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    UNIVERSITÀ E PUBLIC ENGAGEMENT IN CARCERE: NOTE SULL’ESPERIENZA DEI POLI UNIVERSITARI PENITENZIARI IN ITALIA

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    Questo contributo si propone di esaminare l’esperienza italiana dei Poli Universitari Penitenziari attraverso un approccio che integra dati quantitativi e qualitativi. L’analisi foccalizzata sullo studio universitario in carcere si rivela di particolare interesse in quanto ci permette di riflettere criticamente sulla relazione tra il sistema penitenziario e la società, sulle percezioni stereotipate dei detenuti e del carcere, nonché sulle politiche istituzionali volte a garantire il diritto all’istruzione a tutti i livelli. Allo stesso tempo, il percorso conoscitivo proposto consente di innalzare il livello di consapevolezza pubblica del contesto carcerario e offre l’opportunità di comprendere gli impatti trasformativi della conoscenza sia sul singolo individuo detenuto che sul sistema penitenziario nel suo complesso, andando al di là delle mere retoriche legate al trattamento rieducativo

    Si fa presto a dire Knowledge Society

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    Tra le cifre distintive delle società contemporanee, segnate in modo profondo dall’avanzare non privo di problematicità dei processi di globalizzazione (Chomsky, 2017; Martell, 2011; Rampazi, 2020), possiamo annoverare l’intensificazione delle forme di mobilità e, tra queste, dei flussi migratori (Castles et al., 2014; Elliott & Urry, 2013; Recchi, 2013; Urry, 2007). Nel solco di questa tendenza si colloca il dibattito scientifico sulle emigrazioni qualificate: un dibattito particolarmente articolato che restituisce la complessità analitica del fenomeno e porta a registrare l’esistenza di movimenti di personale altamente qualificato profondamente diversi, sia per quanto concerne le motivazioni soggettive, che per quanto riguarda gli effetti di tali flussi in termini economici, politici e culturali. I problemi di interpretazione che questa specifica forma di migrazione pone sono riconducibili ai termini usati per rappresentare le dinamiche in atto: expat, brain drain, brain exchange e brain circulation (Beltrame, 2008; Brandi, 2001; Castles et al., 2014; Ette & Witte, 2021; Gaillard & Gaillard, 1997; Pastore & Tomei 2018). Sullo sfondo ci sono una serie di processi - politici, economici, culturali, sociali - riconducibili all’idea di Knowledge Society che prenderemo in esame in questo contributo, centrando l’attenzione sul contesto italiano, al fine di problematizzare adeguatamente i mutamenti in atto e coglierne le profonde ambivalenze e le intrinseche contraddittorietà

    Experimental study of forced convection heat transport in porous media

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    The present study is aimed at extending this thematic issue through heat transport experiments and their interpretation at laboratory scale. An experimental study to evaluate the dynamics of forced convection heat transfer in a thermally isolated column filled with porous medium has been carried out. The behavior of two porous media with different grain sizes and specific surfaces has been observed. The experimental data have been compared with an analytical solution for one-dimensional heat transport for local nonthermal equilibrium condition. The interpretation of the experimental data shows that the heterogeneity of the porous medium affects heat transport dynamics, causing a channeling effect which has consequences on thermal dispersion phenomena and heat transfer between fluid and solid phases, limiting the capacity to store or dissipate heat in the porous medium

    Rappresentatività e governabilità nelle scelte discrezionali del legislatore in materia elettorale.

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    Alla legge elettorale si deve chiedere, innanzitutto, di darci un Parlamento pluralista e rappresentativo, non si deve chiedere di garantirci, a ogni costo, un governo stabile ed efficiente. Va ribadita, pertanto, l’opportunità che il rendimento della forma di governo parlamentare italiana venga migliorato mediante l’introduzione di elementi di stabilizzazione e razionalizzazione costituzionale che non contemplino l’elezione diretta del vertice dell’esecutivo. Ciò non toglie che ci si possa legittimamente interrogare sulla opportunità di effettuare un intervento legislativo nella materia elettorale che introduca un sistema idoneo a favorire la formazione e stabilità di una maggioranza omogenea di governo nel rispetto dei principi di pluralismo e rappresentatività delle camere parlamentari oltre che nel rispetto della libertà di voto dell’elettore. Tenendo conto della conformazione del sistema partitico attuale e della disciplina costituzionale della forma di governo, si potrebbe pensare, ad esempio, per entrambe le camere parlamentari, a un sistema su base proporzionale con liste plurinominali e voto di preferenza, con un premio di maggioranza alla lista o coalizione di liste che raggiunga almeno il quaranta per cento dei voti

    Efficacia fidefacente dei verbali di accertamento delle violazioni stradali: una questione sempreverde

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    Il contributo analizza una recente pronuncia con cui la Corte di cassazione rimarca il perimetro dell’efficacia pienprobante dei verbali di accertamento delle violazioni stradali. In particolare, dopo aver dissipato i dubbi circa la possibilità di qualificare il verbale come un atto pubblico fidefacente, ci si sofferma sui limiti stabiliti dall’art. 2700 del Codice civile, riservando qualche cenno conclusivo al valore probatorio delle attestazioni di cui non sia indicata la fonte di conoscenza

    Modelli di equazioni strutturali per variabili osservate: una nota sugli indici di adattamento.

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    I modelli di equazioni strutturali per sole variabili osservate, pur essendo molto utilizzati nell’ambito di alcune discipline psicologiche, non sempre vengono riconosciuti come caso particolare dei modelli con variabili latenti. Quando tali modelli vengono riconosciuti come appartenenti alla famiglia dei modelli di equazioni strutturali, gli autori tendono a riportare lo stesso tipo di indici di adattamento. In questo lavoro ci siamo occupati di valutare se questi indici siano appropriati quando nel modello mancano le variabili latenti. Abbiamo studiato il comportamento di alcuni noti indici con un esperimento Monte Carlo utilizzando quattro tipologie di modello e manipolando la quota di errore. Dall’analisi è emerso che gli indici di adattamento utilizzati generalmente sono indipendenti dalla varianza d’errore nel modello, cosa che li può rendere non particolarmente informativi. L’unico indice sensibile a tale elemento è il Coefficiente di Determinazione Totale (CD), che sembra anche poco legato alla performance degli altri indici considerati. Pertanto, nel caso di modelli di equazioni strutturali che non contemplano la presenza di variabili latenti, si suggerisce di affiancare l’uso del CD agli altri indici

    Emozione, cognizione e la precarietà del sé. Consapevolezza emotiva, scelte razionali e il fenomeno delle dipendenze patologiche

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    In questo lavoro si considera in chiave critica l'interpretaione del fenomeno della dipendenza patologica proposta all'interno della cosiddetta "teoria dell'azione", in cui la dpendenza patologica è considerata dal punto di vista della performatività dell'azione razionale. Si cercherà di mostrare come, in questo vertice interpretativo, sia ravvisabile una forma di ingenuità e semplicismo nel modo di considerare la percezione e la conoscenza delle proprie emozioni da parte degli individui: una generale e indifferenziata "buona conoscenza" delle proprie emozioni, basata su una generale e indifferenziata capacità di accesso diretto ad esse, viene assunta e presupposta. Alla luce della considerazione delle caratteristiche del continuum alessitimico, un noto fenomeno subclinico che inficia la percezione e la concettualizzazione dell'esperienza emotiva in prima persona, ci si proverà in una analisi critica dei presupposti generali dell'interpretazione del fenomeno della dipendenza patologica fornito dalla prospettiva della "teoria dell'azione"
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