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    Il ruolo delle geotecnologie nello sviluppo turistico del territorio. Proposte applicative per l’area dell’Alta Murgia

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    Questo lavoro illustra sinteticamente alcune delle applicazioni GIS svolte nell’ambito del progetto di ricerca intitolato “Dalla Val di Sangro all’Alta Murgia: metodi e strumenti geotecnologici per la valorizzazione turistica del territorio”. Con l’obiettivo di applicare gli strumenti geospaziali allo sviluppo turistico del territorio, l’area dell’Alta Murgia, fatta coincidere con i 13 comuni in cui si estende l’omonimo Parco Nazionale (Fig. 1), è stata scelta come caso studio per: la sua collocazione marginale nella graduatoria dei movimenti turistici in Puglia, indirizzati prevalentemente verso il Gargano e il Salento; il potenziale del suo patrimonio naturale e storico-artistico, che trova un’espressione affascinante nel semi-deserto «paesaggio di pietre» dell’entroterra. In considerazione di queste caratteristiche, la valorizzazione turistica dell’Alta Murgia assume un’importanza significativa nell’ottica di una più equa ripartizione dei movimenti turistici, volta al superamento delle manifestazioni di overtourism divenute ancor più deleterie con la pandemia di COVID-19. A tal proposito, le applicazioni realizzate nel presente studio hanno permesso di sfruttare funzionalità e strumenti geospaziali nei confronti delle fasi temporali in cui si è scelto di dividere la valorizzazione turistica dell’Alta Murgia: la fase temporale del passato, del presente e del futuro, ciascuna delle quali dedicata a uno specifico obiettivo che, assieme alle caratteristiche di alcune delle applicazioni realizzate, verrà illustrato sinteticamente nei paragrafi seguenti

    Tra Vesuvio e Campi Flegrei, dal XIX secolo a oggi. Modellizzazione cartografica in ambiente GIS

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    Il volume raccoglie alcuni dei risultati raggiunti attraverso due progetti tra loro strettamente connessi: il progetto GIS4RISKS. Synergic use of GIS applications for analysing volcanic and seismic risks in the pre and post event e il progetto 3D and 4D Simulations for Landscape Reconstruction and Damage Scenarios. GIS Pilot Applications. Incentrando l’attenzione sul territorio della provincia di Napoli, quale eloquente area di studio per il rischio vulcanico, indotto da Vesuvio e Campi Flegrei, sono state prodotte numerose applicazioni GIS tramite: appositi processi di georeferenziazione e comparazione di cartografie e immagini di diverso periodo; funzionalità di analisi spaziale, reiterate in chiave diacronica, per la rappresentazione puntuale e la quantificazione di specifiche componenti; tecniche di estrusione e di combinazione tra strati informativi per l’elaborazione di scenari tridimensionali. Ci si muove, perciò, verso una modellizzazione cartografica in ambiente GIS che consente di definire quadri distributivi ed evolutivi, in pianta e in 3D, come se si operasse mediante diagnostica per immagini, testando soluzioni applicative per gli studi di rischio in aree densamente antropizzate

    Due giorni di confronto e aggiornamento sulle soluzioni geo-spaziali. Conferenza ESRI Italia 2019, 10-11 aprile, Roma

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    Nella comunità geo-tecnologica internazionale il 2019 corrisponde a un’importante ricorrenza: i cinquant’anni dalla fondazione di ESRI Inc. Una metà di secolo è passata dalla prima Conferenza, con sedici partecipanti in tutto1 . Oggi lo stesso evento è frequentato da decine di migliaia di persone, curiose di conoscere i progressi tecnologici e le nuove applicazioni, mostrate negli spazi del centro congressi di San Diego. Condividendo il fine e le modalità, l’iniziativa è replicata nei Paesi in cui risiedono i distributori autorizzati dall’azienda, come avvenuto a Roma il 10 e 11 maggio in occasione della 23a Conferenza ESRI Italia

    Dalla Val di Sangro all’Alta Murgia: metodi e strumenti geotecnologici per la valorizzazione turistica del territorio

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    Grazie alla rendita di un patrimonio storico-naturalistico senza confronto, l’Italia conserva una posizione di rilievo nella classifica delle destinazioni internazionali, con un totale di 50,7 milioni di arrivi nell’anno 2015. Nei millenni di storia trascorsi, il territorio italiano è stato modellato dall’avvicendarsi di culture differenti, la cui memoria, concreta e immateriale, ha impreziosito il bene più prezioso della sua offerta: il paesaggio. Eppure, l’integrità di questo patrimonio è messa a rischio da un’attività edilizia che, dagli anni Cinquanta ad oggi, ha consumato il 7,6% dell’intera superficie nazionale. Tra i concorsi di causa di questo fenomeno, il turismo ha comportato un accrescimento della domanda di strutture ricettive, infrastrutture e servizi in grado di supplire alla domanda dei visitatori delle spiagge e delle capitali dell’arte italiane. In cambio di costi ambientali e sociali onerosi, il turismo di massa ha iniziato a ridimensionare il suo slancio in cambio di mete lontane ed esotiche, ravvicinate dalla globalizzazione dei trasporti e delle comunicazioni, determinando una sensibile diminuzione della domanda nazionale. D’accordo con i principi dell’eco-turismo e della sostenibilità ambientale, lo studio intende approfondire le modalità di valorizzazione delle aree nazionali ai margini dei flussi, il cui sviluppo, non solamente economico, possa snellire la pressione sui tradizionali poli di attrazione, la cui capacità di carico risulta al limite. Esaminando i benefici derivanti da un turismo responsabile, finalizzato alla diretta conoscenza e promozione delle caratteristiche antropo-culturali delle sue destinazioni, verranno approfondite le aree dell’Alta Murgia pugliese e della Val di Sangro abruzzese, caratterizzate dalla presenza di un patrimonio ricco e diversificato ma tutt’ora sconosciuto ai molti. Il profilo dell’Alta Murgia è modellato dalla presenza di dolci colline e da figure carsiche quali doline e inghiottitoi, coperte da boschi di quercia e pascoli dove la vocazione agricola prende la forma dei muretti a secco e delle masserie. La Val di Sangro, sviluppata lungo il corso dell’omonimo fiume, è un’area caratterizzata dalla presenza di lame calcaree coperte da fitte boscaglie, dove durante l’incastellamento vennero scolpiti i borghi tipici dell’epoca medievale. Le due regioni condividono gli antichi itinerari della transumanza, fenomeno ancora visibile nei toponimi e nella moderna viabilità che si sovrappone all’originale percorso dei tratturi. Nella cornice dell’eco-turismo, lo scambio culturale tra chi visita e chi ospita diviene il perno di proposte che assecondino lo spirito delle comunità locali, coadiuvate dalla conoscenza di esperienze di successo provenienti da contesti differenti, che favoriscano un’esperienza di riflessione e di curiosità nei confronti dell’altro e dell’altrove. Tramite l’utilizzo dei Sistemi Informativi Geografici (GIS) e dei moderni strumenti a supporto della ricerca, il lavoro ha l’obiettivo di favorire la conoscenza e la valorizzazione dei territori marginali, nell’ottica di contribuire allo studio di un equilibrio tra la fruizione del patrimonio nazionale e la sua conservazione attiva

    Progettualità mirate e corsi GIS: per un approccio geografico coinvolgente e professionalizzante

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    Già a cavallo degli anni Ottanta e Novanta del Novecento – quando si passò dalla visione dei GIS in tre «componenti chiave»1 (Dickinson and Calkins, 1988) a quella dei quattro «elementi di base» (Maguire, 1991), in seguito agli intensi sviluppi registrati in termini tecnologici, che portarono a scindere la componente hardware da quella software – venne sottolineato l’avvertito bisogno di puntare in modo deciso su corsi di alta formazione. Emergeva, cioè, l’esigenza di promuovere attività mirate volte a favorire processi paralleli tra i progressi tangibili registrati nel campo delle innovazioni geoinformatiche e quelli necessari nell’ambito delle capacità di metterli a frutto, mediante competenze e abilità specifiche

    GIS e geotecnologie per una moderna geografia

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    Grazie all'abbattimento dei loro costi e allo sviluppo delle loro funzionalità, i Sistemi Informativi Geografici (GIS) vengono applicati in sempre nuovi ambiti e settori. Incentivando una didattica partecipata e laboratoriale, le geo-tecnologie comportano un rinnovamento anche dell'offerta formativa della geografia: il loro uso aumenta infatti la capacità dello studente di condurre una ricerca strutturata, analizzando il territorio e derivando informazioni elaborate; allo stesso modo, l'attività dell'insegnante aumenta il suo coinvolgimento, svolgendosi in un'atmosfera di cooperazione e partecipazione tra gli alunni. In questo senso, l'esperienza dell'Officina Didattica "GIS e geotecnologie per una moderna geografia", tenutasi nell'ambito del 59° Convegno Nazionale AIIG presso "La Sapienza" Università di Roma, fornisce una dimostrazione dell'interesse dei partecipanti e delle metodologie dei facilitatori intervenuti in questo ambito
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