1,720,982 research outputs found

    L’anima grafica di Torino. Verso l’Università: la Scuola speciale di Scienze e Arti Grafiche della Facoltà di Architettura

    Full text link
    L'articolo lega la storia delle arti grafiche a Torino a partire dall'800, dalle scuole salesiane alla prima scuola laica tipografica del 1901. Nel secondo dopoguerra si segnala l'attività dell'Associazione Culturale Progresso Grafico e l'istituzione della Scuola speciale di Arti Grafiche fortemente voluta da Pugno e Pellitteri alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino istituita nel 1962 da cui deriva il corso di Laurea in Disegno Industriale

    Un inedito d'Andrade: innovatore nell'insegnamento delle arti decorative

    No full text
    Il saggio analizza l'interesse e i campi di prova di d'Andrade e sodali verso i temi della didattica e delle arti applicate a partire dagli anni Sessanta dell'Ottocento. Con questo studio è stato approfondito il ruolo che la figura di Alfredo d'Andrade ha svolto nel panorama italiano e internazionale nel campo dell'insegnamento artistico industriale con una particolare attenzione alla riforma didattica dell'Accademia Ligustica di Genova e al ruolo didattico svolto dal Borgo Medievale di Torino all'Esposizione Generale Italiana del 1884 donato in seguito ai Musei Civici Torinesi con questo obbiettiv

    Opera vigorosa per il gusto artistico nelle nostre industrie. La Commissione centrale per l'insegnamento artistico industriale e il "sistema delle arti" (1884-1908)

    No full text
    Il libro tenta di dare un primo quadro unitario sulla situazione dell'istruzione d'arte applicata nella seconda metà dell'Ottocento a partire dall'analisi dell'istituzione governativa della Commissione centrale per l'insegnamento artistico industriale che opera dal 1884 al 1908 sotto il Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio in accordo con il Ministero della Pubblica Istruzione. La Commissione diretta inizialmente da Baldassarre Odescalchi, promotore del Museo Artistico Industriale di Roma e dal 1893 da Camillo Boito, viene istituita con R. D. del 13 ottobre 1884 (n. 2731 serie 3a) su proposta della Commissione Reale per l'istruzione artistica industriale avviata nel marzo dello stesso anno su modello delle commissioni inglese e francese rispettivamente del 1881 e del 1882. Tra le personalità di spicco che concorrono a individuare temi e strategie di azione in ambito nazionale si menzionano, oltre ai già citati presidenti, Alfredo d'Andrade, Gaetano Filangieri, Felice Barnabei, Alfredo Melani, Giuseppe Sacconi, Primo Levi (L'Italico), ai quali si affiancano per competenze territoriali Guglielmo Stella, Raffaele Ojetti, Raffaele Erculei, Pietro e Filippo Torregiani, Augusto Passaglia, Luigi Cavenaghi, Vincenzo Ragusa e altre figure del campo scolastico (accademico e professionale) e della tutela e conservazione del patrimonio storico artistico. Tra le principali iniziative della Commissione si cita l'approntamento di Un'opera originale dell'Ornato Italiano scaturita poi nella pubblicazione del periodico governativo "Arte Italiana decorativa e industriale", la scelta di modelli in gesso e di collezioni speciali per i diversi tipi di ornato, la catalogazione e la valutazione delle pubblicazioni italiane e straniere sui temi del disegno e dell'ornato, la sistematizzazione delle scuole professionali e l'istituzione di sette Scuole Superiori d'arte applicata all'industria localizzate a Torino, Milano, Venezia, Firenze, Roma, Napoli e Palerm

    Il Villaggio Olimpico ex colonia “Medail” di Bardonecchia / Bardonecchia Olympic Village

    No full text
    In qualità di progettista, l'articolo illustra i lavori di recupero e riconversione della ex colonia elioterapica di Gino Levi Montalcini in Villaggio Olimpico per Torino 2006

    Arte, tecnica, industria nelle collezioni storiche del Politecnico di Torino (1859-1906)

    No full text
    Il saggio illustra la formazione delle prime collezioni del Politecnico nato nel 1906 dalla fusione della Scuola di applicazione per Ingegneri di Torino (1859) e del Museo Industriale Nazionale (1862). Questo patrimonio è frutto di un processo di innovazione didattica che fonde l’alta teoria scientifica con la sperimentazione laboratoriale per formare la nuova figura del tecnico moderno cui affidare un ruolo cardine nelle prospettive politiche ed economiche per la costruzione dell’Italia moderna. Il significativo apporto di Giovanni Curioni alla nascita della moderna scienza delle costruzioni annesso alla formazione di una cultura architettonica, i nuovi indirizzi dell’ingegneria italiana sui trafori di collegamento grazie alla scoperta della nitroglicerina da parte di Ascanio Sobrero e agli studi sull’arte mineraria di Quintino Sella, le invenzioni di Galileo Ferraris nel campo dell’elettrotecnica che rivoluzionano usi e costumi della società, gli apporti meccanici, fisici e chimici sono un patrimonio su cui si fonda la memoria e l’identità passata e futura del Politecnico di Torino

    Cultura grafica e professione. Il contributo della Nebiolo e la Scuola diretta ai fini speciali in scienze ed arti grafiche al Politecnico di Torino

    No full text
    L’antica fonderia Nebiolo lega, per tutto l’arco della sua esistenza, l’alta qualificazione delle maestranze con il ruolo delle stesse nel campo dell’istruzione professionale e superiore. Il saggio intende raccontare gli eventi e le personalità che hanno portato, attraverso l’associazione culturale Progresso Grafico, alla nascita della prima scuola di arti grafiche e stampa in ambito universitario istituita nel 1962 al Politecnico di Torino per volere del direttore della Facoltà di Architettura, Giuseppe Maria Pugno, insieme alla Scuola salesiana, con Giuseppe Pellitteri all’epoca già segretario nazionale della Commissione Grafica UNI, a cui partecipa attivamente con fondi e risorse umane la Nebiolo che “presta” il suo direttore dell’Ufficio Tecnico, l’ingegnere Federico Capetti, per formare tecnici di alta eccellenza nel campo delle macchine da stampa

    Il rapporto arte-industria come progetto di identità italiana: il caso della Scuola di ornamentazione del Museo Industriale nazionale a Torino

    No full text
    A partire dal 1862 Torino, città stratega nel progetto di unione nazionale, inizia a ripensare il suo ruolo all'interno del giovane Stato Unitario passando da modello politico a modello avanzato di progresso tecnologico. L'occasione giunge dall'Esposizione nazionale fiorentina del 1861 e dall'Esposizione internazionale di Londra dell'anno successivo, dove appare prioritario organizzare un sistema integrato di istruzione industriale italiano improntato agli aspetti tecnici e artistici del prodotto meccanizzato. Il 23 novembre 1862 viene istituito a Torino, sotto l'egida del Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio, il Regio Museo Industriale Italiano i cui corsi di indirizzo principali erano rivolti alla fisica, chimica, meccanica, geometria descrittiva e alla ornamentazione, secondo l'indispensabile connubio tra industria e arte già consolidato negli esempi stranieri del Conservatoire des Arts et Métiers francese e del South-Kensington Museum inglese. Il saggio traccia un racconto inedito sulla scuola di ornamentazione a carattere italiano del Museo che passa, nel tempo, da primo esperimento governativo di scuola superiore di disegno a carattere non accademico a una delle sette scuole superiori d'arte applicata del Regno d'Italia nel concorso di unione giuridica, scolastica, economica e culturale del Paese nella seconda metà dell'Ottocento. A partire dal 1862 Torino, città stratega nel progetto di unione nazionale, inizia a ripensare il suo ruolo all'interno del giovane Stato Unitario passando da modello politico a modello avanzato di progresso tecnologico. L'occasione giunge dall'Esposizione nazionale fiorentina del 1861 e dall'Esposizione internazionale di Londra dell'anno successivo, dove appare prioritario organizzare un sistema integrato di istruzione industriale italiano improntato agli aspetti tecnici e artistici del prodotto meccanizzato. Il 23 novembre 1862 viene istituito a Torino, sotto l'egida del Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio, il Regio Museo Industriale Italiano i cui corsi di indirizzo principali erano rivolti alla fisica, chimica, meccanica, geometria descrittiva e alla ornamentazione, secondo l'indispensabile connubio tra industria e arte già consolidato negli esempi stranieri del Conservatoire des Arts et Métiers francese e del South-Kensington Museum inglese. Il saggio traccia un racconto inedito sulla scuola di ornamentazione a carattere italiano del Museo che passa, nel tempo, da primo esperimento governativo di scuola superiore di disegno a carattere non accademico a una delle sette scuole superiori d'arte applicata del Regno d'Italia nel concorso di unione giuridica, scolastica, economica e culturale del Paese nella seconda metà dell'Ottocento. After 1862, Turin, a strategic city in the project of national unity, began to rethink its role in the young state unit by moving from a political model to an advanced model of technological progress. The opportunity came in the form of the 1861 National Exhibition of Florence and the International Exhibition of London a year late, where the priority was to organize an integrated system of education characterized by the industrial, technical and artistic aspects of the mechanized product in Italy. On 23 November 1862, the Royal Italian Industrial Museum was set up in Turin, under the aegis of the Ministery of Agriculture, Industry and Commerce. Its main concerns were with physics, chemistry, mechanics, descriptive geometry and ornamentation, an essential mix of industry and art already established in foreign examples, such as the Conservatoire des Arts et Metiers in France, and the South Kensington Museum in England. This essay traces an account of the Italian school of ornamentation in a museum that progressed from being the first governamental experiment in no-academic high schools of art, to one of seven Italian colleges of Applied Art. This evolution came about as a result of a combination of the legal, academic, ecnonomic and cultural life of the country during the second half of the nineteenth century. Turín, desde 1862, ciudad estratégica en el proyecto de unidad nacional comienza a repensar su fnción en la unidad del joven estado, pasando de modelo político a modelo avanzado de progreso tecnológico. La oportunidad viene con la Exposición Nacional de Florencia de 1861 y la Exposición Internacional de Londres el año siguiente, donde la prioridad fue la organización de un sistema integrado italiano de educación industrial, marcado por los aspectos técnicos y artísticos del producto mecanizado. El 23 de noviembre de 1862 es creado en Turín, bajo la égida del Ministerio de Agricultura, Industria y Comercio, el Museo Real Industrial Italiano, donde los cursos principales se dirigieron a la física, química, mecánica, geometriá descriptiva y la ornamentación, una mezcla esencial de la industria y el arte, ya estabecida en ejemplos extranjeros de Conservatoire des Arts et Métiers francés y del South Kensigton Museum inglés. El ensayo traza un relato acerca de la escuela italiana de ornamentación del museo, que va desde el primer experimento gubernamental de una escuela secundaria no académica de arte, hasta uno de los siete colegios des artes aplicadas en el Reino de Italia, come resultado de una combinación entre el derecho, la educación, la vida económica y cultural del país en la segunda mitad del siglo XI

    Torino e la Scienza: un laboratorio sociale sperimentale

    Full text link
    Il saggio illustra gli sviluppi della Scienza dalla seconda metà dell'800 a Torino con proposte e soluzioni che nascono dalla sperimentazione e dallo studio di strumenti e oggetti pratici sviluppati in seno al Politecnico (allora composto in Scuola di applicazione per Ingegneri e Museo Industriale Nazionale) e all’Università di Torino. Gli strumenti sono stati oggetto della mostra al Castello del Valentino "LA COSA PUBBLICA. Salute, Lavoro e Società nelle collezioni storiche dell'Università e del Politecnico di Torino". Il saggio fa parte di 4 articoli dedicati alla mostra scritti da Margherita Bongiovanni, Gianluca Cuniberti, Elena Dellapiana, Mara Fausone, Francesca Gervasio e Annalisa B. Pesando
    corecore