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    Per una storia del patrimonio industriale in Piemonte:il periodo napoleonico

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    Nel panorama manufatturiero piemontese del primo Ottocento si registrano i segnali di un diffuso ristagno produttivo e, d'altro canto, le premesse per i futuri sviluppi in senso industriale di alcuni rami di attività. La prima linea di tendenza riguarda quelle imprese che, nel corso del secolo precedente, si erano configurate secondo un vero e proprio « sistema di fabbrica » : i setifici innanzi tutto, impiantati un poco dovunque a partire dal tardo Seicento, e i lanifici localizzati verso la metà del Settecento in zone specifiche. Le corrispondenti opere edilizie, che esprimevano già un'architettura della fabbrica, continuano in genere ad accogliere i medesimi generi di lavorazione, sebbene con uno scadimento della qualità dei manufatti, oppure ospitano altre produzioni; più rara la chiusura degli impianti e il conseguente abbandono dei fabbricati. Per quanto riguarda i nuovi esperimenti produttivi, specialmente nei settori laniero e cotoniero, viene in luce una generalizzata tendenza alla conversione d'uso dei grandi contenitori settecenteschi, quali gli edifici conventuali. Nel campo degli opifici rurali, l'incremento delle unità produttive si accompagna generalmente all'edificazione ex-novo delle strutture edilizie che si rifanno tuttavia alla cultura costruttiva tradizionale.Chierici Patrizia, Palmucci Laura. Per una storia del patrimonio industriale in Piemonte : il periodo napoleonico. In: Villes et territoire pendant la période napoléonienne (France et Italie). Actes du colloque de Rome (3-5 mai 1984) Rome : École Française de Rome, 1987. pp. 133-160. (Publications de l'École française de Rome, 96
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