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Laos II : La tomba a camera di Marcellina / a cura di Emanuele Greco e Pier Giovanni Guzzo ; con contributi di Hans Markus von Kaenel ... [et al.]
Tomba o palazzo? Ipotesi funzionali per i marmi dipinti di Ascoli Satriano
Revisione interpretativa del ricco corredo di vasi e arredi in marmo dipinto del IV sec. a. C. rinvenuti ad Ascoli Satriano, e parzialmente esportati illegalmente negli Stati Uniti, ora restituiti dal Getty Museum di Malibu e ricomposti nel Museo di Lecce, con identificazione di un njovo componente (una trapeza, ed ipotesi sulla originaria collocazione e funzione.
Nel cuore del Mediterraneo antico : Reggio, Messina e le colonie calcidesi dell'area dello Stretto / a cura di Michel Gras, Emanuele Greco e Pietro Giovanni Guzzo ; presentazione di Nicola Adamo
Città vesuviane. Antichità e fortuna. Il suburbio e l’agro di Pompei, Ercolano, Oplontis e Stabiae
Storia e archeologia del territorio pompeiano e dei centri di Ercolano, Stabiae e Oplonti
Ex corpore lucrum facere. La prostituzione nell'antica Pompei
Il libro analizza la condizione giuridica delle persone esercenti meretricio e lenocinio a Pompei nel I secolo d. C. Illustra e descrive analiticamente tutti i luoghi che, nell'antica città, erano probabilmente sede fissa o saltuaria di attività meretricia. Analizza il significato sociale ed economico del fenomeno. Ricostruisce nomi, prezzi e linguaggi della prostituzione pompeiana
Veneris figurae. Immagini di prostituzione e sfruttamento a Pompei
Esame del significato socio-giuridico e artistico delle Veneris figurae ritrovate in area pompeian
Casti amanti?.Pistrina, triclinia, halicariae a Pompei
Si ipotizza in base alle evidenze archeologiche, con il conforto di quanto attestato nelle fonti letterarie ed epigrafiche sull'attività delle halicariae in Campania e, specificamente, a Pompei, che la casa/pistrinum in corso di scavo, denominata "dei Casti Amanti", fosse in realtà sede di amori mercenari
Ergastoli e uomini in catene nell'area vesuviana
La documentazione archeologica dell'area vesuviana contribuisce molto significativamente a un tentativo ricostruttivo delle caratteristiche degli ergastula. Conferma infatti l'inesistenza di strutture riferibili alla teorizzazione columelliana. Induce altresì a ipotizzare che gli ergastula - luoghi di detenzione di schiavi e liberi incatenati - fossero, nel I secolo d.C., in campagna come in città, strutture tendenzialmente residuali, le quali per altro attirarono il disfavore di Augusto e di Tiberio, che interpretava l'odio suscitato nella pubblica opinione, e la condanna di importanti esponenti della cultura intellettuale
Corpora quaestuaria e locus inhonestus. Sulla prostituzione a Pompei nel I secolo d.C.
si analizzano gli aspetti giuridici e sociopolitici della prostituzione a Pompei nei decenni anteriori all'eruzione del 79 d.C
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