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La forma dell'Idea. Recupero e assimilazione del linguaggio classico nel repertorio albertolliano
Il contributo analizza la produzione grafica e artistica di Giocondo Albertolli, in relazione alla biografia professionale e ai modelli di riferimento esaminati direttamente o attraverso i repertori a stampa. Vengono evidenziate le modalità di trasmissione dei modelli e dei repertori iconografici e le relazioni tra gli Stati italiani preunitari e la cultura francese e anglosassone
Le manifatture artistiche milanesi tra ricerca del gusto e sviluppo economico
Tra gli interventi intesi a modernizzare l’apparato statale smantellando un assetto oligarchico e corporativo ormai obsoleto, la soppressione teresiana delle corporazioni di arti e mestieri ebbe diretti e importanti riflessi nel settore delle arti decorative. Incoraggiate da significativi provvedimenti normativi, le nuove manifatture che si andarono a costituire – tra le altre, la produzione ceramica di Castello Cabiaglio di Antonio Francesco Adiamoli o quella dei cuoi di Carlo Blixberg a Milano – sebbene circoscritte a una dimensione artigianale, quasi domestica, costituirono l’esito più evidente della liberalizzazione della produzione e del commercio e della crescita economica che conferirono un ruolo di leadership a Milano e al suo territorio.
La documentazione archivistica della seconda metà del Settecento restituisce uno straordinario affresco dei mutamenti dell’industria del lusso, dell’importazione di preziosi manufatti e dell’abbandono di certe consuetudini in favore di altre. Il presente intervento intende dare conto di tali cambiamenti anche in relazione alle riforme didattiche (e di gusto) portate avanti negli stessi anni dall’Accademia di Brera
Molto più di una mostra d’arte
Based on unpublished archival sources, this essay focuses on the traveling exhibition
Italy at Work, its organization, its display, and its contribution to promoting
new Italian craftsmanship and design in postwar America. It considers the event
within a broad-based agenda, showing how the exhibition’s early staging plans
embraced cultural and economic issues. It unveils early agreements with Manhattan
museums that were never fulfilled and how the twelve museums hosting
the show shared layout and display strategies. Finally, it assesses the exhibition’s
epilogue, highlighting the Italian government’s efforts to allocate the unsold articles
and their afterlife in US museums and shows
On the Postwar Italian Design System: Challenges for a 21st-Century Widespread Heritage
This essay reconsiders the notion of cultural heritage by expanding it to include post-war Italian design, a key influence on the country's modern identity. The analysis stems from Italy’s 1980s debates on cultural and industrial heritage, juxtaposed with recent legislative developments that recognize items over 70 years old as significant cultural assets. This comprehensive approach underscores the need for traditional institutions, such as museums and archives, to adopt innovative methods for preserving and promoting design artifacts within sustainable frameworks. The COVID-19 pandemic further accelerated the digital transformation of museums, emphasizing the importance of combining physical and virtual experiences to enhance public engagement. The essay also highlights successful community-driven initiatives and collaborative networks that integrate cultural heritage with local identities and tourism, promoting a holistic preservation strategy. Ultimately, the essay argues for a multifaceted approach to safeguarding and valorizing Italian design heritage, ensuring its relevance in the contemporary era
Nuovi orizzonti d’Italia. Trame di identità in esposizione - New Horizons of Italy: Threads of Identity on Display
In the post-war era, international exhibitions became key instruments of cultural diplomacy and economic revival. This paper explores how Italy, through carefully curated showcases abroad reconstructed its national identity by blending tradition and modernity. Institutions such as CADMA in Italy and Handicraft Development, Inc., in New York played central roles in promoting Italian craftsmanship and design. Exhibitions like Handicraft as a Fine Art in Italy (1947) and Italy at Work (1950–1953) reframed Italian artisan products as symbols of cultural heritage and modern lifestyle. These initiatives bridged artistic expression and market strategies, using immersive displays to captivate audiences and redefine Italy’s image internationally. Ultimately, the convergence of exhibition design, diplomacy, and commerce laid the foundation for the global success of Italian design and the emergence of the "Italian Lifestyle" as a cultural brand
Adattamento e resistenze. La difficile affermazione di un’industria del lusso al servizio della Corte napoleonica
L'effimera stagione napoleonica ebbe il merito di collocare la città di Milano al centro della scena europea, in quanto nuova capitale del Regno. Le fonti documentarie e bibliografiche del primo decennio del XIX secolo offrono un panorama straordinario del cambiamento politico-amministrativo della città, con le sue interconnessioni nei settori economico, sociale e culturale. Il passaggio all’amministrazione francese ebbe ripercussioni significative anche nel campo delle arti decorative, al servizio della magnificenza della nuova corte e delle sue residenze. Il presente studio si propone di delineare un quadro del contesto milanese, accompagnato dalle trasformazioni dell’industria del lusso e dalla nascita di nuove imprese (bronzi, pietre dure, smalti...) che contribuirono a imporre la moda e il gusto francesi. Tale processo fu favorito dall’importazione di prodotti manifatturieri (in particolare velluti e sete prodotti a Lione, nonché gli arazzi dei Gobelins), dalla presenza di artigiani francesi in città, oltre che dalla pubblicazione di periodici (come, ad esempio, il Corriere delle Dame) e di repertori a stampa (l’edizione milanese dell’album di Percier e Fontaine del 1812, ma anche le Invenzioni di Pietro Rocchegiani). Rapidamente assimilati dall’aristocrazia locale, i nuovi canoni estetici vennero presto adottati anche dalla borghesia e furono apprezzati nei decenni successivi, nonostante il brusco epilogo dell’Impero napoleonico
L’Italia al lavoro: un lifestyle da esportazione
Il volume è incentrato sull'esposizione itinerante "Italy at Work: Her Renaissance in Design Today (1950-1953)" che nel quadro di un ampio orizzonte internazionale ha contribuito, nel secondo dopoguerra, alla costruzione della retorica e alla fortuna del Made in Italy. Ventitré saggi di studiosi afferenti a sedici istituti e università italiane e straniere costruiscono la trama di un racconto polifonico e multidisciplinare, che vede coinvolti gli ambiti della storia dell’arte e dell’architettura, delle arti decorative e del design, dell’industria, della moda e della museologia. Attraverso la rilettura della bibliografia di riferimento, e sulla base di documentazione archivistica inedita, si è cercato di restituire la complessità dello scenario in cui si svolse la mostra, la sua organizzazione, gli attori, gli interessi economici e politici, gli stili e i riferimenti culturali che portarono al buon esito di un’iniziativa – e ai suoi esiti successivi – volta a presentare la ripresa dell’Italia sul palcoscenico del mondo
Introduzione - Introduction
Introduction to the book that explores the post-World War II cultural and commercial exchange between Italy and the United States, highlighting a pivotal moment in the shaping of the “designed and made in Italy” identity. In the years following the war, a series of initiatives—spearheaded by figures like Carlo Ludovico Ragghianti and Max Ascoli—played a crucial role in promoting Italy’s artistic, artisanal, and industrial production abroad. Through organizations such as CADMA (1945–1948) and Handicraft Development Inc. (1947–1956), these efforts gave rise to influential events like the exhibitions at the House of Italian Handicraft in New York, the traveling show Italy at Work: Her Renaissance in Design Today (1950–1953), and high-profile showcases in department stores such as Macy’s and Kauffmann’s. These initiatives not only introduced American audiences to Italian craftsmanship and design, but also helped construct a shared cultural identity—one that blended tradition, innovation, and aesthetic excellence, and would come to define the international image of Italian production for decades to come
Crafting Tomorrow through the Design Lens
Preface to the volume, introducing to the main topics, focusing creativity and culture within the broader fields of design, examining their role in fostering local growth and engaging communities
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