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A Smart Legal Order for the Digital Era: A Hybrid AI and Dialogic Model
The emerging trend of using AI, big data, and smart contracts in the legislative process opens relevant research questions in the theory of law, constitutional law, and the philosophy of law. How to preserve the open texture of the law when it is codified? How to guarantee the legitimacy of the lawmaking process in the digital document flow? How to preserve the autonomy of the decision-maker if the law is automated using AI? At the same time, however, we cannot ignore the undeniable benefits the emerging technologies afford in enhancing the quality of legislation, improving the enforceability of the rule of law, checking the compliance of applications, and working toward a better society. This paper presents a possible solution (Law as Platform, or HyperModeLex) for defining a theoretical legal framework (Smart Legal Order) that takes into account the benefits of the emerging AI technologies in a good balance with the computational-law paradigm and the theory of law. In the digital society we need machine-computable law to use legal knowledge mixed with other important artefacts of the infosphere (e.g., apps, the Web, sensors). In meantime we do not want to lose the control of autonomy (the human-in-command) in a sector as important as the legislative system. This research intends to use the Hybrid AI approach where different techniques could contribute to mitigating weaknesses of each specific method (data-driven vs. code-driven). Additionally, the human-computer interaction methodology could help toward designing a dialogic model for making sure the overall legislative process is transparent and explicable
Informatica giuridica per le relazioni aziendali
Il Volume offre una riflessione sui profili informatico-giuridici connessi all’utilizzo delle nuove tecnologie nell’ambito delle relazioni aziendali. Le questioni più controverse riguardano l’impiego corretto dei sistemi di identificazione informatica, l’adozione delle misure di sicurezza nonché l’utilizzo dei mezzi elettronici di comunicazione per fini lavorativi ed extralavorativi, e le modalità consentite del controllo datoriale tenuto conto dell’esigenza di garantire la riservatezza e la protezione dei dati personali dei lavoratori. Attraverso l’esame della più recente casistica, gli Autori coniugano la normativa specifica di settore, gli orientamenti della giurisprudenza, i provvedimenti adottati in materia dall’Autorità garante con l’impiego sempre più esteso delle nuove tecnologie e dei nuovi strumenti che in modo crescente si stanno affermando. Il Volume contiene anche un elemento metodologico di novità cambiando insieme, in modo integrato e non semplicemente giustapposto, aspetti tecnologici e di diritto creando così la necessaria sinergia fra competenze, informatiche e giuridiche, unica via per potenziare l'azione effettiva del diritto
Le fonti cognitive del diritto nell’era di Internet
Il fenomeno della dematerializzazione delle fonti cognitive del diritto è un tema attuale che sollecita almeno cinque riflessioni: (i) il diritto all’accesso; (ii) il valore legale delle fonti cognitive online; (iii) la conoscibilità del diritto; (iv) la partecipazione al processo di formazione del diritto; (v) il riuso dell’informazione giuridica. Il contributo illustrerà questi aspetti tratteggiando anche soluzioni future
Legal Ontology for Open Government Data Mashups
An important pillar of Linked Open Government Data is to be able to mix datasets by using common ontologies in order to infer new knowledge. The open government datasets to be mashed-up by developers may be subject to distinct licenses, legal notices, terms of use, and applicable law and regulations from multiple jurisdictions. Within this complex ecosystem there is a need to create semi-automatic tools supported by an ontology to help technical reusers of Public Sector Information to utilize datasets
according to their intended purpose and in compliance with the legal obligations that govern the rights to reuse the data. Unfortunately, some researchers may avoid considering all the legal frameworks that apply in the domain of Open Government Data and limit their investigation to only the area of licenses. To enable wider, compliant utilisation of mashed-up open data, we have analysed the European Union (EU) legal framework of reuse of Public Sector Information (PSI), the EU Database Directive
and copyright framework and other legal sources (e.g., licenses, legal notices, terms of use) that can apply to open government Datasets. From this deep analysis we now model several major concepts in an Ontology of Open Government Data Licenses Framework for a Mash-up Model (OGDL4M). There have been earlier ontologies for creative commons or open licenses, but they did not anticipate the other legal constraints that arise from Open Government regulations. The OGDL4M ontology will be used
for qualifying datasets in order to improve the accuracy of their legal annotation. The Ontology also aims to connect each applicable legal rule to official legal texts in order to direct legal experts and reusers to primary sources. This paper aims to present the modules of the OGDL4M ontology in depth and to describe some preliminary evaluation
Detecting Transitional Provisions in EU Legislation with Hybrid AI for Better Regulation
Maintaining an accessible and up-to-date legislative framework is crucial for ensuring transparent governance and enabling effective citizen participation in democratic processes. This paper examines methodological approaches for the automated detection and modeling of textual modifications within EU Regulations and Directives, with particular attention to transitional provisions and temporal concepts (retroactivity, postponement, relative dates), as well as legislative ones (entry into force, application, sunset clause). We present a comparative analysis of four distinct approaches: (1) a rule-based pipeline utilizing regular expressions to capture standardized legal expressions, (2) a SpaCy-based pipeline leveraging advanced NLP capabilities for entity recognition and pattern matching, (3) a Large Language Model (LLM)-based pipeline using the OpenRouter API for contextual extraction, and (4) RDF/Cellar extraction serving as the benchmark. Each methodology is designed to generate standardized Akoma Ntoso (AKN) metadata annotations, facilitating point-in-time understanding of legislative modifications and temporal validity. The rule-based and SpaCy-based approaches offer computational efficiency and procedural transparency, while the LLM-based method demonstrates potential for handling complex linguistic variations and contextual dependencies. RDF extraction provides authoritative temporal information for evaluation purposes. This comparative framework provides insights into the relative strengths and limitations of each approach, contributing to the ongoing development of advanced legal informatics tools for legislative drafting and eParticipation initiatives
Informatica giuridica per le relazioni aziendali
Il Volume offre una riflessione sui profili informatico-giuridici connessi all’utilizzo delle nuove tecnologie nell’ambito delle relazioni aziendali. Le questioni più controverse riguardano l’impiego corretto dei sistemi di identificazione informatica, l’adozione delle misure di sicurezza nonché l’utilizzo dei mezzi elettronici di comunicazione per fini lavorativi ed extralavorativi, e le modalità consentite del controllo datoriale tenuto conto dell’esigenza di garantire la riservatezza e la protezione dei dati personali dei lavoratori. Attraverso l’esame della più recente casistica, gli Autori coniugano la normativa specifica di settore, gli orientamenti della giurisprudenza, i provvedimenti adottati in materia dall’Autorità garante con l’impiego sempre più esteso delle nuove tecnologie e dei nuovi strumenti che in modo crescente si stanno affermando. Il Volume contiene anche un elemento metodologico di novità cambiando insieme, in modo integrato e non semplicemente giustapposto, aspetti tecnologici e di diritto creando così la necessaria sinergia fra competenze, informatiche e giuridiche, unica via per potenziare l'azione effettiva del diritto
La mediazione digitale e nuove forme tecnologiche di discriminazione
Internet si è sviluppata presso le università californiane negli anni Settanta come
infrastruttura di comunicazione e di condivisione libera, neutrale, globale. Nel
tempo tale tecnologia si è trasformata divenendo prima uno strumento anche
di e-commerce e dopo di socializzazione digitale3 cambiando radicalmente la
struttura della nostra società. Internet è divenuto così strumento costitutivo della
realtà fino a plasmare il nucleo di una nuova collettività basata sull’informazione
e i dati digitali, tanto che taluni autori definiscono questa trasformazione il centro
di una più ampia rivoluzione industriale e culturale. Successivamente il flusso
e il volume dei big data prodotti dalle interazioni dell’uomo attraverso le diverse
piattaforme digitali (c.d. Big Tech o Over The Top ― OTT) ha consentito il fiorire di
applicazioni di intelligenza artificiale in svariati ambiti delle attività umane (e.g.,
agricoltura, industria, sanità, turismo), ma anche di utilizzare tali dati per controllare
meglio la sicurezza pubblica (e.g., riconoscimento facciale) o per attuare
una super-sorveglianza di massa (e.g., basti pensare al Datagate NSA negli Stati
Uniti e al Social Credit System in Cina).
Il contributo intende investigare questa trasformazione e mettere in luce le nuove
discriminazioni digitali che possono essere particolarmente insidiose e difficili da
contrastare specie se le applicazioni si collocano nell'ambito della mediazione culturale,
dell'immigrazione e dell'accoglienza. Una mediazione digitale pare essere una delle
maggiori leve per creare una cittadinanza digitale capace di utilizzare al meglio le tecnologie
Remote Signatures for e‐Government: The Case of Municipal Certification in Italy
Italian e‐Government projects since 2000 have been functional to implementing at the national level the objectives set out in the Lisbon Agenda, eEurope 2002, eEurope 2004, i2010, and the European Digital Agenda. The European context has to be gauged to the peculiarities of the Italian administrative system. The latter suffers from structural weaknesses, scattered and fragmented interventions, poor rationalization of public spending, working conditions often undermined by external factors, and difficult social situations. So innovation in the Italian public sector is not merely the sum of all smart technological factors but is rather achieved by integrating organizational processes and traditional best practices, which often need to be redesigned in light of the possibilities afforded by new tools, and it must also be supported by a strong regulatory framework. Several municipalities (such as Ravenna) are pursuing the objective of computerizing and automating their services with a view to implementing e‐Government services, and in a scenario where not all the administrative government agencies are at the same level of innovation, traditional and paper services need to be managed in combination with paperless e‐services. This work focuses on how online registry office certificatess, can be issued and delivered, how these documents should be presented to other administrative government agencies that rely on paper, and how they can be made to have legal validity using a digital seal. We will key in on five critical questions that came up in the course of implementation
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