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    Cosa sarebbe successo se ...

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    Polls & pollsters : comportamenti elettorali e stime di voto

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    Every year the electoral outcomes are in many cases significantly different from those estimated by previous surveys. The most relevant reasons are linked to three peculiar elements: the floating social desiderability connected with the political offer; the increasing electoral volatility; the technique used to “correct” the unweighted results of the surveys. In the two last Italian elections, the prediction of the two stronger parties have been widely erroneous: Democrat Party (PD) and Five Stars Movement (M5s) were respectively over and under-estimated in the Parliamentary Election (2013) and, on the contrary, under and over-estimated in the following European Election (2014). The paper analyses the reasons of this failure, underlining the crucial role of the pollsters in their difficult effort to correct the raw data of the surveys, by means of the past trend linked to each political party

    Il sondaggio

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    Una guida chiara e rigorosa alla realizzazione di un sondaggio, che descrive con semplicità le principali tecniche e i corretti criteri scientifici di ciascuna sua fase. Un vademecum per chi intende effettuare o commissionare un sondaggio, o ne voglia comprendere, interpretare e comunicare correttamente i risultati. Il sondaggio come strumento di comunicazione Soltanto un decennio fa, erano ancora in pochi a credere alla potenzialità dei sondaggi; gli scettici sull’utilizzo delle rilevazioni demoscopiche per comprendere gli umori del pubblico non si contavano. Erano in molti a diffidare di uno strumento come il sondaggio di opinione, ritenuto acerbo e superficiale, incapace di cogliere in profondità i complessi meccanismi che regolano il rapporto tra attitudini e comportamenti, tra valori e abitudini di vita. Fino a poco anni fa, nonostante le pressanti sollecitazioni dei più avveduti ricercatori, aziende e partiti politici, media e istituzioni preferivano evitare di ricorrere alle tecniche demoscopiche per rilevare la portata di un certo fenomeno, per comprendere la diffusione di certi atteggiamenti. Da qualche tempo le cose sembrano andare in una direzione diametralmente opposta, tanto che è divenuto luogo comune parlare del nostro paese come di una repubblica fondata sui sondaggi: senza l’ausilio dei risultati di un sondaggio, quasi nessuno oggi si sente in grado di effettuare scelte strategiche e comunicative. Ma non sempre chi utilizza lo strumento del sondaggio comprende fino in fondo quali siano le regole e le corrette modalità con cui deve essere effettuato. Il sondaggio è infatti uno strumento tanto utile quanto controverso e pieno di insidie, in particolare se utilizzato all’interno del processo di comunicazione. Nella comunicazione lo strumento demoscopico riveste infatti un ruolo essenziale: saper comunicare significa sapere quando, cosa e a chi comunicare, e la conoscenza dell’opinione del pubblico (che spesso diviene opinione pubblica) è necessaria in ogni campo in cui la comunicazione è diretta. Il contributo del sondaggio nelle decisioni da prendere, nel messaggio da comunicare, è certamente rilevante: ne fanno un utilizzo costante le agenzie di comunicazione, i produttori di spot pubblicitari, i responsabili delle emittenti pubbliche e private, gli uomini politici di qualsiasi livello e grado (istituzionali o locali), gli imprenditori pubblici e privati, i direttori di quotidiani e periodici, le amministrazioni pubbliche e i partiti, i media e le aziende di servizio. Per conoscere i giudizi degli utenti, del pubblico, degli elettori, degli spettatori, dei clienti attuali e potenziali. E per saper infine, avendo raggiunto un livello di conoscenza più elevato, come e cosa comunicare, controllando il linguaggio più opportuno da adottare e le modalità più corrette con cui entrare in comunicazione con i destinatari del messaggio. Ma è possibile utilizzare al meglio i risultati di un sondaggio, sfruttando fino in fondo le sue specifiche potenzialità, soltanto a condizione di saperne controllare la qualità. Questo testo ha dunque come obiettivo primario quello di illustrare tutti i passi necessari per svolgere un sondaggio di tipo quantitativo, seguendo i corretti criteri scientifici in relazione a ciascuna fase della realizzazione del sondaggio stesso. Il lettore dovrebbe essere in grado, alla fine della lettura, di effettuare un sondaggio in maniera autonoma, o quanto meno di riuscire a governare e padroneggiare tutti gli elementi e le fasi dello strumento demoscopico

    La ricerca sociale

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    I principali paradigmi metodologici e i presupposti teorici della ricerca sociale, le diverse tecniche con cui viene condotta l’indagine, le sue fasi applicative più importanti. Fare ricerca oggi Compiere oggi una ricerca sociale è nello stesso tempo più arduo e più semplice di quanto lo fosse soltanto qualche decennio fa. Più arduo, perché un tempo il dibattito metodologico era, almeno in Italia, molto meno raffinato ed avanzato di quello attuale; il ricercatore poteva ancora “permettersi” parecchie ingenuità sia nell’impostazione della ricerca che nell’utilizzo dei suoi strumenti, a volte non totalmente appropriati, senza che si alzassero voci di critici puntuali al metodo e alle forme adottate. Oggi che la strumentazione a disposizione del ricercatore è al contempo molto sofisticata e formalizzata, effettuare una ricerca nel modo corretto richiede un livello di conoscenza delle tecniche di analisi e una capacità di utilizzarle molto più approfonditi, rispetto ad allora. Occorre più preparazione, dunque, e meno approssimazione. D’altra parte, questa varietà di tecniche avvantaggia il ricercatore odierno, che è in grado di selezionare, tra i tanti a sua disposizione, gli strumenti maggiormente adatti agli obiettivi della sua indagine, andando a scegliere quelli che più si avvicinano al tipo di analisi che ha in mente. Non c’è più bisogno, come nelle ricerche pionieristiche, di sperimentare nuovi ed inediti percorsi analitici: basta utilizzare correttamente quelli già esistenti e ripetutamente controllati nel corso di lunghi anni di studio e di verifica. Esiste più varietà di scelta, dunque, e meno difficoltà empirica. Ma l’odierno o il futuro ricercatore sociale deve essere conscio, in ogni istante del suo percorso conoscitivo, che la realtà che sta studiando non è mai perfettamente “afferrabile”, che i suoi risultati restano sempre provvisori e soggetti a costanti revisioni. Attraverso la ricerca empirica si potrà soltanto approssimarsi alla conoscenza dei fenomeni oggetto di studio, togliendo qualche velo che li nasconde, senza aver alcuna pretesa di comprenderli del tutto. Sarà dunque più semplice sottolineare ciò che NON è di pertinenza di quel fenomeno, più che esplicitare ciò che effettivamente lo determina. Questo manuale è destinato ai neofiti della ricerca sociale, a coloro che non hanno ancora acquisito alcuna base né teorica né empirica per effettuare un’indagine sulla società o su alcuni suoi particolari aspetti, che si vogliono conoscere in maniera più approfondita. Ha l’obiettivo dunque di avvicinare i futuri ricercatori sociali al mondo della ricerca empirica sia quantitativa che qualitativa in maniera graduale, senza “spaventarli” troppo, senza cioè caricarli di un bagaglio nozionistico e statistico eccessivo. Fornendo nel contempo una strumentazione essenziale, sufficiente a comprendere come si effettua correttamente una ricerca empirica, e quale siano le implicazioni teoriche e pratiche delle scelte che vengono prese, passo dopo passo. Il lettore dovrebbe essere in grado, alla fine della lettura, di effettuare una ricerca empirica in maniera autonoma, o quanto meno di riuscire a governarne tutti gli elementi e le sue fasi

    Attenti al sondaggio!

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    Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono

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    Siamo riusciti in questo secolo e mezzo a sviluppare un radicato sentimento di appartenenza nazionale? Il saggio cerca di indagare se gli italiani abbiano introiettato una sorta di «idem sentire», tale da sviluppare una forte identificazione con la propria nazione. I risultati di molte indagini sottolineano come il nostro scarso senso dello Stato sia la diretta conseguenza di una particolarità specificamente italiana nel rapporto tra il cittadino e la collettività. Latita da sempre un forte senso della collettività, utile a interpretare il proprio rapporto con la cosa pubblica come istanza di cittadinanza matura, di appartenenza sociale. È al contrario la «famiglia» che rimane il luogo privilegiato dove si impostano le strategie di base per interagire con il mondo.Have Italians succeeded in a century and half to develop a sense of national belonging? This essay attempts to investigate if Italians have embodied a shared sentiment of national identity. Survey data show that the scarce sense of the nation is the direct result of a typical Italian attitude in his relation between the individual citizen and the national collectivity. A strong sense of community, useful to interpret one’s own position vis-à-vis the «res publica», is missing. The «family» continues to be the privileged space where citizens learn the basic strategies to interact with the external world
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