1 akobs) e in Francia (Gautier), hanno permesso di rilevare
tra i devianti violenti una frequenza di soggetti a costituzione
cromosomiale XXYY di ben 70 volte maggiore rispetto alla norma,
e di soggetti a costituzione cromosomiale XYY, di 55-60 volte
maggiore. Ciò ha indotto a ritenere possibile una correlazione
positiva tra aggressività e presenza di eterocromosomi Y in sopran-
numero.
Per comprendere a pieno il significato e le possibili conseguen-
ze di aberrazioni gonosomiche, risulterà senz'altro opportuna una
breve introduzione sulla struttura della cellula e sul suo ruolo nella
trasmissione dell 'informazione genetica.
La cellula è l'unità biologica fondamentale.
Ogni cellula deriva dalla divisione di una preesistente cellula:
"omnis cellula e cellula", noto aforisma formulato dal grande pa-
tologo tedesco Virchow.
La divisione cellulare viene detta mito si o cariocinesi, se si tratta di cellule somatiche (Weissmann); meiosi (dal greco ~u"(Vu~ =
riduco), se si tratta di cellule germinali, le quali, essendo destinate
a fondersi nell'anfimixi, devono a tale scopo ridurre il proprio
corredo cromosomiale da diploide in aploide, per mantenere inva-
riato il contenuto genomico nello zigote.
Me Clung (1901 - 1902) formulò l'ipotesi, sostenuta più tardi
anche da Stevens e Wilson (1905 ), che la determinazione del sesso
fosse legata ad alcuni cromosomi speciali. La conferma sperimen-
tale della teoria cromosomica dell' ereditarietà fu data da Morgan
che, con i suoi collaboratori Sturtevante Bridges, attribuì ai "geni"
(Johann Timoféef - Ress6wsky) o "unità ereditaria", una sede ben
precisa (foci) nei cromosomi.
Una delle più grandi scoperte della Biologia moderna è certa-
mente quella che ha portato all' identificazione della natura chimica
del "gene". Nel 1944 Avery, Premio N6bel per la Medicina,
lavorando in collaborazione con altri due scienziati, Me Loud e Me
Cartey, riuscì a dimostrare che il materiale ereditario è costituito da
acido desossiribonucleico (ADN), e, venti anni più tardi, Watson e
Crick ne individuarono la formula di struttura. Ciò significa che i
numerosi geni costituenti il genoma sono strutture derivanti da una
complessa organizzazione spazi ale della macromolecola dell'
ADN.
La "informazione genetica" è un segnale in codice (codice
genetico), che si esplica, per così dire, mediante le diverse combi-
nazioni di sequenza delle quattro basi, puriniche e pirimidiniche
(l'adenina, la timina, la guanina e la citosina) che lo costituiscono.
Esiste inoltre un altro acido nucleico: l' ARN (acido ribonuclei-
co). In maniera molto semplificata possiamo dire che uno dei suoi
ruoli principali è contenere l'informazione genetica in forma
complementare rispetto all' ADN e trasportarla come messaggio
nella sede in cui avverrà la sintesi della proteina, donde la definizio-
ne di "messaggero genetico". Le proteine sono dunque la realizza-
zione fenotipica dell' azione genica; esse rappresentano il punto di
partenza di tutta una serie di processi biochimici e morfologici, che
si tradurranno infine nella manifestazione dei caratteri ereditari
osservabili
Responsabilita’ penale del medico e rapporto di causalita’
Gli autori, anche attraverso una compiuta disamina della giurisprudenza della Corte di
Cassazione, forniscono una completa ricostruzione degli indirizzi interpretativi prevalenti in materia di accertamento del rapporto di causalità nei reati omissivi impropri ed in particolare nel settore dell'attività medico-chirurgica
Metamorfosi della ragione. Esegesi evoluzionistico psico-sociologica di Genesi 1, 3 ed implicazioni bioetiche
Vengono analizzate le categorie della storia sacra quanto quelle della storia naturale. E non per screditare le une o le altre, ma per impiegarle entrambe, alla ricerca di una sintesi. Gli eventi posti a raffronto sono sostanzialmente la “caduta” nel paradiso terrestre e la “ominazione” da cui saremmo derivati.
se qualcosa di riferibile ad una caduta si è determinata nella preistoria umana ciò è accaduto in tempi relativamente prossimi; in un periodo “collocabile a partire dai 50.000 anni or sono, in pieno paleolitico medio” (o ‘superiore'?). E ciò perché in quel periodo l'uomo era fisicamente e intellettualmente realizzato, era geograficamente diffuso, aveva sviluppo culturale omogeneo e possedeva concezioni religiose. La “caduta” richiede un uomo completo, unico e religioso.
La difficoltà da affrontare è la ardua conciliazione tra il “progresso” evolutivo che la paleontologia assegna all'uomo e l'idea di “caduta”. Nel passaggio tra un'epoca mitico-religiosa e l'avvento della filosofia scientifica, siamo abituati a registrare un “progresso”, che si esprime nella razionalizzazìone del mondo e nello sviluppo tecnologico. Come collocare in questo progresso, anzi proprio all'origine di questo progresso, un qualche evento riferibile ad una “caduta”?
L'antinomia viene risolta definendo due diverse modalità della religione: una anteriore naturale-intuitiva ed una posteriore clericale-manichea, tra le quali si colloca la “caduta”.
La religione naturale (o “religione minimale”) è apertura verso il trascendente, aspirazione all'eternità. Il clericalismo manicheo, denominato con un neologismo “teoetotomistico”, è invece quello che si occupa moralisticamente del dualismo “bene-male”, “luce-tenebre”
Prolegomeni per un umanesimo Darwiniano
Chi è 'persona', chi, o 'cosa', non lo è? Cosa vuol dire esser 'persona' e cosa significa - o residua - non esserlo? Chi, o 'cosa' 'resta' al di fuori, o al di là dell'esser 'persona'? Malgrado la sua validità fenomenica, la nostra quotidiana auto identità di 'persone' non risulta affatto immediata; ancor meno 'atomica', 'elementare', non ulteriormente scomponibile a livello noumenico, come normalmente s'intende. Tramite un'analisi basata sui più stimolanti studi evoluzionistico-cognitivi, questo lavoro avanza provocazioni teoriche e originali neologismi del Sé, di Uomo e della sua più coinvolgente qualità, l'Amore. Collocando il tutto nel quadro che deriva dalla distinzione tra modelli religiosi e teoetotomie si definiscono poi i capisaldi d'una nuova prospettiva scientifico-filosofica: i prolegomeni di un umanesimo inedito, da cui gettare nuova luce sulla nostra autentica e complessa collocazione naturale
Rethinking Education from the Perspective of Life
In recent years the problematic controversies inherent in the relationship
between science and the sacred, religion and modernity, have intensified.
Such dichotomies reappear in the psychocognitive fields under the rubric
of doctrinal content and scientific theories in the field of education. This
querelle is especially evident in the field of education between supporters
of evolutionism and creationism, or in its most recent formulation, so-called
intelligent design (ID1). This clash, particularly evident in the United States,
was ignited in Italy in the spring of 2004 following the concerted attempts
of the Minister of Public Education to exclude evolutionary theory from the
scuola media (secondary school) curriculum.
These developments are of particular interest when seen in the light of
recent, sometimes tragic, events in the West, increasingly taken as it is
with international crises (war, poverty, accentuation of political, economic,
and ecological imbalances with regard to Africa, Latin America, etc.) and
problems connected with the process of globalization, all of which are present
in Europe, not least in Italy, where they underline and give impetus to the
need for political and social integration.
The present work analyzes the implications of affirming the evolutionary
paradigm in the philosophical and educational fields. Every cultural factor
expresses itself in a metaphysical frame, in a sociocognitive scenario. The
personal and social expectations of the medium unconsciously form the
morphology of the psychocognitive and cultural landscape. This stage determines
a pool of socially determined and shared goals and values that we will
indicate by the term quality. It is in terms of this that the subject models
its social location, develops its cognitive perspective, and defines its own
philosophical ethical ideals; in short, it constructs its Ego Ideal.
Previously,2 we proposed a formal classification of theological and cosmological
models that delineates a clear theoretical division of possible models
of the sacred.3 That work, corroborated by numerous anthropological and
philosophical data, classifies the system under two headings: religions and
“theoethotomies” (a neologism).4 The religious model, due to intrinsic and exclusive formulas, lends itself to being compatible with the present evolutionary
paradigm: In particular, this results in the psychocognitive basis on
which the structure of the Ego Ideal typical of such systems is founded.
Currently, the various religions are placed on the formal and anthropological
levels in a univocal orientation: The present systems, apart from the
doctrinal aspects, are part of an evolutionary paradigm in which they assume
a philosophicotheological perspective as an instance of natural philosophy, in
which are found conceptions of natural reality, human nature, for example,
and which aim to define ethical principles, universal values of man, and
so on. It is interesting to note how modern concerns are bound up with
substantially different anthropological and cosmological conceptions than
those of evolutionary paradigms. This has caused the querelle since the time of
Darwin, which has led to one evident contrast between evolution and religion
tout court: a misleading philosophical excess. In particular, the evolutionary
paradigm
1. It affirms a conception of biology intrinsically incompatible with the fixed
canonical conception of centuries past and the impossibility of affirming
an ontological distinction in the origin and nature of man.
2. It is incompatible with the classic telenomic hypothesis of the emergence
of living species, in particular, the phyletic positioning and ontological
role of man in that natural world.
3. It supports an implicit indeterministic meaning—congruent with other
scientific theories—characteristic of natural dynamics (in particular
biological).
4. In relation to the mind/body problem, evolutionary biology expresses a
monistic meaning antithetical to every animistic and pneumatic dualism
of man.
None of these affirmations expressed ab origine any theoretical opposition to
theism; in contrast to theoethotomistic models, the religious models show a
natural predisposition to incorporate the evolutionary paradigm. This because
they avoid formal difficulties revealed in theoethotomistic conceptions; these
difficulties are in contradiction to the evolutionary conception as testified by
the continuous and uncertain attempt to synthesize evolutionary concepts and
Catholic doctrine
- …
