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    Fra terra e cibo. Sistemi agroalimentari nel mondo attuale (e in Italia)

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    This article is laid out in three linked paragraphs. The first is a synthesis of the various developments on a global scale in agro-food regimes resulting from the economic and technological expansion of the western powers. Some decisive changes in food systems are considered from a longue durée historical perspective. Furthermore several controversial issues are illustrated in relation to models of dependency/autonomy in the articulation of food supply systems, with some consequences that can ensue in terms of configuration of economic power relations (within societies) and geopolitical power relations (between states). The second paragraph focuses thus on the emergence of several strong actors, such as the system of industrial relations, the system of trade exchanges, and in particular that of financial transactions. The interaction of all these systems on a universal level have intensely re-shaped food regimes and those related to agricultural and zootechnical resources in general, harnessed in the service of strategic interests. The closing paragraph provides some points of reflection on the emergence of new agro-food models inspired by principles and practices (perhaps still in their early stages but nonetheless significant) of the democratisation of the food chain.Questo articolo si snoda attraverso tre paragrafi tra loro coordinati. Il primo tratteggia in estrema sintesi le trasformazioni epocali intervenute su scala mondiale nei regimi agroalimentari per effetto dell’espansione economica e tecnologica delle potenze occidentali; vengono pertanto presi in considerazione alcuni decisivi mutamenti verificatisi nei sistemi del cibo in una prospettiva di lunga durata storica. Vengono anche illustrate alcune criticità verificatesi in rapporto ai modelli di dipendenza/autonomia nell’articolazione dei sistemi di approvvigionamento alimentare, con tutte le conseguenze che ne possono derivare in termini di configurazione di rapporti di forza economici (infrasociali) e geopolitici (tra stati). Nel secondo paragrafo ne emerge pertanto un quadro incentrato sul protagonismo di alcuni attori forti, come il sistema delle relazioni industriali, il sistema degli scambi commerciali e in particolare quello delle transazioni finanziarie; tutte realtà che hanno intensamente rimodellato su scala planetaria i regimi del cibo e in genere delle risorse di interesse agricolo o zootecnico, valorizzate in funzione di precisi interessi strategici. Il paragrafo di chiusura punta a fornire qualche cenno di riflessione sull’emergere di nuovi modelli agroalimentari ispirati a princìpi e pratiche (forse ancora ‘aurorali’ e nondimeno significativi) di democratizzazione della catena del cibo

    Agricoltura e vita comunitaria in un paese della Sardegna (Sec. XIX-XX)

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    Abstract Fabio Parascandolo, Agricoltura e vita comunitaria in un paese della Sardegna (Sec. XIX-XX), «I frutti di Demetra», n. 17, dicembre 2008, pp. 45-55. Atzara è una località medio-piccola dell’interno della Sardegna i cui abitanti, similmente a quanto è avvenuto in altre località rurali dell’isola, hanno storicamente ricavato dalle risorse del territorio locale i beni materiali fondamentali della sussistenza comunitaria. Malgrado il territorio comunale sia discretamente vocato per la produzione vitivinicola, i contadini atzaresi non si sono mai integralmente specializzati nell’agricoltura da reddito e fino alla metà del secolo scorso le produzioni alimentari per l’autoconsumo hanno giocato un ruolo ancora importante nelle forme di economia domestica praticate dalla comunità locale. Ma dopo l’istituzione del MEC a fine anni Cinquanta e parallelamente alla modernizzazione del genere di vita locale si è verificato un progressivo sganciamento ecologico degli abitanti dal loro contesto ambientale di riferimento. A partire dagli anni Ottanta del Novecento le fonti della sussistenza locale non si collocano ormai se non in modo parziale tra le attività primarie bensì nel settore industriale, nei servizi e in generale in redditi generati da pendolarismo ed emigrazioni verso contesti urbani

    Sistemi d'uso dei beni comuni naturali in Sardegna. Considerazioni sui fondamenti collettivi della sussistenza

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    All’inizio del secolo XIX le collettività rurali sarde erano in grado di riprodursi in base a modelli di sussistenza relativamente indipendenti. I loro sistemi economici locali erano influenzati ma non determinati dallo Stato, né tanto meno dal mercato. Sistemi comunitari di attivazione delle risorse (beni comuni naturali) erano stati ampiamente praticati fino all’avvio del processo di modernizzazione a inizio Ottocento. Le comunità agrarie avevano bisogno di mantenere gli equilibri agroecologici per sopravvivere, perciò praticavano combinazioni di metodi agricoli, forestali e pastorali in equilibrio con i cicli di rigenerazione del vivente. In tempi di crisi economica e di problematiche legate ai limiti dello sfruttamento industriale delle risorse, vale la pena di considerare le opportunità di recupero di questi schemi organizzativi. Chi scrive ritiene che valga la pena di riabilitare le possibilità di reimpiego sociale di forme partecipate d’uso dei commons essenziali alla vita

    Crisis of landscapes, landscapes of the crisis: notes for a socio-ecological approach

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    The paper focuses on the relationships between landscape and the multi-faceted crisis of our times. We live in a time of crises for Western citizens (cultural, ecological, political, institutional and social crises). The landscape crisis is actually entangled in a bundle of planetary crises, and this paper represents an attempt to outline a relational and genetic approach to this subject. Landscape crisis is rooted in an underlying territorial crisis, and the case of the crumbling of the Italian code of space is taken as an example. The premodern Italian landscape has been dismantled by the irruption of a growth-first paradigm and a commodification of the social system. In a globalising process, surrounding territories have lost importance for localised communities. Contextually, mechanized monocultures and industrialized metropolitan areas have reshaped the geographical features of territories, in Italy and on the world scale. The landscape issue cannot therefore be detached from an overall process of change from traditional to modern territorialities. This approach to landscapes and landscaping aims to provide some basic tools to deconstruct the reasons for the present crisis from their foundations, in the conviction that the landscape cannot be “saved” alone. In fact, it is not possible to attain liveable landscapes without preserving at the same time our territories, our living planet and the natural commons essential to life

    Beni comuni, sistemi comunitari e usi civici: riflessioni a partire da un caso regionale

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    All’inizio del XIX secolo le ‘arcaiche’ collettività rurali sarde erano in grado di riprodursi in base a modelli di sussistenza relativamente indipendenti. I loro modelli economici locali erano influenzati ma non determinati dallo Stato, né tanto meno dal mercato. Gli usi di terre e di risorse collettive (beni comuni) mediante sistemi agrari comunitari sono stati ampiamente praticati fino all’avvio dei processi di modernizzazione. Per sopravvivere, queste micro-società avevano bisogno di mantenere gli equilibri agroecologici. Perciò praticavano combinazioni di metodi agricoli, forestali e pastorali che non mettessero a  repentaglio i cicli di rigenerazione del vivente. In tempi di crisi dei modelli di sviluppo locale, questi sistemi di utilizzo delle risorse mostrano rilevanti aspetti di adeguatezza sociale ed ecologica. Vale la pena di riconsiderare il recupero di questi schemi organizzativi, ed è inoltre importante intraprendere un approccio approfondito ai loro caratteri civici, per mettere in evidenza le relazioni tra pratiche di comunanza e problematiche relative allo sfruttamento delle risorse naturali rinnovabili
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