40 research outputs found
OUTDOOR DESIGN DAL 1870
Franco Mello ha curato la grafica e la copertina del volume. P. Peruccio è l'autore dei seguenti capitoli: introduzione pp. 14-15; una storia esemplare pp. 17-50; la fabbrica dell'avventura dal camping all'outdoor pp. 51-66; il design dell'emergenza pp. 67-78; il laboratorio delle eccellenze pp. 79-88; Gli alpinisti e gli esploratori pp. 99-125
Untold History of the Interaction Design Institute Ivrea (2000-2005)
Funded in 2000 in Northern Italy, the Interaction Design Institute Ivrea (IDII) was a two-year post-graduate program entirely devoted to educate professionals to tackle a new interpretation of the relationship between human beings, design and digital technologies.This paper retraces the history and the legacy of this Institution and how it was deeply related to Olivetti’s culture, bringing to a wider audience the experimental and visionary educational program through the lenses of some of its main characters: Mr. Franco Debenedetti, IDII Found-er and President, Ms. Gillian Crampton Smith, School Di-rector, Ms. Simona Maschi, member of the resident Faculty, and Mr. Giorgio Olivero, student and researcher at that time. The opening in 2021 of the Easy as a Kiss. Vision, story and impact of Interaction Design Institute Ivrea exhibition, curated by Jan-Christoph Zoels, pushed us to explore the origin of the Institution and present a retrospective of the experience
Commissione tematica: Formazione dello storico del design
Quella dello storico del design è una figura culturale e professionale relativamente recente. Benché abbia trovato configurazione disciplinare in una cattedra universitaria, la sua formazione è tuttora incerta. Pertanto, la commissione sulla Formazione ha tentato di fornire risposte relative a due quesiti fondamentali: 1) come si forma lo storico del design; 2) qual è il ruolo della storia nel percorso formativo di uno studente di design
Design associations in Latin countries: Tradition, identity, and new perspectives in the ICT era. Associações de Design nos países latinos: tradição, identidade e novas perspectivas na era das TI
The aim of this work is to analyse the topic of professional associationism in the field of design. This is a phenomenon which has contributed in defining several aspects, not just in regulatory terms, of the “trade” of designer, encouraging its rapid dissemination in the contemporary society and making it one of today’s most appealing professions at international level. Its priority is to see whether there is a Latin tradition which has historically marked the evolution of associationism. We will also try to understand whether the contamination between the sphere of design and the world of art and craft can be considered among those constants that can be used to interpret the issue.
Lastly, but equally important, we will analyse the possibility of
creating a system of shared connection based upon current information and communication technology, in order to build up a relationship between many subjects. We think that the use of an “institutional” tool (such as university research) to read and understand the phenomenon, can help to shed light on the different aspects of the discipline
STORIE E CRONACHE DEL DESIGN. IL GIORNALE DELL'ARCHITETTURA 2002-2012
Questo libro raccoglie una selezione di articoli, sul tema del design, apparsi nelle pagine de Il Giornale dell’Architettura dal 2002 al 2012. Un giornale, non una rivista patinata, nonostante spesso nell’ambito dell’architettura e del design si privilegino modelli comunicazionali rassicuranti in cui sono le immagini ad avere un maggior peso nella progettazione di una pagina. Un mensile in controtendenza, anche nel formato e nel layout grafico, per fornire notizie a un tipo di lettore need to know piuttosto che nice to know confrontandosi con modalità informative tipiche della stampa non specialistica (da Il Corriere della Sera fino a El Pais o The Economist). Quindi un periodico agile di attualità, uno strumento utile per la professione capace di intercettare le discussioni, le idiosincrasie, le tendenze, o semplicemente commentare gli avvenimenti. La stessa sfida informativa è accolta anche dalle pagine dedicate al design i cui contenuti si sono raffinati e complessificati grazie al contributo di un’equipe redazionale via via arricchita di esperti del settore.
Gli scritti pubblicati, pur senza la pretesa di fornire una visione organica e definitiva, compongono un puzzle utile a comprendere i temi fondamentali del dibattito sul sistema design contemporaneo: dagli aspetti legislativi all’offerta formativa delle università e degli istituti privati, dal punto di vista dei produttori a quello dei promotori, dalle interviste a personaggi di spicco ed emergenti delle professioni alle recensioni di mostre e libri fino agli approfondimenti sulle culture della tecnica, degli archivi delle imprese, dei nuovi materiali. I contorni di questa riflessione sono ulteriormente definiti dai testi introduttivi di Carlo Olmo e di Flaviano Celaschi, rispettivamente direttore della testata e figura di spicco del comitato di redazione della sezione design.
Definito con questi contributi il quadro di riferimento entro il quale muoversi, la selezione degli articoli presentata si propone come un osservatorio permanente sul fenomeno ed è suddivisa in tre aree tematiche che riprendono alcune sezioni e categorie interpretative de Il Giornale dell’Architettura, come scenari del design, complementari, che possono incrociarsi e combinarsi. Professione e formazione, titolo del primo capitolo, raccoglie testi dedicati all’insegnamento, alla ricerca, alle questioni legate alla tutela dei prodotti e alla progettazione del design oggi e nel passato, cercando di approfondire anche la trasformazione dell’approccio alla formazione e alla professione nel corso degli anni. La sezione I luoghi della promozione e della produzione esplora le geografie e i modi di messa in scena dei prodotti, le strategie che guidano le scelte promozionali e gli effetti dei processi decisionali, i contesti nei quali si crea il dibattito o i nuovi comparti e settori in cui il design è introdotto. Nello stesso gruppo rientrano anche alcuni case studies, intesi come esplorazioni di luoghi della produzione e della distribuzione del design, dall’automobile al tessile, dal prodotto industriale all’editoria, dal cinema alla nautica. Infine, La produzione teorica ospita una serie di riflessioni critiche sul dibattito culturale del design nelle varie forme della pubblicistica e delle mostre.
La raccolta così articolata non intende fissare gerarchie all’interno del fenomeno del design, che presenta confini incerti e frammentati, quanto piuttosto offrire alcuni spunti per un’analisi dei processi e degli attori collettivi e individuali coinvolti (del diritto, management, mercato, cultura...), in cui la dimensione dei prodotti è contemplata quando questi rappresentano la sintesi più efficacie di un pensiero culturale, politico, organizzativo e non per un obiettivo estetico fine a se stesso. Uno dei principali atout de Il Giornale dell’Architettura consiste infatti nell’individuazione di temi latenti o non ancora legittimati dalla ricerca scientifica disciplinare, ma fortemente relazionati con il mondo contemporaneo del progetto e più in generale del processo di design. Da qui prendono avvio micro-ricerche quantitative (anche avvalendosi della collaborazione di enti/istituzioni esterne) restituite in forma giornalistica attraverso letture critiche del fenomeno: così le tecniche dell’inchiesta e dell’intervista sono servite per approfondire tematiche, fenomeni e fatti di attualità all’interno del dibattito nazionale e internazionale. In un’ipotetica selezione delle inchieste più interessanti, in termini di riscontro da parte del pubblico e di rilevanza ed eterogeneità degli argomenti affrontati e degli obiettivi prefissati, si possono segnalare:
- la puntuale rilevazione, elaborazione e restituzione dei principali soggetti formativi operativi a scala nazionale;
- il focus sull’associazionismo in Italia;
- il tema della sicurezza in campo progettuale;
- l’approfondimento di questioni relative alla protezione brevettuale;
- la raccolta e recensione delle pubblicazioni considerate come esito delle ricerche condotte nelle università italiane;
- la restituzione periodica di bilanci sui premi e concorsi di progettazione rivolti a giovani professionisti.
Il quadro che emerge dagli articoli qui selezionati (da cui il titolo Storie e cronache del design) crediamo possa restituire un diverso approccio di lettura del design contemporaneo fondato sull’indagine dei territori di confine, sulla pluralità di punti di vista e sull’osservazione puntuale e continuativa delle trasformazioni in corso, aprendo anche possibili percorsi di ricerca su temi finora poco esplorati, ma fondamentali per comprendere i tratti di una professione in rapido cambiamento in Italia, ma non solo
Circolarità sociale. Design per la prossimità a Napoli
La ricerca vuole esplorare la capacità del design, nei suoi aspetti teorici ed operativi, di intervenire in processi sociali bottom-up circostanziati nelle realtà urbane. Il Social Design è la pratica del design la cui primaria motivazione è la promozione di un cambiamento sociale positivo nella società attraverso una pratica progettuale. Si tratta di un ambito disciplinare molto vasto, che rappresenta una delle evoluzioni più avanzate e promettenti della nostra disciplina, in quanto opera mediante un concetto di innovazione che integra avanzamenti tecnologici e sociali e che coinvolge le persone in attività di partecipazione diretta alle proposizioni progettuali. All’interno di questa cornice disciplinare, si presenta una ricerca intervento in un contesto specifico per includere la dimensione locale nella visione globale, attraverso lo studio di un caso emblematico per l’individuazione di elementi per il progetto in contesti urbani caratterizzati da condizioni di alta marginalità sociale. In particolare, il riferimento è a note pratiche che hanno avviato significative esperienze di riqualificazione territoriale che si è prodotta dal basso, da soggetti del terzo settore che hanno sviluppato reti intorno a luoghi e concept specifici. L’attualizzazione di tali esperienze mostra, oggi, una fenomenologia emergente, quella del Rione Sanità a Napoli, che per il suo carattere corrente viene analizzata nella sua dimensione attuale di bestpractice. Nella sua qualità di distretto urbano caratterizzato da problematiche di marginalità sociale, eppure fortemente irrorato da azioni coordinate che stanno generando un cambiamento ed uno sviluppo dal basso, il Rione Sanità si configura quindi come spazio ideale per l’avvio di processi di design che incorporano il senso di limite ambientale, sociale e organizzativo. Il lavoro di ricerca si conclude con la presentazione delle pratiche progettuali, in cui la candidata è coinvolta in prima persona, per l’implementazione di un laboratorio di micro-produzione di prossimità, che integra processi di riciclo a bassa complessità delle materie plastiche e digital fabrication. Il materiale inedito di originale produzione della candidata che rappresenta i processi avviati da una comunità di luogo dal suo interno viene riportato nella trama globale del racconto scientifico intorno al social design per un più ampio inquadramento del tema attraverso un lavoro di confronto con la letteratura, le metodologie, ed altre esperienze di attivismo progettuale internazionali.The research aims to explore the ability of design, in its theoretical and operational aspects, to intervene in circumstantial bottom-up social processes in urban environments. Social Design is the practice of design whose primary motivation is the promotion of positive social change in society through design practice. It is a vast disciplinary field, representing one of the most advanced and promising evolutions of our discipline, as it operates through a concept of innovation that integrates technological and social advances and involves people in activities of direct participation in design propositions. Within this disciplinary framework, an action research in a specific context to include the local dimension in the global vision is presented, through the study of an emblematic case for the identification of enabling elements for design in urban contexts characterized by conditions of high social marginality. Specifically, the references are well-known practices that have launched significant experiences of territorial redevelopment that have been produced from below, by third sector actors who developed networks around specific places and concepts. The actualization of such experiences shows, today, an emerging phenomenology, that of the Rione Sanità in Naples, which due to its current character is analyzed on its present bestpractice dimension. In its quality as an urban district characterized by problems of social marginality, yet strongly sprinkled by coordinated actions that are generating change and bottom-up development, the Rione Sanità is thus configured as an ideal space for the activation of design processes that incorporate a sense of environmental, social and organizational limits. The research work is concluded with the presentation of design practices, in which the candidate is personally involved, for the implementation of a proximity micro-production laboratory, which integrates low-complexity recycling processes of plastics and digital fabrication. The uneditedl material produced by the candidate represents the processes initiated by a community of place from within. This is reported in the overall framework of the scientific narration around social design for a broader framing of the topic through comparative work with literature, methodologies, and other international design activism experiences
