15,545 research outputs found
UNIVERSITÀ E PUBLIC ENGAGEMENT IN CARCERE: NOTE SULL’ESPERIENZA DEI POLI UNIVERSITARI PENITENZIARI IN ITALIA
Questo contributo si propone di esaminare l’esperienza italiana dei Poli Universitari Penitenziari attraverso un approccio che integra dati quantitativi e qualitativi. L’analisi foccalizzata sullo studio universitario in carcere si rivela di particolare interesse in quanto ci permette di riflettere criticamente sulla relazione tra il sistema penitenziario e la società, sulle percezioni stereotipate dei detenuti e del carcere, nonché sulle politiche istituzionali volte a garantire il diritto all’istruzione a tutti i livelli. Allo stesso tempo, il percorso conoscitivo proposto consente di innalzare il livello di consapevolezza pubblica del contesto carcerario e offre l’opportunità di comprendere gli impatti trasformativi della conoscenza sia sul singolo individuo detenuto che sul sistema penitenziario nel suo complesso, andando al di là delle mere retoriche legate al trattamento rieducativo
Si fa presto a dire Knowledge Society
Tra le cifre distintive delle società contemporanee, segnate in modo profondo dall’avanzare non privo di problematicità dei processi di globalizzazione (Chomsky, 2017; Martell, 2011; Rampazi, 2020), possiamo annoverare l’intensificazione delle forme di mobilità e, tra queste, dei flussi migratori (Castles et al., 2014; Elliott & Urry, 2013; Recchi, 2013; Urry, 2007). Nel solco di questa tendenza si colloca il dibattito scientifico sulle emigrazioni qualificate: un dibattito particolarmente articolato che restituisce la complessità analitica del fenomeno e porta a registrare l’esistenza di movimenti di personale altamente qualificato profondamente diversi, sia per quanto concerne le motivazioni soggettive, che per quanto riguarda gli effetti di tali flussi in termini economici, politici e culturali. I problemi di interpretazione che questa specifica forma di migrazione pone sono riconducibili ai termini usati per rappresentare le dinamiche in atto: expat, brain drain, brain exchange e brain circulation (Beltrame, 2008; Brandi, 2001; Castles et al., 2014; Ette & Witte, 2021; Gaillard & Gaillard, 1997; Pastore & Tomei 2018). Sullo sfondo ci sono una serie di processi - politici, economici, culturali, sociali - riconducibili all’idea di Knowledge Society che prenderemo in esame in questo contributo, centrando l’attenzione sul contesto italiano, al fine di problematizzare adeguatamente i mutamenti in atto e coglierne le profonde ambivalenze e le intrinseche contraddittorietà
Experimental study of forced convection heat transport in porous media
The present study is aimed at extending this thematic issue through heat
transport experiments and their interpretation at laboratory scale. An
experimental study to evaluate the dynamics of forced convection heat
transfer in a thermally isolated column filled with porous medium has been
carried out. The behavior of two porous media with different grain sizes and
specific surfaces has been observed. The experimental data have been compared
with an analytical solution for one-dimensional heat transport for local
nonthermal equilibrium condition. The interpretation of the experimental data
shows that the heterogeneity of the porous medium affects heat transport
dynamics, causing a channeling effect which has consequences on thermal
dispersion phenomena and heat transfer between fluid and solid phases,
limiting the capacity to store or dissipate heat in the porous medium
Autocrine growth function of human interleukin 1 molecules on ROHA-9, an EBV-transformed human B cell line.
Autocrine growth function of human interleukin 1 molecules on ROHA-9, an EBV-transformed human B cell line.
Rappresentatività e governabilità nelle scelte discrezionali del legislatore in materia elettorale.
Alla legge elettorale si deve chiedere, innanzitutto, di darci un Parlamento pluralista e rappresentativo, non si deve chiedere di garantirci, a ogni costo, un governo stabile ed efficiente. Va ribadita, pertanto, l’opportunità che il rendimento della forma di governo parlamentare italiana venga migliorato mediante l’introduzione di elementi di stabilizzazione e razionalizzazione costituzionale che non contemplino l’elezione diretta del vertice dell’esecutivo. Ciò non toglie che ci si possa legittimamente interrogare sulla opportunità di effettuare un intervento legislativo nella materia elettorale che introduca un sistema idoneo a favorire la formazione e stabilità di una maggioranza omogenea di governo nel rispetto dei principi di pluralismo e rappresentatività delle camere parlamentari oltre che nel rispetto della libertà di voto dell’elettore. Tenendo conto della conformazione del sistema partitico attuale e della disciplina costituzionale della forma di governo, si potrebbe pensare, ad esempio, per entrambe le camere parlamentari, a un sistema su base proporzionale con liste plurinominali e voto di preferenza, con un premio di maggioranza alla lista o coalizione di liste che raggiunga almeno il quaranta per cento dei voti
Efficacia fidefacente dei verbali di accertamento delle violazioni stradali: una questione sempreverde
Il contributo analizza una recente pronuncia con cui la Corte di cassazione rimarca il perimetro dell’efficacia pienprobante dei verbali di accertamento delle violazioni stradali. In particolare, dopo aver dissipato i dubbi circa la possibilità di qualificare il verbale come un atto pubblico fidefacente, ci si sofferma sui limiti stabiliti dall’art. 2700 del Codice civile, riservando qualche cenno conclusivo al valore probatorio delle attestazioni di cui non sia indicata la fonte di conoscenza
Modelli di equazioni strutturali per variabili osservate: una nota sugli indici di adattamento.
I modelli di equazioni strutturali per sole variabili osservate, pur essendo molto utilizzati nell’ambito di alcune discipline psicologiche, non sempre vengono riconosciuti come caso particolare dei modelli con variabili latenti. Quando tali modelli vengono riconosciuti come appartenenti alla famiglia dei modelli di equazioni strutturali, gli autori tendono a riportare lo stesso tipo di indici di adattamento. In questo lavoro ci siamo occupati di valutare se questi indici siano appropriati quando nel modello mancano
le variabili latenti. Abbiamo studiato il comportamento di alcuni noti indici con un esperimento Monte Carlo utilizzando quattro tipologie di modello e manipolando la quota di errore. Dall’analisi è emerso che
gli indici di adattamento utilizzati generalmente sono indipendenti dalla varianza d’errore nel modello, cosa che li può rendere non particolarmente informativi. L’unico indice sensibile a tale elemento è il
Coefficiente di Determinazione Totale (CD), che sembra anche poco legato alla performance degli altri indici considerati. Pertanto, nel caso di modelli di equazioni strutturali che non contemplano la presenza di variabili latenti, si suggerisce di affiancare l’uso del CD agli altri indici
Emozione, cognizione e la precarietà del sé. Consapevolezza emotiva, scelte razionali e il fenomeno delle dipendenze patologiche
In questo lavoro si considera in chiave critica l'interpretaione del fenomeno della dipendenza patologica proposta all'interno della cosiddetta "teoria dell'azione", in cui la dpendenza patologica è considerata dal punto di vista della performatività dell'azione razionale. Si cercherà di mostrare come, in questo vertice interpretativo, sia ravvisabile una forma di ingenuità e semplicismo nel modo di considerare la percezione e la conoscenza delle proprie emozioni da parte degli individui: una generale e indifferenziata "buona conoscenza" delle proprie emozioni, basata su una generale e indifferenziata capacità di accesso diretto ad esse, viene assunta e presupposta. Alla luce della considerazione delle caratteristiche del continuum alessitimico, un noto fenomeno subclinico che inficia la percezione e la concettualizzazione dell'esperienza emotiva in prima persona, ci si proverà in una analisi critica dei presupposti generali dell'interpretazione del fenomeno della dipendenza patologica fornito dalla prospettiva della "teoria dell'azione"
Recommended from our members
Predictors of Stunting, Wasting and Underweight among Tanzanian Children Born to HIV-Infected Women.
Children born to human immunodeficiency virus (HIV)-infected women are susceptible to undernutrition, but modifiable risk factors and the time course of the development of undernutrition have not been well characterized. The objective of this study was to identify maternal, socioeconomic and child characteristics that are associated with stunting, wasting and underweight among Tanzanian children born to HIV-infected mothers, followed from 6 weeks of age for 24 months. Maternal and socioeconomic characteristics were recorded during pregnancy, data pertaining to the infant's birth were collected immediately after delivery, morbidity histories and anthropometric measurements were performed monthly. Multivariate Cox proportional hazards methods were used to assess the association between potential predictors and the time to first episode of stunting, wasting and underweight. A total of 2387 infants (54.0% male) were enrolled and followed for a median duration of 21.2 months. The respective prevalence of prematurity (<37 weeks) and low birth weight (<2500 g) was 15.2% and 7.0%; 11.3% of infants were HIV-positive at 6 weeks. Median time to first episode of stunting, wasting and underweight was 8.7, 7.2 and 7.0 months, respectively. Low maternal education, few household possessions, low infant birth weight, child HIV infection and male sex were all independent predictors of stunting, wasting and underweight. In addition, preterm infants were more likely to become wasted and underweight, whereas those with a low Apgar score at birth were more likely to become stunted. Interventions to improve maternal education and nutritional status, reduce mother-to-child transmission of HIV, and increase birth weight may lower the risk of undernutrition among children born to HIV-infected women
- …
