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Care policies in Italy between a national frozen landscape and local dynamism
In recent decades , the transformations in the labour market and in the composition of households, as well as socio-demographic changes have put that part of the welfare state that deals with care policies under increasing preassure. This chapter describes and interprets what has happend and why Italy has so far missed the occasion to strengthen its public social care, while other countries from continental and Southern Europe have tried to do so. It is argued that while "a frozen landscape" is what best describe the role of the central state, on the other hand the last two decades have witnessed a significant process of "innovation from below". both local public institutions and private players have tried to implement new care policies and/or find new welfare mix equilibriums in order to meet the emerging care needs of the population
Le décentralisation du système sanitaire fait-elle du bien à la santé? Quelques réflexions à partir du cas italien
Il saggio analizza l'impatto che il decentramento del sistema sanitario italiano (SSN) ha avuto rispetto al possibile accesso ai servizi sanitari, mostrando come, da un lato, l'Italia si collochi in una buona posizione a livello europeo in termini di performance del proprio SSN, dall'altro, sia però caratterizzata da fortissime disparità nel funzionamento della sanità pubblica a seconda dell'area geografica del paese (Nord-Sud).
In particolare, in ottica comparata europea, l’Italia si presenta come un paese il cui funzionamento generale del sistema sanitario pubblico è per molti aspetti in linea con quello dei principali altri paesi europei, utilizzando indicatori ormai largamente diffusi da istituzioni internazionali (OECD, Eurostat, etc.). Se ne differenzia, però, per maggiori problemi di diseguaglianza nell’accesso ai servizi e, soprattutto, per una linea di demarcazione fra Centro-Nord e Sud del Paese molto forte. Il Sud appare un’area molto più debole sotto il profilo del funzionamento e dell’esigibilità dei diritti sanitari e sociali rispetto al Centro-Nord. Il decentramento sembra aver sortito un effetto che ha accentuato i limiti dei sistemi sanitari regionali meridionali e i pregi di quelli centro-settentrionali
Regioni e politiche sociali per gli anziani. Le sfide della non autosufficienza
Gli ultimi due decenni hanno rappresentato per l’Italia e per altri paesi occidentali un passaggio cruciale nei propri assetti di welfare. Pensati per una societa fordista e “giovane”, in cui vi era un peso preponderante delle coorti demografiche adulte e dei minori, essi si devono confrontare con strutture socioeconomiche in profondo mutamento in cui da un lato e avvenuto o sta avvenendo il passaggio verso il postfordismo, dall’altro si notano sempre più i segni dell’invecchiamento relativo e assoluto della popolazione. Tale doppio ordine di trasformazioni ha sottoposto e sta continuando a sottoporre i sistemi di protezione sociale a notevoli pressioni. Una delle tematiche che più oggi si pongono al centro dell’intreccio fra società, economia, famiglia e welfare e relativa alle forme di protezione riservate alle persone anziane non autosufficienti. Le politiche verso la non autosufficienza adottate in Italia in questi ultimi anni presentano, rispetto ad altri paesi, alcune specificità. Il volume cerca innanzitutto di collocare la tematica dei bisogni generati dalla non autosufficienza all’interno di un quadro più generale di trasformazione della domanda sociale e dei sistemi di protezione occidentali, mettendo in risalto la presenza di un cambiamento non solo quantitativo nel livello delle richieste che provengono dalla popolazione, bensì anche di tipo qualitativo. L’analisi si sposta poi verso una ricostruzione della collocazione dei modelli di regolazione regionale all’interno del più generale quadro normativo nazionale ed europeo di protezione della non autosufficienza, mettendo in evidenza i limiti dei modelli di intervento proposti nei vari contesti, cosi come gli stimoli derivanti da questi ultimi. I capitoli seguenti sono dedicati specificamente ai contesti locali e in particolare all’analisi della normativa regionale prodotta nel campo della non autosufficienza a partire dagli anni Settanta, dando particolare risalto e approfondendo quella emersa dagli anni Novanta. La ricostruzione dei modelli di intervento regionali è poi associata all’analisi sia delle caratteristiche locali della domanda sociale sia dei sistemi di offerta. Nel capitolo finale, più di taglio interpretativo, si tenta infine di offrire una classificazione del rendimento istituzionale delle singole Regioni nel campo della non autosufficienza, valutando la loro capacita sia di copertura del bisogno sia di produzione normativa. La classificazione è poi servita per cercare di comprendere quali variabili e fattori, di tipo culturale, politico e sociale, risultino più in grado di spiegare le differenze. In quest’ottica si e deciso di analizzare quattro regioni che appaiono fra le più rilevanti sotto il profilo tanto del peso politico nelle discussioni nazionali sui sistemi di welfare quanto della rilevanza demografica (Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana), onde poter studiare più in maniera approfondita le loro scelte di regolazione e i relativi modelli di intervento
Le dimensioni 'istituzionale' e 'gestionale' dell'integrazione socio-sanitaria: dilemmi teorici e problematiche applicative
Governance regionali: modelli e stime di performance
Negli ultimi trent’anni l’Italia ha conosciuto un processo di decentramento dei poteri di regolazione e di gestione delle politiche sociali dal livello statale a quello sub-nazionale, spesso regionale. Partire dall’analisi del welfare regionale è utile, oltre che per analizzare una dimensione importante degli assetti di protezione sociale (gran parte della spesa sanitaria è gestita a questo livello e una parte consistente delle risorse e della regolazione nel campo delle altre politiche sociali passa per l’ente Regione), anche per comprendere più in generale le modalità con cui si stanno trasformando i sistemi politici e socio-economici regionali. Sistemi di welfare pubblico più territorizzati e costruiti maggiormente attorno al livello di governo sub-nazionale pongono con più rilevanza però, in un paese quale l’Italia già fortemente caratterizzato in tal senso, il problema delle differenziazioni e delle disuguaglianze territoriali. L’articolo – avviando un percorso sperimentale di analisi – considera i livelli di «performance» dei sistemi di welfare regionale provando a identificare i fattori esplicativi e a valutare il ruolo di dimensioni quali l’orientamento politico, i modelli di governance, il livello di sviluppo economico e gli aspetti socio-culturali, come ad esempio il «capitale sociale»
Le nuove politiche sociali. I sistemi di welfare fra istituzioni e società civile
L'analisi integra tre diversi filoni di studi, ormai ampi e solidi ma finora rimasti separati: quello sul sistema politico-amministrativo a livello locale, quello sulle politiche sociali e quello sulle organizzazioni del cosiddetto terzo settore. Ne emerge uno scenario inedito di rapporti tra attori pubblici e soggetti privati alla ricerca di nuove forme di interazione e collaborazione
Come spiegare le differenze regionali nella sanità
Il capitolo, basandosi sui risultati degli studi di caso regionali descritti nei capitoli precedenti e su ulteriori dati di fonte amministrativa e di indagine campionaria, cerca di ricostruire in una prospettiva comparata e "micro" come funzionino e su che cosa si basino le correlazioni fra la performance dei sistemi sanitari ed una serie di variabili legate a sviluppo economico, politica, civicness e ruolo degli attor
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