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    Il 23° congresso dell'International Committee for the History of Technology (ICOHTEC)

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    Si tratta di un report riguardante i temi in discussione e l'articolazione del convegno internazionale dell' ICOHTEC svoltosi a Budapest nel 199

    La Repubblica di Venezia nel Settecento

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    Il libro ripercorre la storia della Repubblica aristocratica di Venezia nel XVIII secolo, sulla base della più classica storiografia sull’argomento e degli studi più recenti. Lo scopo è quello di contrastare ogni visione stereotipata dell’ultimo secolo di vita di un antico stato, del suo territorio e di una società complessa, nei quali non mancarono contraddizioni, nuovi fermenti e molte debolezze, specie sul versante delle istituzioni politiche e del prestigio internazionale. La Serenissima non divenne mai una nazione moderna, nel senso che oggi si dà a questa espressione. La metropoli di Venezia rimase fino all’ultimo e in modo consapevole non una capitale, bensì la Dominante. Particolarismo e policentrismo sono la chiave per capire i limiti e forse l’eredità profonda del suo dominio, da Corfù fino all’Adda. La debolezza della Repubblica di fronte ai grandi stati europei si rivelò nel Settecento tanto più evidente, in quanto frutto dell’evoluzione di una città-stato ferma nei suoi caratteri fondamentali a due secoli prima, quando aveva raggiunto il vertice della sua potenza. Sul piano socio-economico, però, l’area nord-orientale italiana conobbe nel corso del Settecento importanti sviluppi e trasformazioni, che consentirono comunque di riagganciare, dopo la profonda crisi del primo Ottocento, il faticoso percorso dello sviluppo. La terraferma veneta fu molto meno ‘contadina’ di quanto si sia spesso supposto e tutt’altro che chiusa in se stessa dal punto di vista economico. Altrettanto si può dire, in questo senso, sotto il profilo culturale. La stagione dell’Illuminismo veneto fu vivace e feconda di idee, di progetti e di realizzazioni, come dimostra l’opera di Carlo Goldoni o la fioritura di gazzette e giornali. A mancare in larga misura furono, invece, le riforme in campo politico e sociale, ostacolate dall’immobilismo del ristretto e privilegiato ceto dirigente veneziano, più attento forse ai suoi interessi che a quelli della cosa pubblica. Ciò non offusca naturalmente la grandezza di alcune realizzazioni, né toglie alcunché al merito di molti dei protagonisti, dagli uomini di cultura, ai mercanti, ai lavoratori. «Ma una costruzione collettiva è qualcosa che abbisogna ora come allora di prospettive condivise, di un certo grado di ricambio sociale, soprattutto di una complessiva crescita civile che ne disegni il senso, pena la sua obsolescenza e il suo inevitabile superamento. Per diversi motivi la Serenissima mancò nel corso del XVIII secolo a queste inderogabili necessità.

    "Bellissimo per le doti della natura e per l'industria umana". Immagini e descrizioni del territorio vicentino tra medioevo ed età moderna

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    Il volume tratta delle fonti iconografiche e letterarie relative al territorio vicentino tra il Medioevo e l'inizio del XIX secolo, che vengono presentate in due diversi saggi e in una serie di schede tematiche

    Emarginazione femminile tra politica salariale e modelli di organizzazione del lavoro nell'industria tessile veneta nel XVIII secolo

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    Il saggio analizza il ruolo della manodopera femminile nella Venezia di età moderna; viene interpretato il senso della loro subordinazione sia a livello salariale, sia come mansioni, all'interno di un quadro di forte presenza nei settori del setificio, lanificio e cotonificio

    Il compromesso arbitrale e il concordato fallimentare nella Repubblica di Venezia

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    L’istituto dell’arbitrato more veneto, pilastro della società civile veneziana, costituì un modello peculiare per la risoluzione dei confl itti, precisato in sede legislativa dal Maggior consiglio di Venezia tra ‘4 e ‘500. Nel 1554, la competenza venne affidata al magistrato dei Conservatori ed esecutori delle leggi; venne anche sancito il principio fondamentale della inappellabilità delle sentenze arbitrali. Questa procedura ormai ben defi- nita acquisì grande prestigio e venne poi descritta dalla trattatistica giuridica del XVII e XVIII secolo. Il ricorso all’arbitrato permetteva di evitare le dispendiose liti forensi ed era uno dei cardini del sistema fiduciario, specie per il mondo mercantile: nessuna delle magistrature centrali dello stato, né le sei corti ordinarie cittadine potevano ingerirsi od ostacolare la prassi del compromesso privato. In questo contesto, va ricordata la procedura del concordato in materia fallimentare, che ebbe a Venezia caratteri simili a quella dell’arbitrato propriamente detto, specie per la sua importanza nell’ambito della tutela delle attività imprenditoriali

    Profilo dei salariati padovani all'inizio del Settecento

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    Analisi dettagliata, di carattere sia quantitativo sia qualitativo, del mondo del lavoro padovano legato al ciclo laniero; riguarda anche la provenineza di lavoratori semi-stagionali e la loro organizzazione confraternale di San Severo presso la parrocchia dei Carmini di Padova

    Testimoniali veneziani di avaria marittima (1735-1764)

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    SOMMARIO: La documentazione costituita dai testimoniali ovvero 'prove di fortuna', i resoconti di base rilasciati dai capitani dei bastimenti per l'apertura della procedura di avaria grossa o comune, non è stata finora mai utilizzata in modo seriale, sfruttandone tutte le potenzialità per la storia della navigazione e per una migliore conoscenza di alcune pratiche mercantili. Vengono così analizzati 397 fascicoli relativi ai testimoniali depositati a Venezia nel periodo 1735-1764, che coincide con l'ultima e ben conosciuta fase di rilancio della marina mercantile della Serenissima. L'identificazione delle tipologie dei bastimenti e dei loro nomi, l'analisi della consistenza degli equipaggi, delle rotte e dei tempi di percorrenza, l'individuazione dei luoghi e dei motivi ricorrenti delle ‘fortune di mare' consentono di gettare nuova luce su alcune problematiche particolari, senza trascurare gli aspetti legislativi e l'impatto che l'istituto giuridico dell'avaria e la sua concreta applicazione hanno avuto nello stabilirsi dei rapporti fiduciari nell'ambito del commercio globale. ABSTRACT: The sea protests, the basic reports released by the captains of the ships opening the dossier of a general average, represent a source that has never been used serially, exploiting all its potentiality for maritime history and for a better understanding of mercantile practices. This article analyzes 397 files relating to the sea protests deposited in Venice from 1735 to 1764, a period which coincides with the latest and well known revival of the Venetian merchant marine. The identification of the classes of ships and their names, the analysis on the composition of the crews, on trade routes and on travel times, the identification of the locations and the recurring reasons of the 'fortune di mare' allow us to shed new light on some specific problems, without neglecting the legal aspects and the impact that the legal institution of general average and its practical application had in the establishment of trust in the context of global trade
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