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Riflessi di cultura giuridica nella biblioteca del monastero di Polirone (secc. XI-XII)
Il contributo punta a delineare l'interesse verso testi e tematiche di rilievo giuridico coltivato dai monaci del cenobio di S. Benedetto Polirone nei secoli XI e XII sulla base dei codici testimoniati in possesso del monastero stesso e conservati nella sua bibliotec
Alle origini del codice O.II.11. il Liber iurium della Fabbrica del Duomo
Il saggio è dedicato a studiare i contenuti e le modalità compositive di un importante codice del secolo XIII conservato presso l'Archivio capitolare di Modena, assai noto per contenere, nel fascicolo iniziale, il testo destinato a narrare la fondazione del Duomo di Modena alla fine del secolo XI e il trasferimento nella nuova sede delle venerate spoglie del santo patrono. Ulteriore importanza assume il Codice poiché nelle carte successive contiene i regesti di oltre 200 documenti relativi alla Fabbrica di S. Geminiano, l'ente destinato ad occuparsi del completamento costruttivo e della perenne manutenzione del Duomo di Modena e della vicina torre Ghirlandina. Esso costituisce pertanto il più antico "Liber iurium" della Fabbrica in grado di illuminare le modalità di acquisizione e di gestione del crescente patrimonio destinato a finanziare l'attività costruttiva del Duomo cittadino
Statuti dei Quattro Vicariati (Val Lagarina) del 1619, a cura di Ornella Pittarello. Introduzione di Bruno Andreolli, Roma, Viella, 2008 [Corpus statutario delle Venezie, 21]
recensione e valutazione critica, in quanto a potenzialità informative, delle recente edizione degli Statuti civili e crminali dei Quattro Vicariari (distretto comprendente gran parte della Val Lagarina in età moderna) emanati al 1619
Il “Registrum Comunis Mutine” (1299). Politica e amministrazione corrente del Comune di Modena alla fine del XIII secolo
Il volume è dedicato all’edizione e al commento di un codice cartaceo, conservato presso l'Archivio Storico Comunale di Modena e contenente le registrazioni fatte dal notaio del podestà e del visconte estense nel secondo semestre dell’anno 1299, etichettato dalla tradizione archivistica locale come "Registrum comunis Mutine". Il valore di questo codice non risiede soltanto nella sua unicità all’interno della documentazione duecentesca modenese, essendo l’unico superstite della sua serie archivistica, ma soprattutto nella rarità della sua testimonianza di scrittura corrente in ambito cittadino, dedicata a contenere la magmatica varietà degli atti e delle registrazioni connesse all’esercizio delle proprie funzioni da parte del podestà in carica in quel periodo, il giudice padovano Guglielmo da Camposampiero, al quale si affianca il visconte estense nella persona del legum doctor Francesco da Arezzo
Dalla pecia all’e-book. Libri per l’Università: stampa, editoria, circolazione e lettura. Atti del Convegno internazionale di studi (Bologna, 21-25 ottobre 2000), a cura di G. P. Brizzi e M. G. Tavoni, Bologna, Clueb, 2009 (Centro interuniversitario per la storia delle università italiane. Studi, 11)
Relazioni e conflitti del monastero di Nonantola con i vescovi di Modena (secc. VIII-XII)
La Costituzione europea. Modelli ed esperienze storiche a confronto
Il contributo si propone di esaminare il significato del Trattato Costituzionale Europeo firmato a Roma il 29 ottobre 2004 alla luce delle altre significative esperienze che hanno segnato importanti momenti di unificazione istituzionale e politica del continente europeo tra il secolo IX e il XIX. Cerca altresì di individuare il significato del riferimento all'Europa sotteso alla definizione del Trattato suddetto, riflettendo sul nesso costituzione/rivoluzione che ha caratterizzato la definizione delle carte costituzionali nel contesto della politica e della cultura continentale dal secolo XVIII e può essere confrontato con il percorso che ha condotto alla stesura dell'attuale Trattato europeo
Il governo del Comune cittadino tra Due e Trecento
Il saggio ricostruisce le fasi salienti e le modalità del controllo politico e giurisdizionale esercitato dal comune di Modena sul castello di Carpi per poco più di un secolo a partire dal 1215, tra la fine della diretta giurisdizione in capo alla Chiesa romana e l'impianto della nuova signoria dei Pio, quale frutto di una specifica trattativa con i marchesi estensi, dal 1336
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