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I molteplici volti della compassione: la grande camera della Corte di Strasburgo accetta le spiegazioni dei giudici inglesi in materia di ergastolo senza possibilità liberazione anticipata
Tra reato di aiuto al suicidio e diritto ad una morte dignitosa: la procura di Milano richiede l'archiviazione per Marco Cappato
Ancora in tema di ergastolo e art. 3 CEDU: la Corte di Strasburgo pone un limite al margine di apprezzamento degli stati?
Aiuto al suicidio: il G.I.P. di Milano rigetta la richiesta di archiviazione e dispone l'imputazione di Marco Cappato
Nuova pronuncia della Corte di giustizia sul ne bis in idem: un chiarimento sulla nozione di “sentenza definitiva” e un'occasione persa per definire lo status delle riserve ex art. 55 CAAS
Il concorso tra reato e illecito amministrativo di fonte regionale alla prova del ne bis in idem convenzionale
La sentenza che si annota si muove in un terreno già ampiamente battuto dalla dottrina e dalla giurisprudenza interna, sia di merito che di legittimità. Tratta, infatti, la vexata quaestio della compatibilità di sistemi a “doppio binario” con il principio del ne bis in idem convenzionale. La specificità di questa pronuncia, però, sta nel fatto che per la prima volta il problema si pone in relazione ad un illecito amministrativo di fonte regionale applicato in concorso con un reato, in esito a due distinti procedimenti. La pronuncia risolve il problema ricorrendo alla “valvola di sfogo” offerta dalla Grande Camera di Strasburgo nel noto caso A e B c. Norvegia; tuttavia essa spinge l’interprete a confrontarsi, ancora una volta, con un tema sempre vivo, nonostante il revirement operato dalla Grande Camera, e a ricercare gli strumenti idonei a garantire il rispetto del diritto convenzionale innanzitutto tra gli istituti che il diritto interno mette a disposizione. L’articolo si propone di dimostrare come i meccanismi di raccordo tra illecito amministrativo e reato, predisposti dal legislatore del 1981 con la l. n. 689, possano oggi essere valorizzati – almeno in relazione a questo specifico caso, ma con possibilità di estendere l’operazione ad altre situazioni analoghe – per garantire l’unicità dell’accertamento richiesta dalla Corte europea dei diritti dell’uomo sulla base dell’art. 4 Prot. 7 CEDU
Libertà di riunione ed affiliazione ad un'associazione illegale : per la Corte di Strasburgo il limite è la prevedibilità della condanna
Dalla Corte di Strasburgo nuovi criteri in materia di condizioni detentive ed art. 3 CEDU?
Dalla Corte di Strasburgo un chiarimento sull'obbligo positivo di protezione del diritto alla vita
Stupefacenti di qualità diversa e lieve entità: un passo avanti delle Sezioni Unite nel chiarimento dei rapporti tra le varie ipotesi di narcotraffico
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