1,720,998 research outputs found
IL LATTE DI ASINA UNO STABILIZZANTE NATURALE PER I FORMAGGI A PASTA DURA
In campo medico studi clinici hanno dimostrato l’efficacia nutrizionale della somministrazione del latte di asina in ambito pediatrico, nei casi di allergie e intolleranze al latte vaccino o come sostituto nei casi di scarsa disponibilità di latte materno e, in ambito geriatrico, per la prevenzione di malattie cardiovascolari, osteoporosi, arteriosclerosi. La presenza di molecole bioattive come peptidi, oligosaccaridi semplici, ormoni e fattori di crescita gli conferiscono proprietà extranutrizionali per la cura di malattie neurodegenerative e coronariche.
Presenta elevati livelli di acidi grassi insaturi (linoleico e linolenico), basso rapporto caseine/sieroproteine, alto contenuto in lattosio, basso contenuto in grasso. E’ indicato per l’infanzia vista l’alta palatabilità, la facilità di assorbimento a livello intestinale e l’importante funzione protettiva che il lisozima svolge nei confronti dell’organismo inibendo nell’intestino dei neonati alcuni microrganismi patogeni. Risulta essere un ottimo tensore naturale prestandosi anche come fonte di principi attivi utili alla preparazione di prodotti cosmetici
Andamento qualitativo e attività antiossidante del latte di asine di Martina franca a diversi stadi di lattazione
La presenza di molecole bioattive come peptidi, oligosaccaridi semplici, vitamine, minerali, ormoni e fattori di crescita conferiscono al latte di asina proprietà extranutrizionali per la cura di malattie neurodegenerative e coronariche. Conformemente a quanto già rilevato in precedenti studi sul latte umano, esiste una serie di molecole antiossidanti che aiutano a prevenire situazioni di stress ossidativo contrastando l’azione dei radicali liberi. L’espressione dell’attività antiossidante è funzione di diverse variabili tra cui genotipo e fattori ambientali quali la dieta, lo stadio di lattazione e lo stato di salute della ghiandola mammaria. Obiettivo del presente lavoro è stato valutare l’andamento qualitativo del latte di fattrici derivate Martina Franca (grasso, proteine, lattosio, sostanza secca e ceneri) al fine di contribuire alla conoscenza sull’attività riducente delle molecole antiossidanti (test chimici DPPH e FRAP).
Le caratteristiche qualitative risultano in linea con i dati riportati in letteratura e la risposta antiossidante ai test evidenzia la presenza nel latte di asina di molecole ad attività “radical scavenger (7,6 mM Fe(II)/l per il FRAP, I=10,91% per il DPPH)
Biodiversità zootecnica nei territori montani: l'allevamento asinino, una possibile alternativa
Livestock biodiversity in mountain areas: rearing of donkey, a possible alternative - A study was
carried out considering the morphological characteristics and the biometric parameters of local donkeys
and their distribution in Basilicata Region. This species even if it has a low presence in Basilicata region
it is well distributed on regional land; in fact, it is reared in 93 of the 131 communes. The most of the
observed animals presented blackish coat. Morphometric characteristics and zoometric indexes showed
a donkey consisting in a dolichomorphic type similar to ‘Martina Franca’ breed
Asini, una risorsa da valorizzare per la multifunzionalità delle aziende agricole
Il comparto asinino è una realtà particolare nel contesto zootecnico che presenta problemi del tutto simili a quello equino, ma che ha attualmente delle opportunità di sviluppo probabilmente superiori rispetto agli altri comparti minori zootecnici. La polivalenza dell’asino – come quella del cavallo – che può essere utilizzato per la diversificazione delle attività nelle aziende agricole,come per attività sportive, turistiche, terapeutiche, lo rende infatti un animale fruibile a molteplici livelli, e il suo latte trova ulteriori nuovi sbocchi nell’alimentazione neonatale e per la cosmesi. In questo lavoro si è voluto analizzare i dati del 5° Censimento generale dell’Agricolturadell’Istat, confrontandoli con quelli del Censimento precedente. Alcuni aspetti, sono invece stati sviluppati dai questionari redatti durante le visite svolte dal Dipartimento di Produzione Animali nell’ambito delle attività di ricerca e di tesi negli ultimi due anni presso allevamenti presenti sul territorio regionale. Gli elementi dell’indagine conoscitiva sono stati gli allevamenti asinini e il relativo numero di capi, prendendone in considerazione le variazioni, la distribuzione sul territorio,la superficie aziendale,la forma di conduzione e le dimensioni dell’allevamento
LA MULTIFUNZIONALITA’ DELL’ALLEVAMENTO ASININO NELLA GESTIONE DEL PAESAGGIO RURALE
Nella convenzione sulla Biodiversità (Rio de Janeiro, 1992), si esplicita il valore intrinseco della diversità biologica e dei suoi vari componenti ecologici, genetici e socio-economici, riconoscendo che l’esigenza fondamentale per la conservazione consiste nella salvaguardia in situ degli ecosistemi e degli habitat naturali. Negli anni successivi si sono susseguite diverse strategie e piani di azione europei e nazionali rivolti ai governi, alle ONG e ai settori produttivi che hanno confluito nel “Countdown 2010” e in “Forests 2011”. L’emanazione del Reg. 2078 U.E. è recepita inizialmente solo da sei regioni e, successivamente, con l’attuazione del PSR 2000/06 e 2007/13 tutte le altre regioni italiane attivano le misure atte alla tutela ambientale. La strategia Paneuropa sulla Diversità Biologica e Paesaggistica ha incentivato l’istituzione di nuove aree protette, di parchi regionali e nazionali finalizzati alla salvaguardia di un’agricoltura e di una zootecnia di tipo estensivo orientata all’allevamento di razze autoctone al fine di contrastare l’abbandono delle aree interne. La difesa e la gestione dei “territori rurali”, e i sistemi di produzione nella zootecnia estensiva sostenibile rappresentano oggi una possibile alternativa economica per le popolazioni interne. Questi territori, nei quali rientrano parchi, riserve, aree rurali marginali e svantaggiate, sono accomunate da una serie di elementi caratterizzanti quali: bassa densità abitativa; un tessuto economico produttivo basato principalmente sull’agricoltura e l’allevamento e, in misura minore, sull’artigianato locale; un settore forestale determinante l’assetto generale del territorio, con influenze dirette sul paesaggio. La valorizzazione, il mantenimento e/o il presidio di queste aree potrebbe essere attuato anche mediante la reintroduzione di animali autoctoni adattabili alle condizioni geomorfologiche dell’ambiente in esame. Sono ormai ben noti gli effetti della sospensione o della sola riduzione del pascolo sulla composizione floristica e sui conseguenti fenomeni erosivi: le dinamiche che si innescano sono causa di trasformazione nei rapporti dinamici fra pascoli abbandonati e boschi. La recente emanazione in molte regioni italiane di “P.I.F. di Prossimità e delle Aree Protette” può rappresentare uno strumento di finanziamento oltre che di promozione per incentivare e migliorare il reddito dei piccoli allevamenti fondamentali al presidio dei territori. Inoltre, dalla lettura comparata degli articoli di legge è possibile evidenziare la volontà da parte del legislatore di incentivare una zootecnia in qualche modo “diversa” rispetto a quella estensiva praticata in aree più vocate o in pianura. La Regione Basilicata nel 2008 emana la L.R. n. 26 che prevede un premio specifico per l’allevamento di razze locali a rischio fra cui l’Asino di Martina Franca. Gli allevamenti asinini in Basilicata sono tutti a conduzione diretta, con modello produttivo rappresentato in prevalenza dalla piccola impresa agricola, dove l’allevatore riveste un ruolo determinante per il presidio e il governo del territorio rurale (Mauri, 2007; Regione Basilicata, 1999). La specie, seppure presente con un numero limitato di capi, è ancora distribuita su buona parte del territorio regionale. Infatti, i capi asinini iscritti al Registro Anagrafe Equina (dati anno 2010) sono: 289 nella provincia di Potenza (244 femmine e 45 maschi) e 199 nella provincia di Matera (161 femmine e 38 maschi). Nel 2010 in tutta la regione sono censite 1.133 aziende con un totale di 5.208 equini (tale voce comprende cavalli, asini, muli e bardotti). Dal confronto dei dati ISTAT del decennio 2000-2010 si evidenzia a livello regionale un aumento del numero di equini per azienda (da 2,7 a 5). Nelle sole aree montane si concentra circa il 90% delle aziende e l’82% della consistenza asinina regionale (ISTAT 2002, 2011)
Prova di accettabilità del latte di asine allevate in Basilicata.
ABSTRACT – Acceptability of milk obtained from jennies reared in Basilicata
The trial was carried out on jenny milk obtained from a semi-extensive rearing of Basilicata region. The average content of protein, fat, and lactose resulted, 13.78, 2.10, and 62.11 g/l, respectively. The test involved two groups of habitual cow milk consumers: 1) with jenny milk tasting experience; 2) without jenny milk tasting experience. Consumers evaluated the intensity of some sensory attributes (sweet, sour, flavour, taste, colour) and the “overall acceptability” of the product utilizing 1 to 10 scale interval. Sweet, flavor, and taste were evaluated with a score over the middle point of the evaluation scale (>5). Overall acceptability of jenny milk resulted 7.3 and 6.4 in group 1 and in group 2, respectively
ZOOM SUL LATTE D'ASINA: PIU' RICCO DI LATTOSIO E CON MAGGIORE CONSERVABILITA'
Tra le diverse specie allevate
per la produzione del latte,
quello prodotto dalle asine
risulta essere il più simile per caratteristiche
nutraceutiche al latte
umano. Questo particolare alimento
ancora oggi non è facile da reperire
tra i pochi allevamenti attivi e spesso
localizzati lontano dai centri urbani.
Né gli allevatori potrebbero sostenere
elevati costi di produzione per dotarsi
di macchinari per la liofilizzazione e lo
spray dry (tecniche di riduzione del
latte in polvere) che garantirebbero
una maggiore conservabilità e una più
ampia diffusione, sebbene comportino
il deterioramento delle vitamine e
delle proteine
e del lisozima, il cui contenuto si
ridurrebbe al 70% a 90 °C.La ricerca finalizzata ad
aumentare le conoscenze sugli allevamenti
presenti in regione e a
valutare le caratteristiche qualitative
e quantitative del latte
prodotto da asine allevate con
sistema semibrado
Short communication: Sensory profile and acceptability of a cow milk cheese manufactured by adding jenny milk
The addition of jenny milk during cheesemaking has been recommended as a viable alternative to egg lysozyme for controlling late blowing defects. However, little is known on the sensory properties of the cheeses made with jenny milk. In this study, the effect of the addition of jenny milk during cheesemaking on sensory properties and consumer acceptability of cheese was evaluated. A sensory profile was carried out by 10 trained panelists on 4 cow milk cheese types. Two types of cheeses were made by adding jenny milk to cow milk during cheesemaking; the cheeses were then left to ripen for 45 and 120 d. The remaining 2 cheese types were made with only cow milk and were also left to ripen for 45 and 120 d. The attributes generated by a quantitative descriptive analysis sensory panel were effective for discriminating the 4 products. Among them, added jenny milk samples aged for 45 d had the highest intensity of some appearance descriptors (structure and color uniformity), as well as the highest intensity of sweetness. The analysis of acceptability data obtained from 89 consumers showed that added jenny milk aged for 45 d was the most preferred type of cheese, whereas no significant differences were found among the other products, which had higher intensity of bitter, salty, acid milk, and so on. © 2016 American Dairy Science Association
Market sustainability analysis of jenny milk cosmetics
A quantitative market analysis was carried out to deepen the knowledge on some qualitative and quantitative aspects of jenny milk and cosmetics and, successively, a survey was carried out to study the influence of packaging on consumer liking. The first analysis was conducted using the quantitative method by interviews with a one to one questionnaire, consisting of 18 questions. In the second survey were interviewed 300 people with a questionnaire divided into two perception areas: of packaging paper, and of packaging communication. Results showed that 67.8% of consumers had familiarity with jenny milk, but only 19.5% knew cosmetic properties of this product. The panel expressed a low expenditure propensity toward the proposed cosmetics. For these products, the study on packaging identified a type of matte paper as the favorite by consumer. Moreover, panel judged the icon of donkey and naming Asinella as the most persuasive
Il latte d'asina nella cosmesi: indagine conoscitiva tra innovazione e tradizione
Nell’ambito di una più ampia ricerca inerente alla Conservazione della Specie Asinina e la salvaguardia delle aree marginali tramite la valorizzazione in prodotti di onocosmesi è stata svolta una prima indagine quantitativa di mercato.
Il latte di asina, oltre ad essere un eccellente sostituto del latte umano, è anche un buon costituente di base per la preparazione di cosmetici. Infatti, è un tensore naturale, ricco in vitamine e sali minerali essenziali per la rigenerazione delle cellule. Lo studio, effettuato in Basilicata, ha avuto come obiettivo la conoscenza di alcuni aspetti quali-quantitativi del prodotto.
L’indagine ha evidenziato la propensione di oltre il 75% dei consumatori intervistati all’acquisto di cosmetici innovativi prodotti con sostanze naturali
- …
