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Pneumoconiosi nel cane: osservazioni al microscopio ottico, elettronico a trasmissione e a scansione e micro-analisi a raggi x
La fibrosi o sclerosi polmonare consegue a: 1.cronicizzazione di lesioni infiammatorie diffuse, o degenerative dei tessuti pleuropolmonari; 2.a proliferazione del connettivo peribroncovascolare per insulti ripetuti, cronici, agenti primitivamente sulle vie bronchiali o sul circolo polmonare; 3.a flogosi polmonari interstiziali granulomatose diffuse a reticoendoteliti e a collagenopatie 4.a proliferazioni elettive ed apparentemente primitive del mesenchima polmonare. Più frequentemente la fibrosi polmonare rappresenta l’esito di processi infiammatori polmonari, bronchiali o pleurici aspecifici - broncopolmoniti batteriche e virali, bronchiti acute e croniche, e specifici come la tubercolosi che è la causa più nota di processi fibrotici riparativi ed evolutivi. Anche la prolungata inalazione di alcune polveri minerali o di fumi, vapori e polveri nocive di origine industriale causa danno polmonare caratterizzato da fibrosi. Alcune affezioni cardio-vascolari (stenosi mitralica, insufficienza ventricolare sinistra, embolie polmonari) sono causa di fibrosi polmonari.Gli aspetti e le modificazioni strutturali osservati sono risultati particolarmente significativi essendo chiaramente connessi alla presenza di sostanze estranee e testimoniando pertanto una precisa risposta dei tessuti polmonari e linfonodali a stimoli derivati dalla noxa. L’aspetto più interessante delle nostre osservazioni è rappresentato dalla fibrosi, peribronchiale, perivascolare, alveolo-capillare e pleurica. Nel nostro studio, la stressa associazione tra proliferazione di tessuto connettivo e macrofagi attivati per la presenza del materiale particolato estraneo, conferma ancora una volta, sia il ruolo centrale svolto dal macrofago nella modulazione del processo fibrogenetico ed in particolare nelle fibrosi conseguenti a polveri sia l’importanza delle polveri aereodisperse nel determinismo di pneumopatie croniche. Il nostro studio ci permette di concludere che gli animali domestici rappresentano un valido modello per lo studio delle patologie ambientali e che il cane in particolare rappresenta un modello “privilegiato” per il fatto che questo vivendo strettamente a contatto con l’uomo, ne condivide ambiente e stile di vita e può essere quindi considerato, secondo la diversa tipologia di studio, un plausibile modello, indicatore o sentinella in grado di offrire risultati degni di considerazione scientifica
Linfoma extranodale multicentrico sottocutaneo nel cane
Gli AA. riportano un caso di Linfoma extranodale multicentrico sottocutaneo in cane cocker di 11 aa. Tale affezione neoplastica, che dalla bibliografia consultata non trova riscontro in altri casi di linfoma extranodale descritti in questa specie, ha come caratteristica peculiare l'esclusivo interessamento del tessuto sottocutaneo. Da un punto di vista clinico ed anatoistopatologico il processo neoplastico è caratterizzato :: dalla presenza di noduli sottocutanei diffusi sulla superficie corporea; dal mancato coinvolgimento dei linfonodi sia muscolo-scheletrici che viscerali; dalla comparsa in circolo di rare cellule, perossidasi negative, con nucleo a cromatina granulare e citoplasma chiaro ed evanescente e da elementi cellulari polimorfi di tipo reticolare che rappresentano la popolazione neoplastica all'esame istologico
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