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Percorsi di Mario Perrotta verso il Milite Ignoto
Il saggio ricostruisce i percorsi del narratore e drammaturgo Mario Perrotta evidenziando fasi che intrecciano formazione, impriting artistici, autonoma ricerca e rapporti con il territorio. Fra il 1994 e il 2000 si svolge una fase propedeutica compiuta assieme agli attori e registi del Teatro dell'Argine. Fra il 2000 e il 2005 Perrotta sviluppa una propria via verso la narrazione teatrale recuperando dialetto, drammaturgia testuale e il modello costituito da Dario Fo. Fra il 208 e il 2012, la problematica necessità di padroneggiare la scrittura si confronta a tutto campo con le modalità della drammaturgia d'autore, della letteratura e della regia teatrale. Nel 2013, Perrotta si confronta con il pittore Antonio Ligabue facendo coincidere narratore e personaggio. L'anno successivo, la drammaturgia di Milite ignoto millenovecentodiciotto prevede un parlante metamorfico e corale che manifesti le esistenze e i linguaggio del popolo di soldati morti ai quali si rivolge
"Italiani cìncali!" - Parte prima: "Minatori in Belgio" (Collana "Teatro INcivile")
Versione televisiva dell'omonimo monologo teatrale scritto da Nicola Bonazzi e Mario Perrotta e interpretato da Mario Perrotta.
Lo sguardo di questo spettacolo-indagine sulle migrazioni degli italiani in Belgio risale a quando, da bambino, in viaggio con il padre, Perrotta osservava quei "viaggiatori particolari" a bordo dei treni notturni che attraversavano l'Europa. Il ricordo di quei volti, dei gesti, il sudore delle lacrime, lo struggimento di quegli italiani "arruolati" nelle miniere europee riaffiora nella carnalità di un assolo, fondato su una meticolosa documentazione e reso alato dall'emozione. Storie e storia trasfigurate nella fantasia di un giovane postino che, per fare coraggio alle donne rimaste sole in paese, racconta loro di un nuovo mondo meraviglioso. Un viaggio all'indietro, in cerca di radici e di riscatto. Sipario strappato su realtà mai dette ad alta voce e rimosse da quanti oggi lamentano l'ondata di profughi: nel 1990, quando approdava la prima nave carica di albanesi nel Salento, c'erano ancora mille bambini italiani clandestini in Svizzera. Negli anni Settanta, l'altro ieri, erano trentamila. Eravamo noi italiani i "cìncali", gli zingari, d'Europa
Podcast in the Future of Journalism. Exploring Forms and Formats of Audio Storytelling in Digital News Media
Podcasts in the Future of Journalism offre un'analisi critica di come il podcasting stia rimodellando il giornalismo, la narrazione e il coinvolgimento del pubblico nell'era digitale. Questo libro esamina l'ascesa dei podcast investigativi e narrativi, il loro fascino per il pubblico più giovane e le sfide etiche e produttive che devono affrontare, comprese le opportunità offerte dalle coproduzioni internazionali. In undici capitoli, la raccolta mette in evidenza il ruolo trasformativo del podcasting nei mezzi di informazione, dai consigli basati sull'intelligenza artificiale alle disparità del mercato globale. Approfondisce le abitudini di ascolto, i modelli dei media e le interazioni con il pubblico, sottolineando la necessità di trasparenza, inclusività e adattabilità. Attraverso casi di studio in tutta Europa, i contributori illustrano come il giornalismo si stia evolvendo per abbracciare nuovi formati mantenendo credibilità e fiducia, il tutto mentre si affrontano complessità etiche. Fondendo reportage fattuali con una narrazione avvincente, i podcast stanno ridefinendo il giornalismo per un pubblico sempre più digitale e partecipativo.Podcasts in the Future of Journalism offers a critical exploration of how podcasting is reshaping journalism, storytelling, and audience engagement in the digital age. This book examines the rise of investigative and narrative podcasts, their appeal to younger audiences, and the ethical and production challenges they face, including the opportunities presented by international co-productions. Spanning eleven chapters, the collection highlights podcasting’s transformative role in news media, from AI-driven recommendations to global market disparities. It delves into listening habits, media models, and audience interactions, underscoring the need for transparency, inclusivity, and adaptability. Through case studies across Europe, contributors illustrate how journalism is evolving to embrace new formats while maintaining credibility and trust, all while navigating ethical complexities. By blending factual reporting with compelling storytelling, podcasts are redefining journalism for an increasingly digital and participatory audience
The Concept of “Hypersexuality” in the Boundary between Physiological and Pathological Sexuality
Introduction: The concept of hypersexuality belongs to modern parlance, according to a predominantly clinical meaning, and is understood as a psychological and behavioural alteration as a result of which sexually motivated stimuli are sought in inappropriate ways and often experienced
in a way that is not completely satisfactory. Methods: Literature up to February 2023 was reviewed, with 25 searches selected. Results: Forty-two articles were included in the review. Conclusion: Hypersexuality is a potentially clinically relevant condition consisting of one or more dysfunctional and pathological behaviours of one’s sexual sphere and graded according to the severity of impairment of subjective acting out; for this reason, the Perrotta Hypersexuality Global Spectrum of Gradation
(PH-GSS) is suggested, which distinguishes high-functioning forms (pro-active and dynamic hypersexuality) from those of attenuated and corrupted functioning (dysfunctional and pathological hypersexuality of grades I and II). Future research is hoped to address the practical needs of this condition, such as the exact etiopathology, the role of oxytocin in dopaminergic hypotheses (and its ability to attenuate the symptomatology suffered by the patient in terms of manic drive), the best structural and functional personality framing of the subject, and the appropriate therapy to pursue
Ears wide open. Il paesaggio sonoro negli studi di cinema e media
Questo dossier di «Imago» si propone di mettere in relazione studiosi di cinema, televisione, radio e altri media sul comune terreno epistemologico del suono inteso come forma di comunicazione, intrattenimento, pratica creativa e partecipativa attraverso i vari linguaggi, dal film alla televisione, dal web al videogioco, dalla radio alle arti visuali.
Dal Duemila a oggi infatti, il territorio degli studi sul suono si è popolato di pubblicazioni che incrociano le competenze di varie discipline – estetica, semiotica, sociologia, antropologia, media e cultural studies, e al loro interno in particolare i radio studies – e ci offre riflessioni elaborate sulla rilevanza della dimensione sonora nelle forme espressive contemporanee e sul ruolo della sfera uditiva e delle culture di ascolto nella vita quotidiana. Di recente poi, la bibliografia sul tema ha subito una crescita tale che si può parlare di una vera e propria ‘svolta sonora’ nei media studies, un risveglio dell’attenzione verso l’audio, anticipato da un evento unico nel mondo dell’arte contemporanea: la vittoria di una installazione sonora realizzata da Susan Philipsz al Turner Prize for Contemporary Art nel 2010.
Seguendo questa traccia, negli ultimi anni la ricerca ha prodotto il volume an-tologico di Michael Bull e Les Back (2003) The Auditory Culture Reader, tradotto da Il Saggiatore con il titolo Paesaggi Sonori, riprendendo ed estendendo le suggestioni di Murray Schafer; il lavoro di Veit Erlmann (2004) Hearing Cultures. Essays on Sound, Listening and Modernity; il libro di Brandon La Belle Acoustic Territories. Sound Culture and Everyday Life, del 2010; il lavoro di Salomé Voegelin (2010), Li-stening to Noise and Silence: Toward a Philosophy of Sound Art e i più recenti libri cu-rati da Jonathan Sterne (The Sound Studies Reader, 2012) e da Michael Bull (Sound Studies: Critical Concepts in Media and Cultural Studies, 2013), fino all’affascinante studio di David Hendy Noise. A Human History, sempre del 2013, e al contemporaneo lavoro di Kate Lacey, Listening Publics
Globalization and Economic Crisis
This book derives from a fortunate series of research seminars held at the University of Salento during 2011. They were devoted to the theme “Globalization and Economic Crisis”. The seminars were organized by the two editors, Cosimo Perrotta and Claudia Sunna, and by the Centre for Economic Studies, for the Degree Course of Political Sciences, of the University of Salento.
Those meetings provided a world survey of general processes of globalization together with specific analysis of regional contexts. The latter approach allows to see the effects of these processes in very different national contexts. The collection of all these written texts will be certainly useful to people interested in this topic
Gennaro Perrotta. Sofocle. Messina-Milano, G. Principato
Bran A. Gennaro Perrotta. Sofocle. Messina-Milano, G. Principato. In: L'antiquité classique, Tome 8, fasc. 1, 1939. p. 243
Donne di parola.
"Donne di Parola" è un podcast che riscopre e racconta le voci femminili che hanno contribuito a rivoluzionare il linguaggio radiofonico. Donne straordinarie: conduttrici, giornaliste, disc jockey, funzionarie, voci dello spettacolo che hanno lasciato un'impronta indelebile nei primi cento anni della radio e sono state modelli professionali per le conduttrici di oggi, nonostante la storia le abbia spesso dimenticate. Giocando con il significato di "parola", nella doppia accezione di espressione e impegno, ogni episodio, riportando alla luce frammenti sonori memorabili, restituisce l'eredità delle donne al microfono, creando potenti connessioni tra passato e presente. Donne di Parola è un podcast Rai Radio Due e Raiplay Sound di Marta Perrotta, Direzione Artistica Andrea Borgnino, Editing e Regia Arianna Biagi e Luca Franco, Sound Design Roberta Ginocchio, Responsabile di Produzione Giulia Giannul
Gennaro Perrotta. Sofocle. Messina-Milano, G. Principato
Bran A. Gennaro Perrotta. Sofocle. Messina-Milano, G. Principato. In: L'antiquité classique, Tome 8, fasc. 1, 1939. p. 243
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