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Cittadinanza sanitaria per tutti? : Nodi teorici tra universalismo e sostenibilità
Il Convegno è l’occasione per la presentazione di due ricerche realizzate dalla Fondazione Ismu grazie al finanziamento di INMP (Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle malattie della Povertà) e pubblicate nei seguenti volumi:
– Nicola Pasini (a cura di), Confini irregolari. Cittadinanza sanitaria in prospettiva comparata e multilivello, FrancoAngeli, Milano, 2011;
– Armando Pullini (a cura di), Disuguaglianze sociali e di salute. Procedure di record-linkage tra fonti di dati diverse, Quaderni Ismu n.3/2011, Milano, 2011.
Durante la sessione del mattino si discuterà l’accesso alle cure sanitarie per gli immigrati irregolari, attraverso l’analisi dell’evoluzione dei diritti di cittadinanza sociale e delle politiche sanitarie, alla luce delle trasformazioni degli attuali sistemi di welfare sia nel panorama internazionale sia in quello nazionale e sub-nazionale.
La sessione del pomeriggio sarà dedicata a una riflessione metodologica ed empirica sul collegamento tra fonti di dati diverse per comprendere come variabili di natura sociale, economica e culturale incidano sullo stato di salute degli italiani e degli immigrati.
Obiettivo dell’iniziativa è fornire un contributo teorico e pratico, in chiave inter e multidisciplinare, a studiosi, operatori, decision makers, sulle nuove sfide tra diritti di cittadinanza, modelli di solidarietà e disuguaglianze di salute
Pubblica Amministrazione, Servizi Pubblici e Welfare
Origine, evoluzione e trasformazione della Pubblica Amministrazione, dei serivizi pubblici nazionali e locali e del sistema di sicurezza sociale in Italia dall'Unità d'Italia ad oggi. Analisi storico politologica. Modelli e categorie interpretative a confronto
Salute, diritti, territori : uno sguardo di insieme
Immigrazione e cittadinanza nei paesi a tradizione liberal-democratica rappresentano due facce della stessa medaglia: da un lato i diritti fondamentali dei migranti sono riconosciuti a prescindere dalla loro titolarità giuridica, dall’altro lato il valore della cittadinanza è intrinsecamente legato all’idea dello Stato-nazione, così come ereditata dalla cultura occidentale europea, per lo meno a partire dalla Rivoluzione Francese. Possono, quindi, esistere diritti a prescindere da confini territoriali? E se si, quali di essi sono degni di essere riconosciuti come tali? Di qui la distinzione tra jus soli e jus sanguinis, che definisce giuridicamente lo straniero attraverso il diritto secondo il ‘suolo’ e secondo il ‘sangue’, oltre alla distinzione che separa, per l’appunto, l’uomo dal cittadino. Come si può intuire, questi concetti sono oggetto di analisi tanto della teoria sociale, politica e giuridica nonché della filosofia politica, quanto degli studi empirici relativi alle politiche sociali. Dal punto di vista teorico e empirico, quindi, il contributo si propone di analizzare i diritti umani e di cittadinanza sanitaria in relazione alla sovranità nazionale, sfidata quest’ultima sia da rivendicazioni di potere dai livelli sub-nazionali (con conseguenze in termini di maggior frammentazione delle politiche) sia dai livelli sovranazionali che impone vincoli alle politiche e alle agende nazionali. Il tutto all’interno di un ‘nuovo’ contesto culturale, politico, sociale, sempre più in difficoltà nel garantire sia la convivenza civile sia un certo livello di benessere collettivo
Il posto dell'immigrazione nelle ultime elezioni europee
Il presente capitolo del Rapporto si inserisce all’interno di una riflessione politologica che Fondazione ISMU ETS da anni porta avanti sulla relazione tra immigrazione e politica. Tra il 6 e 9 giugno 2024 i cittadini dei 27 Stati membri dell’Unione
europea si sono recati alle urne per eleggere i propri rappresentanti al Parlamento
europeo. Come già emerso da studi e analisi – precedentemente realizzati dalla
nostra Fondazione su scala nazionale, regionale e locale – dell’intreccio Europa,
politica, immigrazione, anche in questa ultima tornata elettorale il tema “immigrazione” si è rivelato particolarmente divisivo. Nel dibattito pubblico, nel rapporto tra
opinione pubblica e offerta politica e nelle dinamiche competitive tra i partiti, sono
ormai messi in discussione alcuni valori un tempo condivisi dalle liberal-democrazie europee contemporanee. In effetti, da tempo, sull’immigrazione, e di conseguenza anche sull’identità dell’Unione europea, emerge la difficoltà di condividere
un orizzonte culturale comune. È certamente difficile fare un bilancio complessivo
del voto del 6-9 giugno 2024 nei 27 Stati membri perché le
elezioni europee, essendo “di second’ordine”, riflettono spesso dinamiche interne a ciascun Paese più che trend sovranazionali. Ancora più complicato è mettere in
relazione i risultati del voto con l’importanza che l’elettorato ha accordato alla issue immigrazione. Tuttavia, nelle pagine che seguono abbiamo cercato di descrivere e interpretare, attraverso l’analisi dei programmi elettorali, il mutamento del
quadro politico che emerge nel Vecchio continente, proprio a partire dal rapporto,
spesso di tensione, tra Europa e immigrazione
Welfare differenziato, multiculturalismo, cittadinanza sanitaria
La questione del diritto alla salute della popolazione immigrata, regolare e irregolare, si inserisce nel più ampio quadro evolutivo dei sistemi di sicurezza sociale, i quali sono sottoposti a riforme e ricalibrature continue tali da indurre un ripensamento delle forme tradizionali di accesso universalistico alle diverse prestazioni sanitarie.
Le riforme che hanno interessato e stanno interessando anche l’Italia sono in linea con l’andamento ventennale caratterizzato da profonde revisioni estese ai sistemi sanitari di diversi Paesi occidentali, dove, in una logica di governance multilivello si sono introdotti elementi di regionalizzazione dei sistemi e delle politiche forme di aziendalizzazione della gestione e di separazione delle competenze, nuovi meccanismi di competizione controllata e di accreditamento di soggetti privati, innovazione dei sistemi informativi, ridefinizione dei criteri di distribuzione e allocazione delle risorse. In questo nuovo contesto di trasformazione emergono anche nuovi modelli culturali nell’ambito dell’interpretazione dei concetti di medicina, salute e.
Alla luce dell’evoluzione e del cambiamento dei sistemi di welfare nelle democrazie occidentali, il tentativo di questo capitolo è cercare di comprendere le nuove sfide alla cittadinanza sociale, soprattutto in un contesto economico-sociale completamente nuovo rispetto al passato e che impone una revisione degli strumenti allocativi e distributivi di risorse scarse. Al contempo, l’intenso dibattito tra studiosi, policy -maker, operatori ecc. ripropone la questione della tenuta o meno dei principi, valori e argomenti giustificativi soggiacenti allo Stato del benessere.
Inoltre, tenendo sullo sfondo il concetto di Stato-nazione, nelle società multiculturali e multietniche affiora il tema del welfare differenziato, in ordine alle pretese legittime (diritti) avanzate da utenti, gli immigrati regolari e non, questi ultimi non autorizzati sotto il profilo dello status di cittadinanza. Questo punto è particolarmente importante rispetto a quale offerta sanitaria viene garantita alle domande di salute.
Si assiste, quindi, a un cambiamento delle modalità attraverso cui si definiscono le politiche sociali, poiché il soddisfacimento dei diversi diritti sociali comporta una ridefinizione della cittadinanza in senso eterogeneo (in ultima analisi si può parlare di differenti cerchi di inclusione a una cittadinanza che in linea teorica dovrebbe essere sempre più estesa), non solo perché i servizi riguardano più settori, ma anche perché da universali tali richieste si fanno più particolareggiate e, come vedremo, le risposte omogenee e standardizzate cedono il passo a servizi pubblici e privati specifici che forniscono beni collettivi maggiormente differenziati. La riforma degli assetti istituzionali di sicurezza sociale e le conseguenti politiche pubbliche ad essi associate, ricadono, perciò, sullo stato di ben-essere non solo dei cittadini dei paesi occidentali, ma anche degli immigrati che hanno deciso di vivere in tali paesi
Cittadinanza, welfare e democrazia : problemi e prospetive
Alla luce dell’evoluzione e del cambiamento dei sistemi di welfare state nelle
democrazie occidentali, in questo saggio si cercherà di comprendere quali
sono e come emergono le nuove sfide alla cittadinanza (sociale), soprattutto
in un contesto economico-sociale completamente nuovo rispetto al passato
e che impone una revisione degli strumenti allocativi e distributivi di risorse
scarse. Al contempo, l’intenso dibattito tra intellettuali, studiosi, policy
makers, operatori ecc. ripropone la questione della tenuta o meno dei principi,
valori e argomenti giustificativi soggiacenti allo Stato del benessere. Le diverse istituzioni democratiche, a tutti i livelli, si devono confrontare
con un cambiamento delle modalità attraverso cui si definiscono le politiche
sociali, poiché il soddisfacimento dei diversi diritti sociali comporta una
ridefinizione della cittadinanza in senso eterogeneo e selettivo; da universali
tali richieste si fanno più particolareggiate e, come vedremo, le risposte omogenee
e standardizzate cedono il passo a servizi pubblici e privati specifici
che forniscono beni collettivi maggiormente differenziati.The welfare systems in the liberal-democratic countries are undergoing structural changes.
Often their evolution also concerns paradigm shifts. In this essay we try to understand what
and how the new challenges to citizenship (social) emerge, mainly in an economic, social, political
and cultural context (mainly due to the globalization process) completely different from
the past. This requires a review of the allocative and distributive means of scarce resources. At
the same time, the intense debate among intellectuals, scholars, policy makers, social workers
raises again the questionabout principles, values and policiesat the basis of the welfare state.
52 NICOLA PASINI
After delineating the evolution of the welfare state from the origin to present through the
shift from the basic needs to the citizenship rights, the paper – from the point of view of political
and social theory – analyzes the crisis of the welfare and reform proposals in place: the
focus is the concept of citizenship whose definition necessarily reflects the deep change of our
western societies.
Democratic institutions, from the supranational to the local level, are faced with a change
in the ways in which we define social policies, because the satisfaction of various social rights
requires a redefinition of citizenship in heterogeneous and selective sense; such requests from
universal are becomingnow more detailed: the homogeneous and standardized responses give
way to demands of differentiated, pluralistic and multicultural public goods
La salute
Scopo di questo capitolo del Rapporto è delineare un quadro generale sullo stato
di salute degli stranieri in Italia. In particolare, si è adottato un approccio diacronico che analizza e confronta i dati su un periodo che va, in alcuni casi, dal 2018 al
2022 e, in altri, dal 2016 al 2023. L’analisi, inoltre, ha permesso di confrontare non
solo gli stranieri secondo il loro continente di origine – e, in alcuni casi, laddove è
possibile, alcune nazionalità selezionate – ma anche gli stranieri e gli italiani. I dati
considerati provengono dai database statistici dell’ISTAT e del Ministero della
Salute sulle condizioni di salute (a partire dagli stili di vita), le ospedalizzazioni e
la maternità, i tre ambiti oggetto del nostro approfondimento.
Nella seconda parte del capitolo si illustrano le principali criticità emerse nel
rapporto immigrazione e salute nel corso del tempo, per poi suggerire qualche
proposta in termini di policy al fine di rendere il diritto alla salute pienamente
soddisfatto nell’ambito di una società che tenda auspicabilmente a una effettiva
integrazione
Quale relazione tra le dimensioni indagate?
Scopo del capitolo è analizzare il policy network, per verificare la capacità di proporre soluzioni concrete alle domande sanitarie rivolte dagli immigrati, nonché la capacità di uscire da una logica di frammentazione degli interventi sul territorio regionale e nazionale. Ci si è interrogati sulla relazione che intercorre tra politics e policy, ovvero sul rapporto tra le specificità delle governance regionali e la produzione di politiche sanitarie rivolte agli immigrati. La domanda cardine dell’indagine è se la seconda variabile, le politiche socio-sanitarie, sono dipendenti dalla prima, ovvero dalle dinamiche di politics: si tratta quindi di valutare quanto le decisioni politiche dei governi regionali si riflettano sulla formulazione (ed erogazione) dei servizi. Altro scopo della ricerca è finalizzato a valutare le forme decisionali delle governance regionali e collocarle lungo un continuum rispetto alla vicinanza/lontananza dai due modelli di go-vernance “ideali”, top-down e bottom-up
Introduzione
Le mutilazioni genitali femminili (mgf) all'interno dei rapporti tra generi. Presentazione dell'Indagine realizzata, sia sotto il profilo teorico sia pratico, tra Milano, Brescia, Modena, Reggio Emilia, Bologna e Padova. Essa tiene conto della diversità dei territori, dei gruppi e delle loro dinamiche interne. Valutazione della percezione del fenomeno da parte degli operatori socio-sanitari, gli educatori. Analisi descrittiva e prescrittiva
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