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    Caratteristiche ultrastrutturali, maturazione nucleo-citoplasmatica e competenza di sviluppo degli oociti di agnelle prepuberi

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    The use of prepubertal animals as donors in embryo transfer programs offers considerablepotential for accelerated genetic gain through a reduction in generation interval and it alsoprovides a more rapid means of expanding the line from a particularly valuable genotype.Moreover, in the last years, some researchers havehypothesized the use of human oocytes,collected before puberty, in the therapeutical treatments affecting female fertility (chemotherapy)or the use of immature oocytes in disorders-related infertility (e.g.: policystic ovary syndrome).However, the development of embryos produced in vitro from oocytes of juvenile donors is verylow and the reasons of these losses are variable and not completely understood. The aim of thisstudy is to analyse prepubertal lambs oocytes by means of fùnctional studies (in vitro embryodevelopment and nuclear transfer) and the ultrastructural exarnination, comparing the resultsobtained with that of sheep oocytes and patterns described in literature. The ultrastructuralanalysis was carried out on larnbs and sheep single oocytes and lambs ovaries, fixed in 2.5%gluteraldheyde, post-fixed in 1% Oso4 and embedded in epoxy resin. The folliculardevelopment in prepubertal lamb displayed similar features to the other animal species, with aprogressive increase of intracellular vesicle number and mitochondrial density and theappearance of lipid droplets and cortical granules. Characteristic features of our lamb oocyteswere the high development of smooth endoplasmic reticulurn and the delayed appearance ofzona pellucida (preantral follicle stage) compared with the other species. Other importantultrastructural findings were the chromatin-like aggregates in the cytoplasm of the oocyte in thelate preantral follicle stage, the evolution of nucleolar structure with the final condensation, theappearance of a nucleolar cap on the surface of the compact nucleolus and, in one case, agranular nuclear structure probably containing small ribonuclear proteins or representing aparticular kind of nucleolar segregation. In the nuclear matrix, an high density of peri-chromatinand chromatin-like granules has been noted. The results obtained from the image analysis ofsemithin and ultrathin sections showed . statistically significant differences between lamb andsheep oocytes concerning the vesicles total area (1320,21 pm2 vs. 3540,99 pm2) and themitochondria total aredoocyte total area (0,059 vs. 0,038). Moreover, the sheep oocytesdisplayed an higher number of oocyte transzonal projections and granulosa cells lipid droplets.These finding suggest that, even if the morphological nuclear maturation was attained (nucleolarcompaction), the cytoplasmic compartment wasn't able to sustain the subsequent embryodevelopment. Further, the re&ced developmental capacity could be related to the scarcecornrnunication and growth factors exchange with the granulosa cells.[...

    Caratterizzazione diagnostica ultrastrutturale dei corpi ialini citoplasmatici in un caso di carcinoma epatocellulare canino

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    I1 carcinoma epatocellulare rappresenta una patologia rara nella specie canina (incidenza inferioreall'l%) ed il caso clinico oggetto del presente studio offi-e, da un lato, un esempio unicodell'importanza dell'esame ultrastmtturale nella caratterizzazione morfologica dei corpi inclusiintracitoplasmatici osservati nelle cellule neoplastiche - mai descritti nel cane - e, dall'altro, unospunto interessante per un approccio comparativo in chiave di "diagnosi differenzialeultrastrutturale" con analoghe lesioni nell'uomo.Un cane Yorkshire Terrier di 13 anni con letargia, disoressia e lieve polidipsia e parametriematobiochimici indicativi di una epatopatia (aumento delle concentrazioni sieriche di ALT, AST,ALP) presentava ecograficamente una neoformazione di origine epatica, diagnosticataistologicarnente come carcinoma epatocellulare di tipo trabecolare. Una caratteristica interessantedelle cellule neoplastiche era la presenza di corpi rotondeggianti eosinofilic, di circa 5-1 0 micron didiametro, occasionalmente circondati da un alone chiaro. Tali strutture risultavano positive allacolorazione PAS e negative per citocheratine, al-antitripsina, IgG, IgM, fibrinogeno, CEA. Dalpunto di vista ultrastrutturale, gli inclusi citoplasmatici presentavano un aspetto omogeneogranulare elettrondenso ed, in alcuni casi, erano circondati da residui di membrana del RER. Gliinclusi di dimensioni inferiori, con aspetto omogeneo o reticolato della matrice, erano distribuitiall'interno delle cisterne dilatate del RER.In base alle caratteristiche ultrastmtturali descritte, tali inclusi sono stati definiti come corpiialini globulari (Kojiro, 2006) o granuli intracistemali (Ghadially, 1997). L'esame ultrastrutturale,associato ai risultati istochimici ed irnmunoistochimici, ha consentito di escludere i corpi diMallory, i corpi ialini fibrillari, i corpi pallidi ("pale bodies") ed i globuli contenenti al antitripsinadescritti nei carcinomi epatici dell'uomo. Le caratteristiche ultrastmtturali degli inclusicitoplasmatici osservati nel caso clinico in esame indicano, quindi, l'accumulo di materialeproteinaceo condensato conseguente a malformazioni o disfunzioni del RER e ad alterazioni dellasecrezione proteica da parte delle cellule neoplastiche.[...

    Il dilemma dei tumori vascolari non endoteliali nel cane: “to be or not to be”?

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    I tumori vascolari non endoteliali comprendono diverse tipi di neoplasie derivanti dallecellule costituenti la parete vascolare, in particolare periciti, cellule dello stratosubendoteliale (miopericiti) e cellule muscolari lisce, che mostrano una progressivaespressione di markers tipici di un fenotipo muscolare. Queste entità sono bencaratterizzate nell'uomo e distinte in emangiopericitoma, miopericitoma,angioleiomioma, angiomiofibroblastoma, angiofibroma, tumore dei glomi,glomangiopericitoma e tumori fibrosi solitari, mentre nel cane si riconoscono gliemangiopericitomi, gli angioleiomiomi ed il'tumore dei glomi. Sempre nel cane, ladiagnosi istologica di emangiopericitoma si basa su una caratteristico pattern di crescitavascolare, il cosiddetto "whorling" che in realtà nell'uomo è associato tipicamente aimiopericitomi, ai miomi perivascolari simil-miopericitomi ed ai glomangiopericitomi,mentre l'emangiopericitoma è caratterizzato da una architettura da solida a myxoide eda una crescita vascolare cosiddetta "staghorn". Dato che gli emangiopericitomirappresentano un'entità piuttosto controversa sia in medicina umana che in veterinariaper la difficile identificazione dei periciti, e dato che l'emangiopericitoma nel canepresenta notevoli somiglianze cliniche e patologiche con i miopericitomi dell'uomo, ilpresente studio si propone di caratterizzare i tumori perivascolari del cane dal punto divista istologico, immunoistochimico e ultrastrutturale, soprattutto in relazione alleimplicazioni prognostiche delle diverse entità considerate.I risultati preliminari ottenuti con l'indagine ultrastrutturale di tre casi di tumori cutaneiconsentono innanzitutto di escludere, da un lato, un'origine endoteliale delle suddetteneoplasie e, dall'altro, tra i tumori perivascolari, gli angiomiofibroblastomi ed gliangioleiomiomi. La presenza di fasci di filamenti di vimentina, l'estrema complessitàstrutturale dei processi citoplasmatici, la presenza di vescicole di pinocitosi e lecaratteristiche morfologiche degli organuli intracellulari fanno ipotizzare che si tratti dipericiti e di neoplasie da essi originanti. Un aspetto controverso di tali tumori risiede nelfatto che mentre il pattern istologico e l'evidenziazione immunoistochimica di proteinetipicamente muscolari, consentono una diagnosi di miopericitoma, tale differenziazionemioide (densità subplasmalemmatiche, fasci di filamenti con densità focali) non è statarilevata all'esame ultrastrutturale.Ulteriori indagini saranno necessarie per valutare la correttezza di questa ipotesidiagnostica effettuata tramite l'ausilio della microscopia elettronica a trasmissione checonsente attualmente di utilizzare per queste neoplasie il termine generico di "caninespindle ce11 tumor with whorling pattem".[...

    Qualitative and quantitative ultrastructural examination of ovine somatic cell clones placentae

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    The aim of the present study is to provide an ultrastructural description of the major placentalabnormalities occurred in ovine somatic ce11 clones deriving fiom the injection of granulosa cellsinto enucleated oocytes.At the gross examination, an extensive placental degeneration was found in the three clonesdelivered stillborn at term.By means of histological and irnmunohistochemical analysis (vWF, calponin, smooth muscleactin, desmin, CD34), these features were noted in cloned samples: reduced villousI vascularization, hypoplasia of trophoblastic epithelium, lack of binucleate cells, irnmaturity of Iplacenta1 vessels (reduced expression of von Willebrand Factor and calponin) and reduced lvasculogenesis (scarce CD34 immunolabelling).For the ultrastructural studies, semithin and ultrathin sections'were obtained fiom control andlcloned samples fixed in 2.5% gluteraldehyde, postfixed in 1% Oso4 in cacodylate buffer andembedded in epoxy resin. On semithin sections, the effect of fixation on cellular shrinkage andithe villous vascularization were evaluated using a digital image system. The differenceconceming the vessel number/mm2 (control vs. clone = 726,9 vs. 193,66), the capillariesnumber/mm2 (541,36 vs. 140,61), the vessels total arealvillous stroma area (0,31 vs. 0,041) and Ithe capillaries total area/villous stroma area (0,345 vs. 0,0088) was very high. TEM analysisconftrrned the morphological abnormalities of trophoblastic epithelium and villous capillarieslIrevealed at light microscopy. Moreover, a diffuse thickening and a larnellated appearance ofsubtrophoblastic basement membrane (SBM) were noted in cloned placentae and the former wasquantified on digitized images at final magnification of 12,000~b y means of two methodsl Ii(simplified and detailed). The two methods were equally eficient for SBM thickness estimation(p > 0.05) and the difference of SBM thickness was statistically significant (p < 0.05), with a imean value of 0,7 pm for the control placentae and 0,19 pm for cloned ones. Anotherultrastnictural feature in cloned placentae was the thickening of capillaries basa1 lamina.These results led us to hypothesize, through an autoamplification model, that the abnormal 1 !vascularization and the thickening of basement membranes, probably related to genetic factors,were the main reasons of the reduced rate of fetal oxygen and nutrient uptake. This couldexplaine the increase in fetal losses occurring after somatic cells nuclear transfer.[...

    Tubuloreticular structures in human and veterinary medicine

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    Tubuioreticular structures (TRS) belongs to the Ghadiaily's Microtubular group nosography (Ghadiaily, 1997).They are cytoplasmic inclusions which appears as discrete collections of undulating or reticulated microtubules mostiylying within the rough endoplasmic reticulum, the perinuclear envelope or, less fiequently, withm the cytoplasmicmabix (Ghiadialiy, 1997; Luu et ai, 1989). TRS have been reported most fiequently in lymphocyìes, monocytes orendothelial ceiis, and occasionaily in other cell type of mesodermal and ectodermal origin bericyte, fibroblast andmuscle cells) of both humans and animals, in association with Wal infections, autoimmune diseases, neoplasms andother diseases. (Ghadially, 1997; Cheville, 1994). The most common type of TRS is that composed of moderatelypackedmicrotubules (20-30 nm in dmneter) giving rise to the well-known picture of dense interwoven microtubularreticular inclusions. The second type is a compact "crystaliine" form. Additional examples include the TRS composedof simght undulating microtubuies (Schaff et al., 1973) A transition between the undulating, the loose array and atightly packed arrangernents is common, and a relationship between ihe packing density of the tubuloreticularinclusions and the variations in its appearance have been suggested by Bhinger et al. (1972).In human medicine "microtubuloreticular structures" have been fiequently seen in vascular endothelial cellsbut also in blood mononuclear ce& and histiocyìes in patients with Necrotmng lymphadenitis, AcquiredImrnunodeficiency Syndrme (associated with the presence of cylindrical co&onting cisterne), severa1 hyper- andauto-immune diseases (such as Systemic lupus erytematosus), in patients with viral hepatitis, in lymphoid andplasmacytic tumors (Sidhu et al., 1985; Henderson et al., 1986; Ghadially, 1997; Papadimtriou et al., 1992; Varma etal., 2000).In veterinq literattue such inclusions appears to be more comrnon in the geometric (crystalline) form (SchafTet al., 1973), and lie in the cytoplasmic ma& (as chimpanzee hepatitis-type mclusion). They have been seen indifferent cell types, sometimes (as in human pathology) muddled with virus-like particles. TRS are observed in horseswith equine wal Wus (Estes and Cheville, 1970), equine sarcoid tumour ceils (Madewell and Munn, 1989), pigs withporcine polioencephalitis virus (Koestner et ai, 1966) or experimentally infected with Aiiican swine fever vim (Nuneset ai, 1983; Mozos et al, 2003), mink with Aleutian disease (Tsai et al., 1969), dogs with canine infectious hepatiiis anddistemper (Bestetti et al., 1978; Givan and Jezequel, 1969; Blinzinger et al., 1972), Globoid cell leukodystrophy (Yunis,1976) or with pancreatic acinic cell carcinomas (Banner et al., 1978), rhesus monkeys with leukemia (Feldman et al.,l986), spontaneous myxosarcoma in a cotton-td rabbit (SchaE et al., 1973).Cytochemical studies indicate that they consists of phospholipidds and acidic glycoproteins (Boor et ai, 1979),and that ihey did not contain nucleic acids. Clinica1 and experimenta1 studies indicate that the occurrence ofmicrotubuloreticular stmctures in human endohelial cells is directly related to ihe endogenous elevation of alpha- andbeta-interferon but not to gamma-interferon (Hamrnar et al., 1992). The predominantly type of interferon that have beenfound in the s e m of patients with diseases related with TRS (sa SLE) appears to be a subspecies of alpha- interferonthat is partially inactivated at pH 2 (acid labile). Severa1 human lymphoblastoid celi lines are able to spontaneouslyproduce type I (Alpha and Beta) intederon without viral or chemical induction. The cultured ce& liberate suchinterferon only during logarithmic growth phase (Pickering et al., 1980). A new interferon-alpha induced protein @36)tha[...

    Un caso clinico di disautonomia canina: contributo ultrastrutturale

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    Un cane, pastore tedesco maschio di circa 4 anni è stato portato a visita perché da circaun mese presentava disfagia e disuria. All'esame obiettivo generale si osservavanoscadente stato di nutrizione, disidratazione e secchezza della mucosa orale. L'esameneurologico evidenziava astenia, deficit della propriocezione e delle reazioni posturalinei quattro arti, riflessi spinali nella norma ad eccezione del riflesso perineale, vescicaaumentata di volume e di facile svuotamento manuale. Si osservavano inoltre marcatamidriasi della pupilla destra, riflesso pupillare diretto e consensuale assentebilateralmente, diminuzione della sensibilità della faccia, riflesso palpebrale, comeale edi deglutizione assenti. Lo Schirmer test evidenziava una marcata riduzione dellaproduzione di lacrime in entrambi gli occhi e la sornministrazione topica di pilocarpinadeterminava una rapida costrizione pupillare. I riscontri clinici risultavano compatibilicon una diagnosi di sospetto di disautonomia canina e il soggetto è stato sottoposto adeutanasia a causa della prognosi riservata-infausta che accompagna tale patologia.Non è stata repertata nessuna lesione macroscopica riconducibile alla sintomatologianervosa. Sono stati campionati, fissati in formalina tamponata al 10% ed inclusi inparaffina per le indagini istopatologiche ed immunoistochimiche nei confkonti dellasinaptofisina, l'esofago, la valvola ileo-ciecale, i gangli celiaco- mesenterico, renale ecervicale destro e sinistro, l'encefalo in toto, il tratto di midollo spinale toraco-lombare.I gangli cervicali sono stati fissati anche in glutaraldeide al 2,5 % ed inclusi in resinaepossidica per le indagini ultrastrutturali.I gangli esaminati istologicamente presentavano neuroni degenerati, coartati,ipereosinofilici con cromatolisi centrale, talvolta caratterizzati da vacuolizzazionicitoplasmatiche, fiammisti a neuroni apparentemente normali.Si evidenziavano inoltre focali aree composte da nidi di cellule di piccole dimensionicon ridotto citoplasma, morfologicamente riferibili a cellule gliali e da un minor numerodi cellule infiammatorie di tipo linfocitario.I plessi mienterici ed in minor misura i plessi sottomucosi della valvola ileo-ciecalepresentano anch'essi un'imponente riduzione del numero dei neuroni, sostituiti dacellule di piccole dimensioni riferibili per lo più a cellule enterogliali e linfocitarie.Le indagini immunoistochimiche nei confronti della sinaptofisina, una delle principaliproteine di membrana maggiormente espressa nelle vescicole sinaptiche, ha permesso dievidenziare un pattem di distribuzione di tale proteina di tipo prevalentementecitoplasmatico diffuso nella maggior parte dei neuroni sia dei gangli che dei plessienterici.Gli aspetti ultrastrutturali di maggior rilievo sono stati le vacuolizzazioni delle cisternedel reticolo endoplasmatico rugoso, la presenza di aggregati di cellule di piccoledimensioni riferibili a cellule infiammatorie di tipo mononucleato e la presenza di unelemento cellulare di probabile natura gliale con duplicazione della lamina basale.In conclusione, i rilievi clinici unitamente alle indagini istopatologiche, ultrastrutturalied immunoistochimiche hanno permesso di formulare la diagnosi di disautonomiacanina.[...

    Oociti di agnelle prepuberi: caratteristiche ultrastrutturali

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    La necessità di potenziare i programmi riproduttivi e il crescente interesse nel campo dellabiotecnologia applicata alla riproduzione animale e alla salvaguardia delle specie a rischio, hanno focalizzatol'attenzione suilo studio delle caratteristiche morfologiche degli oociti utilizzati nei programmi difecondazione in vitro ed embriogenesi. L'analisi ultrastrutiurale degli oociti di agnelle prepuberi si ponenell'ambito degli sforzi tesi alla possibilità di utilizzare soggetti giovani come donatori di embrioni al fine diridurre l'intervallo generazionale ed accelerare i programmi riproduttivi. In tal senso, numerosi studi hannoevidenziato risultati non sempre soddisfacenti in termini di bassa capacità di soprawivenza degli embrioni ealta percentuale di perdite fetali (O'Brien et ,al., 1996; Ledda et al., 1997). Come possibili cause di talifenomeni, sono state ipdizzate un'incompleta preparazione del compartimento citoplasmatico e variazionidell'attività trascrizionale, del metabolismo energetico e della sintesi proteica degli occiti prelevati dasoggetti prepuberi, che contribuiscono alla ridotta competenza meiotica degli stessi (Ptak et al., 1999).Ne1 presente studio sono stati esaminati 14 oociti prelevati da ovaie di agnelle di 40 giorni di età, alfine di evidenziare le modificazioni morfologiche associate ai processi di crescita e maturazione celldare,con particolare attenzione agli aspetti nuclean e nucleolari e all'eventuale capacità degli stessi di rnfluenzarenegativamente l'attività trascrizionale e I'acquisizione della competenza meiotica cellulare.All'osservazione ultrastrutturale, la membrana degli oociti presenta numerosi microvilli eretti, dipiccole dimensioni, che prendono contatto con la zona peliucida completamente sviluppata. I processi dellecellule del cumulo ooforo penetrano attraverso la corteccia dell'oocita e contraggono rapporti, attraversostrutture giunzionali, con la membrana plasmatica. Il nucleo dell'oocita, in posizione eccentrica, presenta uninvolucro nucleare irregolare, a volte indentato, con pori nucleari ben visibili, e la cromatina tende ad esseredispersa, localizzata prevalentemente a ndosso deil'involucro nucleare. Ammassi di eterocromatina sirinvengono, inoltre, associati al nucleolo. Nella maggior parte dei casi, il nucleolo consiste di una sferafibrillare compatta, non vacuolizzata, elettrondensa, con un centro fibriilare adeso alla stessa in modo daformare un alone (Dense Fibrillar Arucleolus). In un caso, e stato possibile osservare materiale grandareelettrondenso, a limiti netti, adiacente al nucleolo, che presurnibilmente costituirebbe i corpi extranucleolari,di tipo coiled bodies, descritti da Chouinard (1973) negli oociti di topi prepuberi, altrimenti definitinucleolar-lihz bodies (F'arfenov et al., 1989), espressione morfologica dell'attività genica e neosinteticacellulare. Un'ultenore modalità di conformazione nucleolare prevede la graduale invasione dei centrifibrillari nella porzione granulare, caratteristica tipica degli oociti dei follicoli primari (Hyttel et al.. 1997).Le principali strutture ooplasmatiche sono rappresentate da vescicole rivestite da membrana (membraneboundvesicles), gocce lipidiche e mitocondri. I mitocondn sono presenti, in piccoli clusters sparsinell'ooplasma, anche se prevalentemente a ridosso dell'oolemma e nella zona perinucleare. Sono spessoassociati a cisterne del RER, si presentano di forma rotondegpiante, allungata o pleomorfa, a volteacquistano le caratteristiche morfologiche proprie dei mitocondn incappucciati (hooded mitochodn'a) epossono presentare corpi scuri densi nella matrice mitocondnale. I grandi corticali, di grandi dimensioni,tendono a localizzarsi alla periferia dell'oocita.L'osservazione ultrastnitturale degli oociti di agnelle prepuberi ha [...

    Real-World Data on NGS Diagnostics: a survey from the Italian Society of Pathology (SIAPeC) NGS Network

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    Next Generation Sequencing (NGS) is increasingly used in diagnostic centers for the assessment of genomic alterations to select patients for precision oncology. The Italian Society of Anatomic Pathology and Diagnostic Cytopathology (SIAPEC) through the Molecular Pathology and Predictive Medicine Study Group (PMMP) has been following the progressive development of centers that have adopted NGS technology in diagnostics over time. In July 2017, a study network on massive parallel sequencing was activated in Italy and recognized as the NGS SIAPeC National Network by the SIAPeC Scientific Society Board. Since then, activities have been implemented within the network that provide for alignment of laboratories through diagnostic concordance analysis and monitoring of centers adhering to the Network. Recently, considering the growing need for extended genomic analyses, the PMMP distributed a national survey to assess activities related to the use of genomic diagnostics in oncology within the NGS SIAPEC National Network

    Fine needle aspiration cytology of 650 thyroid nodules operated for multinodular goiter: a cyto-histological correlation based on the new Italian cytological classification (siapec 2014)

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    The new italian cytological classification (SIAPEC 2014) of thyroid nodules, in line with the Bethesda and BTA-RCPath ones, replaces the previous TIR3 class with two new classes (TIR3A and TIR3B), to which correspond different risks of malignancy and clinical actions required. The present study was conducted to evaluate the diagnostic accuracy of the new SIAPEC classification as opposed to its previous version (SIAPEC 2007). Preoperative cytology was compared with the final histology obtained from 650 consecutive patients submitted to total thyroidectomy for multinodular goiter. Of these 434 patients (group A) had their cytological diagnosis based on the old SIAPEC 2007 classification and 216 patients (group B) had their cytological diagnosis based on the SIAPEC 2014 classification. In group A 111 patients (25.6%) had a TIR3 diagnosis, while in group B 52 patients (24.1%) received a TIR3 diagnosis, of which 30 had TIR3A and 22 had TIR3B. In group A, 46 (41.4%) out of the 111 patients with TIR3 diagnosis had, based on histology, a thyroid carcinoma. In group B, only 2 (6.7%) out of 30 patients with TIR3A diagnosis had a thyroid carcinoma. This rate of malignancy was significantly lower (p<0.001) of that observed in patients with TIR3B diagnosis, in which 12 (54.5%) out of 22 patients had a carcinoma. The observations here reported show that, with respect to its previous version, the new italian cytological classification provides greater diagnostic accuracy for detecting thyroid nodule malignancy
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