1,721,293 research outputs found
Tecniche non convenzionali per il controllo della taglia delle piante ornamentali coltivate in serra
Le proprietà fisiche e idrauliche dei substrati di coltivazione
La coltura in vaso, uno degli aspetti tecnologici
più rilevanti del florovivaismo, si caratterizza per
l’impiego di contenitori di varia forma e dimensione,
e di un substrato artificiale, diverso dal terreno
agrario e preparato con materiali di varia natura
(torba, perlite, pomice, argilla espansa, compost,
corteccia, tanto per citare quelli più diffusi). Per la
produzione di piante ornamentali si preferiscono in
genere dei miscugli (come quelli a base di torba e
perlite, usati soprattutto in serra, o di torba e pomice,
di largo impiego nei vivai di pien’aria), mentre
per la coltivazione (in bancali o in sacchi) delle specie
da fiore reciso molto spesso si impiega un unico
materiale (fibra di cocco, perlite, lana di roccia...).
Del substrato, oltre alla sanità (cioè, l’assenza di
patogeni, parassiti e sostanze fitotossiche), interessano
una serie di caratteristiche chimiche e fisiche.
Le prime (pH, contenuto salino e nutritivo, capacità
di scambio ionico e di fissazione dell’azoto e
del fosforo) condizionano gli interventi di fertilizzazione,
realizzata attraverso l’aggiunta preventiva
al substrato di concimi (idrosolubili e/o a lenta
cessione) o per mezzo della fertirrigazione. Le
caratteristiche fisiche, invece, determinano la capacità
del contenitore di sostenere le piante e le sue
proprietà idrauliche. In generale, oltre a un pH
subacido e un ridotto contenuto di sali solubili, i
substrati devono avere un’elevata porosità, un’adeguata
capacità di ritenzione dell’acqua e dell’aria
(cioè, una sufficiente capacità di drenaggio) e una
buona stabilità, cioè la capacità di mantenere nel
tempo le proprie caratteristiche, soprattutto quelle
fisiche.
In questo capitolo sono esaminate le proprietà
idrauliche dei substrati, in quanto la comprensione
dei rapporti tra acqua e substrato diventa determinante sia
per la scelta dei materiali più idonei per
una determinata coltura, sia per il controllo dell’irrigazione.
Ad esempio, per colture con radici particolarmente
esigenti in termini di ossigeno e/o
condotte in contenitori di piccole dimensioni (come
le celle, o plug, dei contenitori alveolari impiegati
nella produzione di piantine da seme e di
talee radicate) occorre impiegare dei substrati con
con un’elevata capacità di drenaggio dell’acqua.
Inoltre, la conoscenza di alcune proprietà
idrauliche del cosiddetto sistema substrato-contenitore
(SSC), quali la capacità di contenitore e il
contenuto di acqua facilmente disponibile (illustrati
più avanti nel testo), è alla base della determinazione
del volume d’adacquamento
Influence of chilling and drought on water relations and abscisic acid accumulation in bean
Effetto dei trattamenti con brachizzanti sulla crescita in vivaio e sulla produzione del pomodoro in coltura protetta
- …
