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    Caratterizzazione di un sito inquinato della piana campana

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    Viene qui presentato lo studio su un sito presente nella piana campana, oggetto di sversamenti abusivi nel tempo e che oggi si presenta, nonostante le apparenze esteriori, come il prototipo di un disastro ecologico. Già vecchia cava dismessa, questo sito presenta le ingannevoli sembianze di un ridente paesaggio, con una piccola pozza d’acqua nella parte più profonda della cava. Obiettivo dello studio è stato quello di valutare l’entità dell’abbancamento di rifiuti e la loro natura. Le operazioni svolte sono: a) Rilievi topografici; b) Carotaggi nel sottosuolo per valutare la sua composizione; c) Analisi chimiche dei materiali presenti nelle carote; d) Analisi delle acque superficiali e di quelle prelevate in alcuni pozzi e piezometri; e) Analisi di composizione e temperatura di gas effluenti dal sito

    Inquinamento di origine agricola e industriale in un sistema lagunare mediterraneo

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    Scopo dello studio è stato quello di studiare lo stato di salute della Laguna di Berre, grande corpo lagunare presente in Francia tra Marsiglia a est e il corso terminale del fiume Rodano a ovest, attraverso indagini chimiche su sedimenti campionati in 18 diverse stazioni. Nel complesso è stata riscontrata una moderata contaminazione, più importante nelle zone industrializzate. Le concentrazioni sono paragonabili con quelle di ambienti simili sottoposti allo stesso tipo di impatto. I sedimenti, per la loro composizione, esprimono contaminazione da metalli pesanti in diversi campioni. L’aspetto metodologico evidenziato è propedeutico alle applicazioni analitiche negli scenari individuati nella Regione Campania

    Lymnaea peregra come bioindicatore di un corso di acqua dolce: il Fiume Lete

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    Nei fiumi, come è noto, si registra un accrescimento della contaminazione da monte a valle, che corrisponde al fatto che lungo il suo corso il fiume si arricchisce via via di contaminanti che porta con le sue acque fino alla foce. D’altra parte è anche noto che dei contaminanti tipici delle acque, come i cosiddetti “metalli pesanti”, hanno un destino particolare nei corpi idrici superficiali nella misura in cui, per la loro carica elettrica doppia o tripla, finiscono quasi sempre per dar luogo, dopo la loro immissione, ad idrolisi precipitando come idrossidi o per essere adsorbiti sulla superficie di materiali sospesi come argille, sostanze umiche o altro ancora. Il che significa che tali metalli non si ritrovano quasi mai sciolti nelle acque ma per lo più sospesi nella colonna d’acqua o come sedimento. Questa considerazione ha incoraggiato il presente studio che si basa sull’uso di un organismo vivente, il gasteropode Lymnaea peregra, molto diffuso nelle acque dei fiumi, come possibile bioindicatore di metalli pesanti delle acque fluviali. L’idea è appunto che, se i metalli pesanti sversati nelle acque tendono a non lasciare tracce perché passano nella fase solida, una memoria della loro presenza può essere rintracciata attraverso lo studio su una popolazione di Lymnaea peregra che, tramite il bioaccumulo di tali metalli, può esprimere una registrazione del transito dei suddetti metalli

    Inquinamento organico ed inorganico nel corso superiore del Fiume Volturno

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    In questo studio è stato monitorato il fiume Volturno, il principale fiume per lunghezza (175 Km) e per estensione del bacino (5.550 kmq) dell’Italia meridionale. La campagna di campionamenti e misure è stata condotta per 18 mesi, dal marzo 2001 a settembre 2002, caratterizzando le acque e i sedimenti del fiume nel tratto superiore a monte della confluenza con il Fiume Calore Irpino. Le stazioni di campionamento sono state individuate nei luoghi seguenti: Stazione 1 – Acqua Sulfurea Stazione 2 - Raviscanina Stazione 3 – San Domenico Stazione 4 – Castel Campagnano L’obiettivo che si è dato questo studio è stato quello di identificare la presenza di eventuali sostanze inquinanti cercando di comprendere la possibile provenienza per poi suggerire eventuali soluzioni

    Confronto delle prestazioni di tecniche analitiche avanzate applicate all’analisi di sedimenti lacustri (lago Fusaro)

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    Lo scopo di questo studio è ottenere una valutazione dello stato ambientale del Lago Fusaro in relazione al contenuto di metalli pesanti presenti nei sedimenti (sia totali che biodisponibili) e valutare l’applicabilità e le prestazioni analitiche di una tecnica di analisi diretta confrontando i risultati ottenuti con quelli derivanti da tecniche analitiche indirette. I metalli considerati per la caratterizzazione dello stato ambientale sono: piombo, cadmio, cromo, nichel, rame e zinco. Le tecniche analitiche strumentali utilizzate per la loro determinazione sono: la Spettroscopia di Assorbimento Atomico in fiamma (F-AAS); la Spettrometria di massa accoppiata induttivamente al plasma (ICP/MS); la Spettrometria di massa accoppiata induttivamente al plasma con introduzione del campione mediante Laser Ablation (LA-ICP/MS)

    Indagini sullo stato di salute delle lagune costiere dei Campi Flegrei: il “Lago Lucrino”

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    Il lago Lucrino, che in realtà è una laguna della zona dei Campi Flegrei, è stato oggetto di uno studio che si è sviluppato per oltre un anno. Le stazioni di campionamento scelte sono le seguenti: 1. Stazione Foce, 2. Stazione Play Off, 3. Stazione Uscita Vasche, 6. Stazione Canneto, 7. Stazione Centro Lago, 8. Stazione Ristorante, 9. Stazione Stufe Nerone. Inoltre, solo occasionalmente, sono stati effettuati prelievi in due altre stazioni

    Weak stereospecific interactions in water. Excess enthalpies of aqueous solutions containing aldopyranosides at 25°C

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    The heats of dilution in water of methyl-β-D-galacto-, gluco-, and xylopyranosides and the heats of mixing with the respective α-isomers were determined calorimetrically at 25°C. The excess enthalpies, expressed as virial expansions as a function of the molalities, lead to the evaluation of the self- and cross-interaction coefficients. As for other saccharide derivatives, the pairwise interaction coefficients are positive and larger than those for the parent monosacharides. The cross coefficients, in turn, are smaller than the homogeneous coefficients resulting in a favorable contribution to the free energy of mixing. This indicates the existence of a weak, water-mediated, but still stereospecific recognition between pairs of solute molecules. © 1984 Plenum Publishing Corporation

    Indagine chimica sui sedimenti del Golfo del Leone e possibile origine d’inquinamento

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    In questo lavoro è stata studiata la distribuzione dei microinquinanti organici e inorganici nei sedimenti del Golfo del Leone (Francia) campionati in 9 diverse stazioni poste a –100m di isobata. Le distanze tra le stazioni di campionamento e la foce del Rodano sono diverse. In ogni stazione sono state ottenute delle carote di sedimento di 10 cm ognuna, su cui sono state eseguite analisi su singoli strati di carota per ottenere informazioni sull’andamento dell’inquinamento in funzione del tempo.E’ stato stimato il contenuto di metalli pesanti, di contaminanti organici, di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e di policlorobifenili (PCB) alle varie profondità della carota. I risultati mostrano che le concentrazioni di metalli pesanti sono piuttosto basse, con l’eccezione di piombo e manganese. Tra gli inquinanti organici gli IPA superano il limite di 1 mg/kg, mentre le concentrazioni di PCB sono molto più basse. Tuttavia il livello di contaminazione non è trascurabile
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