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Progetto CUIA - Tecnologie per la produzione di biocombustibili da biomasse vegetali
Progetto finanziato dal Consorzio Universitario Italiano per l'Argentina (CUIA). Università coinvolte: Università di Pavia (coordinamento internazionale), Università di Ferrara, Università di Roma Tor Vergata, Universidad Nacional del Sur, Universidad Nacional de la Patagonia
Progetto CUIA - Sviluppo di metodologie per l'impiego di microalghe come fonte rinnovabile di biocombustibile
Progetto finanziato dal Consorzio Universitario Italiano per l'Argentina (CUIA). Università coinvolte: UniFE (coordinamento internazionale), UniPD, UniPV, Universidad de Buenos Aires, Universidad Nacional del Sur, Universidad Nacional de la Patagonia. Il programma prevede come obiettivi: selezione di microalghe in grado di accumulare stabilmente lipidi; daterminazione della quantità e della qualità dei lipidi accumulati; applicazione di protocolli di miglioramento genetico di ceppi algali
Monitoraggio dello stato di biodegrado di chiese rurali di valore storico-artistico nel territorio ferrarese
Progetto annuale realizzato con il contributo della Fondazione CARIFE
PRIN 2007 - Effetti della sovraespressione di enzimi carotenogenici in microalghe
PRIN 2007 - Unità locale UniFE nell'ambito del progetto nazionale "Accumumulo e turnover di proteine nelle piante" (Coordinatore, T. Morosinotto, UniPD).
Le microalghe presentano frequentemente pronunciate caratteristiche di plasticità metabolica, che si esprimono attraverso modificazioni fenotipiche ed interessano in primo luogo il sistema plastidiale. Tali modificazioni sono tese ad assicurare il mantenimento dell'attività fotosintetica anche in condizioni di stress. Inoltre, le microalghe sono in genere facilmente gestibili in termini di coltivazione e raggiungono in taluni casi biomasse considerevoli in tempi relativamente brevi. Per tali motivi, sono di grande interesse le ricerche volte a sfruttare le capacità di bioaccumulo di sostanze in microalghe ad alta produttività, anche ricorrendo a protocolli di trasformazione genetica. Nelle microalghe, il cloroplasto può rappresentare un interessante comparto in cui indurre l'accumulo di sostanze d'interesse, tra cui
carotenoidi.
Compiti della UO FE sono: (a) ottenere trasformati di Chlamydomonas reinhardtii e di altre microalghe verdi che sovraesprimano enzimi delle vie carotenogeniche,
inducendo in tal modo un accumulo di carotenoidi nel plastidio; (b) verificare se tale accumulo influisce negativamente sull'assemblaggio tilacoidale, sull'attività
fotosintetica, nonché sulla capacità riproduttiva delle microalghe. Un mutante privo di parete di C. reinhardtii verrà trasformato utilizzando il metodo "glass beads"; in particolare, si effettuerà una co-trasformazione per ottenere cellule che esprimano enzimi carotenogenici sotto il controllo di promotori forti e costitutivi (tubulina beta-2 e CaMV35S). Il metodo sarà esteso anche ad altre microalghe verdi private della parete cellulare mediante trattamento enzimatico. Per la trasformazione di alghe intatte verrà inoltre messa a punto la metodica che fa uso di Agrobacterium tumefaciens, recentemente impiegata anche per le microalghe. Grazie alla collaborazione con UO PG, oltre a trasformati nucleari, si otterranno anche trasformati plastidiali impiegando metodi biobalistici: in tal caso i geni saranno direttamente espressi nel plastidio. Con i diversi metodi, si otterranno microalghe che incorporano transgeni di enzimi chiave, quali PSY, ciclasi, ZE, NS, e che, presumibilmente, presentano nel cloroplasto un incremento sia del contenuto complessivo in carotenoidi, sia di carotenoidi specifici. Tecniche immunologiche, spettrofotometriche ed HPLC, condotte in collaborazione con UO VR e UO PD, permetteranno di ottenere informazioni sul contenuto e sulla localizzazione cellulare
di tali enzimi, nonché sull'accumulo e la tipologia dei carotenoidi prodotti. L'attenzione sarà poi rivolta all'organizzazione tilacoidale, per verificare se e come l'introduzione di tali transgeni nel cloroplasto ed il conseguente accumulo di carotenoidi influiscano sull'assetto tilacoidale. Poiché i carotenoidi sono molecole lipofile, si può infatti ipotizzare che il loro accumulo determinerà effetti sulla struttura e la funzione delle membrane fotosintetiche. Eventuali alterazioni a livello dei fotosistemi e delle loro antenne saranno valutati mediante metodi biochimici, fluorimetrici ed ultrastrutturali. Qualora l'assetto tilacoidale dell'alga trasformata fosse compromesso, si procederà anche sovraesprimendo la fibrillina, una proteina legante i carotenoidi tipica dei cromoplasti. In tal modo, fornendo ai carotenoidi una
localizzazione alternativa alle membrane tilacoidali, la funzionalità fotosintetica non risulterà compromessa, presupposto necessario in vista di applicazioni su vasta scala
Realizzazione di percorsi didattici finalizzati alla conoscenza di ambienti naturali nell'Orto Botanico dell'Università di Ferrara
Contributo MIUR per "Iniziative per la diffusione della cultura scientifica" (Legge 6/2000)
Analisi ultrastrutturale degli effetti della monensina in Euglena gracilis, con particolare riguardo all'apparato di Golgi
Ultraslructural analysis of the effects of monensin in Euglena gracilis, with special reference to the Golgi apparatus. - The monovalent ionophore, monensin, is known to affect the mature (trans) half of the dictyosomes of several organisms, including Euglena gracilis. We demonstrated that the exposure to high concentrations of this compound (2.5 x 10-5 to 10-4 M) provoked remarkable swelling also in the forming (cis) half of Euglena cisternae. Additional dilations affected the thylakoids of both mature chloroplasts and proplastids of greening cells in which the organelle development was slower than in the control group. No osmotic swelling was observed for the mitochondria. Since monnesin exchanges one proton for each monovalent cation (Na+or K+) transported, it follows that an energy driven influx of H+is necessary to accumulate sufficient osmotically active ions in a membrane compartment. Thus it is possible that H+-ATPases are present on both forming and mature half of Etiglena dictyosomes. © Taylor & Francis Group, LLC
The effect of monensin on chitin synthesis in Candida albicans blastospores
Monensin, a monovalent cation ionophore, was used to investigate some steps of the wall synthesis and morphogenesis in Candida albicans blastospores. In the presence of the drug, the pathogenic yeast developed enormous wall and septum thickenings that reacted intensely and specifically with wheat germ agglutinin and chitinase coupled to colloidal gold and fluorescein isothiocyanate. Therefore, the aberrant zones are interpreted as sites of chitin accumulation. The increased production of this homopolymer, also demonstrated by the chemical analysis of cell wall preparations, implies that monensin interferes in some way with the regulatory factors that normally control, in space and time, chitin synthetase activity
Photosynthetic aspects and lipid profiles in the mixotrophic alga Neochloris oleoabundans as useful parameters for biodiesel production
Fossil fuels will be consumed in few decades, so attention is focused on renewable energy sources, among which microalgae are very promising. Neochloris oleoabundans (Chlorophyta) is one of the most interesting organisms for its capability to accumulate lipids, in particular tryacilglicerols (TAG), useful for biodiesel production, furthermore it can grow mixotrophically. The present work was focused on two basic steps of mixotrophic cultivation with glucose (late exponential -6d- and late stationary -14d- phases of growth), giving attention to relations between photosynthesis and lipid production. Results confirmed that the use of glucose induces a high biomass productivity, which is linked to a rapid replication process until 6d and to enlargement of cells at 14d. At 6d, mixotrophic cells contained numerous stromatic starch grains, while at 14d lipids were highly accumulated and starch tended to reduce. Photosynthetic pigment and protein content decreased under mixotrophy. Photoinhibition following high-light exposure was not significantly affected by mixotrophic cultivation at both experimental times. The creation of a reducing environment due to the photosynthetic activity, together with alterations of N:C ratio, promoted lipid synthesis. Neutral lipids increased under mixotrophy, being oleic acid the major component, while linolenic acid decreased; these aspects fit with requirements for biodiesel production.Fil: Baldisserotto, Costanza. Universita Di Ferrara; ItaliaFil: Popovich, Cecilia Angelines. Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas. Centro Científico Tecnológico Conicet - Bahía Blanca. Centro de Recursos Naturales Renovables de la Zona Semiárida. Universidad Nacional del Sur. Centro de Recursos Naturales Renovables de la Zona Semiárida; Argentina. Universidad Nacional del Sur. Departamento de Biología, Bioquímica y Farmacia; ArgentinaFil: Giovanardi, Martina. Universita Di Ferrara; ItaliaFil: Sabia, Alessandra. Universita Di Ferrara; ItaliaFil: Ferroni, Lorenzo. Universita Di Ferrara; ItaliaFil: Constenla, Diana Teresita. Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas. Centro Científico Tecnológico Conicet - Bahía Blanca. Planta Piloto de Ingeniería Química. Universidad Nacional del Sur. Planta Piloto de Ingeniería Química; ArgentinaFil: Leonardi, Patricia Ines. Universidad Nacional del Sur. Departamento de Biología, Bioquímica y Farmacia; Argentina. Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas. Centro Científico Tecnológico Conicet - Bahía Blanca. Centro de Recursos Naturales Renovables de la Zona Semiárida. Universidad Nacional del Sur. Centro de Recursos Naturales Renovables de la Zona Semiárida; ArgentinaFil: Pancaldi, Simonetta. Universita Di Ferrara; Itali
Cytoskeletal structures in Euglena gracilis after Triton X-100 extraction and dry cleaving
A three-dimensional network of structural filaments was visible with common electron microscopes in the cytoplasm of Euglena gracilis green cells extracted with buffers containing the nonionic detergent Triton X-100. A similar filamentous web was detected at the periphery of critical point dried cells cleaved on grids by means of an adhesive tape. SDS-polyacrylamide gel electrophoresis of the detergent-resistent cytoskeleton showed that actin or actin-like proteins of molecular weight in the range of 43–45 K are not among the components having a structural role inEuglena. The significance of these findings was discussed in relation to the capability of the alga to change the cell shape
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